Bonus ISCRO per partite IVA e freelance 2026, domande entro oggi 31 ottobre: requisiti e importi

Al via le domande per accedere al bonus ISCRO, un importante contributo per le partite IVA che si trovano in difficoltà. Come accedere.

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L’ISCRO è l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa riconosciuta ai professionisti iscritti alla Gestione separata INPS che hanno subito un calo consistente dei redditi. Introdotta dal 1° gennaio 2024, è l’unico ammortizzatore pensato specificamente per il lavoro autonomo privo di cassa di categoria.

Le domande per il 2026 si presentano fino al 31 ottobre. La disciplina si è completata di recente: è stato pubblicato il decreto interministeriale che regola i percorsi di aggiornamento professionale, atteso da oltre due anni.

Bonus ISCRO 2026: a chi spetta

L’indennità è rivolta ai soggetti iscritti alla Gestione separata che esercitano per professione abituale l’attività di lavoro autonomo prevista dall’articolo 53, comma 1 del TUIR. L’INPS ha chiarito che i destinatari sono i liberi professionisti, compresi i partecipanti agli studi associati o a una società semplice con reddito da lavoro autonomo.

Tuttavia, c’è un adempimento preliminare che esclude più persone di quanto si creda: l’iscrizione alla Gestione separata deve essere formalizzata a cura del professionista e non consegue automaticamente agli adempimenti dichiarativi e ai versamenti contributivi. Chi ha sempre versato senza aver mai presentato la domanda di iscrizione deve provvedere prima di chiedere l’indennità.

I requisiti

Per poter richiedere l’ISCRO devono sussistere congiuntamente sei condizioni, previste dall’articolo 1, comma 144 della legge n.213/2023:

  • non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • non essere beneficiari dell’Assegno di inclusione;
  • aver prodotto, nell’anno precedente alla domanda, un reddito di lavoro autonomo inferiore al 70% della media dei redditi conseguiti nei due anni precedenti a quello precedente la domanda;
  • aver dichiarato, nell’anno precedente, un reddito non superiore a 12.000 euro, importo annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Per le domande presentate nel 2026 il valore rivalutato è di 12.749,18 euro, riferito al reddito dichiarato nel 2025;
  • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • essere titolari di partita IVA attiva da almeno tre anni alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso.

I requisiti sulla pensione, sulle altre forme previdenziali e sull’Assegno di inclusione devono permanere per tutta la durata della prestazione, pena la decadenza.

Quanto spetta

L’indennità è pari al 25%, su base semestrale, della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti a quello che precede la domanda.

L’INPS illustra il calcolo con un esempio. Per una domanda del 2024, con redditi dichiarati di 6.000 euro e 5.000 euro nei due anni di riferimento, si determina la media di 5.500 euro, la si divide per due, ottenendo la base semestrale di 2.750 euro, e si applica il 25%: la prestazione è di 687,50 euro.

La legge fissa due limiti, entrambi annualmente rivalutati secondo l’indice ISTAT. Per il 2026 l’indennità non può essere inferiore a 255,53 euro né superiore a 817,69 euro mensili. Quando il calcolo porta fuori da quella forbice, l’importo erogato è pari rispettivamente al minimo o al massimo.

La prestazione è erogata per sei mensilità, spetta a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda e non comporta accredito di contribuzione figurativa. È quest’ultimo il punto meno noto: i sei mesi di indennità non valgono ai fini pensionistici.

Come e quando si presenta la domanda

La domanda va presentata all’INPS esclusivamente in via telematica entro il 31 ottobre dell’anno di riferimento. Per il 2026 il servizio è attivo dal 15 giugno. Il percorso sul sito dell’istituto passa dalla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”, raggiungibile anche attraverso il menu dedicato a sostegni, sussidi e indennità, dove va selezionata la voce relativa all’ISCRO.

L’accesso richiede SPID di livello 2 o superiore, Carta di identità elettronica di livello 3, Carta nazionale dei servizi oppure identità eIDAS. In alternativa al portale, la domanda può essere presentata tramite il Contact Center Multicanale, al numero verde 803 164 da rete fissa o al numero 06 164164 da rete mobile.

In sede di domanda, l’assicurato deve autocertificare i redditi prodotti per ciascuno degli anni di interesse. L’INPS comunica poi all’Agenzia delle Entrate i dati identificativi dei richiedenti e l’Agenzia restituisce l’esito dei riscontri sui requisiti reddituali.

Il vincolo del biennio

L’indennità non può essere richiesta nel biennio successivo all’anno di inizio di fruizione. Non possono quindi accedere all’ISCRO per il 2026 coloro che ne hanno già fruito per il 2024 o per il 2025: eventuali domande vengono rigettate.

Il vincolo opera anche in caso di decadenza. Chi è decaduto dal diritto, pur non avendo percepito tutte le sei mensilità, non può accedere alla prestazione nel biennio successivo all’anno di inizio di fruizione dell’indennità decaduta.

Possono invece presentare domanda per il 2026 coloro che non l’hanno presentata negli anni precedenti e anche coloro che l’avevano presentata senza ottenere la prestazione, perché la domanda è stata respinta o la prestazione revocata dall’origine.

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ISCRO 2026: quando si decade

Le cause di decadenza sono quattro:

  • la titolarità di un trattamento pensionistico diretto;
  • l’iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • la titolarità dell’Assegno di inclusione;
  • la cessazione della partita IVA nel corso dell’erogazione dell’indennità.
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La formazione: cosa prevede il decreto

La legge stabilisce che l’erogazione dell’ISCRO è accompagnata dalla partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale. Così come Partitaiva.it ha chiarito in precedenza, la formazione accompagna la fruizione, non ne costituisce una condizione. Il decreto del ministro del Lavoro, di concerto con il ministro dell’Economia, del 3 settembre 2026 definisce ora criteri, modalità e finanziamento di quei percorsi.

Il decreto indica anzitutto a cosa devono servire: al mantenimento e all’aggiornamento delle conoscenze, abilità e competenze già possedute, per adeguarle ai mutamenti della domanda del settore di mercato di riferimento, oppure all’acquisizione di competenze incrementali rispetto a quelle iniziali, spendibili nel contesto lavorativo e coerenti con il fabbisogno formativo del lavoratore.

Stabilisce poi tre condizioni che i corsi devono soddisfare: essere erogati da enti titolati o accreditati dalle Regioni e dalle Province autonome a svolgere attività di formazione professionale; essere finalizzati al conseguimento di competenze riferite agli standard professionali e di qualificazione del Repertorio nazionale; prevedere, al termine, il rilascio almeno di un documento di trasparenza. Nelle more della messa in esercizio del fascicolo elettronico del lavoratore, le attestazioni sono rese in formato digitale aperto, sottoscritte con firma digitale e conservate sulla piattaforma SIISL.

Come funziona il SIISL

All’atto della domanda il beneficiario autorizza l’INPS a trasmettere i propri dati di contatto alle Regioni e alle Province autonome nell’ambito del SIISL, il sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa, e del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro. Per le domande presentate a decorrere dal 2025 l’iscrizione al SIISL avviene per il tramite dell’INPS, ai fini della sottoscrizione del patto di attivazione digitale.

Il sistema precompila curriculum vitae e patto di attivazione con i dati presenti nelle banche dati pubbliche: situazione anagrafica, condizione lavorativa presente e pregressa, percorso scolastico e formativo, abilitazioni, titoli professionali, attestazioni e certificazioni di competenze. I dati sono acquisiti dalle banche dati del ministero del Lavoro, delle Camere di commercio, dell’INPS e del ministero dell’Istruzione e del Merito, anche per il tramite dei sistemi informativi regionali.

L’interessato verifica i dati precompilati, fermo restando la responsabilità in caso di dichiarazioni mendaci. Sottoscritto il patto, attraverso il SIISL si possono ricevere o individuare autonomamente offerte di lavoro e percorsi di aggiornamento professionale.

Alla cessazione dell’indennità, per raggiungimento della durata massima di fruizione o per le altre ragioni previste dalla legge, l’iscrizione sulla piattaforma resta archiviata per cinque anni.

I novanta giorni non sono una scadenza

La piattaforma SIISL trasmette, tramite il sistema informativo unitario, l’elenco dei soggetti che allo scadere dei 90 giorni dalla stipula del patto di attivazione digitale risultano ancora beneficiari dell’indennità e non hanno avviato alcun percorso di aggiornamento professionale.

La finalità di quella trasmissione è espressa nel testo: monitoraggio e attività di orientamento individuale alla scelta di un percorso adeguato, coerente con il contesto lavorativo di riferimento e con il fabbisogno formativo del lavoratore.

Non si tratta quindi di un termine alla cui scadenza consegue la perdita dell’indennità. Le cause di decadenza restano le quattro previste dalla legge e il mancato avvio di un percorso formativo non è fra queste. I beneficiari hanno inoltre facoltà di contattare i servizi per il lavoro territorialmente competenti o di presentarsi a essi, per richiedere la stipula di un patto di servizio personalizzato.

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Domande frequenti

Chi può chiedere l’ISCRO?

I professionisti iscritti alla Gestione separata INPS che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo, compresi i partecipanti a studi associati o società semplici con reddito da lavoro autonomo.

Qual è il limite di reddito per il 2026?

12.749,18 euro, riferiti al reddito dichiarato nel 2025.

Entro quando si presenta la domanda?

Entro il 31 ottobre dell’anno di riferimento, esclusivamente in via telematica.

Quanto si può ricevere?

Il 25% su base semestrale della media dei redditi dei due anni di riferimento, con un minimo di 255,53 e un massimo di 817,69 euro mensili per il 2026, erogati per sei mensilità.

L’ISCRO vale ai fini pensionistici?

No. La prestazione non comporta accredito di contribuzione figurativa.

Si può chiedere due anni di fila?

No. L’indennità non può essere richiesta nel biennio successivo all’anno di inizio di fruizione, e il vincolo opera anche in caso di decadenza.

Chi non fa formazione perde l’indennità?

No. Trascorsi novanta giorni dal patto di attivazione digitale senza aver avviato un percorso, il nominativo viene trasmesso ai servizi per il lavoro ai fini di monitoraggio e orientamento. Le cause di decadenza sono altre.

Basta versare i contributi per essere iscritti alla Gestione separata?

No. L’iscrizione va formalizzata dal professionista e non consegue automaticamente ai versamenti: va regolarizzata prima della domanda.

Autore
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Ivana Zimbone

Direttrice responsabile

Direttrice responsabile di Partitaiva.it e della rivista filosofica "Vita Pensata". Giornalista pubblicista, SEO copywriter e consulente di comunicazione, mi sono laureata in Filosofia - con una tesi sul panorama dell'informazione nell'era digitale - e in Filologia moderna. Ho cominciato a muovere i primi passi nel giornalismo nel 2018, lavorando per la carta stampata e l'online. Mi occupo principalmente di inchieste e approfondimenti di economia, impresa, temi sociali e condizione femminile. Nel 2024 ho aperto un blog dedicato alla comunicazione e al giornalismo digitale.

17 commenti su “Bonus ISCRO per partite IVA e freelance 2026, domande entro oggi 31 ottobre: requisiti e importi”

    • Buongiorno,
      LM34 si indica il reddito complessivo al netto del forfait. Nel rigo LM34 il reddito imponibile. Trattandosi di erogazione per i titolari di lavoro autonomo, il reddito da tenere in considerazione sarà quello indicato nel rigo LM36.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
    • Buongiorno,
      Dovrà indicare il reddito prodotto per lo svolgimento dell’attività lavorativa autonoma ed esposto, nella dichiarazione dei redditi, nei seguenti quadri:
      nel quadro “RE” in ipotesi di attività professionale individuale;
      nel quadro “RH” in ipotesi di partecipazione a studi associati;
      nel quadro “LM” per i soggetti in regime forfettario.
      Grazie per averci scritto

      Rispondi
    • Buongiorno,

      dipende dal tipo di attività svolta e dalla gestione inps alla quale si è iscritti.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  1. Buongiorno, per accedere all’ISCRO 2023 bisogna iscriversi necessariamente al centro per l’impiego? Oppure non è necessario, secondo le indicazioni della Circolare INPS.
    Grazie.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      per usufruire dell’indennità dovrebbe partecipare a percorsi di aggiornamento professionale che solitamente sono organizzati dall’Anpal, inoltre i beneficiari di Iscro dovranno firmare un patto di servizio personalizzato presso il centro per l’impiego entro 30 giorni dalla domanda.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  2. Salve, questa forma di sostegno ISCRO è percepibile anche da P.Iva attive (Sempre iscritte alla Gestione Separata) che purtroppo nel 2022 non hanno fatturato nulla (la p.iva era stata aperta con intento di avere un’agevolazione nel 2021 che poi però non è stata riconosciuta dall’Inps, ma avendo la tassazione agevolata al 5% ha voluto tenere comunque l’attività aperta). Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      non sembrerebbero esserci i requisiti per ISCRO 2023. Le consigliamo, in ogni caso, di approfondire con il suo commercialista.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  3. Buongiorno, ho tutti i requisiti, aimè, per poter richiedere l’ISCRO ma sul sito di Inps una volta loggato ed entrato nel sistema compare il messaggio che non puo essere fatta la richiesta perché il periodo corretto è dal 1 maggio al 31 ottobre per gli anni 2022 e 2023.
    Oggi è il 3 maggio e verrebbe da piangere se la cosa non facesse di per se ridere.
    A voi risulta qualche problema?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      potrebbe essere un problema temporaneo del sito dell’inps. Dovrebbe riprovare e se il problema persiste contattare il numero verde 803164.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
    • Buonasera,
      può richiedere l’ISCRO se ne ricorrono i requisiti, il primo di essi è l’iscrizione alla gestione separata Legge 335/1995.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi

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