Flat tax incrementale: cos’è e come potrebbe funzionare

La flat tax incrementale interverrà con una tassa al 15% sui guadagni aggiuntivi di alcune categorie di autonomi: ecco come funzionerà, secondo le prime ipotesi.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Flat tax incrementale
  • Oltre ad una flat tax estesa per le Partite Iva forfettarie, il nuovo governo sta studiando anche l’introduzione di una flat tax incrementale.
  • La flat tax incrementale è una tassa unica che verrebbe applicata sul margine di guadagno superiore ottenuto da un lavoratore rispetto ai tre anni precedenti.
  • Questa misura potrebbe coinvolgere direttamente solo i lavoratori con Partita Iva, ad esclusione di chi segue il regime forfettario.
  • Non interessa invece i lavoratori con redditi da lavoro dipendenti.

Tra le diverse misure fiscali ipotizzate dal nuovo governo Meloni, c’è anche l’intervento di una flat tax incrementale, ovvero di una tassa con aliquota unica da applicare al guadagno aggiuntivo percepito dai lavoratori rispetto ai tre anni precedenti.

In attesa della prossima Legge di Bilancio, si possono fare alcune ipotesi sul funzionamento di questa imposta, secondo le più recenti dichiarazioni del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti. Questa tassa verrebbe applicata, come vedremo tra poco, solamente su una parte del reddito percepito dai lavoratori.

Ad essere coinvolti nella misura, stando alle prime dichiarazioni, sarebbero sia i lavoratori con Partita Iva, ad esclusione di chi lavora con regime fiscale forfettario, purché si registri un aumento del reddito annuo. Vediamo nel dettaglio quali sono le prospettive per questa misura.

Flat tax incrementale: di cosa si tratta

La flat tax incrementale interverrebbe come misura fiscale aggiuntiva rispetto al principale provvedimento dedicato ai lavoratori autonomi e ai professionisti, ovvero la flat tax.

In questo caso si parla di estendere l’attuale limite massimo del regime forfettario a 100.000 euro, oppure, secondo più recenti dichiarazioni, a 85.000 euro, sulla base dei fondi a disposizione per la misura.

Tuttavia la flat tax incrementale andrebbe ad intervenire non solamente sui redditi percepiti dalle Partite Iva, se le condizioni per applicare questa tassa saranno rispettate.

L’obiettivo del governo con questa misura è quello da un lato di alleggerire le imposte per gli autonomi e le imprese, dall’altro lato di garantire una tassa unica al 15% sui guadagni aggiuntivi cumulati durante l’anno.

Secondo le prime ipotesi, questa tassa piatta verrà applicata solamente sui redditi aggiuntivi rispetto al periodo precedente, in riferimento a tre anni prima.

Di fatto quindi l’imposta si applicherà solamente su una parte del guadagno, non a tutto il reddito percepito durante l’anno dal lavoratore. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha spiegato in breve come funzionerà la misura:

“Un regime sostitutivo opzionale per i titolari di redditi da lavoro o di impresa non aderenti al regime forfettario che potranno assoggettare ad aliquota del 15% una quota dell’incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all’Irpef nei tre anni d’imposta precedenti”.

La prima caratteristica quindi della flat tax incrementale riguarda la sua applicabilità al 15%, solamente a una parte del reddito, in aggiunta rispetto ai tre anni precedenti.

Flat tax legge di bilancio

Flat tax incrementale: lavoratori dipendenti e forfettari esclusi

Chi sono i soggetti coinvolti nella nuova flat tax incrementale? Secondo quanto detto fino ad ora, si tratta dei professionisti o imprenditori che lavorano con una Partita Iva e non percepiscono altri redditi da lavoro dipendente.

Verrebbero coinvolti quindi solo coloro che sono soggetti all’Irpef, in base ai guadagni percepiti durante l’anno a confronto con i tre anni precedenti.

La misura, contrariamente a quanto annunciato all’inizio, non include quindi colore che svolgono lavori da dipendenti ma possiedono anche partita iva.

Dalla flat tax incrementale saranno esclusi anche lavoratori autonomi che operano con il regime fiscale forfettario, già vantaggioso, con aliquota unica al 15%.

Flat tax incrementale: un esempio

Per fare un esempio, si metteranno a confronto i guadagni annui percepiti nel 2020, nel 2021 e nel 2022, individuando l’anno in cui il reddito è stato maggiore.

Questa cifra andrebbe poi comparata a quella guadagnata nel 2023, e se è superiore, verrà calcolata la differenza. Solamente su questa differenza si applicherebbe la flat tax incrementale, con aliquota al 15%.

Il vantaggio consiste nel risparmio sulle imposte su questo guadagno aggiuntivo, non sul totale di quanto guadagnato (per fare un esempio, se ipotizziamo che l’Irpef normalmente per un lavoratore viene applicato al 35%, verrà portato al 15% per la differenza sul guadagno).

Flat tax e riduzione delle tasse

Uno degli obiettivi principali del governo attuale è quello di incentivare l’imprenditorialità, riducendo principalmente le tasse a carico di professionisti e autonomi. Si prospetta l’introduzione di una flat tax incrementale come primo tassello verso l’obiettivo generale di una flat tax per tutti.

Accanto alla flat tax incrementale infatti, verrà estesa l’attuale tassa fissa dedicata a chi lavora con una Partita Iva con regime fiscale forfettario, estendendo il beneficio fino a 85.000 euro di reddito annuo. Va ricordato che questa cifra è stata abbassata rispetto alla precedente ipotesi di riforma fiscale con flat tax a 100.000 euro.

Sia la flat tax estesa per le Partite Iva che la flat tax incrementale saranno contenute tra i provvedimenti della prossima Legge di Bilancio 2023, per cui si ipotizza l’impiego di almeno 30 miliardi di euro. Inoltre, si prospettano anche altre misure:

  • una nuova pace fiscale per i pagamenti dei debiti verso il fisco;
  • nuove misure di tutela contro il caro energia;
  • una revisione delle tasse sugli extraprofitti delle aziende che forniscono energia;
  • nuovi fringe benefit esentasse fino a 3.000 euro per i dipendenti;
  • revisione del reddito di cittadinanza;
  • revisione del superbonus.

In ogni caso si tratta di misure che devono ancora essere definite nei dettagli, per cui si attende la prossima manovra per conoscere le decisioni definitive.

Flat tax incrementale – Domande frequenti

Cos’è la flat tax incrementale?

La flat tax incrementale ipotizzata dall’attuale governo interverrebbe con una tassazione al 15% solamente sui guadagni aggiuntivi del lavoratore rispetto ai tre anni precedenti.

A chi interesserà la flat tax incrementale?

Secondo le ultime ipotesi, la flat tax incrementale al 15% sarà applicata sui redditi dei lavoratori autonomi con Partita Iva, ad esclusione dei forfettari, e sui redditi dei lavoratori dipendenti.

Quando arriverà la flat tax incrementale?

Per conoscere i dettagli della misura bisogna attendere la prossima Legge di Bilancio 2023, che conterrà anche altri interventi per imprese e professionisti: ecco di cosa si tratta.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 30 Novembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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