Prop Firm: cosa sono, come funzionano e come diventare un Prop Trader

Una Prop Firm è una società di investimento che ti permette di diventare trader professionista svolgendo l’attività di trading. Scopri quali sono le opportunità lavorative e come diventare un Prop Trader.

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  • Le Prop Firm sono società finanziarie che investono i loro capitali o quelli dei clienti direttamente sul mercato, senza intermediazione.
  • Quest’attività di investimento prende il nome di Proprietary Trading, e viene svolta attraverso trader professionisti definiti come Prop Trader.
  • Per svolgere l’attività di Prop Trader, in modo regolare, è necessario aprire partita IVA professionale o ditta individuale con codice ATECO 74.09.99.

L’universo del trading online continua ad evolversi, con nuove opportunità per chi vuole dedicarsi alla professione di trader, part-time o full time. Infatti, oggi puoi decidere di operare attraverso una Prop Firm, una società di investimento che ti affiderà un capitale da gestire e far crescere, oltre all’accesso agli strumenti finanziari necessari.

Otterrai un guadagno nel momento in cui i tuoi investimenti realizzano una plusvalenza. Questa è una soluzione sempre più diffusa nel mondo anglosassone, dato che permette di operare sui mercati anche se non si possiedono dei capitali. Un sistema che ha diversi vantaggi, ma che prevede la presenza di specifici requisiti professionali e la necessità di superare una valutazione online.

Inoltre, oggi in Italia non è presente una specifica normativa, e questo ha portato a una certa confusione sulla necessità o meno di aprire partita IVA.  Di seguito andremo a scoprire cosa sono queste società e quello che devi sapere per svolgere l’attività di Proprietary Trading, dal punto di vista legale e fiscale.

Cosa sono le Prop Firm

Il termine anglosassone Prop Firm è un’abbreviazione di Proprietary Firm, tradotto come ditta proprietaria, e va a indicare una società finanziaria o una banca commerciale, che decide di investire il proprio denaro o quello dei clienti sul mercato in modo diretto.

Questo sistema permette alla Prop Firm di ottenere un guadagno maggiore rispetto a quello collegato dalle sole commissioni di intermediazione a margine per il trading online dei clienti.

Quindi la società negozierà per conto proprio obbligazioni, azioni, materie prime, valute o altri strumenti. Per fare ciò potrà utilizzare la competenza di quello che viene definito il Prop Trader.

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Chiariamo gli aspetti di base, secondo le seguenti definizioni:

  • Prop Firm: definite anche come Prop House, sono le società finanziare che investono il proprio denaro nel trading o quello dei clienti;
  • Prop Trader: è il professionista che agisce su mandato di una Prop Firm per la creazione e gestione di un portafoglio titoli;
  • Proprietary (Prop) Trading: attività di trading che viene svolta dal Prop Trader in nome e per conto della Prop Firm.
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Come funzionano le Prop House

Le Prop Firm si differenziano dalle società di broker per il fatto di gestire direttamente il proprio denaro o quello di altri clienti. Quindi vengono utilizzati in parte gli utili in bilancio, oppure il capitale versato da un utente con lo scopo di raggiungere un obiettivo economico specifico.

Questa operazione permette di ottenere introiti maggiori, sia per la Prop House, sia per i clienti. Infatti, data la possibilità di gestire liberamente il capitale, sarà possibile effettuare degli investimenti anche con un indice di rischio diverso rispetto alle tradizionali operazioni di trading online.

Dall’altro lato, le Prop Firm svolgono anche la funzione di finanziare aspiranti trader o trader professionisti, dato che, per raggiungere il loro obiettivo, la creazione e la gestione di un portafoglio è affidata a un Prop Trader. Chi è esattamente? È un professionista nel trading online al quale viene dato un incarico di gestione di capitale in conto terzi.  

Questa tipologia di rapporto di operatività prende il nome di Proprietary Trading.  La particolarità è che il trader opererà in nome e per conto della Prop House, e non avrà nessun rapporto con il cliente. Inoltre, non è presente una gestione del rischio, che rimarrà in carico della Prop House.

La Prop House in ogni caso stabilisce delle linee guida specifiche per i Prop Trader per incentivare al raggiungimento del profitto e scongiurare le perdite. Va ricordato che il trader non è responsabile delle perdite. Come Prop Trader sarai quindi in possesso di una somma da investire, o di asset da gestire, ottenendo una quota del profitto realizzato.

Quindi, la Proprietary Firm in ogni momento può decidere di non investire più il suo denaro. Infine, potrai svincolarti in ogni momento dal rapporto di lavoro, nel rispetto degli accordi contrattuali. Se vuoi lavorare per una Prop House in Italia, devi rientrare in precisi requisiti professionali e fiscali.

Prop Trading: è necessaria la partita IVA?

Per rispondere a questa domanda puoi fare riferimento alle regole previste per il trading online, dato che il Proprietary Trading può essere considerata come una forma specifica della compravendita di asset sulle borse valori.

La gestione di capitali propri nel trading non prevede l’obbligo di aprire la partita IVA, ma potrai operare da privato. Invece, nel momento in cui vi è un incarico di gestione per capitali di terzi, il discorso diventa più complesso.

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Spesso si pensa che sia possibile svolgere l’attività di Proprietary Trading in maniera non continuata, non professionale e con limiti temporali, rientrando nelle attività di lavoro autonomo occasionale. Precisiamo che ad oggi, vi è una corrente di pensiero che ribadisce la possibilità di collaborare con una Prop House in modo occasionale.

Tuttavia, questo principio non è esatto dal punto di vista fiscale. La gestione di capitali di terzi, sia che avvenga direttamente da un singolo soggetto privato, sia da una società di intermediazione, in quanto attività economica che genera reddito imponibile, non rientra tra quelle occasionali.

Di conseguenza per svolgerla dovrai aprire una partita IVA, e regolarizzare le tue posizioni fiscali in ambito di dichiarazione dei redditi.  

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Come lavorare per una Prop Firm con Partita IVA

La presenza di una partita IVA per lavorare con una Property Firm deve avvenire prima di prendere un incarico. Infatti, svolgere questa attività senza di essa non è regolare e come tale sarà soggetta a sanzioni. Inoltre, tutte le migliori Prop House richiedono la presenza di un codice IVA. A questo punto, diventa essenziale valutare:

  • a quale regime fiscale aderire con la partita IVA;
  • se è presente un codice ATECO specifico;
  • apertura posizione INPS;
  • qual è la tassazione per i redditi percepiti dall’attività di Proprietary Trading;
  • sottoscrizione del contratto di collaborazione.

I redditi generati dall’attività di Proprietary Trading rientrano tra quelli da lavoratore autonomo e non tra i redditi d’impresa. Ciò significa che puoi aprire una partita IVA come libero professionista o ditta individuale.

Tuttavia, per la scelta del codice ATECO, ancora oggi vi sono alcuni dubbi. Nella cartella seguente abbiamo inserito quali sono le due possibili alternative.

Codice ATECOSpecifica
66.12.00Attività di negoziazione di contratti relativi a titoli e merci
74.09.99Altre attività professionali nca

Dal punto di vista previdenziale, rientrerai nelle attività non organizzate, e come tali non viene prevista una Cassa specifica come per gli avvocati, geometri e commercialisti, ma dovrai registrarti alla Gestione Separata INPS.

Prop Firm e tassazione

Data la presenza di un contratto di gestione di capitali terzi, sarai tenuto ad emettere fattura alla Prop Firm per l’attività di Proprietary Trading. Nel caso in cui la Pop House abbia una residenza fiscale all’estero, dovrai rispettare quelle che sono le regole riguardanti la fatturazione estera, con l’eventuale presenza di convenzioni internazionali che evitano l’applicazione della doppia tassazione.

Il reddito imponibile generato da Prop Trading dovrà essere inserito all’interno della dichiarazione dei redditi di fine anno, come reddito da lavoratore autonomo, da cui si va poi a definire lo scaglione IRPEF. Il versamento delle imposte varierà in base alla tipologia di regime fiscale che andrai a sottoscrivere e dall’aliquota applicata.

L’attività di Proprietary Trading rientra tra quelle che prevedono il regime agevolato forfettario. Otterrai così la possibilità di pagare un’aliquota fissa, forfettaria, pari al 5% per i primi 5 anni e del 15% per quelli successivi. A questo si aggiunge che il calcolo dell’imponibile non viene effettuato sul 100% dei guadagni, ma sull’78% di quanto prodotto nel corso di un anno fiscale.

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Inoltre, sarai esentato dall’applicare l’IVA, inserendo in fattura solo l’equivalente della tua prestazione. Infine, con il regime forfettario hai accesso a una gestione contabile più semplice della tua attività professionale, senza dover compilare i registri IVA e redigere un bilancio. Gli unici obblighi da tenere presente sono:

  • apertura di una nuova partita IVA;
  • fatturato che non deve superare gli 85.000€;
  • emissione di fatture elettroniche in ordine numerico crescente per l’anno di riferimento.

Nel caso in cui non rientri nei requisiti per il regime forfettario, puoi valutare se aderire al regime ordinario. In questo caso il calcolo della tassazione avverrà secondo gli scaglioni IRPEF con un’aliquota tra il 23% e il 43%. Questa scelta è consigliata per redditi alti.

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Prop Firm: come funzionano le Challenge

In teoria se sei un trader retail, in qualunque momento puoi dedicarti al Prop Trading e registrati su un sito di Prop House. Ovviamente dovrai avere:

  • conoscenza del mercato;
  • competenze economiche;
  • competenze tecniche.

Infatti, per diventare Prop Trader dovrai presentarti a una delle società che svolge questa attività, in Italia o all’estero. Oggi ne sono presenti diverse, ognuna delle quali valuterà la tua capacità di investitore. Quasi sempre la selezione come Prop Trader si svolge direttamente online e può essere divisa in tre fasi:

  1. registrazione;
  2. test di selezione;
  3. sottoscrizione del contratto per la gestione di capitali.

Il primo step è quello di iscriversi a una Prop Firm creando un proprio profilo in cui inserire le competenze. A questo punto, sarai contattato per affrontare un test di valutazione, ovvero una challenge. Il meccanismo è più o meno simile. L’obiettivo generalmente è quello di realizzare un profitto rispettando le regole date.

Dovrai installare una versione demo della piattaforma su cui operare e simulare gli investimenti in una specifica tempistica, circa 30 gg, ottenendo un rendimento, variabile in base alla tipologia di società.

Se passi la selezione come trader, allora ti verrà inviato il contratto di collaborazione per la gestione dei capitali terzi. In alcuni casi anche la partecipazione alla Challenge può essere compensata, se il Trader ottiene dei buoni risultati.

Prop Trader e iscrizione all’OCF

Un delle domande più comuni presenti in rete è se per diventare Prop Trader è necessaria l’iscrizione all’OCF, ovvero L’Albo Unico dei Consulenti Finanziari. Rispondiamo subito di no.

Questa figura non svolge funzioni di promozione finanziaria o di consulenza, e non deve essere confusa con quella tipica del consulente finanziario. Vi sono diverse differenze sia per quanto riguarda l’aspetto contrattuale, sia per l’operatività.

Infatti, quasi sempre il consulente finanziario opera in maniera esclusiva per un istituto finanzio e spesso come dipendente. Invece, il Prop Trader svolgerà in modo indipendente la sua attività di gestione e di investimento, attraverso un contratto di incarico.

Dal punto di vista operativo, il consulente deve creare una clientela, consigliare l’utente nella creazione di un portafoglio investimenti e di un piano finanziario al fine di raggiungere un obiettivo economico. Invece, il Prop Trader opererà solo con gli strumenti che sono stati rilasciati dalla Prop Firm, senza dover creare una clientela.

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Conviene fare trading con una Prop House?

Oggi le società Prop Firm sono una valida alternativa se vuoi diventare un trader professionista anche se non possiedi capitali iniziali per investire. Infatti, sono diversi i vantaggi che puoi ottenere diventando un Prop Trader:

  • accesso al capitale: saranno le Prop House a fornirti un capitale iniziale da investire, o un portafoglio da gestire, una soluzione molto utile se hai competenze, ma non i fondi necessari;
  • formazione e aggiornamenti: molte società Prop Firm ti offrono gratuitamente dei programmi di formazione e istruzione finalizzati a potenziare le tue competenze;
  • gestione del rischio: non sarai responsabile di eventuali perdite, e avrai il supporto di un team di esperti e tecnologie per aiutarti a bilanciare gli investimenti;
  • innovazione tecnologica: le Prop Firm hanno spesso accesso a sistemi di trading di ultima generazione con l’utilizzo di AI e algoritmi finalizzati a individuare l’investimento più adatto.

Tuttavia, sono presenti anche alcune criticità. Ad esempio, è richiesta una competenza medio-alta nel trading per superare la prova di valutazione. A questo si aggiunge che otterrai un guadagno solo nel momento in cui fai crescere il capitale affidato.

Prop Firm – Domande frequenti

Caso vuol dire Prop Firm?

Il termine anglosassone Prop Firm fa riferimento a una tipologia di società di investimento che opera direttamente sul mercato, investendo i propri capitali o quelli dei clienti utilizzando un Prop Trader.

Cos’è il Proprietary Trading?

Il Proprietary Trading o conosciuto comunemente come Prop Trading è una forma di trading online svolta da un trader professionista in nome e per conto di una società di investimento (Prop House). Scopri come funziona nella nostra guida.

Per lavorare con le Prop Firm serve la partita IVA?

Sì, se vuoi svolgere l’attività di Proprietary Trading, devi aprire partita IVA ed emettere regolare fattura. Scopri come fare nella nostra guida.

Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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