Autofattura elettronica: cos’è, come compilarla ed esempi

Dal 1° luglio 2022 l’emissione dell’autofattura elettronica è obbligatoria in determinati casi per tutte le Partite IVA, anche quelle con regime agevolato. Scopri quando emetterla e come fare.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
autofattura elettronica
  • L’autofattura elettronica certifica la spesa per un bene o servizio in cui il mittente e il destinatario corrispondono.
  • La compilazione dell’autofattura richiede specifici passaggi, con l’indicazione di un codice differente dal TD01, tipico della fattura attiva.
  • Potrai utilizzare il software dell’Agenzia delle Entrate oppure scegliere uno dei migliori programmi per la fatturazione elettronica.

L’obbligo della fatturazione elettronica in Italia, introdotto dal 1° luglio 2022 per tutte le Partite IVA, ha generato una serie di dubbi su alcune procedure contabili come quella dell’autofattura elettronica. Quando deve essere realizzata? Quali sono i passaggi?

Sono quesiti che forse ti sarai posto nel momento in cui, come professionista o impresa, hai ricevuto una fattura contenente la dicitura: “operazione soggetta a reverse charge“. In questa guida avrai a disposizione tutte le informazioni per comprendere cos’è l’autofattura elettronica e quando è necessaria.

Inoltre, sono presenti esempi pratici di come compilarla utilizzando il software dell’Agenzia delle Entrate, oppure uno dei migliori software di fatturazione elettronica scelti per gestire la contabilità.

Autofattura elettronica 2022: cos’è e come funziona

Il termine autofattura identifica una tipologia di documento contabile che viene emesso direttamente dal destinatario di una fattura, al fine di ottenere l’adeguamento dell’IVA. Quindi, fa riferimento non alle fatture a credito, ma a quelle passive per l’acquisto di un prodotto o di un servizio.

Nel caso in cui non è presente l’imposta del valore aggiunto, dovrai essere tu stesso a inserirla compilando un documento apposito. L’autofattura elettronica ha avuto una proroga nel 2022, dato che è entrata in vigore solo dal 1° luglio, in contemporanea con l’obbligo di utilizzare il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. Ecco quali sono i casi in cui è necessario emetterla:

  • si applica nei rapporti B2B (business to business), ovvero tra due soggetti che dispongono di Partita IVA, con riferimento alle fatture passive, ovvero quelle di acquisto;
  • deve essere utilizzata quando i fornitori non inseriscono l’IVA alla vendita, ma applicano il sistema di reverse charge esterno;
  • è prevista anche per l’emissione di fatture di fornitori italiani che dispongono di franchigia IVA, in base al principio del reverse charge interno.

Prendiamo l’esempio di una fattura ricevuta per l’acquisto di un servizio su Google, oppure di un prodotto su Amazon proveniente da fuori Italia. In questi casi non essendo previsto il sistema SDI in ambito europeo, riceverai una fattura cartacea o quasi sempre in formato PDF e con la dicitura “soggetta a reverse charge“.

Dovrai quindi applicare un’autofattura elettronica al fine di adempiere all’IVA. Inoltre, questo documento è richiesto anche se hai ricevuto un nota di credito oppure una di nota di debito. Quando va emessa?

L’Agenzia delle Entrate, con un apposita circolare, ha specificato anche le tempistiche entro cui dovrai emettere l’autofattura elettronica. Non è obbligatoria la sua realizzazione subito dopo aver ricevuto il documento contabile in formato elettronico o cartaceo. Hai tempo fino al quindicesimo giorno del mese successivo a partire dalla data di emissione del documento.

Autofattura quando si fa

Esempio di compilazione di una autofattura

L’autofattura ha caratteristiche simili a quella di una fattura elettronica. È necessario però permettere al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate di identificare la tipologia di documento emesso dal destinatario ai fini di IVA. Andiamo a vedere quali sono le sue caratteristiche:

  • codice documento: non devi indicare il codice TD01 di riferimento per le fatture elettroniche attive, ma inserire i codici TD17, TD18, TD19, TD20 in base alla tipologia di prodotto acquisito e della nazionalità del fornitore;
  • generalità del fornitore: devono essere presenti i dati del fornitore estero o quello italiano;
  • destinatario: devi inserire la tua Partita IVA e le informazioni personali;
  • soggetto emittente: sei sempre tu, dato che emetti un’autofattura elettronica andando a sostituirti al fornitore;
  • contenuto della fattura: devi specificare se l’oggetto è una prestazione di beni o di servizi;
  • imponibile: è l’importo che hai pagato in fattura;
  • importo IVA: devi aggiungere l’IVA di riferimento in base alla tipologia di prodotto;
  • totale: sarà necessario il ricalcolo del totale comprensivo d’IVA.

Nella tabella seguente abbiamo riportato un esempio di una fattura emessa dalla filiale di Amazon in Germania pari a 1.000€ per un acquisto di beni come le batterie.

DescrizioneFattura AmazonAutofattura elettronica
Tipologia di documentoTD01TD18 (in quanto soggetto UE)
FornitoreAmazon Amazon
DestinatarioI tuoi datiI tuoi dati
EmittenteAmazonDevi inserire i tuoi dati
Contenuto della fatturaNumero 500 pile ricaricabiliDicitura: acquisto di beni
Imponibile1.000€1.000€
Importo IVANon previsto per reverse charge220€
Totale1.000€1.220€

Autofattura elettronica e reverse charge

L’autofattura elettronica non sostituisce la fattura del fornitore, ma ha solo valore ai fini del calcolo dell’imposta dell’IVA senza andare a modificare l’eventuale imponibile previsto. Ciò è dovuto proprio alla mancanza dell’Imposta del Valore Aggiunto che si applica in base al principio del reverse charge.

Cos’è esattamente? Questo termine può essere tradotto come inversione contabile e si determina quando l’IVA non viene pagata dal fornitore, ma dal soggetto che acquista un bene o un servizio, ovvero l’acquirente. Per identificare l’applicazione del reverse charge, troverai all’interno della fattura la voce operazione soggetta al reverse charge. Questo particolare sistema si suddivide in:

  1. reverse charge esterno;
  2. reverse charge interno.

Nel primo caso si fa riferimento a tutte quelle operazioni che avvengono da parte di fornitori che si trovano in UE oppure all’estero. In questo caso, devi considerare che per effettuare scambi Business to Business (B2B) con un fornitore europeo devi avere l’iscrizione al VIES. Leggi anche la nostra guida sulla Partita IVA intracomunitaria.

Invece, l’autofattura elettronica con reverse charge interno è obbligatoria quando il fornitore si trova in Italia ed emette un documento fiscale elettronico o cartaceo, in casi particolari, senza però l’addebito IVA. Ciò comporta che il committente sarà comunque tenuto a emettere l’autofattura.

autofattura elettronica estero

Autofattura per fatture estere: reverse charge esterno

Per emettere in modo corretto un’autofattura sarà importante identificare due aspetti:

  • nazionalità della Partita IVA del fornitore;
  • tipologia di acquisto che effettui.

Questa distinzione è importante, dato che in base alla tipologia di fornitore e di prodotto devi adempiere alla compilazione dell’autofattura elettronica in modo diverso. La procedura rimane identica, quello che andrà a variare è il documento contabile che devi emettere, identificato da un particolare codice.

Per valutare se un soggetto si trova in Italia, in Europa o all’estero ti viene in aiuto la Partita IVA, la quale prevedrà all’inizio due lettere che andranno a identificare la tipologia di nazione. Ad esempio, per quelle comunitarie sarà presente:

  • IT: per l’Italia;
  • DE: per la Germania;
  • FR: Francia;
  • ES: Spagna.

L’altro aspetto da considerare è la tipologia di acquisto che hai effettuato. In questo caso dovrai valutare l’oggetto della fattura. Quindi se all’interno è presente la voce di un prodotto, ad esempio “vendita di batterie“, allora devi realizzare un’autofattura per beni, viceversa dovrai utilizzare i codici per i servizi.

In base a questi due parametri andiamo a vedere come si compila la fattura nel caso di un acquisto di beni e quello di servizi in UE o all’estero:

  • acquisto di beni da un fornitore UE: devi inserire il codice TD18 all’interno dell’autofattura se il fornitore ha Partita IVA europea e l’oggetto della fattura fa riferimento ad articoli;
  • acquisto di beni da un fornitore fuori UE: in linea generale, per le merci provenienti dall’estero basterà la bolla doganale e non dovrai emettere autofattura elettronica. Tuttavia vi sono dei casi particolari in cui è comunque richiesta, ad esempio quando i beni che hai comprato si trovano già in Italia e ti verranno consegnati attraverso un fornitore presente sul territorio. In questo caso devi aggiungere il codice TD19;
  • sottoscrizione di servizi da un fornitore UE ed estero: non si fa la distinzione se le prestazioni di servizi avvengono dalla UE o dall’estero. In ambedue i casi dovrai compilare un’autofattura con il codice TD17.

Se vuoi maggiore informazioni su tutti i passaggi per compilare un’autofattura con reverse charge estero, ti invitiamo a guadare il seguente video.


Autofatture elettroniche e reverse charge interno

Vediamo quali sono i casi più comuni in cui si deve emettere autofattura per reverse charge interno:

  • omaggi;
  • autofattura per autoconsumo;
  • mancata ricezione di fattura;
  • errore in una fattura non corretto dal fornitore;
  • autofattura agricola.

Autofattura per omaggi

In base alla direttive dell’Agenzia delle Entrate il rilascio di un omaggio, da parte di un fornitore a un cliente con Partita IVA, deve essere collegato all’emissione di una fattura. Quindi verrà emesso un documento contabile senza IVA.

Ciò comporta che chi riceve l’omaggio come impresa, sarà obbligato a creare un’autofattura elettronica inserendo il codice TD27. Ciò dovrà avvenire solo se l’importo previsto supera la somma di 25,82€.

Autofattura per autoconsumo

Una situazione in cui viene emessa una fattura con franchigia d’IVA, riguarda l’autoconsumo di un bene o di un servizio. Questo evento si verifica nelle seguenti circostanze:

  • utilizzo interno da parte dell’azienda di un prodotto o di un’attività professionale;
  • alienazione dei beni all’imprenditore per cessazione attività.

In questo caso dovrà essere emessa una fattura ordinaria elettronica con codice TD01 e un’autofattura con indicazione TD27.

Mancata ricezione ed errore della fattura elettronica

Altro esempio in cui si applica l’autofattura elettronica è nel caso in cui non si è ricevuta la fattura da parte del fornitore. Infatti, una volta trascorsi 4 mesi, il compratore dovrà regolarizzare la posizione IVA e quindi emettere autofattura elettronica per mancato ricevimento.

Il codice di riferimento è TD20. Sarà necessario provvedere anche se si ottiene una fattura errata e nei 30 giorni successivi non vi è l’invio di una nota di debito o di credito oppure comunicazione di annullamento della vecchia fattura e l’emissione della nuova.

Autofattura agricola

Sono diverse le agevolazioni previste a favore delle Partite IVA agricole. Tra queste vi è anche la possibilità di ottenere un’esenzione d’IVA in fattura se sono presenti particolari requisiti. A questo proposito, ti potrebbe interessare la nostra guida su come aprire la Partita IVA agricola.

Quindi, nel caso in cui effettui un acquisto come azienda verso un impresa agricola, devi emettere a tua volta un’autofattura per la compensazione della quota d’IVA.


Autofattura elettronica e Agenzia delle Entrate 2022

Agenzia delle Entrate

Andiamo a vedere quelli sono gli strumenti per emettere la fatturazione elettronica. Puoi utilizzare:

  • sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • un software di fatturazione abilitato al sistema SDI.

Nel primo caso, puoi utilizzare in modo gratuito il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. L’unico limite è l’obbligo di accesso utilizzando lo SPID. Se non hai ancora sottoscritto l’identità digitale, ti invitiamo a leggere la nostra guida step by step su come fare lo SPID. A questo punto, ecco quali sono i passaggi:

  • entra nella sezione fattura e corrispettivi;
  • seleziona la voce fattura elettronica;
  • genera la creazione del documento;
  • seleziona i dati del cliente;
  • modifica la voce relativa a chi emette la fattura, indicando il destinatario;
  • inserisci il codice di riferimento del documento;
  • specifica l’oggetto dell’autofattura tra beni o servizi;
  • conferma l’invio del documento.

Autofattura elettronica: Aruba e Fatture in Cloud

Se disponi di un software di fatturazione elettronica come Aruba, il procedimento è semplificato. Infatti, una volta entrato con la tua username e password, avrai a disposizione un campo apposito in cui generare l’autofattura.

Inoltre, nel menù troverai indicati i diversi codici in base alla tipologia di documento che dovrai andare a compensare. Il sistema è simile in Fatture in Cloud. Una volta entrato nel tuo account, devi selezionare la voce creazione autofattura. Ecco gli step principali:

  • seleziona la tipologia di autofattura da emettere;
  • scegli come inserire i dati del fornitore se manualmente o in modo automatico;
  • immetti la data del documento e la valuta;
  • verifica il codice del destinatario e indirizzo PEC;
  • indica le eventuali ritenute della casse professionali;
  • immetti l’oggetto della fattura.

A  questo punto devi solo confermare l’invio.

fatture in cloud

Sanzioni per mancata emissione dell’autofattura

L’autofattura elettronica è un obbligo di legge. Nel caso in cui non la crei entro la tempistica prevista, si applicherà una sanzione pari a 2€ per ciascuna fattura se l’importo è entro i 400€. La multa è dimezzata per quei documenti fiscali con valore inferiore ai 200€  e solo se l’autofattura verrà effettuata entro i 15 giorni successivi la scadenza dei termini.

Tuttavia, sono previsti dei casi in cui il soggetto è esentato dall’emissione dell’autofattura elettronica. Ciò avviene quando l’IVA viene pagata per intero dal fornitore e l’importo della transazione non supera i 5.000€.

Ad esempio, se prenoti una camera in albergo in Germania, in questo caso pagherai l’intero importo dell’IVA al momento della registrazione. Non devi quindi corrispondere il valore dell’imposta anche in Italia. Sarà comunque importante specificare al fornitore quando una prestazione o un acquisto avviene come persona fisica o azienda.

Autofattura elettronica e regime forfettario

Una delle domande più comuni sull’autofattura elettronica riguarda le Partite IVA con regime forfettario. Sono esenti dall’emettere autofattura? La risposta è no. Infatti, la confusione si genera proprio per il fatto che se rientri nei requisiti di questo regime agevolato hai il vantaggio di avere una franchigia IVA.  

Questo però non va ad implicare il principio dell’autofattura. Devi comunque emetterla se ricevi un documento cartaceo con la dicitura reverse charge. Ai fini fiscali non si andrà a modificare il reddito imponibile, ma si avrà l’adeguamento dell’imposta sul valore aggiunto. È necessaria però una precisazione.

Per le Partite IVA a regime forfettario che, nell’anno 2021, hanno dichiarato un fatturato inferiore ai 25.000€, vi è l’opzione di realizzare una autofattura:

  • cartacea;
  • elettronica.

Invece, quelle che hanno un bilancio annuale superiore ai 25.000€, dal 1° luglio 2022 sono obbligate ad emettere autofattura elettronica.

Autofattura elettronica – Domande frequenti

Come si fa l’autofattura elettronica?

La compilazione dell’autofattura elettronica avviene in modo simile a quella della fattura, inserendo al posto del codice TD01, quello con riferimento alla tipologia di documento ricevuto, ad esempio: TD17, TD18, TD19, TD20.

Quando è obbligatoria l’autofattura elettronica?

L’autofattura elettronica è obbligatoria in tutti i casi in cui si applica il sistema di reverse charge interno ed eterno.

Le Partite IVA con regime forfettario devono emettere autofattura elettronica?

Sì, dal 1° luglio 2022 anche le Partite IVA con regime forfettario devono emettere autofattura elettronica. Ecco come funziona.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 30 Novembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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2 commenti su “Autofattura elettronica: cos’è, come compilarla ed esempi”

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