Tasse ditta individuale: regime fiscale, simulazione, calcolo e scadenza

Quante tasse paga una ditta individuale? Scopri come funziona il calcolo del reddito imponibile in base alle diverse tipologie di regimi fiscali e come risparmiare.

di Gennaro Ottaviano

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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Tasse ditta individuale
  • Le tasse di una ditta individuale variano in base alla tipologia di regime fiscale a cui andrai ad aderire.
  • Ai fini fiscali, nel regime ordinario e in quello semplificato sono previste l’imposta IRES, IRAP e IVA, mentre in quello forfettario verserai un’unica aliquota sostitutiva.
  • Il pagamento delle tasse deve avvenire con F24 entro il 30 novembre dell’anno successivo.

Oggi in Italia il 63% delle attività imprenditoriali sono ditte individuali, che consistono in una forma giuridica che permette anche al singolo soggetto di aprire una partita IVA e dedicarsi a un lavoro autonomo

A favorire questa forma di impresa vi sono diversi fattori, tra i quali una serie di iniziative da parte del Governo italiano finalizzate a semplificare la gestione contabile, oltre a una riduzione del cuneo fiscale. In questo articolo andremo a soffermaci sulle tasse nella ditta individuale e su come calcolarle in base ai diversi regimi fiscali.

Si tratta di un’informazione fondamentale, dato che le aliquote fiscali rientrano tra i costi di gestione di una nuova attività d’impresa o di una già in fase di avviamento, e devono essere preventivate sin dalla creazione del business plan.  In questo modo potrai evitare errori con sanzioni pecuniarie che possono gravare sul successo della tua attività d’impresa.

Tasse ditta individuale 2023

Scegliere di aprire una partita IVA per una ditta individuale prevede diversi vantaggi, dal punto di vista della gestione economica e della fatturazione. Tuttavia, come ogni forma di attività d’impresa, che genera reddito, dovrai considerare il versamento delle tasse.

Il calcolo è un procedimento che richiede massima attenzione, soprattutto in una forma giuridica in cui a essere responsabile sei direttamente tu come libero professionista, anche con il tuo patrimonio. Per determinare le tasse nella ditta individuale dovrai valutare:

  • diritti camerali;
  • reddito imponibile.

L’iscrizione presso la Camera di Commercio deve essere rinnovata ogni anno e ha un costo che in base alla Regione, in cui ha sede la tua attività d’impresa, varia dai 150€ ai 300€.

L’altro elemento che incide in maniera preponderante sul calcolo finale delle tasse è il reddito imponibile, ovvero l’importo su cui, per legge, verrà applicata un’aliquota fiscale. Questa viene stabilita in base alla scelta della tipologia di regime fiscale. Per la ditta individuale potrai scegliere:

  • regime ordinario e semplificato;
  • regime forfettario.
Tassazione ditta individuale

Tasse ditta individuale: regime ordinario e semplificato

Il regime ordinario e quello semplificato prevedono una serie di imposte che dovrai considerare per calcolare l’aliquota fiscale da versare nel modello Redditi ex Unico di fine anno. Tuttavia, il calcolo dell’imponibile avverrà in modo diverso. Infatti, nel regime semplificato si utilizza il principio per cassa, prendendo come riferimento il momento in cui è stata eseguita un’operazione.

Invece, nel caso del sistema ordinario si andrà a impiegare quello per competenza. In questo caso, devi considerare quando è stata conclusa una transazione con l’invio della fattura e non il momento in cui è avvenuto l’incasso. Le imposte da valutare sono:

  • IRPEF;
  • IRAP;
  • IVA.

Tassazione IRPEF

L’acronimo IRPEF identifica l’Imposta sulle Persone Fisiche, ovvero un’aliquota che va a prendere come riferimento il tuo reddito personale. Deve essere pagata da tutti i lavoratori autonomi che producono reddito in Italia. L’importo viene determinato in base a un principio progressivo, come vediamo nella tabella seguente.

Scaglione IRPEFAliquota
Fino ai 15.000€23%
Dai 15.001€ ai 28.000€25%
Dai 28.001€ ai 50.000€35%
Dai 50.001€ in poi43%

Infatti, ogni anno vengono definiti i cosiddetti scaglioni fiscali IRPEF: con l’aumentare del reddito andrà a crescere anche l’importo di tasse che dovrai versare.

L’aliquota IRPEF parte da un valore minimo pari al 23% per i redditi fino ai 15.000€, fino ad arrivare al 43% per un’imponibile che supera i 50.000€.

Tassazione IRAP

L’IRAP è l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive, una tassa versata direttamente alla Regione in cui ha sede la tua attività d’impresa. Il valore non è unico in tutta Italia, ma si prevede un tetto massimo pari al 3,9% dell’imponibile.

La Legge di Bilancio 2022 ha portato diverse novità per quanto riguarda l’applicazione di questa imposta sul reddito, esonerando dal pagamento alcune categorie di soggetti. Tra questi si includono i professionisti autonomi, le ditte individuali e le imprese familiari. Se sei interessato all’argomento, leggi il nostro articolo sull’abrogazione IRAP 2022.

Tassazione IVA

Infine, devi considerare l’applicazione dell’IVA. È un’imposta sui consumi, introdotta in Italia con il D.P.R 633/72 e presente a livello europeo, con riferimento alle varie fasi del processo produttivo e distributivo. Rientra tra le imposte indirette, dato che non farà riferimento al reddito, ma ai consumi. Il calco dell’IVA avviene in modo proporzionale in base al valore del bene acquistato dal consumatore.

Oggi l’IVA ordinaria prevede una percentuale del 22%, ma per alcuni beni è prevista l’applicazione di un valore ridotto pari al 4%, al 5% e al 10%.

In quanto ditta individuale rientrante nel regime ordinario o semplificato, ogni anno dovrai compilare il modello IVA, in base al quale determinare il versamento dell’aliquota dovuta da effettuare attraverso F24. Si tratta di un adempimento obbligatorio per legge.

Tasse regime forfettario

Ditta individuale e regime forfettario

La ditta individuale rientra tra quelle forme giuridiche che possono aderire ai sistemi fiscali agevolati come il regime forfettario. In questo caso il calcolo della tassazione avviene in modo semplificato.

Infatti, non devi considerare l’IRPEF e l’IRAP, ma si applicherà un’imposta sostitutiva forfettaria. Inoltre, questa forma di regime agevolato prevede una franchigia IVA, che non dovrà essere inserita in fattura, riducendo i costi annuali.

L’importo dell’aliquota unica corrisponde al 5% per i primi 5 anni di attività, che sale successivamente al 15%. Sono previsti anche dei vantaggi dal punto di vista previdenziale. Infatti, i contributi IVS da corrispondere all’INPS possono essere ridotti del 35% rispetto ad altre forme di regimi fiscali, se si opera secondo la gestione Artigiani e Commercianti.

Se da un lato il sistema forfettario prevede una tassazione agevolata, dall’altro devi considerare che non applicandosi IVA, non sono previste spese deducibili e detraibili, per cui non è possibile scaricare alcun costo.

Simulazione delle tasse per la ditta individuale

Andiamo a vedere dal punto di vista pratico come vengono calcolate le tasse nella ditta individuale nel regime ordinario, in base agli scaglioni IRPEF, e in quello forfettario. Iniziamo da quest’ultimo.

Immagina di aver aperto una partita IVA per e-commerce con un fatturato annuo, che al netto della riduzione per forfait al 40%, ha una base imponibile pari a 35.000€. Con il regime forfettario ecco quali sono gli importi sottoposti a tassazione:

  • per i primi 5 anni: 35.000€ x 5%= 1.750€ di tasse;
  • dal 5° anno: 35.000€ x 15= 5.250€.

Invece, se hai la stessa attività e aderisci al regime ordinario, si applicano gli scaglioni IRPEF. Come indicato il calcolo dovrà essere fatto in modo progressivo:

  • 23% su 15.000€ = 3.450€;
  • 25% su 13.000€ (28.000 – 15.000) = 3.250€;
  • 35% su 7.000€ (35.000 – 28.000)= 2.450€.

Quindi su un imponibile di 35.000€, si applicherà una tassazione complessiva di 9.150€ (3.450 + 3.250 + 2.450).

Inoltre, la base imponibile varia anche in rapporto alla tipologia di codice ATECO che sei andato ad attivare. Quindi, anche se esistono diversi modelli in Excel per il calcolo delle tasse di una ditta individuale, un valido consiglio è quello di rivolgersi sempre a un consulente esperto come uno studio di commercialisti.

In questo modo potrai evitare errori nel definire l’importo tassabile ed essere soggetto a sanzioni o a dover affrontare un procedimento di sanatoria.

Quando scade il pagamento delle tasse per la ditta individuale

Il pagamento delle tasse come ditta individuale avviene con la compilazione del Modello Redditi ex Unico e in base a un calendario prefissato. Devi distinguere se il versamento di quanto dovuto viene effettuato in soluzioni unica, oppure con acconto e saldo.

Con la soluzione unica, il pagamento deve avvenire entro il 30 di novembre solo se l’importo da versare è inferiore ai 257,52€. Invece, nel caso di due rate sono previste le seguenti modalità:

  • 40% dell’importo entro il 16 giugno, oppure entro il 18 luglio con una maggiorazione;
  • saldo al 30 novembre.

Per ciò che riguarda le ditte individuali con regime ordinario in cui è prevista la dichiarazione d’IVA, il versamento dell’Imposta sul Valore aggiunto, potrà avvenire mensilmente entro il 16 del mese successivo, o su base trimestrale. In quest’ultimo caso le date da considerare sono:

  • 16 maggio;
  • 20 agosto;
  • 16 novembre.

Per il pagamento delle aliquote fiscali e per quelle IVA, le operazioni devono avvenire utilizzando il modello F24.

Come risparmiare sulle tasse

Il versamento delle imposte è un obbligo di legge. Tuttavia, oggi puoi risparmiare sulle tasse di una ditta individuale seguendo alcuni consigli ed effettuando le giuste valutazioni. Infatti, il primo aspetto da considerare con attenzione è il regime fiscale da adottare, tra quello ordinario e il forfettario. Come fare? Un parametro di riferimento deve essere la tipologia di codice ATECO.

Ad esempio, per una nuova attività d’impresa, che rientra nei nuovi parametri previsti della Legge di Bilancio 2023 per il sistema forfettario, adottare il regime agevolato può essere utile, dato che ridurrai le spese iniziali. Lo stesso vale se hai un’attività in cui effettui poche operazioni con i fornitori e quindi hai limitate spese da scaricare.

Viceversa, se il tuo fatturato è elevato ed emetti diverse fatture attive e passive, allora potrebbe essere più utile scegliere il regime ordinario, dato che ridurrai i costi fiscali grazie alle spese detraibili o deducibili.

In questa prospettiva, diventa fondamentale il supporto da parte di uno studio di commercialisti, al fine di valutare già in fase di programmazione della tua attività, come pagare meno tasse e come scegliere i regimi agevolati.

Tasse ditta individuale – Domande frequenti

Quanto costa una ditta individuale all’anno?

I costi di una ditta individuale variano in base alla tipologia di codice ATECO, il reddito fatturato e al regime fiscale a cui si aderisce.

Quanto paga di tasse una partita IVA per una ditta individuale?

Le tasse di una ditta individuale variano in base alla tipologia di regime fiscale adottato. Se vuoi conoscere gli importi previsti, leggi la nostra guida.

Quante tasse si pagano su 50.000€ di una ditta individuale?

L’importo tassabile varia in base agli scaglioni IRPEF nel caso del regime ordinario, oppure dell’imposta sostitutiva in quello forfettario. Scopri le diverse simulazioni nella nostra guida.

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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 20 Maggio 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

2 commenti su “Tasse ditta individuale: regime fiscale, simulazione, calcolo e scadenza”

  1. Cortesemente, sulla base di quanto letto su vari post informativi, penso sia chiaro che la soglia nel quale si può convertire da ordinario a forfettario sia di euro 85000 sul RICAVATO.
    Alcuni parlano di reddito, altri di guadagno e stiamo creando un po’ di confusione. So che per RICAVO si intende tutte le fatture in entrata non considerando le spese deducibili. DIciamo le entrate LORDE. Questo rende poco favorevole per molte ditte individuali il forfettario perchè non deducendo le spese si andrebbe a pagare le tasse su una cifra irreale a quella che si mette effettivamente in tasca (compro a 10, vendo a 20, guadagno 10… il forfettario ti fa pagare le tasse su 20 e non su 10). Forse è più utile per professioni come avvocati o medici associati che hanno consulenze che non hanno necessità di grandi spese detraibili. Posso chiedere chiarezza su questo punto? Ad oggi quindi, il forfettario è per chi ha meno di 85000€ sul ricavato (sul lordo)? poi ho letto che si potrebbero detrarre le spese per un dipendente sul forfettario, ma un consulente/ditta che ha un contratto continuativo con la ditta individuale, potrebbe detrarre quella spesa nel forfettario? Grazie molte

    Rispondi
    • Buonasera,
      nel regime forfettario non vi è la possibilità di dedurre alcuna spesa. E’ accettabile la spesa per dipendenti, entro certi limiti.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi

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