Bonus partite IVA 2022: come richiederlo, regole e requisiti

Bonus partite IVA 2022, o bonus ISCRO: ecco come funziona, a chi è rivolto e quali sono i requisiti per poter presentare la domanda.

Bonus partite IVA 2022: come richiederlo, regole e requisiti
  • Chi può richiedere il bonus partite IVA 2022: i lavoratori autonomi entro alcune soglie di reddito e successivamente ad una perdita economica.
  • Come presentare la domanda: contattando l’ente previdenziale INPS.
  • Il bonus partite IVA può essere ricevuto per sei mesi.

Viene confermato per il biennio 2022-2023 direttamente dall’ultima Manovra il bonus partite IVA 2022, conosciuto anche come bonus indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa (abbreviata in ISCRO). La misura è pensata come soccorso economico destinato ai liberi professionisti, che siano iscritti alla Gestione Separata INPS.

Il bonus partite IVA 2022 è rivolto a quanti abbiano registrato una perdita consistente del proprio reddito: è infatti necessario presentare un’apposita domanda, dalla quale deve risultare che, nel corso dell’anno precedente, sia stata registrata una perdita pari ad almeno il 50% del reddito da lavoro autonomo, rispetto alla media di quanto conseguito nel corso dei tre anni precedenti. Il reddito dell’ultimo anno non deve essere, comunque, superiore a 8.145 euro.

Chi può richiedere il bonus partite IVA 2022

Il bonus partite IVA 2022, come abbiamo anticipato, è stato inserito nella Legge di Bilancio 2021 ed è stato successivamente confermato nell’ultima Manovra. La misura prevede un sostegno economico, della durata di sei mesi, per i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi per il biennio 2022-2023. Per poterlo ottenere è necessario essere in possesso di alcuni requisiti ben precisi:

  • essere in regola con versamenti della contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • nel momento in cui si presenta la domanda, la partita IVA deve essere attiva da almeno quattro anni, per l’attività che permette l’iscrizione alla gestione previdenziale in corso;
  • non si deve essere titolari di eventuali trattamenti pensionistici diretti, ma soprattutto non si deve essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • non essere destinatari del reddito di cittadinanza;
  • aver ricavato un reddito derivato dal lavoro autonomo, in riferimento all’anno precedente alla domanda, minore del 50% rispetto ai redditi derivati dal lavoro autonomo dei tre anni precedenti;
  • aver dichiarato un reddito da lavoro autonomo, nell’anno precedente, inferiore a 8.145 euro.

L’importo del bonus partite IVA

Voce molto importante è l’importo del bonus che verrà erogato ai diretti interessati. La cifra sarà pari al 25%, su base semestrale, dell’ultimo reddito da lavoro autonomo così come dichiarato e certificato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Proviamo a fare un esempio: nel caso in cui l’ultimo reddito annuo, così come è stato certificato, sia pari a 6.000 euro, questo verrà diviso per due (quindi 6.000 euro diviso due: darà come risultato 3.000 euro). Il risultato sarà moltiplicato per il 25% (quindi 3.000 euro x 25%: il risultato è pari a 750 euro). L’importo mensile della prestazione ISCRO sarà pari, quindi, a 750 euro.

L’esempio che abbiamo riportato è perfettamente calzante con le regole previste per questa particolare misura, perché il bonus partite IVA non può essere inferiore a 250 euro, ma non potrà superare nemmeno gli 800 euro.

Risulta molto importante ricordare che il sostegno ISCRO spetta dal giorno successivo rispetto a quello della presentazione della domanda. I diretti interessati potranno accedere una sola volta al sussidio nel corso del triennio 2021-2023.

Come richiedere il bonus partite IVA

Per ottenere il bonus partite IVA 2022 è necessario presentare una domanda apposita. Il contributo non arriva in maniera automatica. È necessario quindi accedere al portale dell’INPS (ricordiamo che per farlo bisogna utilizzare le credenziali Spid, Cie o Cns). In alternativa i diretti interessati possono appoggiarsi al Contact Center integrato, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa oppure al numero 06 164164 da rete mobile.

La scadenza per presentare la domanda è fissata al 31 ottobre 2022. Per il sostegno ISCRO per il 2023, invece, il giorno ultimo per presentare la domanda è il 31 ottobre 2023.

Bonus partite IVA: le scadenze

Come abbiamo visto, le domande per il bonus partite IVA devono essere presentate entro il 31 ottobre di ogni anno. Chi non avesse provveduto a presentarne richiesta nel corso del 2021 può procedere senza indugi da quest’anno: ovviamente c’è tutto il tempo per fare le cose con calma. Il suggerimento è quello di interfacciarsi con il proprio commercialista e presentare tutta la documentazione necessaria e corretta per la domanda, per avere un aiuto aggiuntivo.

Una delle condizioni per poter ottenere il sussidio, infatti, è quella di aver provveduto ad effettuare la dichiarazione dei redditi per l’anno in corso. Proprio per questo è necessario interfacciarsi con il proprio consulente fiscale, in modo da non rischiare di arrivare a ridosso della scadenza, senza essere adeguatamente preparato.

Il budget a disposizione per il bonus

Come per ogni altra misura, anche per il bonus partite IVA il budget messo a disposizione del Governo è molto limitato. Se da un lato è bene compiere i passaggi in modo preciso, ed è necessario prendersi tutto il tempo che serve per farlo, dall’altra parte presentare la domanda l’ultimo giorno utile potrebbe essere un rischio.

Si rischierebbe di vedere la propria domanda respinta perché sono finiti i fondi. In questo caso gli interessati potrebbero essere costretti a rimandare tutto al 2023. Nel caso in cui tutto proceda nel modo corretto e senza intoppi, e la richiesta venga accolta, sarà possibile ricevere il bonus partita IVA con cadenza mensile.

Questo bonus è paragonabile alla cassa integrazione per i lavoratori dipendenti, ed è possibile richiederlo per un massimo di sei mesi. Da segnalare che questo sussidio non concorre alla formazione del reddito.

Bonus partite IVA: gli obblighi dei contribuenti

È necessario ricordare che i contribuenti dovranno sottostare ad una serie di regole, una volta ricevuta una risposta affermativa alla propria richiesta. Per poter continuare a beneficiare del sussidio, nel corso dei sei mesi che questo viene erogato, non dovranno essere compiute le seguenti operazioni:

  • chiudere la partita IVA;
  • presentare domanda per ottenere altri tipi di sussidi, come il reddito di cittadinanza;
  • presentare domanda per ottenere la pensione;
  • abbandonare la Gestione Separata INPS ed iscriversi ad altri tipi di cassa previdenziale.

Nel caso in cui il contribuente che abbia ricevuto il bonus partite IVA dovesse adottare uno dei comportamenti appena elencati, l’INPS si riserva il diritto di richiedere indietro le somme che sono state erogate fino a quel momento.

Bonus partite IVA 2022 – Domande frequenti

Chi può richiedere il bonus partite IVA?

Possono farne richiesta i liberi professionisti ed i lavoratori autonomi che siano iscritti alla Gestione Separata INPS. Continua a leggere per conoscere tutti i dettagli.

Entro quando va richiesto il bonus partite IVA?

Per ottenere il sussidio nel 2022 c’è tempo fino al 31 ottobre 2022. È necessario, però, aver presentato la dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2021 prima di presentare la domanda. Ecco come procedere, nell’articolo.

Cosa spetta alle partite IVA con il bonus ISCRO?

L’importo del bonus partite IVA, detto anche bonus ISCRO, può variare da 250 a 800 euro al mese in base alla perdita economica effettivamente registrata dal lavoratore autonomo.

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie, conseguita presso l'Università degli Studi di Torino. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, fisco, tasse e tributi, diritto, economia e finanza.

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