Flat tax fino a 85.000 euro: la nuova tassa unica per le Partite Iva

La nuova flat tax per le Partite Iva avrà una soglia massima di 85.000 euro, contro i 100.000 ipotizzati precedentemente. Ecco quali sono le motivazioni di questo cambio di rotta.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Flat tax 85.000 euro
  • Il nuovo governo intende estendere la flat tax per le Partite Iva.
  • La flat tax attualmente prevede per il regime forfettario un limite di fatturato di 65.000 euro, tuttavia l’intenzione del governo è di estenderla ulteriormente.
  • Secondo le ultime indiscrezioni, la soglia massima per aderire alla tassa unica verrà innalzata a 85.000 euro, contro i 100.000 ipotizzati inizialmente.

Con il nuovo governo, e la prossima Legge di Bilancio, arriveranno alcune importanti novità a coinvolgere da vicino le Partite Iva. Tra queste, la principale misura attesa da tempo è l’estensione della flat tax, la tassa sostitutiva unica vantaggiosa per chi lavora in autonomia.

La flat tax attualmente è presente per chi lavora con il regime fiscale forfettario, come vedremo tra poco, e il limite di fatturato annuo per rientrarci quest’anno è di 65.000 euro. Questo significa che, superata questa soglia, il professionista deve necessariamente passare ad un regime di tassazione più alto, ovvero all’ordinario.

Con le novità decise dall’attuale governo, le Partite Iva potranno accedere ai vantaggi dell’aliquota unica al 15% con un fatturato maggiore, ovvero fino a 85.000 euro.

Inizialmente si ipotizzava una estensione fino a 100.000 euro, tuttavia secondo le ultime indiscrezioni, non ci sarebbero abbastanza fondi per proporre subito questa misura così estesa. Vediamo i dettagli nell’articolo.

Flat tax fino a 85.000 euro: la misura per le Partite Iva

Secondo le ultime dichiarazioni, l’ipotesi più accreditata che riguarda la flat tax è quella di un’espansione della soglia fino a 85.000 euro. La tassa piatta è una misura attesa da tempo, per cui il centrodestra ha proposto modifiche all’attuale soglia già in campagna elettorale.

L’obiettivo che si vuole raggiungere estendendo questo limite è quello di garantire una tassazione più contenuta per chi lavora con una Partita Iva, permettendo di pagare un’imposta ridotta, ovvero una imposta sostitutiva, per fatturati inferiori ad un certo limite.

Attualmente questa tassa fissa la si può individuare nel regime fiscale forfettario, che risulta essere uno dei più vantaggiosi per le sue caratteristiche. Con questo regime fiscale è infatti possibile avere una imposta sostitutiva unica al 15%, abbassata al 5% per i primi 5 anni di attività, entro la soglia di 65.000 euro.

L’obiettivo del governo è di estendere questa soglia, tuttavia attualmente sta trapelando la notizia che il dovrà contenere l’obiettivo iniziale di innalzare il limite a 100.000 euro. Le motivazioni sono prettamente legate ai fondi a disposizione per la misura, che non basterebbero per arrivare ad un tetto massimo di questo tipo.

L’ipotesi più probabile è quella di una estensione degli attuali 65.000 euro di limite a 85.000 euro, almeno per il primo periodo. Per il momento quindi l’obiettivo è quello di estendere almeno fino a questa cifra la soglia massima, e di garantire comunque questa misura a moltissime Partite Iva.


Flat tax per le Partite Iva: i fondi sono limitati

Le motivazioni per cui la misura verrà introdotta, ma con soglia ridotta rispetto a quanto stabilito inizialmente, sono da ricondurre principalmente ai fondi a disposizione del governo per intervenire. Secondo i primi conti, servirebbero almeno 40 miliardi di euro, per mettere in pratica le diverse misure ipotizzate fino ad oggi.

Il governo attualmente deve tenere conto di diverse misure in cui distribuire i fondi, oltre a riuscire a trovarli in tempi molto stretti. Va tenuto presente che, nonostante la leggera discesa del prezzo del gas nell’ultimo periodo, comunque il caro prezzi delle bollette di luce e gas ha ancora effetti critici sia per le imprese che per le famiglie.

A questo proposito si prevede, oltre ad un’estensione fino alla fine dell’anno dei crediti di imposta già disponibili per le imprese energivore e non, anche l’impiego di ulteriori risorse per il prossimo anno per sostenere il tessuto imprenditoriale.

Questo significa che parte dei fondi a disposizione per la Legge di Bilancio 2023 verranno dirottati verso i nuovi sostegni, mentre altri fondi saranno riservati alle nuove misure fiscali. Attualmente le ipotesi prevedono di limitare alcune misure presenti nel 2022 proprio con l’obiettivo di ricavare quei fondi necessari per gli obiettivi visti prima.

Le principali revisioni che verranno effettuate riguardano il superbonus 110% e il reddito di cittadinanza, in modo da ottenere risorse sufficienti per gli altri interventi. I fondi sono limitati, e le misure da intraprendere sono numerose, per questo motivo la flat tax con molta probabilità si farà, ma in misura ridotta rispetto a quanto ipotizzato precedentemente.

Tasse Partite Iva 2023


Flat tax: cosa accade a chi supera la soglia

Al momento si discute anche per un’altra questione: cosa accade a chi supera la soglia massima prevista, come limite per aderire alla tassa unica del 15%? Attualmente chi percepisce un fatturato superiore a 65.000 euro deve necessariamente passare al regime fiscale ordinario, andando subito a pagare per una tassazione Irpef maggiore.

Il governo ha proposto di introdurre una sorta di misura cuscinetto per chi sfora il limite, ovvero una tassa al 20% per due anni per chi rimane comunque sotto la soglia, prevista inizialmente, di 100.000 euro. Tuttavia con le ultime novità anche questa decisione potrebbe presto cambiare.

Si attende quindi di conoscere l’evoluzione di questa misura-cuscinetto, tenendo presente che alche in questo caso sono necessari fondi appositi per mettere in atto il provvedimento, che potrebbe coinvolgere non poche Partite Iva in Italia.

Flat tax incrementale: l’ipotesi per i lavoratori dipendenti

A proposito della flat tax, l’attuale governo interviene anche con una proposta specifica per i lavoratori dipendenti, anche se per il momento si tratta ancora di una ipotesi. Secondo questa proposta, verrà introdotta una flat tax definita come incrementale, del 15%, anche sui redditi dei lavoratori dipendenti.

Tuttavia questa tassa piatta andrebbe ad incidere solamente sul reddito percepito in aggiunta dal lavoratore rispetto ai tre anni precedenti. Questo vuol dire che chi non ha subito variazioni di reddito nel tempo non verrà coinvolto da questa tassa fissa.

Al momento questa è ancora un’ipotesi, e secondo le ultime indiscrezioni il governo intende dare una priorità alle Partite Iva, introducendo l’estensione all’aliquota unica vista prima, che per il momento è prevista solamente per il regime forfettario entro certi limiti.

In ogni caso si può parlare solamente di ipotesi, per cui si attende la Legge di Bilancio 2023 per sapere quanti fondi sono destinati a ciascun provvedimento, e quali misure verranno intraprese effettivamente sia per le Partite Iva che per i lavoratori dipendenti.

Flat tax fino a 85.000 euro – Domande frequenti

Cosa si intende per flat tax fino a 85.000 euro?

La flat tax è una tassa unica, attualmente impiegata dal regime fiscale forfettario. Tra le ipotesi del nuovo governo vi è quella di estendere l’attuale soglia di fatturato massima annua di 65.000 euro a 85.000 euro, per il 2023.

Come funziona la flat tax?

Al momento la flat tax è una tassa unica al 15% riservata a chi lavora in autonomia con il regime fiscale forfettario, con il limite di 65.000 euro annui di reddito. Ecco tutte le ipotesi per il prossimo anno.

Flat tax a 100.000 euro: perché non si farà?

L’ipotesi iniziale del nuovo governo di portare la flat tax fino al limite annuo di fatturato di 100.000 euro viene scartata per mancanza di fondi. Con molta probabilità verrà applicata una soglia inferiore, di 85.000 euro.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 30 Novembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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16 commenti su “Flat tax fino a 85.000 euro: la nuova tassa unica per le Partite Iva”

  1. Secondo il progetto del Governo la Flat tax sarà estesa indistintamente a tutte le partite IVA, anche quindi ai possessori di partita IVA ma che hanno un lavoro dipendente che supera i 30.000€ lordi?

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  2. Sono un medico di base che lavora a partita Iva,vorrei sapere se la tassa unica può essere anche xnoi Cenerentola della sanità. Mi spiego noi ci siamo nelle pandemie gratis .Ma x le tasse siamo controllati fino all ultimo centesimo che ci viene versato …. chiedo se possibile una risposta chiara ed esaustiva grazie dott rossi gabriells

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  3. Buongiorno, quali saranno i requisiti in termini di fatturato 2022 che una partita Iva dovrà avere per potere entrare nel forfettario per l’anno 2023? Mi spiego meglio, per aderire alla flat tax arrivando da regime ordinario dovrà avere un fatturato minore di 85/90.000€? Quale sarà la soglia definitiva? GraIe

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  4. Buongiorno,
    sono in regime forfettario , e quest’anno 2022 fatturerò circa 80.000€.
    Con l’innalzamento del limite a 85.000€ dal 1 Gennaio 2023, rientrerò ancora nel regime forfettario o passerò al regime oridnario?
    Grazie

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  5. Buongiorno,
    nell’ipotesi che confermino la soglia a 85.000 e venendo dal forfettario, se nel 2022 sforassi i 65.000 diciamo arrivando a 80.000, potrei rientrare comunque nel forfettario nel 2023?
    La ringrazio cortesemente e le auguro buon lavoro

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  6. È un vero disincentivo a lavorare per lunghe ore. Sarebbe più progressivo offrire a tutti il 15% fino a 85.000 e successivamente pagare un’aliquota più alta (diciamo il 20% su importi superiori a 85.001) ma non ha senso farti cadere in una fascia fiscale molto più alta su tutti i tuoi guadagni se raggiungi 85.000. Mi incentiva a provare a smettere di lavorare per non raggiungere gli 85.000. Semplicemente non ha alcun senso finanziario.

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  7. Non capisco perché il governo fa’ chi figli e chi figliastri,mi spiego:perché un dipendente che guadagna 85000€ deve pagare molto di piu rispetto ad una partita iva?

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  8. Buongiorno, essendo già a regime forfettario ma chiudendo nel 2022 con un fatturato superiore a 85k ma comunque inferiore a 100k, il nuovo regime 2023 sarà da intendersi come anno zero oppure se le condizioni sopra citate mi escluderanno già dalla nuova flat tax. Grazie

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    • Buongiorno,

      la nostra interpretazione è che lei supera il limite e nel 2023 dovrà adottare il regime ordinario.
      Per qualsiasi considerazione, consigliamo di approfondire con il suo commercialista alla fine di dicembre.

      Grazie per averci scritto.

      Team partitaiva.it

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