IRAP: cos’è, chi deve pagarla e come funziona

L'IRAP è l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive. Ecco chi sono i soggetti coinvolti nel pagamento di questa tassa, chi è esonerato e come funziona.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
  • Il tributo IRAP è l’imposta regionale che si applica sulle attività produttive.
  • Sono tenute a pagare l’IRAP tutte le attività che producono reddito, salvo eventuali eccezioni previste dalla normativa tributaria, in forma di società;
  • L’IRAP viene versata tramite un saldo per l’anno precedente e un acconto per quello corrente. Le date da ricordare sono: il 30 di giugno, salvo proroghe, per il primo versamento, il 30 di novembre per il secondo.

Hai aperto partita IVA e ti stai domandando se devi pagare il tributo IRAP? Su questa tassa vi è spesso un po’ di confusione su quali sono le imprese o i liberi professionisti obbligati a versarla, soprattutto a seguito dell’ultima riforma del fisco. L’IRAP è un tributo che si applica come tassa regionale a tutte le attività produttive, salvo alcune eccezioni. 

Conoscere i vari aspetti è utile per organizzare al meglio il bilancio della tua azienda, sia se rientri nelle categorie esenti, sia nel caso in cui sei obbligato al pagamento. Di seguito ti aiuteremo a chiarire cos’èchi la deve versare e come si effettua il pagamento.

Infine, avrai a disposizione anche una tabella con tutti i codici tributo IRAP da inserire al momento del versamento. In questo modo disporrai di tutto ciò che è necessario per gestire in maniera efficiente la tua attività nel pieno rispetto degli aspetti fiscali.

Che cos’è l’IRAP

Cosa significa IRAP? Questo acronimo fa riferimento all’Imposta Regionale sulle Attività Produttive. È stata istituita con il Decreto Legislativo del 15 dicembre 1997 n. 446, in cui sono stati riorganizzati i tributi locali e si sono stabilite le diverse aliquote, ovvero percentuali di tassazione.

Questo è un tributo che ogni anno, in quanto detentore di partita IVA, dovrai versare alla regione in cui ha sede la tua azienda o dove svolgi la tua professione, se rientri tra i soggetti coinvolti da questa imposta.

L’IRAP è un tributo che deve essere versato ogni anno alla propria Regione di appartenenza, in relazione al reddito che è stato percepito nell’anno precedente. Per l’IRAP 2022 si farà dunque riferimento ai redditi del 2021.

La tassa si applicherà sulla tua capacità di produzione economica, definita anche come valore di produzione. Ciò significa che dovrai versare un’aliquota, con riferimento al guadagno netto che hai generato nel corso dell’anno.

Il calcolo tiene in considerazione una serie di fattori, ma in linea di massima il tributo IRAP si applicherà valutando la differenza tra i proventi che hai ottenuto, sottraendo a questo valore i principali costi di gestione. A cosa serve questa aliquota? Attraverso di essa si sovvenzioneranno le casse regionali, in particolare i fondi riguardanti i servizi sanitari. Riassumiamo nella tabella le principali caratteristiche di questa imposta.

Imposta Caratteristiche
Normativa di riferimentoD.Lgs. 446/1997
Tipo di tributoTassazione che si applica sul guadagno netto annuale
A chi si rivolgeImprese e professionisti con Partita IVA
Tipologia di tassaRegionale
A cosa serveFinanziare i servizi pubblici sanitari

Chi paga l’IRAP?

Altro aspetto da chiarire sin da subito è quali sono le attività produttive soggette al versamento dell’IRAP e quelle esentate. Anche in questo caso ci viene in aiuto il D.Lgs. 446/1997 il quale definisce le attività produttive obbligate ad adempiere all’aliquota:

  • società di persone;
  • società per azioni;
  • società di capitali;
  • società cooperative e di mutua assicurazione;
  • imprenditori commerciali e ditte individuali;
  • amministrazioni ed enti pubblici;
  • professionisti ed artisti.

Come puoi notare, la tipologia di soggetti sottoposti a questo tributo regionale è molto ampio. Ciò che li accomuna sono però alcune caratteristiche. Infatti, per essere sottoposta a IRAP si richiede che la tua attività sia organizzata e strutturata in modo da disporre anche di sottoposti, dipendenti e soci. Inoltre, dovrà essere a scopo di lucro o a fini commerciali.

Ricordiamo che il Decreto Rilancio del 13 maggio 2020, aveva sospeso il pagamento dell’imposta IRAP per parte dell’anno fiscale 2019 e per tutto il 2020. In questo modo si è venuto incontro alle aziende per le difficoltà collegate alla pandemia. Per il pagamento dell’IRAP nel 2022 sono stati introdotti diversi casi di esonero aggiuntivi.

Tributo IRAP

Chi è esentato dal tributo regionale

La tassa IRAP, in quanto spesa fissa, deve essere preventivata nella programmazione annuale economica dell’azienda, al fine di non trovarsi in difficoltà ad affrontare il pagamento. Per questo, diventa utile considerare in quali circostanze non è previsto questo tributo, anche alla luce delle ultime disposizioni che hanno abrogato l’IRAP per il 2022 per diversi soggetti.

I casi sono i seguenti:

  • imprese individuali, società di persone e capitali collegati al settore pesca;
  • ditte individuali e partite IVA personali sottoposte a regime forfettario;
  • fondi comuni di investimento;
  • produttori agricoli con reddito inferiore a 7.000 euro;
  • persone fisiche esercenti attività di impresa e lavoro autonomo dal 2022;
  • collaborazione coordinata e continuativa.

Nel primo caso si dovrà fare riferimento alla legge di Stabilità del 2016 la quale prevede l’esenzione di questi soggetti. Per ciò che riguarda il regime forfettario per le nuove partite IVA sono previste una serie di agevolazioni. Tra queste si considera il pagamento di un’unica aliquota sul guadagno ottenuto, che per i primi 5 anni sarà pari al 5%, mentre successivamente salirà al 15%.

Per quanto riguarda i liberi professionisti e gli artisti, come anticipato, l’IRAP è obbligatoria nei casi in cui questi ultimi abbiano dei collaboratori, quindi degli ausiliari, che prendano parte all’attività produttiva. 

L’IRAP non è invece prevista nei casi in cui i professionisti svolgano la propria attività in modo individuale, senza il supporto di altre persone. Potrebbero comunque anche avere dipendenti e collaboratori che, però, non partecipano in modo attivo alla produzione del lavoro.

Partita IVA e tributo IRAP

Un discorso a parte dovrà essere effettuato sui liberi professionisti o sulle ditte individuali. Infatti, se appartieni a una di queste categorie è necessario fare qualche distinzione per il pagamento dell’IRAP.

Nel testo del D.Lgs. 446/1997 si definiscono i casi in cui un professionista o una ditta individuale è soggetta a IRAP. Dovrai pagare questa imposta nel momento in cui contribuiscono alla tua attività produttiva anche altri soggetti, in quanto consulenti o dipendenti.

Ne sarai esentato invece se l’attività viene svolta con una tua organizzazione indipendente. Questo punto è determinante. Quindi per comprendere se sei soggetto oppure no al tributo IRAP dovrai fare una distinzione tra:

  • semplice collaborazione con altri soggetti;
  • collaborazione continuativa e produttiva, anche sotto forma di studio associato.

Un esempio può essere utile. Immagina di essere un architetto e farti aiutare in maniera costante da un collaboratore per velocizzare la realizzazione dei tuoi progetti. In questo caso, in base a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, sarai tenuto a pagare l’IRAP. Anche uno studio associato dovrà provvedere a questo pagamento.

Se invece lavori in completa autonomia, non dovrai provvedere al pagamento dell’IRAP, anche se chiederai un supporto sporadico a collaboratori esterni.

IRAP imprese

Come si calcola l’IRAP

Come fare a stabilire l’importo che dovrai versare come l’aliquota IRAP? Questa imposta si calcola sul tuo imponibile, ovvero sul guadagno che hai ottenuto sottraendo le spese collegate alla produzione della tua attività. Il procedimento va eseguito con cura. Non tutti i costi possono essere sottratti al fine di ridurre l’IRAP. Ecco quali sono quelli non deducibili:

  • stipendi dei dipendenti;
  • costi del professionista associato;
  • emolumenti di amministratori, compreso i contributi INPS e TFR;
  • compenso con riferimento alle prestazioni occasionali.

La tassa IRAP per il 2022 è pari a quella dall’anno precedente e corrisponde alla percentuale del 3,90%. Abbiamo però specificato che in quanto imposta regionale, i singoli enti avranno la possibilità di modificare l’IRAP con un’aggiunta di un massimo di 0,92 punti percentuali.

Per alcune categorie di soggetti sono previste delle aliquote differenti. Ecco qualche esempio pratico. 

Soggetto passivoAliquota IRAP prevista
banche e altri intermediari finanziari4,65%
compagnie assicurative5,90%
amministrazioni pubbliche8,50%

Quindi sarà importante verificare, in base alla regione di appartenenza, la somma che dovrà essere versata. A questo devi aggiungere che alcune attività prevedono una percentuale già determinata. Per esempio, per le banche l’IRAP è del 4,65%, mentre per le assicurazioni sale al 5,90%. Infine, dovrai anche valutare l’eventuale calcolo dell’IRAP a credito.

Tributo IRAP a credito: quando si verifica

Questa condizione avviene quando hai effettuato un versamento dell’Imposta Regionale sull’Attività Produttiva anche se non eri tenuto a farlo. In altri casi il credito si verifica se la somma versata è stata superiore a quella che dovevi regolarmente pagare.

Un evento che può avvenire dato che, come hai letto, ancora oggi vi è un po’ di confusione su quali sono le situazioni che prevedono l’obbligatorietà del versamento.

Come ottenere l’IRAP a credito? L’art 28 del D.P.R 1973 n. 602 ribadisce la possibilità di ottenere un rimborso previa istanza, per eventuale versamento di tributi non dovuti. La tempistica prevista per la richiesta è quella di 48 mesi. Una volta presentata la domanda, gli esiti sono due:

  • accettazione del credito IRAP;
  • rifiuto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Quando si paga l’IRAP

Conoscere quando si versa l’IRAP è importante al fine di inserire queste date all’interno del tuo calendario economico ed evitare ritardi. Infatti, in base alla legge, sono previsti diversi scaglioni per i versamenti da effettuare. Nella tabella seguente abbiamo riportato quali sono le date da rispettare.

Pagamento IRAP per le partite IVA Scadenze
Primo acconto IRAP30 giugno
Secondo acconto IRAP30 novembre
Saldo dell’anno precedente30 giugno

Ricapitolando: entro il 30 giugno 2022, si è pagato il saldo del tributo IRAP del 2021 con un acconto per quello del 2022. Invece, entro il 30 novembre si dovrà versare la seconda quota di IRAP.

Le scadenze del primo acconto e del saldo dell’anno precedente possono variare per proroghe che, ogni anno, si avvicendano.


Come si paga l’IRAP

Per effettuare il versamento IRAP sarà necessario compilare la dichiarazione IRAP che dovrà essere presentata presso l’Agenzia delle Entrate in maniera telematica. Ecco i passaggi da seguire:

  • registrati a FiscoOnline;
  • accedi al tuo account sul sito;
  • compila il modulo con la dichiarazione IRAP;
  • effettua il pagamento dell’IRAP attraverso F24.

In apparenza la procedura sembra semplice, ma è consigliabile rivolgersi a un consulente o a uno studio di commercialisti. In questo modo potrai avere un aiuto nella procedura per il versamento.

Sarà necessario verificare prima di tutto se sei tenuto a pagare l’IRAP, anche in base alle ultime normative. Il passo successivo è quello di calcolare l’imponibile, che varia in base all’attività che svolgi e alle spese che puoi andare a detrarre.

Questo valore è specifico, dato che si dovranno conoscere le singole detrazioni fiscali e quali sono le spese che si possono sottrarre. Inoltre, al momento del pagamento si dovrà inserire il codice tributo nell’F24 con riferimento alla tipologia di versamento.

Codice Tributo F24Causale
3800Saldo tributo IRAP
3805Interessi per dilazionamento
3812Acconto prima rata
3813 Secondo acconto
3883 Compensazione credito IRAP

Deduzioni IRAP

Elenchiamo di seguito quali sono le deduzioni ammesse per il calcolo della base imponibile IRAP.

Deduzione IRAPPer chi spetta
Contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro Dipendenti e lavoratori obbligati ad avere un’assicurazione contro gli infortuni
Deduzione forfettaria di 7.500 o 15.000 euroCiascun dipendente assunto a tempo indeterminato, gli importi aumentano fino a 13.500 e 21.000 euro in caso di lavoratori di sesso femminile e/o che hanno meno di 35 anni
Deduzione dei contributi previdenziali e assistenzialiLavoratori dipendenti
 Deduzione delle spese  Per apprendisti, per disabili, per il personale assunto con contratto di formazione lavoro e per addetti alla ricerca e sviluppo
Deduzione di 1.850 euro Per ciascun dipendente fino ad un massimo di 5 dipendenti, per i soggetti che concorrono alla formazione del valore della produzione non superiori nel periodo d’imposta i 400.000 euro
Deduzione del costo residuoPersonale dipendente
Deduzione per incremento della base occupazionale Spetta qualora vengano effettuate nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato

Cosa succede se non si paga l’IRAP

L’IRAP è un tributo e quindi, come tassa dovuta alla regione, vi è l’obbligo di effettuare il versamento. Se non lo esegui, scatteranno una serie di sanzioni. Devi distinguere però tra:

  • pagamento in ritardo;
  • mancato versamento della tassa annuale.

Nel primo caso si fa riferimento a un eventuale mancato adempimento di uno dei versamenti, saltando una rata. Si applicherà una moratoria per ogni giorno di ritardo che andrà a crescere nel tempo. Avrai però ancora la possibilità di effettuare un ravvedimento, ovvero un pagamento in ritardo.

È importante precisare che se effettui il pagamento entro il 14° giorno di ritardo, avrai la possibilità di ottenere una sanzione minima. Dal 15° giorno in poi è prevista una moratoria che potrà aumentare ulteriormente. Il ravvedimento potrà essere effettuato in ogni momento al fine di sanare la tua posizione contributiva, anche se è stato aperto un contenzioso o vi sono in sospeso eventuali verifiche.

Ben diversa è la situazione di un mancato versamento dell’intero importo collegato al tributo IRAP. In questa situazione, ti verrà inviato prima un avviso bonario, e successivamente al mancato pagamento verrà emessa una sanzione con relativa cartella esattoriale.

Tasse IRAP società

IRAP e partita IVA

Riassumendo quanto visto prima, la percentuale minima dell’IRAP è pari al 3,90% e viene calcolata sull’imponibile, ma varierà in base ai singoli enti.

Quando decidi di aprire una attività e quindi una partita IVA, l’IRAP è un costo che dovrai preventivare al fine di non trovarti inadempiente, con la conseguenza di effettuare il pagamento in ritardo, subendo sanzioni e moratorie.

Per questo nel momento in cui apri una partita IVA sarà importante verificare subito se la tua attività rientra tra quelle che devono versare l’IRAP. Da quest’anno, con le nuove normative, potrai esserne esentato. Per esempio i regimi forfettari ne sono esclusi, con l’obbligo di un’imposta unica che è pari al 5%.

In questa prospettiva, un utile consiglio, per la dichiarazione IRAP, è quello di farsi affiancare da un commercialista, in modo da avere la certezza di adempiere correttamente ai tributi dovuti per la tua attività d’impresa.

Tributo IRAP – Domande frequenti

Cos’è l’IRAP?

L’acronimo IRAP identifica l’Imposta Regionale sull’Attività Produttiva. Alcune attività sono tenute al suo versamento, scopri quali leggendo il nostro articolo.

Come si paga l’IRAP?

Il tributo viene versato a scaglioni: entro il 30 settembre ed il 30 novembre. Il pagamento va effettuato con il modello F24, inserendo il codice tributo 3800 per il saldo, 3812 e 3813, rispettivamente per il primo e il secondo acconto.

Chi è soggetto all’IRAP?

Il tributo IRAP è una tassa regionale, e sono tenute al pagamento le società di capitali, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le persone fisiche che percepiscono reddito di impresa. Scopri qui tutti i casi di esenzione.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 10 Dicembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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