Regime forfettario 2022: Quali sono i requisiti per accedere

Quali sono i limiti, i requisiti e cosa bisogna fare per aderire al regime forfettario destinato a liberi professionisti e piccoli imprenditori; quale sarà, quest’anno l’evoluzione della normativa per questo tipo di imposizione fiscale

revisione a cura di Danilo GuliziaDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Regime forfettario 2022: Quali sono i requisiti per accedere
  • Per accedere al regime forfettario occorre non superare i 65.000 euro di fatturato annui
  • Il regime forfettario si caratterizza per un’imposizione fiscale flat al 5% per i primi 5 anni, e poi al 15%
  • Dal 2022 anche le partite IVA in regime forfettario sono obbligate a emettere fattura elettronica

Il regime forfettario è una forma di imposizione fiscale semplificata che agevola coloro che scelgono di aprire partita IVA da zero. Rispetto al regime ordinario, una partita IVA forfettaria gode di alcuni benefici, come un’imposizione fiscale fissa e più bassa.

Ci sono anche degli aspetti negativi, come l’impossibilità di scaricare le proprie spese di professionista. Oppure un tetto al fatturato annuo: se si sfora, la partita IVA perde i benefici del regime forfettario.

Quando si valuta di avviare un’attività, è normale chiedersi quali sono i requisiti per aprire una partita IVA forfettaria. L’aiuto di un buon commercialista è quello che serve, ma in questa guida vedremo di fare chiarezza su cosa prevede questo sistema.

Regime forfettario: quali sono i requisiti

Nel momento in cui devi scegliere il regime fiscale da adottare, la prima domanda che dovrai farti riguarda la sussistenza dei requisiti previsti per legge, per aderire al regime forfettario.

Per questo tipo di tassazione, dal 2020 le caratteristiche finanziarie dovranno essere:

  • I ricavi della propria attività non devono essere superiori a 65.000 euro l’anno. Nel caso in cui si esercitino più di un’attività quest’importo è considerato come somma dei ricavi provenienti da ognuna di queste.
  • Avere sostenuto, nel corso dell’anno, spese per importi non superiori a 20.000 euro lordi, in forma di pagamento a lavoratori dipendenti, a collaboratori, soci e familiari che prestano la propria attività in azienda.

Se stai pensando di iniziare una nuova attività o vuoi metterti in proprio come libero professionista freelance, e prevedi di poter rientrare in questi requisiti, questo è sicuramente il miglior modo per iniziare.

Ovviamente sono anche previsti dei casi in cui non è possibile accedere alla tipologia di tassazione che stiamo analizzando.

Ma quali sono i casi di esclusione?

I casi in cui non è possibile usufruire del regime forfettario sono molto precisi e riguardano:

  • I soggetti che si avvalgono di regimi IVA speciali o di altri regimi di determinazione forfettaria del reddito;
  • Le persone non residenti nello Stato Italiano, a meno non si tratti di soggetti residenti nell’ambito dell’Unione Europea;
  • Chi esercita un’attività di scambio di terreni o fabbricati o di mezzi di trasporto nuovi;
  • Chi già esercita un attività d’impresa e partecipa ad associazioni professionali, società di persone o imprese familiari, oppure che controllano società a responsabilità limitata, e che esercitano attività in qualche modo riconducibili a quella che svolgono individualmente;
  • Persone che svolgono la propria attività prevalentemente nei confronti del datore di lavoro o nei confronti di coloro con i quali hanno avuto rapporti di lavoro come dipendenti nei due periodi d’imposta precedenti. Non rientra in questo caso chi ha svolto in questi due anni un’attività di pratica per l’esercizio di professioni.
  • I soggetti che hanno percepito un reddito da lavoro dipendente, nell’anno precedente superiore a 30.000 euro, a meno che il rapporto di lavoro sia cessato.

Come funziona il regime forfettario

Il regime forfettario è indubbiamente un sistema semplificato per il calcolo dell’imposizione fiscale, ma questo non è il solo vantaggio derivante dall’aderire a questo sistema.

Calcolo delle imposte

Un giovane od un soggetto che dopo anni di esperienza come lavoratore dipendente, vuole scommettersi come libero professionista od imprenditore, può usufruire di un regime molto più comodo rispetto ad una tassazione ordinaria.

Questa infatti prevede il calcolo di un’aliquota fiscale spesso proibitiva, anche nell’ipotesi di mancato raggiungimento di determinati livelli di fatturato.

Regime forfettario: limiti di fatturato

Rimanere nei limiti di fatturato previsti per legge è la condizione essenziale per rimanere ad essere tassati, nell’anno successivo secondo il regime forfettario.

Cosa accade se (per tua fortuna) l’anno successivo all’apertura della tua partita IVA supera il limite dei 65.000 euro di ricavi?

Niente di particolarmente spiacevole, succede soltanto che nell’anno successivo non potrai godere di questo tipo di imposizione e dovrai adeguarti al regime ordinario.

Nonostante questo, anche in questo caso sarà di nuovo possibile rientrare nel regime forfettario, qualora nell’anno successivo i tuoi ricavi dovessero nuovamente rientrare nei limiti.

Per essere più chiaro ecco un esempio pratico:

Supponiamo che nell’anno 2021 – anno di apertura della partita IVA – tu abbia conseguito un fatturato di 45.000 euro; nel 2022 rientrerai comunque nel regime forfettario ed il calcolo della tua imposizione fiscale sarà effettuato secondo quel sistema.

Se per tua fortuna i tuoi ricavi nel 2022 dovessero raddoppiarsi, nel 2023 rientrerai nel regime IVA ordinario e corrispondere le tasse secondo l’aliquota prevista da quel regime.

Ancora, se nel 2023 i tuoi ricavi dovessero contrarsi per qualsiasi ragione e per esempio tornare ad attestarsi a 50.000 euro, potrai tornare ad usufruire del regime forfettario dal 2024.

Per cui ciò che è determinante è l’importo dei fatturati dell’anno precedente, secondo il principio di competenza di cassa.

Come si calcola l’imposta

A questo punto. Dopo avere visto requisiti e limiti di questo tipo di imposizione fiscale, vediamo nel concreto, qual è il reddito assoggettato ad imposta (l’imponibile) e come si calcolano le tasse dovute.

Il regime forfettario si chiama così perché il pagamento dell’imposta sul reddito viene calcolata in base ad un’aliquota determinata come forfait; questa percentuale è:

  • Del 5% per i primi cinque anni di attività (sempre che non si verifichi lo sforamento di cui ti ho parlato più sopra)
  • Del 15% negli anni successivi, senza alcun limite di tempo (negli anni precedenti il regime era usufruibile solo per cinque anni)

Per fare questo calcolo, per la verità abbastanza semplice, dovrai servirti di calcolatrice e di Internet.

Ti servirà la calcolatrice per fare la somma dei tuoi ricavi percepiti nell’anno. Così ad esempio se hai emesso fattura il 31 dicembre, ma incassi il primo di gennaio, la competenza dell’incasso sarà relativa all’anno successivo.

Effettuata questa somma dovrai utilizzare internet per trovare nel sito dell’agenzia delle entrate l’elenco dei codici ATECO, cioè dei codici assegnati da quell’amministrazione ad ogni singola attività economica.

In questo elenco di attività troverai il codice assegnato alla tua professione e lo specifico coefficiente di redditività fissato.

Così ad esempio, se svolgi la tua attività come agente finanziario il tuo coefficiente di redditività sarà del 78%.

Trovato questo coefficiente il calcolo è abbastanza agevole perché dovrai moltiplicare i ricavi ottenuti nell’anno per la percentuale corrispondente ed otterrai così il reddito da assoggettare all’aliquota (5 o 15%) – il reddito imponibile.

Un’ulteriore passaggio da fare è sottrarre da questo i contributi previdenziali versati.

La cifra ottenuta potrai adesso moltiplicarla per l’aliquota, ottenendo così l’imposta da pagare nel periodo considerato.

Un esempio pratico può essere utile a chiarire un sistema di calcolo davvero alla portata di tutti.

Supponiamo che il reddito che hai ottenuto nel corso dell’anno è di 45.000 euro; se il coefficiente ATECO da applicare alla tua attività è per esempio del 78%, il calcolo sarà:

45.000 X 78% = 35.100

Questo sarà il tuo reddito imponibile.

Se i contributi previdenziali versati ammontano ad euro 8.000:

35.100 – 8.000 = 27.100

A questa cifra basterà applicare l’aliquota del 5% o del 15% secondo i casi, per sapere la somma da versare a titolo d’imposta.

27.100 X 5% = 1.355 27.100 X 15% = 4.065

Quando conviene il regime forfettario?

Il regime forfettario è stato introdotto, qualche anno fa, con lo scopo di favorire lo sviluppo delle piccole attività, che con tale regime non vengono appesantite da adempimenti come l’IRPEF o L’IRAP, imposte che tempo fa erano particolarmente gravose per i primi anni di attività di un’impresa.

Se con la tua attività hai deciso di aderire al regime forfettario, avrai tutta serie di vantaggi, che è importante schematizzare per capirne l’importanza.

In primo luogo, e l’abbiamo già visto, la tassazione avviene applicando il principio di cassa, cioè sulla base dei ricavi ottenuti nel periodo d’imposta. Se applichi a questi il coefficiente di redditività la somma così ottenuta – il reddito imponibile – verrà assoggettata all’aliquota prevista nel caso specifico.

La procedura di calcolo è molto semplice e non richiede grandissime competenze tecniche.

È poi possibile detrarre l’importo dei contributi previdenziali INPS già versati, e questo consente un ulteriore alleggerimento dell’imposizione.

Purtroppo però non è possibile dedurre dal calcolo tutti i costi sostenuti per l’esercizio dell’attività e questo è un limite.

Se ritieni che le somme dei costi da dedurre raggiungano un importo significativo, forse ti è più conveniente aderire al regime ordinario, ma sarà un calcolo che dovrai fare con il tuo commercialista di fiducia.

Un altro vantaggio è che tutte le operazioni che farai con i tuoi clienti saranno escluse dall’ambito di applicazione dell’IVA, cioè non dovrai applicare l’IVA in fattura, così come sono escluse dall’ambito di applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA) ed inoltre, sempre in fattura, non dovrai applicare la ritenuta d’acconto.

Per i commercianti e gli artigiani è poi possibile anche richiedere una riduzione del 35% dei contributi dovuti alla gestione Ivs.

In definitiva si tratta di agevolazioni e vantaggi notevoli, non solo per chi decide di aprire un’attività, ma anche per chi rientra nei limiti di fatturato che abbiamo già visto.


La fattura in applicazione del regime forfettario

Uno degli aspetti più rilevanti per quanto riguarda l’adesione al regime forfettario è poi il momento dell’emissione della fattura di vendita dei propri servizi o prodotti.

La compilazione della fattura di vendita è parecchio semplificata rispetto a quanto avviene nel regime ordinario.

Come si compila la fattura

Per la compilazione della fattura dovrai, come da prassi, inserire i dati della tua intestazione:

  • Nome e cognome e ragione sociale
  • Indirizzo dell’attività 8sede legale e sede operativa)
  • La partita IVA
  • I tuoi recapiti (numero di telefono, e – mail, sito web e tutte le indicazioni che ritieni utili)

I dati del cliente a cui invierai la fattura:

  • Ragione sociale
  • Via
  • CAP
  • Città
  • Provincia
  • Partita IVA/Codice fiscale

Quindi i dati dell’operazione effettuata

  • Servizio prestato o prodotto venduto ed importo
  • Rivalsa previdenziale (se prevista dalla cassa di appartenenza)
  • Importo dell’imposta di bollo (2 €)
  • Il totale di fattura
  • Le condizioni del pagamento

Infine in calce dovrà essere indicata la dicitura:

Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 ad 89, della legge n. 190/2014 e successive modificazioni. Imposta di bollo nr…….. assolta sull’originale

Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’art. 1 comma67 della legge nr. 190/2014 e successive modificaizoni

Questo per indicare che si tratta di una fattura emessa da un soggetto che aderisce al regime forfettario

Modello fac simile di fattura

Per semplificare ulteriormente ecco un modello di fattura che può esserti utile seguire per lo scopo.

Si tratta, nel caso specifico di una fattura per una prestazione di servizi, ma i criteri di compilazione sono identici.


Regime forfettario nel 2022: quali saranno i requisiti

Per quanto riguarda la regolamentazione del regime forfettario, sembra che dalla legge di bilancio 2020 non emergano delle particolari novità.

Chi intende aprire una partita Iva potrà comunque farlo aderendo al sistema, mentre chi già lo adotta è possibile continuare a dichiarare i propri redditi secondo questa modalità; mentre chi ha aderito al regime semplificato potrà passare al forfettario, derogando all’obbligo di permanenza triennale.

Per quanto riguarda i rimanenti criteri non sembra (almeno fino ad ora) che siano previste modifiche sostanziali ai criteri di permanenza ed ai limiti di fatturato, mentre, rispetto a ciò che era previsto, verrà introdotto l’obbligo di fattura elettronica anche per i forfettari.

Per cui riassumendo, ancora oggi:

  • Potrà permanere all’interno del sistema di tassazione chi avrà ottenuto un fatturato nel corso dell’anno solare inferiore a 65.000 euro
  • Rimarrà nel sistema forfettario chi avrà sostenuto un ammontare di spese inferiore a 20.000 euro lordi nel corso dell’anno.

E come prima, saranno cause di esclusione:

  • L’avvalersi di regimi speciali o di regimi forfettari
  • L’essere non residenti
  • L’effettuare in via esclusiva o prevalente attività di cessione di immobili o di mezzi di trasporto nuovi.

Regime forfettario: Consigli finali

Abbiamo visto quindi, in questa carrellata i requisiti, i limiti e le modalità di gestione di una partita IVA in regime forfettario, ed anche quali potrebbero essere i cambiamenti che potranno verificarsi dal prossimo anno.

Si tratta di un sistema di facile comprensione, molto utile per chi vuole iniziare a scommettersi nel mondo del lavoro ed anche per chi, pur essendone già uscito, vuole rientrare ed anche per chi uscendo da una esperienza come lavoratore dipendente vuole intraprendere un percorso da freelance.

Come funziona il regime forfettario?

Il regime forfettario è una particolare condizione fiscale creata per piccole aziende e startup; per la sua sussistenza occorrono due requisiti: ricavi spese sostenute nell’anno non devono superare il limite fissato per legge. L’imposta dovuta si calcola in modo molto più semplice rispetto al regime ordinario perché si tratta di una tassa flat.

Quando si decade dal regime forfettario?

La decadenza dall’adesione al regime forfettario, può avvenire solo in un caso specifico: se si supera il fatturato previsto. Dopo un certo tempo, essendovi i requisiti si può rientrare. Dal 2022 sono state introdotte altre cause di esclusione; queste circostanze, se sopravvenute fanno decadere la permanenza.

Quanto si può fatturare con il regime forfettario?

Esiste il limite specifico di fatturato di 65.000 euro annui; superato questo importo occorre attendere due anni per rientrarvi, se ne sussistono i requisiti.

Fact-Checked
Danilo Gulizia
Dottore Commercialista
Revisione al 4 Ottobre 2022
Autore
Foto dell'autore

Alessandro Creazzo

Consulente aziendale e marketing d'impresa

Consulente aziendale dal 1999, mi sono occupato di finanza agevolata e business planning presso importanti organizzazioni di categoria quali COLDIRETTI e CONFAGRICOLTURA, ed anche come libero professionista. Nel 2003 ho iniziato l’attività di consulenza aziendale di direzione. Dal 2009 mi occupo di Marketing Strategico e Responsabilità Sociale d’Impresa.

© Riproduzione riservata

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