Flat tax: cos’è e come funziona, a chi conviene

Ecco cos'è e come funziona attualmente la flat tax, e quali sono le proposte introdotte dal nuovo governo per la riforma del fisco.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
  • La flat tax è una tassa piatta con aliquota unica al 15%.
  • La tassa piatta va a beneficio di chi ha una Partita Iva con ricavi per il 2023 fino a 85.000 euro.
  • La flat tax è rivolta soprattutto a chi lavora con regime fiscale forfettario.

Negli ultimi mesi con il governo Meloni sono state introdotte delle modifiche fiscali, soprattutto per ciò che riguarda gli autonomi. Si parla principalmente della flat tax, un’imposta standard per aziende e professionisti in possesso di determinati requisiti.

Tuttavia, capire cosa sia la flat tax e come funziona non è così immediato. Si tratta di un’imposta fissa, ma si parla anche di una incrementale, che va a sostituire le aliquote e gli scaglioni Irpef. Con la riforma del fisco 2023 si prevede una estensione di questa aliquota anche ad altri lavoratori.

Come si applica la flat tax? Quali sono i contribuenti che ne possono beneficiare realmente? E chi, invece, non può accedervi? Scopriamolo in questa guida completa.

Flat tax: cos’è e come funziona

A questo punto è necessario domandarsi come funzioni l’imposta fissa al 15%. E soprattutto cosa sia. La flat tax è oggetto di un dibattito pubblico ormai da molti anni: imprese, professionisti ed i vari rappresentanti del mondo politico si sono domandati se realmente conviene una tassa piatta con un’aliquota unica, o se sia meglio ridurre la tassazione progressiva Irpef sui redditi da lavoro.

In estrema sintesi la flat tax prevede una sola aliquota, che consiste ad un appiattimento delle imposte che i contribuenti devono versare. Questo modello di tassazione è finito in più occasioni sotto i riflettori, soprattutto con l’ultimo governo.

La cosiddetta tassa piatta è stata attuata fino allo scorso anno esclusivamente da chi disponeva del regime fiscale forfettario, con alcuni parametri per potervi rientrare.

Si tratta di fatto di una tassa unica, al contrario delle imposte progressive generalmente applicate sui ricavi dei lavoratori autonomi e di imprese. Fino allo scorso anno la flat tax pari al 15% veniva applicata per tutti coloro che rientravano in un limite di ricavi di 65.000 euro.

Dal 2023 invece, per rientrarvi è possibile, grazie alla Legge di Bilancio, avere dei ricavi fino a 85.000 euro. Il nuovo governo ha voluto un’estensione di questa soglia, e a beneficiarne sono i lavoratori autonomi con regime fiscale forfettario.

Per chi lavora con un regime ordinario, le cose sono rimaste sostanzialmente le stesse, con l’applicazione di quattro aliquote Irpef, per cui le tasse aumentano con l’aumentare dei guadagni.

Cos'è la flat tax

Flat tax: requisiti per il regime forfettario

Come abbiamo visto, a poter accedere ad una tassazione semplificata, con aliquota unica al 15%, è principalmente il regime fiscale forfettario. Attualmente è il principale regime di vantaggio in Italia, e possono accedervi i lavoratori autonomi con ricavi annui massimi di 85.000 euro.

Ma quali sono i requisiti per poter rientrare in questo regime di vantaggio? La flat tax che si applica attualmente è pari al:

  • 5% per le nuove attività;
  • 15% per le attività già operative.

Oltre alla soglia massima di ricavi, sono previsti anche altri requisiti, per poter rientrare in questo regime di tassazione agevolato, ovvero:

  • non erogare più di 20.000 euro a favore di collaboratori in un anno;
  • è necessario risiedere nello stato italiano;
  • i regimi IVA speciali non possono accedervi;
  • sono esclusi i soggetti che in via prevalente effettuano cessioni di fabbricati;
  • sono esclusi imprenditori e autonomi che partecipano a società;
  • sono esclusi coloro che svolgono una attività che è una prosecuzione del precedente lavoro, ovvero con lo stesso datore di lavoro, nei due anni precedenti;
  • sono esclusi coloro che hanno ricevuto redditi da lavoro dipendente e assimilati l’anno precedente superiori a 30.000 euro.

Per poter aderire al regime fiscale forfettario è necessario informarsi su questi presupposti, anche con l’aiuto di un professionista come un commercialista.

Cosa succede superando il limite di ricavi

Per ciò che riguarda i lavoratori con regime forfettario, bisogna evidenziare diverse situazioni, nel caso in cui si superino gli 85.000 euro di limite previsto nel 2023.

Nel primo caso, il lavoratore autonomo supera 85.000 euro, ma rimane entro i 100.000. Può quindi continuare a lavorare con la flat tax al 15% per tutto l’anno, passando poi al regime ordinario l’anno successivo.

Se invece il lavoratore autonomo supera i 100.000 euro di ricavi nel 2023, deve necessariamente passare subito al regime fiscale ordinario. Se poi ritornerà ai ricavi sotto la soglia prevista, ci vorranno due anni di tempo per poter rientrare nella flat tax.

Queste disposizioni sono state decise dalla Legge di Bilancio 2023, dopo diversi dibattiti intorno a questa misura.

Riforma flat tax

Esempi pratici: come funziona la tassa piatta

A questo punto cerchiamo di capire in tutto e per tutto come funziona la flat tax al 15%. Proviamo a fare un primo esempio, esaminando il caso di un professionista che abbia guadagnato 20.000 euro lordi. Prima di procedere con i conteggi, è necessario stabilire la base imponibile su cui applicare le tasse.

Per farlo è indispensabile conoscere il codice Ateco con cui il professionista lavora, che sta ad indicare il settore specifico. Da questo codice si ottiene il coefficiente di redditività, ovvero la percentuale, con cui calcolare questo importo. Per esempio, il coefficiente di redditività di un copywriter è del 67%.

Da qui vengono applicate le tasse, al 15% per un’attività avviata da più di 5 anni, e al 5% per le nuove attività, ovvero le startup. Oltre alle tasse, bisogna poi considerare anche l’accantonamento obbligatorio dei contributi per la cassa previdenziale, che vanno erogati a diversi soggetti in base alla professione svolta:

  • Gestione Separata INPS;
  • Gestione Artigiani e Commercianti INPS;
  • cassa specifica in base alla professione.

Va ricordato che quando si parla di flat tax applicata al regime forfettario, questa non prevede l’applicazione dell’IVA. Per questo motivo, rispetto al regime ordinario, il regime forfettario non prevede di poter scaricare dalle tasse alcuna spesa.

Flat tax: quali sono i vantaggi e gli svantaggi

Cercare di comprendere cosa sia la flat tax e come funzioni, è molto più facile che analizzare se ci possano essere degli svantaggi o dei vantaggi nell’introdurre una qualsiasi aliquota fissa. Per alcune forze politiche la flat tax andrebbe estesa a tutti, autonomi e dipendenti. I fautori di questa proposta ritengono che possano essere tre i vantaggi fondamentali:

  • si ridurrebbe la pressione fiscale, soprattutto sulle imprese;
  • verrebbe contrastata l’evasione fiscale;
  • verrebbe semplificato il sistema fiscale, razionalizzando le attuali detrazioni.

Sono in molti, comunque, a ritenere che l’introduzione della flat tax porterebbe unicamente a degli svantaggi:

  • minori entrate per lo Stato;
  • rischio di avvantaggiare i più ricchi;
  • introduzione di una legge ad alto rischio incostituzionalità.

Flat tax incrementale e riforma del fisco

Il governo ha anche proposto una flat tax incrementale per coloro che hanno una Partita Iva con regime fiscale ordinario. In questo caso si tratta di applicare una tassa unica al 15% solamente sui ricavi aggiuntivi prodotti rispetto ai tre anni precedenti.

Per applicare questa regola viene fatto un preciso calcolo in base alla differenza di ricavi dell’anno con maggiore guadagno, tra i tre precedenti, e l’anno in corso. Il limite di maggiore reddito è di 40.000 euro, ma è presente una franchigia del 5%. Questo vuol dire che una parte dei ricavi viene tassata con l’attuale sistema Irpef a quattro aliquote, e una parte con la flat tax al 15%.

L’obiettivo del governo è quello di istituire tuttavia una flat tax estesa a tutti i lavoratori, comprendendo anche quelli dipendenti. Per farlo si andrebbe prima di tutto a ridurre ancora la progressività dell’Irpef, che si ipotizza possa passare a tre aliquote.

Al momento è acceso il dibattito sulla riforma fiscale, che potrebbe introdurre nuove estensioni della flat tax. Gli obiettivi del governo sono i seguenti:

  • portare l’attuale sistema Irpef da 4 a 3 aliquote;
  • introdurre il quoziente familiare per calcolare le imposte sulla base dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare;
  • estendere la flat tax a tutti i lavoratori autonomi e dipendenti.

Per applicare la flat tax a tutti, saranno necessari interventi mirati ad equiparare poco alla volta la tassazione, applicata sui redditi di autonomi, dipendenti e pensionati. Si ipotizza una sparizione della no tax area, e una applicazione omogenea delle detrazioni fiscali. La riforma potrebbe arrivare già nel mese di marzo 2023.

Flat tax – Domande frequenti

Come funziona la flat tax?

La misura prevede una tassa uguale per tutti i contribuenti. Al momento per il regime forfettario l’aliquota è del 15% (o del 5% per i primi 5 anni di attività). Ecco le previsioni sulla riforma del fisco.

Chi può beneficiare della flat tax?

Attualmente le partite Iva forfettarie accedono alla flat tax, mentre quelle ordinarie accedono alla flat tax incrementale. Tuttavia presto potrebbe essere estesa anche ai lavoratori dipendenti.

Come si applica la flat tax al regime forfettario?

Attualmente il regime forfettario è riservato ai titolari di partita Iva, con un fatturato inferiore a 85.000 euro. La flat tax potrebbe poi essere estesa a tutti i contribuenti.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 3 Febbraio 2023
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

© Riproduzione riservata

2 commenti su “Flat tax: cos’è e come funziona, a chi conviene”

  1. Sono una docente laureata delle Superiori in pensione. Ho sempre avuto l’aliquota max del 33% nel mio stipendio per un’h o 2 h di lezione in più alle consuete 18 h. Adesso in pensione , 20 anni di contributi complessivamente, percepisco 800 euro circa , quindi con la flat tax io sto pagando allo Stato una tassa pari a chi percepisce uno stipendio di poco inferiore a 3000 euro mensili. Ritengo il mio trattamento pensionistico un’ingiustizia!

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