Riforma fiscale: cosa cambierà per le imprese

Tra le misure previste dalla riforma fiscale, alcune sono particolarmente importanti per le imprese: ecco quali sono.

di Valeria Oggero

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

Adv

Riforma fisco imprese
  • La riforma fiscale predisposta dal governo Meloni prevede diverse misure destinate a contribuenti, imprese e Partite Iva.
  • Tra le misure previste dalla riforma fiscale, che dovrebbe arrivare a breve, c’è anche una revisione delle aliquote Irpef, che scenderanno da 4 a 3.
  • Al centro della riforma fiscale ci sono alcune modifiche sulle imposte che le imprese versano ogni anno allo stato, come Irpef e Ires.

La riforma fiscale 2023 (qui la spiegazione dei 21 articoli) è stata annunciata da diverse settimane dal governo Meloni, e andrà a coinvolgere diversi aspetti della tassazione in Italia. Si tratta in primo luogo di una riforma volta a semplificare il sistema di tassazione nel paese, composto ad oggi da una moltitudine di imposte, anche a carico di imprese e liberi professionisti.

La riforma prende in considerazione un piano di misure più ampio rispetto agli interventi applicati dalla Legge di Bilancio 2023, e i destinatari di tali misure sono sia i cittadini che le imprese.

A questo proposito, si prevede un cambiamento nella tassazione delle imprese, che in Italia prevede l’imposizione di diverse tasse, come l’Irpef, l’Irap e l’Ires.

Si parla di una razionalizzazione delle tasse, che potrebbe veder sparire alcune imposte a carico delle PMI, ma anche di un’applicazione di imposte più severe per le multinazionali e le aziende di grandi dimensioni.

Riforma fiscale 2023: nuovi scaglioni Irpef

Una prima tassa che verrà rivista è proprio l’Irpef, l’Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche, che attualmente comporta il principale versamento di imposte allo stato per lavoratori dipendenti, pensionati e autonomi.

Soffermiamoci sull’aspetto che riguarda le imprese: le ditte individuali sono assoggettate a questa tassa, a meno che non aderiscano al regime fiscale forfettario, per cui invece viene stabilita una imposta unica al 15%, che va a sostituire tutte le altre, con la possibilità per le start-up di avere un’imposta al 5% per i primi anni di attività.

Superando 85.000 euro di redditi annui, le ditte individuali devono necessariamente operare con il regime fiscale ordinario, in cui viene applicata l’Irpef.

Questa tassa potrebbe essere al centro di un profondo cambiamento, in una direzione di livellamento dei diversi scaglioni previsti attualmente. Questa modifica andrà a coinvolgere un’ampia platea di contribuenti italiani, per cui si attende di conoscere i nuovi scaglioni.

Nuove aliquote Irpef: le ipotesi

L’Irpef già dal governo precedente era stata modificata con passaggio da 5 a 4 aliquote, tuttavia presto potrebbero ulteriormente ridursi a tre. Si parla a questo proposito di una distribuzione delle aliquote in modo da fondere insieme i due scaglioni centrali.

A risparmiare sarebbero quelle imprese, o lavoratori, che annualmente percepiscono guadagni tra 28.000 e 50.000 euro.

Le tasse per le ditte individuali potrebbero ridursi, per esempio quelle che guadagnano intorno ai 50.000 euro potrebbero ottenere dai nuovi scaglioni un risparmio in termini di tasse di circa 700 euro, mentre quelle che percepiscono un ricavo di 60.000 euro arriverebbe a risparmiare fino a 1.140 euro.

Al momento non è ancora stato deciso in via definitiva come verranno ripartiti gli scaglioni, tuttavia se si manterrà questa linea, a beneficiarne saranno soprattutto le imprese individuali.

Alla rimodulazione degli scaglioni, potrà corrispondere anche una estensione della flat tax per tutti, secondo le ipotesi anche per i lavoratori dipendenti, ma ancora non si conoscono i dettagli del provvedimento.

Riforma Ires
tot business

Riforma fiscale 2023: le modifiche all’Ires

L’Imposta sui Redditi della Società sarà centrale nella riforma del fisco prevista dal governo attuale. L’IRES infatti è la principale tassa che le aziende pagano in Italia, oltre all’Irpef e l’Irap. Questa tassa viene applicata sui redditi prodotti da società ed enti, ed è di tipo proporzionale.

Questa tassa era già stata ridotta nel 2016 dal 27,50% al 24%, e attualmente si attesta su questa percentuale, tuttavia il calcolo varia in relazione alla base imponibile dell’impresa.

I soggetti coinvolti da questa tassa sono: società di capitali residenti in Italia, enti commerciali e non commerciali, società ed enti non residenti, i trust, le Spa, Srl, società cooperative, società per azioni e i consorzi.

Questa tassa potrebbe subire importanti cambiamenti con la riforma del fisco, per cui si ipotizza l’introduzione di un sistema a due aliquote. Secondo le prime indiscrezioni il sistema andrebbe a premiare le imprese che investono e assumono personale, anche se ancora non sono definiti i contorni della riforma.

Si prospetta la possibilità di applicare questa tassa al 15% per le imprese che decidono di investire per rinnovarsi o assumere personale.

Riforma fiscale: scomparsa dell’Irap

Un intervento a cui si punta da tempo è la scomparsa definitiva dell’Irap, l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, che potrebbe arrivare con la nuova riforma fiscale.

Saranno coinvolte in un primo momento da questa novità le società di persone, gli studi associati e le società tra professionisti.

Ricordiamo che la Legge di Bilancio 2022 aveva già disposto il superamento dell’Irap per lavoratori autonomi, ditte individuali e professionisti.

Intorno ai vantaggi per le imprese, si ipotizza anche una riduzione delle ritenute sui compensi nel caso di costi elevati per dipendenti e collaboratori, oltre alla neutralità fiscale per le riorganizzazioni di studi professionali.

tot business

Cedolare secca per immobili non abitativi

Una tassa al centro dell’attenzione della riforma potrebbe essere anche la cedolare secca, che garantisce un vantaggio non indifferente sulle tasse relative al comparto immobiliare. In quest’ottica l’obiettivo del governo è quello di garantire una imposta vantaggiosa di questo tipo anche agli immobili non abitativi.

Si tratta infatti attualmente di una agevolazione prevista per le abitazioni, con aliquota vantaggiosa al 10% per il canone concordato o al 21% per il canone libero. Tali agevolazioni potranno quindi essere estese anche ai fabbricati.

Attualmente la cedolare secca applicata agli immobili commerciali è prevista solamente in alcuni casi, e va tenuto in considerazione che l’attuale governo intende premiare l’imprenditoria anche su questo aspetto.

Anche sulle tasse presenti attualmente sugli immobili, si prevede una semplificazione e una razionalizzazione, volte a ridurre la frammentazione attuale delle imposte. Si ipotizza il superamento dell’imposta di bollo, ipotecaria e catastale, che secondo le previsioni potranno essere raggruppate in un’unica tassa.

Riforma cedolare secca

Pro e contro della riforma fiscale per le imprese

La riforma del fisco punta a garantire una tassazione più contenuta per il ceto medio e per le imprese. Tuttavia è ancora presto per delineare nel dettaglio i soggetti che saranno più avvantaggiati dalla riforma, perché si prevede anche una revisione dell’intero sistema di deduzioni e detrazioni.

L’aspetto più vantaggioso per le impresa è quello che riguarda l’Ires, per cui si ipotizza un sistema a doppie aliquote che secondo le prime indiscrezioni potrebbe portare questa tassa al 15% per le imprese che investono nello sviluppo e assumono personale.

Un altro aspetto vantaggioso per le imprese riguarda il superamento definitivo dell’Irap, che ad oggi pesa ancora per molte aziende. Di contro, il governo ha annunciato l’introduzione o l’estensione delle imposte a carico delle grandi imprese, come le multinazionali, per cui queste realtà potrebbero pagare maggiori tasse rispetto alle altre.

Si prospetta anche un intervento sull’Iva, che dovrebbe coinvolgere i beni di prima necessità: si attende di sapere come coinvolgerà cittadini e imprese.

Riforma fiscale imprese – Domande frequenti

Come toccherà le imprese la riforma fiscale?

La riforma prevede diverse modifiche ad alcune delle tasse maggiormente applicate ai redditi di impresa, come l’Irpef, l’Ires e l’Irap. Ecco tutte le misure previste.

Quali sono le nuove aliquote Irpef 2023?

Si attende la riforma del fisco per conoscere le nuove aliquote, che secondo le indiscrezioni saranno tre, con una riduzione degli attuali scaglioni.

Quali sono i vantaggi per le imprese con la riforma del fisco?

Verranno introdotte misure a favore delle imprese, come un sistema a due aliquote per l’Ires e una riduzione a tre scaglioni dell’Irpef.

Argomenti Trattati:

Autore
Giornalista pubblicista, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.
Fact-Checked
Avatar di Giovanni Emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 22 Maggio 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di PartitaIva, per ricevere sempre le novità e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.