Fattura elettronica, scatta l’obbligo anche per i forfettari

Scatta l'obbligo della fattura elettronica anche per i forfettari. In questa guida ti spieghiamo come compilarla direttamente online.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
fattura elettronica
  • L’obbligo della fattura elettronica viene esteso anche ai forfettari;
  • Come compilare correttamente il documento contabile;
  • Come emettere la fattura elettronica gratuitamente.

I titolari di partita Iva, che hanno aderito al regime forfettario, saranno tenuti ad emettere la fattura elettronica. È una delle principali novità fiscali del nuovo anno: dal 1 luglio 2022 i professionisti ed i lavoratori autonomi, che beneficiavano delle agevolazioni fiscali ed amministrative previste proprio dal regime forfettario, dovranno fare i conti con la fattura elettronica.

L’Italia ha ottenuto il via libera dall’Unione europea ad allargare la platea dei contribuenti, che dovranno adeguarsi al nuovo standard contabile. Lo scopo è quello di contrastare, in tutte le sedi possibili, l’evasione fiscale.

Fino ad oggi i contribuenti, che operano con partita Iva ed avessero scelto il regime forfettario, hanno avuto la possibilità di aderire o meno alla fattura elettronica. Da quest’anno, però, cambiano le regole del gioco. Il Ministero delle Finanze starebbe effettuando tutte le verifiche necessarie per estendere anche a loro l’obbligo dell’e-fattura, nel rispetto di quanto previsto dal PNRR.

Forfettari: arriva la fattura elettronica

Il termine ultimo entro il quale i forfettari dovranno adeguarsi alla fattura elettronica è fissato nella seconda metà del 2022. Entro quella data il nostro paese dovrebbe riuscire a raggiungere il Milestone M1C1-103, che non è altro che uno degli obiettivi specifici che sono stati previsti all’interno della riforma fiscale che dovrà essere effettuata per poter accedere ai fondi del PNRR.

fattura elettronica forfettari

Stiamo parlando dei primi adempimenti che il nostro paese dovrà provvedere a completare entro la fine del 2022. Il nostro paese, sostanzialmente, ha promesso di adottare una serie di atti di diritto primario e derivato, il cui scopo, molto pragmaticamente, dovrebbe essere quello di incoraggiare la cosiddetta tax compliance. Ma soprattutto si dovrà arrivare a migliorare gli audit ed i controlli.

Contrastare l’evasione fiscale

Ma quale sarebbe, sostanzialmente, lo scopo principale dell’allargamento degli obblighi della fattura elettronica. Secondo il Mef andare ad includere tra i soggetti obbligati all’e-fattura anche i forfettari è una delle vie da seguire per cercare di contrastare l’evasione fiscale. Soprattutto quella che riguarda l’Iva.

L’Unione europea ha già autorizzato l’estensione di questo obbligo. Anzi: questa misura potrebbe, addirittura, rientrare tra quelle necessarie per poter ottenere i fondi promessi con il PNRR. Ad essere onesti, comunque, per il momento non ci sarebbe nulla di definito.

Quello che appare sicuro è che il 2022 sarà, a tutti gli effetti, un anno molto ricco dal punto di vista fiscale, anche perché l’Italia dovrà sottostare alle regole dettate dall’Europa per poter accedere alle risorse previste dal programma Next Generation EU.

fatturazione elettronica forfettari

Il Ministero dell’Economia ha sottolineato che continuare a lasciare fuori dalla fattura elettronica i titolari di partita Iva in regime forfettario, avrebbe limitato l’attività di controllo ed analisi del rischio evasione fiscale.

Fattura elettronica per forfettari: i soggetti coinvolti

Ma quanti sono, ad oggi, i titolari di partita Iva che emettono regolarmente fattura nel regime forfettario? Secondo alcune stime ministeriali, nel 2019 erano almeno 1,8 milioni i soggetti che vi hanno aderito. Secondo il Ministero

la mancanza delle informazioni relative alle operazioni attive dagli stessi effettuati produce un vulnus alle esigenze di completezza delle basi dati e limita l’attivazione di iniziative volte a stimolare la compliance.


Fattura elettronica: le sanzioni previste

Nel caso in cui il contribuente dovesse dimenticarsi di emettere la fattura elettronica, verrà applicata una sanzione amministrativa compresa tra il 5 ed il 10% dei corrispettivi che non sono stati documentati o che non siano stati registrati.

Nel caso in cui questa particolare violazione non dovesse essere determinante ai fini del reddito, si applicherà una sanzione amministrativa che potrà andare da un minimo di 250 euro ad un massimo di 2.000 euro.

I diretti interessati avranno sempre la possibilità di poter accedere al ravvedimento operoso, che permetterà loro di ridurre la sanzione. L’ammontare di quest’ultima sarà, comunque, condizionata dalle tempistiche entro le quali la violazione viene sanata. Nel caso in cui la correzione della violazione dovesse avvenire entro 90 giorni dalla scadenza, il contribuente si troverebbe applicata una sanzione pari ad 1/9 del minimo.

Calcolo sanzioni forfettari

Fattura elettronica: come farla senza costi

Senza dubbio, uno dei motivi per i quali molti contribuenti hanno deciso di aderire al regime forfettario è quello della convenienza economica. Meno spese, meno oneri, ma soprattutto una contabilità semplificata all’osso.

fattura elettronica regime forfettario

In questo contesto sono in molti che si domandano se sia indispensabile dover acquistare qualche software per emettere la fattura elettronica. Rispondiamo immediatamente: no.

L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione un programma online che permette di adempiere a questo obbligo: sarà possibile inviare, ricevere e conservare tutte le fatture elettroniche, senza costi aggiuntivi.

Ma proviamo a scoprire di cosa dobbiamo essere in possesso per poter essere in regola con la legge.


Cosa serve per emettere fattura elettronica

Per poter compilare ed inviare una fattura elettronica sarà necessario essere in possesso di:

  • un personal computer, un tablet o uno smartphone;
  • un programma che ci dia la possibilità di compilare la fattura in formato XML, così come prevede la legge.

L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione – gratuitamente – tre diverse modalità attraverso le quali preparare le fatture elettroniche (questi suggerimenti valgono sia per quanti siano nel regime ordinario che per quanti siano in quello forfettario). Proviamoli a vedere:

  • procedura web, che si può utilizzare attraverso il portale Fatture e Corrispettivi, del sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • un software che è scaricabile direttamente sul personal computer;
  • un’apposita App per tablet e smartphone, che si chiama Fatturae, che può essere scaricata dagli store Android ed Apple.

Come accedere a Fatture e Corrispettivi

Per poter creare la propria fattura elettronica direttamente sul Web è necessario accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate. Per poterlo fare è necessario:

  • essere connessi ad Internet;
  • essere in possesso delle credenziali SPID, Fisconline/Entratel o CNS.
agenzia delle entrate fatturazione elettronica

Una volta entrati, nella sezione Fatture e Corrispettivi è possibile predisporre la fattura elettronica ed inviarla. L’invio potrà essere effettuato gratuitamente online tramite il sistema di trasmissione dell’Agenzia delle Entrate oppure anche tramite Pec.

Fattura elettronica tramite Pec

Una delle alternative che i diretti interessati possono utilizzare per inviare la fattura elettronica è la Pec. Oltre alle soluzioni messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, ci sono alcuni software privati che permettono l’invio delle stesse gratuitamente tramite la Pec.

L’invio della fattura elettronica gratis tramite Pec, è espressamente ammesso dall’Agenzia delle Entrate nelle specifiche tecniche della fatturazione elettronica. Infatti, colui che è in possesso di un indirizzo Pec, può inviare il file XML della fattura elettronica quale allegato della Pec. Un unico messaggio può contenere diversi file allegati.

Regime forfettario: come si emette la fattura elettronica

Per chi opera in regime forfettario, emettere una e-fattura può spaventare all’inizio. Ma niente panico.

Una fattura elettronica, sostanzialmente, non cambia molto rispetto a quella tradizionale. Sarà necessario inserire tutti i dati di chi sta emettendo la fattura e di chi la riceve. Sarà necessario descrivere la prestazione, che si sta fatturando, e l’importo, che si vorrà ricevere per quel particolare servizio. Fin qui niente di nuovo.

Voce importante è l’imposta di bollo di due euro, che deve essere inserita se il valore della fattura supera i 77,47 euro. Ovviamente, nel caso della fattura elettronica, non sarà possibile inserire una marca da bollo tradizionale, ma sarà necessario flaggare una determinata voce che ci permette di inserirla. 

Ogni tre mesi, poi, sarà obbligatorio pagare il bollo virtuale tramite il Modello F24.

Molto importante, poi, è anche aggiungere la voce che molti contribuenti erano abituati ad inserire sulle fatture cartacee e che identifica i documenti emessi nel regime forfettario:

Operazione in franchigia da IVA ai sensi dell’art. 1 Co. 54-88 della L.23.12.2014 n. 190. Corrispettivo non soggetto a ritenuta d’acconto in quanto assoggettato a imposta sostitutiva ex art.1, comma 67 L. 190 del 23.12.2014. 

Solitamente questa dicitura con il software di fatturazione viene inserita sempre tramite un click. Dopo che la fattura sarà completata, gli ultimi due step riguardano l’inserimento della firma digitale e l’invio del file creato al Sistema di Interscambio. Solitamente il software di fatturazione elettronica permette di fare entrambi i passaggi molto velocemente, con un click.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 8 Dicembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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