Chiudere Partita IVA: come funziona, cosa sapere e costi

Come funziona la chiusura della Partita IVA? È possibile chiuderla senza commercialista? Ecco cosa sapere, anche in merito e quale modello utilizzare e ai costi.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Chiudere Partita IVA: come funziona, cosa sapere e costi
  • La chiusura della Partita IVA è una procedura che può essere portata a termine anche autonomamente, sul sito dell’Agenzia delle Entrate. 
  • Per completarla, si dovrà compilare e inviare il Modello AA9/12 per le persone fisiche
  • Nel caso di soggetti diversi dalle persone fisiche, si dovrà invece utilizzare il Modello AA7/10

La chiusura della Partita IVA è una procedura che può essere eseguita direttamente online, anche senza commercialista: per le persone fisiche dovrà essere utilizzato il modello AA9/12, lo stesso da usare per la variazione della propria Partita IVA. Le società invece dovranno utilizzare il Modello AA7/10.

Tale modello, che dovrà essere presentato entro 30 giorni dalla cessazione della propria attività, dovrà contenere il codice Ateco (o i codici Ateco) relativo al lavoro che è stato svolto come liberi professionisti, o come società.

Vediamo di seguito più nel dettaglio come fare a chiudere la Partita IVA inattiva, e le relative istruzioni di compilazione. I moduli potranno essere inviati telematicamente o per posta, oppure consegnati dal vivo presso uno degli uffici dell’Agenzia delle Entrate. 

Chiudere Partita IVA: quale modello scegliere

Per poter chiudere una Partita Iva è necessario inviare una documentazione apposita al fisco, ovvero all’Agenzia delle Entrate, per comunicare la cessata attività. Bisogna distinguere il tipo di modello in base all’attività professionale, alla ditta individuale, alla società. Nel dettaglio:

  • Modello AA9/12: utilizzato per chiudere un’attività professionale o un’impresa individuale;
  • Modello AA7/10: utilizzato per enti e associazioni, soggetti diversi da persone fisiche;
  • Modello ANR3: utilizzato per chiudere una Partita Iva per soggetto residente all’estero.

Il documento principale, ovvero il più utilizzato, è il Modello AA9/12 relativo alla chiusura della Partita IVA individuale, che spetta:

  • ai lavoratori autonomi (professionisti o artisti);
  • alle imprese individuali. 

Il documento può essere inviato telematicamente oppure presso uno degli uffici competenti dell’Agenzia delle Entrate, o in alternativa è possibile richiedere l’appoggio di un commercialista, entro 30 giorni dalla cessazione dell’attività.

Gli enti e le associazioni saranno invece obbligati a compilare il Modello AA7/10, che potrà essere utilizzato anche per la dichiarazione di inizio attività o di variazione.

Esiste un’ulteriore possibilità, ovvero che a chiudere la Partita Iva sia un soggetto non residente in Italia. In questo caso è possibile utilizzare il Modello ANR/3 per chiudere la posizione Iva. Scegliere quale modello utilizzare è piuttosto importante, per comunicare in modo corretto la variazione.

Costo chiusura Partita Iva

Chiusura Partita IVA: costo e istruzioni

È molto importante sapere che la chiusura della Partita IVA autonoma, quindi attraverso l’invio dell’apposito modello tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, non comporta alcun costo da sostenere. Tuttavia se la ditta è iscritta al Registro delle Imprese, bisogna acquistare una marca da bollo da 17,50 euro.

In merito alle regole da seguire per chiudere correttamente una Partita Iva, si dovrà inviare il Modulo AA9, o AA7, firmato, entro 30 giorni dalla cessazione della propria attività. Al fine di dichiarare la cessazione della propria attività, è necessario:

  • barrare la casella 3 del quadro A;
  • inserire il numero di Partita IVA e la data di fine della propria attività. 

I contribuenti che sono iscritti al Registro delle imprese con Comunicazione Unica, dovranno presentare il modello di chiusura della Partita IVA telematicamente. Di contro, i contribuenti che non sono obbligati a iscriversi al Registro delle Imprese, avranno diverse possibilità. Potranno infatti:

  1. presentare il modulo in duplice copia, presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, anche tramite un soggetto delegato;
  2. inviare un unico modulo tramite raccomandata, alla quale dovrà essere allegata una copia del proprio documento di identità, presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, a prescindere dal proprio domicilio fiscale;
  3. telematicamente, tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione potrà essere inviata direttamente dal contribuente, oppure da un soggetto incaricato, quindi dal proprio commercialista. 

Partita IVA inattiva e chiusura d’ufficio

Il Decreto Legge 193/2016 ha introdotto la chiusura d’ufficio delle Partite IVA che vengono considerate inattive. In particolare, si fa riferimento alle attività che non sono state più esercitate nel corso dei 3 anni precedenti

Viene effettuata una verifica in base ai dati che sono presenti nell’Anagrafe Tributaria: i contribuenti ricevono così una comunicazione con la quale vengono informati della chiusura d’ufficio della propria Partita IVA. 

Nell’ipotesi in cui si ritenesse che la chiusura della propria attività non sia corretta, si avrebbe la possibilità, entro 60 giorni, di comunicare all’Agenzia delle Entrate la prova della propria qualifica di soggetto con attività ancora attiva. Gli uffici dell’ente potranno agire in due modi:

  • sospendere la procedura di chiusura;
  • rigettare l’istanza del contribuente. 
partita Iva chiusura e riapertura

Chiudere Partita IVA e riaprirla

Una domanda lecita a questo punto è la seguente: è possibile chiudere la Partita IVA e riaprirla poco dopo, per esempio nello stesso giorno, mese o anno, oppure esistono delle limitazioni in merito? 

La riapertura della Partita IVA dopo la sua chiusura è possibile, ma ci sono alcune informazioni da tenere a mente. In primo luogo, non si potrà avere lo stesso numero di Partita IVA che si aveva in precedenza, in quanto sarà assegnato un nuovo numero univoco. 

Nel caso di chiusura Partita IVA in regime forfettario e successiva riapertura, ci sono degli svantaggi dal punto di vista fiscale. Se infatti, in precedenza, si aveva l’imposta sostitutiva al 5%, non si potrà nuovamente aprire la Partita IVA con questo regime agevolato. 

Sarà invece applicata in automatico l’imposta sostitutiva al 15% poiché non si rientrerà più nel regime di start up, anche nei casi in cui non fossero ancora trascorsi 5 anni (ovvero la durata massima prevista per l’imposta sostitutiva al 5%). 

Mancata comunicazione chiusura Partita IVA

Sono previste delle sanzioni nel caso di mancata comunicazione della chiusura della propria attività in Partita IVA, oppure qualora non si rispettasse il termine di 30 giorni in vigore? 

Le sanzioni applicabili in caso di mancata dichiarazione, in realtà, sono state eliminate dal Decreto Legge 193/2016, che ha portato all’abolizione del relativo codice tributo 8120, utilizzato per il versamento tramite Modello F24. 

Le sanzioni previste fino al 2016 erano comprese tra i 516 euro e i 2.000 euro, con una riduzione a 167 euro nei casi di pagamento entro 30 giorni dall’avviso. Al momento attuale non ci sono sanzioni per la mancata comunicazione di chiusura della posizione Iva.


Chiusura partita IVA – Domande frequenti

Quanto costa chiudere la Partita IVA?

La chiusura della Partita IVA non comporta dei costi, ma è una procedura gratuita che si può fare online, anche senza commercialista. Ecco come.

Come chiudere la Partita IVA da soli?

Per chiudere la Partita IVA, si dovrà compilare e inviare il Modello AA9/12: scarica il modulo online e le relative istruzioni di compilazione. 

Cosa succede se non si chiude la Partita IVA?

Un tempo erano previste delle sanzioni in caso di mancata comunicazione di chiusura della Partita IVA, ma sono state abolite nel 2016. 

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 8 Agosto 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Maria Saia

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Una laurea in Traduzione e un sogno nel cassetto: non vedere più le È con l'apostrofo al posto dell'accento online. La sua più grande passione - scrivere - è anche il suo lavoro: provate a cercarla su Google.

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