Partita IVA e NASPI 2022: sono compatibili? Cosa sapere

La NASPI è compatibile con l’apertura della Partita IVA, ma solo in presenza di determinate condizioni. Ecco quali sono, nella guida, e in cosa consiste la NASPI anticipata.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Partita IVA e NASPI 2022: sono compatibili? Cosa sapere
  • Partita IVA e NASPI, ovvero l’indennità di disoccupazione INPS, sono due realtà compatibili.
  • Per ottenere la NASPI devi aver interrotto un rapporto di lavoro subordinato e disporre di una serie di requisiti contributivi e lavorativi.
  • Puoi richiedere la NASPI mensile e quella anticipata sia se hai Partita IVA, sia se hai intenzione di aprirne una per iniziare un’attività autonoma.

Combinare NASPI e Partita IVA è una cosa possibile? Questo è un quesito frequente per chi ha interrotto un rapporto di lavoro subordinato e ha successivamente deciso di dedicarsi all’attività di lavoratore autonomo, ovvero aprendo una Partita Iva.

Prima di procedere a ricevere la NASPI con una attività autonoma appena avviata, è però necessario valutare alcuni aspetti, tra i quali i requisiti per ottenere l’indennità di disoccupazione, e cosa cambia nel momento in cui inizi a produrre nuovo reddito con la tua attività imprenditoriale.

Tieni presente che la disoccupazione erogata dall’INPS è erogabile anche se chi ha perso il proprio lavoro come dipendente disponeva già di una Partita Iva, tuttavia ci sono comunque dei limiti di reddito dal lavoro autonomo da rispettare: vediamo quali.

Partita IVA e NASPI: è possibile?

L’acronimo NASPI identifica la Nuova Assicurazione Sociale Per l’Impiego, inserita con il Decreto Legislativo del 4 marzo del 2015. È conosciuta anche come indennità di disoccupazione, dato che nasce come forma di supporto per chi interrompe un rapporto di lavoro subordinato. Infatti, consiste in una somma di denaro che verrà erogata per un massimo di 2 anni.

Viene calcolata in base ai contributi versati durante l’attività lavorativa. Il fine è quello di offrire un sostegno economico di base per permettere al soggetto disoccupato di sostenersi economicamente in attesa di un nuovo impiego lavorativo.

Data la finalità della NASPI è legittimo domandarsi se è compatibile con un’attività autonoma. In particolare, è possibile in contemporanea aprire una partita IVA? Rispondiamo subito in modo affermativo. Infatti, potrai disporre di un codice IVA e generare reddito e al contempo percepire l’indennità di disoccupazione. Vediamo come funziona.

compatibilità Naspi e Partita Iva

Requisiti per richiedere la NASPI

Per accedere alla NASPI, in linea generale, quindi con o senza Partita Iva, dovrai disporre di determinati requisiti. Ecco cosa considerare:

  • disoccupazione involontaria;
  • requisiti contributivi;
  • requisiti lavorativi.

L’indennità di disoccupazione prevede il verificarsi di questo evento, e quindi la cessazione del rapporto di lavoro subordinato. Risulta necessario che questo si verifichi in maniera involontaria. Ciò avviene quando vieni licenziato dal datore di lavoro o nel caso in cui hai presentato una lettera di dimissioni per giusta causa. Inoltre, puoi richiedere la NASPI all’ente previdenziale INPS per una naturale scadenza del contratto determinato o indeterminato.

Un altro aspetto da considerare è il requisito contributivo. Viene richiesto infatti un minimo di 13 settimane di contributi all’INPS, che devono essere stati versati nei quattro anni precedenti al verificarsi dello stato di disoccupazione. Infine, devi disporre dei requisiti lavorativi. Infatti, potrai ottenere la NASPI come:

  • lavoratore dipendente con contratto privato;
  • socio lavoratore di una cooperativa;
  • attività subordinata nel settore artistico;
  • se disponi di un contratto a tempo determinato nella Pubblica Amministrazione;
  • se svolgi il ruolo di apprendista.

Infine, dovrai aver maturato almeno 30 giorni di lavoro nell’arco dell’anno precedente alla richiesta di disoccupazione. Sono previsti anche dei casi in cui non potrai richiedere la NASPI. In particolare, non è prevista l’indennità se hai un contratto di lavoro a tempo indeterminato con la pubblica amministrazione, svolgi l’attività di operaio agricolo o hai l’età contributiva per avere accesso alla pensione.

Come richiedere la NASPI

La NASPI viene rilasciata dall’INPS previa domanda, che dovrai presentare in via telematica direttamente sul sito dell’Ente contributivo. Dovrai avere a disposizione le credenziali di accesso, oppure potrai procedere utilizzando lo SPID. Se non disponi del Sistema Pubblico di Identità Digitale ti invitiamo a leggere la nostra guida su come fare lo SPID.

La richiesta dovrà avvenire entro un massimo di 68 giorni dall’interruzione del contratto di lavoro. La durata della NASPI varia in rapporto alla tua storia contributiva. Infatti, l’indennità di disoccupazione viene corrisposta per un numero di settimane che sarà pari alla metà di quelle di contribuzione ottenute negli ultimi 4 anni, con un tetto massimo temporale di 24 mesi. La somma che percepirai potrà essere suddivisa:

  • mese per mese;
  • in una sola soluzione.

Nel primo caso si parlerà di NASPI mensile, calcolata suddividendo l’importo spettante in pagamenti ogni 30 giorni, a partire dal mese successivo in cui hai effettuato la richiesta. Potrai però ottenere anche l’intera somma in un’unica soluzione. In questo caso si parlerà di NASPI anticipata.

Quando si perde il diritto alla NASPI

Oltre alla scadenza temporale dei 2 anni, vi sono dei casi in cui potrai perdere il diritto di ricevere la NASPI, oltre ai casi visti sopra in cui non è possibile riceverla. Ecco quali sono:

  • sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro subordinato;
  • esclusione dalle liste di disoccupazione;
  • hai raggiunto l’età contributiva per il percepimento della pensione;
  • presenza di una fonte di reddito da lavoratore autonomo.

Va ricordato che ricevere la NASPI anche se non se ne ha diritto è di fatto un illecito ai danni dell’ente previdenziale, per cui sono previste sanzioni. In ogni caso in cui si presenta una variazione della situazione lavorativa, è necessario comunicarlo all’INPS.

Naspi anticipata

Partita IVA e NASPI mensile

Vediamo cosa succede nel momento in cui sei in possesso o apri Partita IVA e percepisci l’indennità di disoccupazione. Su questo tema si genera un po’ di confusione, dato che in alcuni casi si può continuare a percepire l’indennità, mentre in altri può essere sospesa.

Se già disponi di Partita IVA, al momento della domanda della NASPI, dovrai specificare questo dato all’INPS e inserire l’importo del reddito percepito nell’anno precedente. Invece, in caso di nuova Partita IVA, dovrai indicare il presunto reddito che pensi di generare con la tua attività di lavoratore autonomo. In base a quanto dichiarato, l’importo della NASPI potrà subire delle riduzioni, secondo i dati in tabella.

Reddito Partita IVA dichiaratoImporto NASPI
0€Nessuna riduzione
Da 1€ a 4.800€-80% dell’importo
Oltre i 4.800€Esclusione della NASPI

Dovrai comunicare il reddito utilizzando il modulo apposito scaricabile sul sito dell’INPS o compilabile direttamente online. In base a quanto dichiarato, l’INPS modificherà l’importo che percepirai mensilmente.

Ciò vale anche nel caso in cui effettui l’apertura di una nuova Partita IVA, ad esempio, per avviare un’attività professionale come quella di freelance, successivamente alla ricezione dell’indennità di disoccupazione. In questo caso dovrai seguire i seguenti passaggi:

  • effettua la richiesta NASPI presso il sito dell’INPS;
  • attendi la conferma dell’indennità di disoccupazione;
  • apri la Partita IVA con la scelta del codice ATECO adeguato;
  • effettua la comunicazione all’INPS dell’apertura del codice IVA.

Dovrai compilare il modulo “NASPI.COM” inserendo il presunto guadagno che andrai a ottenere nell’arco dell’anno e, nel mese di gennaio successivo, indicare il reddito effettivo. La procedura di richiesta è abbastanza semplice, ma prevede una certa attenzione soprattutto nel valutare il reddito che potrà essere percepito dalla tua attività di lavoratore autonomo. Per questo al fine di non commettere errori, ti consigliamo di richiedere il supporto di un consulente o di uno studio di commercialisti.

NASPI anticipata e Partita IVA: come funziona

La NASPI anticipata ti permette di disporre dell’importo totale dell’indennità di disoccupazione in un’unica soluzione. È un’opportunità utile se vuoi avviare una tua attività di lavoratore autonomo, dato che non sarai soggetto a eventuali riduzioni nel caso in cui produci un reddito superiore ai 4.800€.

Potrai richiederla sia se già disponi di Partita IVA, sia se hai intenzione di aprirne una. In ambedue i casi i passaggi sono simili. Il primo step è quello del requisito di disoccupazione e quindi verrà richiesta la cessazione del rapporto di lavoro subordinato.

A questo punto dovrai inoltrare la domanda della NAPSI all’INPS e presentare la richiesta della NASPI anticipata entro 30 giorni. Nel caso in cui non disponi ancora di Partita IVA dovrai aprirla subito dopo aver effettuato la domanda dell’indennità e prima di richiedere la NASPI anticipata.

Se da un lato disporrai immediatamente della somma intera della NASPI, dall’altro dovrai però considerare che questa formula limita la tua possibilità di sottoscrivere un nuovo contratto di lavoro subordinato per i 2 anni successivi. Infatti, al verificarsi di questa condizione sarai obbligato a restituire l’ammontare rimasto. Ad esempio, se vieni assunto con un contratto di lavoro dopo un anno e due mesi di NASPI, dovrai restituire le 10 mensilità restanti.

Partita Iva forfettaria e naspi

Partita IVA forfettaria e NASPI: cosa cambia?

Il regime forfettario è un sistema fiscale agevolato che ti offre diversi vantaggi sia per quanto riguarda l’aspetto contributivo, sia per le tasse. Potrai aderirvi se disponi di un Partita IVA personale o come ditta individuale e generi un fatturato annuo con un tetto massimo di 65.000€. È compatibile con la NASPI? La risposta è affermativa, con le dovute eccezioni.

Infatti, valgono le regole che abbiamo elencato prima. Quindi se effettui la domanda di NASPI mensile, l’importo sarà stabilito in base alla dichiarazione del reddito presunto e quello reale che andrai a fatturare, entro il limite dei 4.800€. Invece, con la NASPI anticipata potrai ottenere la somma intera, salvo non sottoscrivere entro i 2 anni un contratto di lavoro subordinato.

Tieni presente questo aspetto se ti stai cimentando in una nuova attività autonoma: non avrai per due anni possibilità di essere regolarmente assunto come dipendente, pena la perdita dell’intero importo.

Partita IVA e NASPI – Domande frequenti

Chi ha la Partita IVA può chiedere la NASPI?

Sì, chi dispone di Partita IVA può richiedere la NASPI mensile, oppure quella anticipata rispettando i requisiti indicati nel nostro articolo.

Come si richiede la NASPI se si ha Partita IVA?

Risulta necessario effettuare la domanda all’INPS indicando di essere in possesso di Partita IVA e compilando il modulo NASPI.COM, inserendo il presunto reddito annuale collegato all’attività autonoma. Ecco come.

Si può aprire Partita IVA forfettaria se si percepisce la NASPI?

Se hai ottenuto la NASPI, potrai comunque aprire Partita IVA effettuando la comunicazione all’INPS entro 30 giorni. Questo è valido anche per il regime fiscale forfettario.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 4 Ottobre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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