Collaboratore Familiare: chi è, contributi INPS e come inquadrarlo

Il collaboratore familiare può essere un valido supporto per le imprese di piccola e media dimensione. Scopri chi è, i costi e come inquadrarlo.

di Gennaro Ottaviano

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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Collaboratore familiare
  • Un collaboratore familiare è un soggetto legato all’imprenditore da un vincolo di parentela e che contribuisce alla crescita dell’impresa.
  • La collaborazione può essere occasionale, se è sporadica e non prevalente, oppure continuativa se avviene in modo costante.
  • Non sono previsti versamenti dei contributi INPS per il collaboratore familiare occasionale che non percepisce compensi, mentre in casi particolari è necessario versare quelli previdenziali INAIL.

La figura del collaboratore familiare può essere un valido supporto per lo sviluppo di una ditta individuale, di un’impresa familiare o in generale di una piccola e media azienda.

Infatti, come imprenditore, puoi essere affiancato da una persona che ha legami di parentela e con un contributo lavorativo che non richiederà costi dal punto di vista retributivo, né per l’apertura delle posizioni INPS.

Tuttavia, questa figura può svolgere la sua attività anche in modo continuativo, acquisendo una serie di diritti all’interno dell’impresa. In questa guida, potrai valutare chi è il collaboratore familiare, quali sono i soggetti che possono svolgere questa funzione e quali sono le regole previste per il suo inquadramento.

Chi è il collaboratore familiare

La figura del collaboratore familiare è regolata dall’art 230 bis del Codice civile. Chi è esattamente? È un soggetto che collabora con il titolare di un’attività d’impresa in virtù di un rapporto di tipo morale, dato che è legato allo stesso dalla parentela.

In base all’art 74 del Codice civile, i parenti sono tutti coloro che discendono dallo stesso stipite, come:

  • coniuge;
  • genitori;
  • fratelli e sorelle;
  • nipoti, compresi quelli del coniuge;
  • zii;
  • suoceri.

Si considerano parenti in linea diretta coloro che discendono l’uno dall’altra, come il nonno, il padre, il figlio e il nipote. Invece, quelli di secondo grado sono coloro che arrivano dalla stessa stirpe, ma la discendenza non è diretta, come i fratelli, le sorelle, i nipoti e i figli dei figli. Infine, si considerano anche i parenti collaterali come i suoceri e quelli di primo, secondo e terzo grado del coniuge.

Collaboratore familiare chi è

Chi può ricevere aiuto dal collaboratore familiare?

Questa tipologia di figura lavorativa ha il fine di permettere a quelle imprese di piccola e media dimensione di avere il supporto e la competenza di soggetti che hanno un particolare interesse al raggiungimento della mission aziendale, per il legame di parentela.

Si adatta molto alle imprese artigiane, commerciali o alle partite IVA agricole. Queste attività infatti possono essere svolte facilmente a livello familiare.

Ad esempio, se vuoi aprire un negozio di abbigliamento con una gestione familiare, oppure creare una piccola attività d’impresa, la scelta del collaboratore familiare è vantaggiosa perché comporta una riduzione dei costi, dato che non dovrai necessariamente istaurare un rapporto contrattuale datore di lavoro-dipendente.

Collaboratore familiare: è un dipendente?

A regolare la posizione del collaboratore familiare, all’interno di una piccola e media impresa, è intervenuto il Ministero del Lavoro con la circolare 10478 del 10 giugno 2013 e la numero 14184 del 5 agosto 2013.

All’interno sono presenti le direttive per ciò che riguarda l’aspetto previdenziale e su come inquadrare questi soggetti. In questa prospettiva si deve distinguere tra:

  • attività continuata;
  • collaboratore familiare occasionale.

Quindi nel primo caso il collaboratore familiare acquisisce una serie di diritti per la sua collaborazione all’interno dell’attività familiare. Ecco quali sono i principali:

  • partecipazione degli utili dell’impresa familiare;
  • presenza di una retribuzione per la prestazione svolta;
  • diritto alla partecipazione di una quota sui beni mobili e immobili acquistati con gli utili;
  • diritto di partecipare alle decisioni riguardanti l’utilizzo degli utili;
  • diritto di prelazione in caso di trasferimento dell’azienda.

Nel secondo caso, l’attività verrà svolta in maniera sporadica e quasi sempre a titolo gratuito o con un compenso che rientra nelle prestazioni occasionali. Vediamo nello specifico quali sono le differenze dal punto di vista contributivo, contrattuale ed economico.

Collaborazione e contributi INPS

Il versamento dei contributi INPS deve avvenire se l’attività svolta dal collaboratore familiare è continuativa e prevalente per l’attività d’impresa. Può essere una valida soluzione per farsi affiancare da parte di un soggetto che fa parte della stessa stirpe, e che è legato a te da affetto e parentela, al fine di raggiungere un obiettivo economico comune.  

A sottolineare come sia possibile istaurare un rapporto di lavoro subordinato con un familiare è intervenuta anche la Corte di Cassazione con la sentenza 4535 del 27 febbraio 2018, nella quale sono stati indicati quali sono i requisiti oggettivi che vanno a indentificare questa forma di attività lavorativa tra parenti, distinguendola da eventuali dissimulazioni:

  • presenza di una retribuzione con pagamento cadenzato;
  • attività svolta costantemente;
  • orario di lavoro coincidente con l’apertura dell’attività;
  • contributo del familiare alla programmazione, organizzazione e nelle decisioni per l’attività d’impresa.

In questo caso, oltre alla comunicazione dell’accordo contrattuale, dovrai aprire una posizione INPS con il versamento dei contributi IVS.

Collaboratore e contributi INPS

Collaboratore familiare e disoccupazione

Una delle domande più frequenti sui collaboratori familiari riguarda l’eventuale indennità di disoccupazione.

Precisiamo sin da subito che se l’attività viene svolta in modo continuato e con un contratto, in caso di cessazione dell’attività lavorativa, sarà prevista anche l’indennità di disoccupazione.

Ovviamente è necessario rientrare tra quei requisiti temporali con un minimo di 13 settimane di contributi INPS, che dovranno essere versati entro i quattro anni precedenti, a cui si aggiunge un totale di 30 giorni di lavoro nell’arco dell’anno prima della richiesta di disoccupazione.

Collaborazione familiare e maternità

Chiariamo anche l’aspetto riguardante l’indennità di maternità. Anche in questo caso se la tua attività di lavoro è occasionale, non è previsto l’assegno di maternità.

Invece, se hai un contratto e sono stati versati i contributi INPS, potrai richiederla con un periodo minimo di 5 mesi. Inoltre, in base alle modifiche apportate dal Governo Meloni, ci saranno delle modifiche in questa erogazione, con importi maggiorati.

La misura, per come è attualmente, prevede 5 mesi di astensione obbligatoria dal lavoro, regolarmente retribuiti dall’INPS. Questo non è valido nel caso di collaborazione occasionale.

Collaboratore familiare occasionale

Non sono previsti i contributi INPS nel momento in cui l’attività del collaboratore familiare è:

  • occasionale;
  • non prevalente;
  • sporadica.

L’attività occasionale è quella che non avviene in maniera sistematica, ma che prevede l’impiego del collaboratore solo per poche ore al giorno o al mese. Infatti, viene considerata tale sempre quella che è eseguita in modo sporadico e che non supera i 90 giorni annuali, oppure il tetto delle 720 ore.

Il termine giornaliero può essere anche allungato se comunque le attività vengono svolte per un numero di ore limitato al giorno, ad esempio due o tre.

L’altro aspetto è quello del concetto di prevalenza. L’INPS ha chiarito questo termine, considerando che tutte le attività che hanno natura imprenditoriale vengono considerate come prevalenti.

Quindi si inglobano quei compiti che vengono svolti all’interno dell’attività d’impresa che sono esercitati in modo organizzato, professionale e imprenditoriale. In questo caso il collaboratore familiare dovrà avere un contratto. Viceversa, si parlerà di occasionalità della prestazione.

In ogni caso oltre ai limiti temporali, si considerano come collaboratori familiari occasionali i seguenti soggetti:

  • un familiare pensionato;
  • un parente che possiede un contratto di lavoro full time in un’altra azienda;
  • un soggetto che ha già un contratto part-time.

Nelle prime due situazioni, data la caratteristica relativa alla fonte di reddito, si ipotizza che la collaborazione sia solo di sostegno in quanto parente o affine.

Invece, nell’ultimo caso si applica la regola dei 90 giorni e del limite delle 720 ore per rientrare nell’ambito delle attività occasionali, data la presenza di maggior tempo a disposizione da parte del collaboratore, che potrebbe celare una forma di lavoro non inquadrato. Leggi anche la nostra guida sulla prestazione occasionale e su come lavorare senza partita IVA

Collaboratori familiari e iscrizione all’INAIL

Il versamento dei premi assicurativi INAIL deve avvenire sempre quando è presente un’attività continuata. Invece, nella situazione di collaborazione occasionale e quindi di prestazioni che avvengono in modo sporadico, data la natura saltuaria della prestazione, in teoria non è previsto il versamento.

Tuttavia, è presente un’eccezione. Infatti, se ti fai aiutare per la tua attività d’impresa da un collaboratore familiare per uno o due volte al mese, per un massimo di 10 giornate lavorative, sarai esente dal versamento INAIL.

Se superi questo tetto, sei obbligato all’iscrizione presso l’ente di previdenza e a versare il relativo premio, anche se non è stata aperta una posizione INPS.

Collaboratore e contratto

Come funziona il contratto per un collaboratore familiare

Il contratto non è previsto se l’attività di collaborare familiare viene svolta in maniera occasionale. In ogni caso, sarà utile rivolgersi a un consulente come uno studio di commercialisti, al fine di realizzare una scrittura privata, che identifichi i compiti del collaboratore, le ore di attività e la tipologia di remunerazione.

Invece, se l’attività rientra tra quei parametri di subordinazione, allora sarà necessario sottoscrivere un contratto che può avere forma orale o scritta. Quest’ultima è quella più utilizzata al fine di prevedere una serie di clausole per lo svolgimento dell’attività. Il contratto dovrà contenere tutti gli elementi per identificare:

  • collaboratore;
  • datore di lavoro;
  • luogo di lavoro;
  • mansione svolta;
  • orari;
  • retribuzione.

Le copie dovranno essere autenticate dal collaboratore familiare e da te come datore di lavoro. La presenza di un contratto implica anche l’adozione di quelle misure in caso di scioglimento del rapporto di lavoro, dovuto al caso dell’invio di una lettera di dimissioni o a licenziamento. Leggi anche la nostra guida su come assumere un dipendente

Collaboratore familiare e ditta individuale

La ditta individuale è una delle forme di impresa più semplice, in cui si prevede che l’attività venga svolta solo dalla figura dell’imprenditore. Tuttavia, nell’esercizio della tua attività, potrai assumere dei dipendenti e dei collaboratori familiari.

Per questi ultimi, se svolgono le loro mansioni a titolo gratuito e quindi senza contratto, non sarà necessario apportare modifiche alla tipologia di forma societaria.

Ciò vale anche nel caso di collaborazione con un soggetto che ha un’attività di lavoratore autonomo anche se tuo parente. Ben diversa è la situazione in cui vuoi utilizzare in modo continuato il lavoro di un collaboratore familiare.

In questo caso la ditta individuale si trasformerà in società familiare, e come tale il collaboratore avrà una serie di diritti e di doveri nei confronti dell’attività d’impresa.

Deducibilità fiscale dei compensi del collaboratore familiare

È possibile dedurre i costi del collaboratore familiare? Per rispondere prendiamo come riferimento l’art 54 del TUIR (Testo Unico in materia di Redditi) in base al quale viene stabilito il principio di non deducibilità dei compensi nei confronti di un:

  • coniuge;
  • di parenti entro il terzo grado;
  • agli affini entro il secondo grado;
  • ai figli minorenni;
  • ai figli maggiorenni se affetti da disabilità.

Tuttavia, potrai dedurre le spese per la tua attività per quanto riguarda il rapporto il lavoro dipendente, occasione o di collaborazione con i figli maggiorenni, compresi quelli adottati, i nipoti, altri parenti come i cugini e gli zii, e gli affini come nel caso dei suoceri o dei parenti dal lato del coniuge.

Infine, rientrano tra le spese deducibili le attività svolte come lavoratore autonomo da parte del collaboratore familiare e quindi detentore di una partita IVA. L’esempio tipico è la prestazione di lavoro da commercialista del coniuge, che può emettere fattura elettronica alla tua ditta, oppure per altra attività professionale. Leggi anche la nostra guida su quali costi puoi scaricare con la partita IVA

Collaboratore familiare – Domande frequenti

Qual è la definizione di collaboratore familiare?

Il collaboratore familiare è colui che aiuta l’imprenditore nell’attività di impresa, legato con un’obbligazione di tipo morale, data la presenza di parentela fino al terzo grado.

Quanto costa un collaboratore familiare?

Il collaboratore familiare può svolgere la sua attività a titolo gratuito e occasionale oppure in modo continuativo. In questo secondo caso, sono presenti una serie di regole e di diritti che puoi ritrovare all’interno del nostro articolo.

Devi pagare i contributi INPS al collaboratore familiare?

Il versamento dei contributi INPS non è previsto nel caso di collaborazione occasionale, mentre dovrà essere effettuato in presenza di un’attività continuata.

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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 23 Maggio 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

94 commenti su “Collaboratore Familiare: chi è, contributi INPS e come inquadrarlo”

    • Buongiorno,
      contestualmente non lo riteniamo fattibile. Il collaboratore familiare non può essere anche dipendente della stessa azienda.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
    • Buongiorno,
      è possibile assumere a tempo determinato un lavoratore, se ne ricorrono le condizioni. In ogni caso tenga presente che esiste il periodo di prova, entro il quale si può chiudere il rapporto senza licenziamento.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
      • Salve,io sono un coadiuvante familiare inps/inail continuo da 12 anni ,e siccome devo diventare papà a breve volevo sapere se avevo diritto all’ “incentivo statale “ per i papà dato che non ho un reddito come ad esempio non posso scaricare il mutuo e tutto il resto . Grazie

        Rispondi
        • Buongiorno,
          quale sarebbe il riferimento dell’incentivo statale per i papà? Quale la norma di riferimento?
          Grazie per averci scritto

          Rispondi
    • Buonasera,
      dovrebbe essere visibile, ma potrebbe anche non essere rilevato, per diversi motivi. Ad esempio se l’iscrizione all’inps risale al periodo in cui non era obbligatorio il previo passaggio dalla camera di commercio della pratica di iscrizione.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
      • Salve, in realtà nella visura camerali il soggetto Collaboratore Familiare viene riportato solo nel caso di collaboratore familiare (non occasionale – quindi iscritto INPS) per le imprese Artigiane.

        Rispondi
        • Buongiorno,
          per le imprese artigiane il certificato camerale riporta l’indicazione del familiare collaboratore, nelle imprese commerciali con collaboratore è un dato che si evidenzia nella sezione relativa ai lavoratori indipendenti.

          Grazie per averci scritto

          Rispondi
  1. Salve, fino al 31-12-22 ero collaboratrice famigliare, in modo continuativo, di mio marito, ditta individuale autotrasportatore. Ora avrei diritto alla pensione, con opzione donna, in quanto, oltre ai requisiti contributivi ed età, sono disoccupata. Mi viene negata, in quanto un collaboratore familiare viene inquadrato come una partita Iva e non come dipendente. Inoltre, potrei chiedere almeno la disoccupazione?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      un collaboratore familiare ha la stessa gestione inps e gli stessi diritti di un lavoratore autonomo e non di un lavoratore dipendente, da un punto di vista contributivo e assistenziale. Ritengo non sia possibile richiedere la disoccupazione.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
      • Salve, però la risposta data contrasta con quanto è riportato nell’articolo.
        Non mi pare che il collaboratore familiare debba operare con p.iva, anzi, in effetti in caso di lavoro continuativo è figura molto simile al dipendente, e nell’articolo si riporta che ha diritto all’indennità di disoccupazione e ovviamente pensione, oggetto della domanda a cui avete risposto.
        Credo sia un errore da rettificare.

        Rispondi
        • Buongiorno,
          l’articolo parla in genere del collaboratore familiare. Il rapporto con l’azienda può essere di tipo occasionale o continuativo. All’interno del rapporto continuativo il rapporto può essere di lavoro dipendente (rispettando alcuni presupposti) oppure legato all’impresa familiare (artigiana o commerciale), con conseguente iscrizione alla rispettiva gestione inps. Nel caso di rapporto di collaborazione con contratto di lavoro dipendente, potrebbe avere diritto all’indennità di disoccupazione.

          Grazie per averci scritto

          Rispondi
  2. Salve sono un coltivatore diretto,posso assumere mio padre pensionato quota 100 (da meno un anno )come collaboratore familiare? E fargli continuare a pagare i contributi ,per avere un supplemento di pensione?grazie. E se ad esempio avessi una S.R.L.S Agricola,l esempio di mio padre come collaboratore vale lo stesso?

    Rispondi
    • Buonasera,
      in linea di principio entrambe le richieste potrebbero avere risposta positiva. Tuttavia sarebbe necessario approfondire acquisendo documenti e informazioni, per dare una riposta esaustiva.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  3. Salve sono titolare di una ditta individuale artigiana.
    Vorrei avvalermi di un collaboratore familiare(mio padre) per 4 ore al giorno.
    Come posso fare?
    Collaboratore gratuito occasionale?
    Collaboratore familiare che partecipa agli utili? Cosa conviene fare?
    Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      l’ideale sarebbe coadiutore familiare, senza distribuzione di reddito con versamento di inps e inail. Costo annuo per il collaboratore circa 4.000 euro che sono deducibili dal reddito.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  4. Buongiorno, io e mio fratello abbiamo un’azienda (snc) nel settore artigiano (grafico). Si pensava di prendere suo figlio (mio nipote) come collaboratore familiare per 3-4 mesi (perchè a settembre va all’università). È possibile e come posso fare?

    Rispondi
  5. Buongiorno, sono titolare di un impresa individuale insieme a mia sorella ( coadiuvante familiare)
    È stato fatto un atto notarile .
    Ora mia sorella vorrebbe fare un altro lavoro per 6 mesi dove verrebbe assicurata
    Posso sospendere il pagamento INPS per il periodo in cui lei non è operativa?
    Se si, cosa dovrei fare e che costi dovrei affrontare?
    Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      dovrebbe chiudere la posizione e poi riattivarla dopo sei mesi, solo per il collaboratore.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  6. mia mamma e titolare al 51% della ditta individuale ed io ho il 49% come collaboratore familiare. mia mamma a 82 anni ed ancora pagai contributi anche se prende la pensione di commerciante ,
    paga la metta dopo i 65 anni. Puo essere esclusa dal pagamento dei contributi mia mamma anche se e’ la titolare?-

    Rispondi
    • Buongiorno, è molto complicato evitare il pagamento dei contributi previdenziali come titolare, in ogni caso lei non potrebbe essere collaboratore iscritto inps gestione commercianti se le non è anche titolare.
      A nostro avviso sarebbe il caso di esplorare altre soluzioni.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  7. Buona sera avrei un quesito…
    Sto per aprire una SAS con mia moglie, e vorrei inserire come coadiuvante familiare, occasionale e gratuito, mio padre.
    Dovrò sostenere dei costi per questa figura? o riesco a non averne?
    grazie in anticipo.

    Rispondi
    • Buongiorno,

      in linea di principio è possibile fino ad un massimo di 90 giorni con il solo costo inail. Prima di avviare il rapporto si dovrebbe effettuare una comunicazione all’INAIL. Le consigliamo di approfondire con il suo consulente del lavoro.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  8. Buongiorno,
    sono coadiuvante nella ditta individuale di mia moglie commerciante; ora vorrei aprire una mia partita iva (regime forfettario) per dare consulenze in un campo totalmente diverso:
    1) è possibile farlo, rimanendo comunque coadiuvante?
    2) cosa cambia a livello previdenziale?
    Grazie per l’attenzione

    Rispondi
    • Buongiorno,
      in linea di principio è possibile. Nel caso di consulenze sarà iscritto alla gestione separata inps, probabilmente, scontando una doppia contribuzione e un maggior versamento sul suo conto previdenziale.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  9. Salve, mio fratello ha una pizzeria gestita da una snc e, avendone necessità nei fine settimana, sono un suo collaboratore familiare.
    Per la stagione estiva vorrei far fare qualcosa a mio figlio – che compirà 16 anni ad agosto – nel locale; è possibile inquadrare anche lui come collaboratore familiare benché minorenne?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      dal compimento dei 16 anni dovrebbe essere possibile. Le consigliamo di valutare e programmare queste attività con un commercialista ed evitare di farlo lavorare prima del compimento dell’età prevista dalla legge.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  10. Salve. Se voglio diventare un collaboratore familiare occasionale a titolo gratuito, ovvero non percepisco un compenso ma aiuto solamente per affetto di parentela devo specificare a qualcuno che non ho compensi per prestazioni occasionali o non c’è bisogno?

    Grazie.

    Rispondi
    • Buonasera,
      è necessario comunicare l’attività all’inail e inquadrare meglio la questione legata ai tempi di lavoro con un commercialista, per evitare di incorrere in sanzioni.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  11. Buongiorno,
    sono coadiutore familiare ,negozio di mia figlia, sono in pensione di vecchiaia da due anni (nato 0707 1954) ho fatto richiesta all’ inps per riduzione contributi del 50%,ma mi è stata respinta è giusto cosi, o posso fare qualche cosa,
    grazie mille .
    Cordiali saluti

    Rispondi
    • Buonasera,
      secondo me ne ha diritto, dovrebbe approfondire con un Consulente del lavoro o commercialista.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  12. Buona serata sono Francesco per circa 20 anni mia moglie e stata come collaboratore della impresa individuale questi possono valere per la pensione grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      venti anni di versamenti previdenziali dovrebbero essere sufficienti per maturare il diritto alla pensione. Se mancano pochi anni potrebbe valutare la prosecuzione dei versamenti volontaria.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  13. sono coadiutore familiare di impresa familiare artigiana, posso instaurare un rapporto di lavoro subordinato indeterminato part time 50% con altro datore di lavoro. Se fosse possibile ciò, mi ritroverei con una doppia contribuzione, potrei forse diminuire quella artigiana del 50%?
    Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      non può diminuire la retribuzione artigiana del 50% e dovrebbe verificare se il p.t. al 50% non infici la possibilità di essere artigiano.

      Da approfondire con l’albo artigiano la eventuale perdita dei requisiti.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  14. Buongiorno un compagno/ gna non convivente possono essere considerati collaboratori familiari occasionali ? In pratica Posso farmi aiutare/sostituire occasionalmente nel mio negozio ?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      in linea di principio non è possibile, senza una regolarizzazione dell’attività di lavoro.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
    • Buonasera,
      se la collaboratrice è iscritta alla gestione ivs commercianti o artigiani, con versamento dei contributi da parte del titolare, riceverà la pensione con le stesse condizioni.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  15. Buongiorno,
    vorrei avvalermi del lavoro del mio compagno (convivente) come coadiuvante familiare per mio negozio. Come devo procedere per aprire la sua posizione INPS E INAIL?

    I costi relativi ai contributi versati, sono scaricabili?

    Grazie per la risposta.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      il rapporto del coadiuvante familiare non credo sia possibile nel suo caso, visto la mancanza di contratto di coniugio alla base dell’inquadramento inps.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  16. Buonasera il reddito di coadiutore, figlio maggiorenne di socio di snc, regolarmente iscritto alla gestione commerciante Inps e posizionato all’Inail, come viene tassato atteso che gli sono stati erogati compensi a mio modo di vedere erroneamente ad opera della società? Quest’ultima può dedurli dal reddito di impresa atteso che il rapporto di coadiutore è instaurato con il socio?

    Rispondi
    • Buonasera,
      in linea di massima le posizioni di coadiutore e di prestatore di attività di lavoro autonomo o dipendente a favore della società non sembrano compatibili. Per comprendere meglio la situazione sarebbe necessario un approfondimento con analisi di documentazione.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  17. Salve, sono un privato e mio figlio ha finito la scuola, quale opzione riterreste migliore per farlo lavorare con me e quali sarebbero i passaggi da effettuare?

    Rispondi
  18. Buongiorno,

    sono un commerciante, ancora per poco, mi servirebbero un chiarimento:

    se mi verrà concesso l’Indennizzo per cessazione definitiva attività commerciale, durante il periodo di percezione dell’Indennizzo, potrò svolgere una collaborazione familiare occasionale senza perdere il diritto all’indennizzo?

    Grazie

    Distinti Saluti
    Mario

    Rispondi
    • Buonasera,
      riteniamo non sia possibile percepire l’indennità e svolgere attività di collaboratore contemporaneamente. Per maggiori info rivolgersi all’inps di competenza.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  19. Buongiorno
    sono un libero professionista odontoiatria, è possibile assumere il coniuge come collaboratore familiare che lavora 9 ore tutti i giorni, visto che la legge ne impedisce l’assunzione e il pagamento dei contributi Inps.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      se fosse stato odontotecnico artigiano sarebbe stato possibile. Nel suo caso, essendo professionista, non sarà possibile assumerlo come collaboratore familiare. Il costo è deducibile solo se il coniuge è a sua volta titolare di partita iva.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  20. Buongiorno. Sono il titolare di una piccola ditta individuale nel settore del commercio e vorrei assumere, mio figlio maggiorenne e residente nel mio nucleo familiare, come dipendente. È possibile in costanza di residenza oppure per l’assunzione come dipendente deve avere residenza diversa e fuori dal mio nucleo familiare?
    Grazie.
    Roberto

    Rispondi
    • Buongiorno,
      nelle ipotesi di prestazioni di lavoro tra parenti ed affini conviventi, L’INPS precisa che, in virtù del vincolo “che lega i soggetti coinvolti e della relativa comunione di interessi, la prestazione lavorativa si presume a titolo gratuito ed è, pertanto, necessario verificare l’eventuale sussistenza dei requisiti della subordinazione”.
      Al riguardo, l’Istituto ha implementato il modulo “Iscrizione Azienda” aggiungendo il campo “Dichiarazione di parentela”.
      Di conseguenza, in fase di prima iscrizione, il datore di lavoro dovrà dichiarare se tra gli assunti siano presenti soggetti ai quali lo stesso è legato da rapporti di coniugio, parentela entro il terzo grado o affinità entro il secondo grado.
      L’inps potrebbe disconoscere il rapporto di lavoro con effetti fiscali e contributivi se non si riesce a dimostrare il vincolo della subordinazione.
      Non vi sono ostacoli a ritenere legittimo il rapporto di lavoro subordinato nei confronti di familiari, espressamente non conviventi, poichè appartengono ad un altro nucleo familiare.
      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  21. Buongiorno il mio compagno convivente può essere considerato collaboratori familiari occasionali ? In pratica Posso farmi aiutare da lui pagando solo inail e no inps, lavorando 720 ore all’anno pari a 90 gg ,lavoro occasione.
    Se si, che carte si devono fare.
    Grazie mille
    Arianna

    Rispondi
    • Buongiorno,
      ad oggi non sembra essere possibile, solo familiari e congiunti sulla base di una relazione normata dal codice civile.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  22. sono collaboratore familiare in pensione in una agenzia viaggi.
    le domande sono: posso andare il missione per conto dell’agenzia
    per stipulare contratti con strutture alberghiere ed altri servizi con la mia auto?
    Ovviamente sempre rientrando nei 90 giorni di collaborazione , ho diritto al rimborso dei costi di trasferta??
    Sono iscritto come previsto all’INAIL:
    grazie mille

    Rispondi
    • Buongiorno,
      il veicolo dovrebbe essere intestato all’azienda, utilizzare il proprio veicolo potrebbe essere discutibile, in quanto non vi è una vera e propria busta paga.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  23. Salve,
    ad un coadiuvante di un’impresa artigiana (impresa familiare) spetta la Naspi in caso di cessazione attività?
    Non ho un contratto, ma nell’atto notorio è esplicitato che l’attività di lavoro viene prestata in modo continuativo, inoltre nell’estratto conto previdenziale risultano i contributi pagati negli ultimi 5 anni.
    Non percepisco busta paga ma partecipo in percentuale alla divisione degli utili.
    Grazie

    Rispondi
  24. Salve,

    io sono la moglie del fratello del titolare di una giardineria. Come sua cognata potrei lavorare da lui come collaboratrice familiare?
    Grazie

    Rispondi
      • Grazie per la Sua risposta! Le chiederei solo un‘ultima precisazione: essendo la moglie del fratello del titolare (e NON la sorella della moglie del titolare!), posso essere considerata lo stesso un affine di secondo grado? Pensavo che come cognati “affini” valessero solamente i fratelli/le sorelle del coniuge del titolare … Per quello avevo il dubbio di poter lavorare dal titolare come “collaboratrice familiare”. Grazie!

        Rispondi
        • Buongiorno,
          la moglie del fratello del titolare è sempre affine di secondo grado. I due fratelli sono parenti di secondo grado e i coniugi sono affini di secondo grado.

          Grazie per averci scritto

          Rispondi
  25. Buonasera, sono un agente di commercio, ditta individuale, dal 2020. Sin da quando ho preso il mandato mia moglie mi ha aiutato (prevalentemente nel lavoro d’ufficio). Dallo scorso Settembre, avendo i figli a scuola fino alle 16, ha cominciato ad aiutarmi anche per alcune attività in giro per i clienti. Questo mese firmeremo dal notaio la costituzione dell’impresa familiare, come ovvio che sia dal momento che lavora continuativamente in azienda. Ho ben chiaro che non potrò dedurre un compenso erogato a mia moglie, che invece potrò dedurre Inail e Inps. Posso dedurre il rimborso spese carburante nei giorni in cui va fuori città dai clienti? Poche settimane ha acquistato un’auto con noleggio lungo termine intestata a lei, e ho il dubbio che non possa dedurre il rimborso spese carburante, considerando che in questi primi mesi ha fatto circa 1500/2000 km al mese. Mi converrebbe tentare di annullare questo contratto prima che le consegnino l’auto e farne uno io come ditta assegnandole la vettura per uso promiscuo? Qualora sia possibile dedurre i rimborsi spese carburante, devo fare tutta la trafila della nota spese, km percorsi, ecc. ecc.? Dal momento che non avrà una busta paga, come giustifico questo rimborso kilometrico?
    Grazie mille anticipatamente

    Rispondi
    • Buonasera,
      dal 2024 potrà dedurre i compensi erogati a sua moglie, sotto forma di distribuzione di quota parte degli utili, come da contratto di impresa familiare.
      Per quanto riguarda gli autoveicoli è conveniente intestarli alla ditta e dedurre il costo di carburante e spese accessorie.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  26. Mio marito è artigiano, ditta individuale, posso diventare suo collaboratore familiare anche se ho un contratto di lavoro full time?
    Potremmo dividerci così il reddito?
    Nel caso affermativo c’è un limite di percentuale?

    Grazie e buon lavoro.

    Rispondi
    • Buonasera,
      in linea di massima si potrebbe fare, il pagamento della quota sarebbe in base al lavoro effettivamente prestato. Il limite per la ripartizione è del 51% almeno al titolare.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
      • Grazie per la celere risposta.

        Quindi il mio contratto di lavoro full time non è un ostacolo, se ho ben capito.

        Facendo la impresa familiare entro fine anno avrebbe effetto dai redditi 2024 giusto?

        Rispondi
        • Buongiorno,
          è una situazione complessa da approfondire, in linea di massima il rapporto di lavoro full-time non è un ostacolo, ma la situazione è da verificare con un commercialista.

          Grazie per averci scritto

          Rispondi
  27. Buon pomeriggio,

    ho compiuto 60 anni e lavoro come dipendente da circa 25 anni, in passato ho lavorato con il mio ex marito (allora era marito) dal 1983 al 2002 (lui parrucchiere ed io aiutante parrucchiere ed estetista) ma non ha mai voluto inserirmi come collaboratrice famigliare.

    Separata dal 2002 ho ripreso il mio lavoro precedente al matrimonio come impiegata e sono tuttora assunta.

    Vorrei andare in pensione ma ho 60 anni e 25 anni di contributi versati e purtroppo non sono sufficienti, chiedo se è possibile, con eventuale dichiarazione del mio ex marito, se si può integrare, cioè pagarmi io i contributi non versati dal mio ex nei 19 anni di collaborazione attiva e continuativa (a parte le due gravidanze) o almeno una parte.

    Grazie.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      sembrerebbe un percorso molto complicato, tuttavia la richiesta andrebbe approfondita con un legale esperto in diritto previdenziale.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  28. Buongiorno,
    Mio zio mi ha iscritta come coadiuvante familiare nella sua ditta individuale artigiana. Volevo sapere se ho diritto a ricevere un compenso fisso e in quale misura minima. Se si, come posso regolare il tutto? Sarà lui ad assumersi l’onere del versamento dei miei contributi, ecc…? Grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      l’onere dell’assolvimento contributivo spetta al titolare dell’azienda artigiana. Il diritto al compenso in misura prestabilita è rilasciata alla libera scelta. E’ una questione di famiglia.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  29. Impresa individuale artigiana intestata ad una moglie che non lavora nella ditta, marito collaboratore familiare occasionale e altro soggetto preso come dipendente full-time.
    Moglie ha anche un contratto di lavoro dipendente come colf part-time.
    Marito percepisce anche la pensione quota 100.
    Da chi sono dovuti i contributi INPS e per quali in forma ridotta al 50%?
    Sono dovuti e da chi i minimali inps?
    Chi deve essere iscritto a INAIL e per cuj deve essere pagati?
    Grazie per la gentile risposta.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      la situazione è abbastanza anomala. Nell’impresa individuale artigiana il titolare lavora manualmente e personalmente nell’azienda, è tenuto a pagare i contributi inps e inail per intero, per lo stesso fatto che non può non lavorare nell’aziende. La soluzione potrebbe essere quella di cancellare l’azienda dall’albo artigiani. La valutazione dipende anche dal tipo di attività svolta.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  30. Salve,
    in una ditta individuale (negozio) se il titolare si ammala gravemente il figlio che risulta un dipendente può portare avanti l’attività commerciale da solo finché non venga nominato un curatore ?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      le variabili da considerare sono parecchie, tra queste il ruolo da dipendente assunto dal figlio e i poteri che ha come responsabile delle attività. Ci sono molti strumenti per attribuire questo potere se non precedentemente attribuito, come ad esempio con una procura generale o altri strumenti legali. In questi casi sarebbe da approfondire i riflessi sullo status di lavoratore dipendente.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  31. Buonasera i miei figli sono collaboratori familiari nella mia attività commerciante, il prossimo mese dovrebbero essere assunti a tempo determinato da un’azienda pubblica per 5 ore al giorno per un anno, le due cose entrano in conflitto? Come saranno regolamentate possono svolgere entrambi i lavori? INPS e inail chi li paga

    Rispondi
    • Buongiorno,
      in linea di principio, non dovrebbe essere possibile, tuttavia dipende dall’ente che li assume, l’inquadramento dell’assunzione e le eventuali regole specifiche. La situazione è da approfondire con un professionista.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  32. SALVE, DITTA INDIVIDUALE COMMERCIANTE VUOLE FARSI AIUTARE DAL FRATELLO NELLO SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITA’ IN MODO CONTINUATIVO SENZA RETRIBUZIONE.
    PERCIò VA ISCITTO ALL’INPS; MA COSA SIGNIFICA SE IN QUALITA’ DI PREPOSTO? QUALI OBBLIGHI COMPORTA LA QUALIFICA DI PREPOSTO? I VERSAMENTI DI CONTRIBUTI SONO PI ALTRI PER LA QUALIFICA DI PREPOSTO?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      se il familiare di un commerciante collabora in modo continuativo è obbligatorio il versamento all’inps e all’inail.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  33. Buongiorno,
    sono collaboratore familiare nella ditta individuale di mia suocera (commercio al dettaglio) con una quota societaria nell’impresa familiare pari al 24,5%.
    Ora vorrei trovare un lavoro dipendente diverso.
    Nel caso venissi assunto full time da altra azienda potrei mantenere una quota societaria (e quindi partecipare alla divisione degli utili) nell’impresa familiare pur non prestando più servizio continuativo ma solo occasionale (terrei la contabilità)?
    O, in caso negativo, esiste un modo per poter essere retribuito comunque per il lavoro svolto per la tenuta contabilità dell’impresa familiare di mia suocera?
    Grazie mille e buon lavoro

    Rispondi
    • Buongiorno,
      l’impresa familiare presuppone che i familiari che partecipano alle attività dell’azienda possano avere una quota del reddito. In linea di principio si ritiene che sia possibile continuare a partecipare all’azienda familiare e versare i contributi previdenziali (oppure chiedere l’esonero ricorrendone i presupposti). Una situazione da approfondire in modo specifico sia per l’aspetto legato alla partecipazione al reddito che per quello concernente il versamento dei contributi alla gestione IVS commercianti, con un commercialista.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  34. Buongiorno,
    sono il figlio di un socio lavoratore di un s.n.c. e mio padre mi ha assunto dal 2009 come operaio qualificato (carrozziere). Oggi mio padre decide di ritirarsi e di lasciare l’attività a me. Aprendo la partita Iva mi hanno detto che non ho maturato i requisiti essendo il figlio convivente del socio lavoratore artigiano. E’ vero? Come posso fare per portare avanti l’attività? Mi hanno detto di iscrivermi come collaboratore familiare del socio artigiano lavorante. Devo essere iscritto all’Inail a tempo pieno ma posso evitare di iscrivermi all’Inps visto che la prestazione è a titolo gratuito. Oppure se mio padre dovesse darmi un compenso come può farlo? Grazie in anticipo.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      il fatto di essere figlio convivente potrebbe essere un limite per il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. Per quanto riguarda l’iscrizione all’inps del collaboratore, ai fini del riconoscimento dei requisiti, non è evitabile.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  35. Buongiorno, ho una ditta individuale e mia moglie è collaboratrice famigliare (mi da una mano in azienda solo nei periodo con picchi di lavoro e comunque meno di 90 giorni all’anno) ma a breve dovrò passare ad srl unipersonale visto l’aumento di fatturato. Mia moglie potrà continuare a darmi una mano saltuariamente come collaboratrice famigliare in quanto moglie dell’unico socio della srl unipersonale?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      in questo caso andrebbe iscritta all’INAIL, se supera i 90 giorni si dovrà iscrivere come coadiuvante anche all’inps gestione commercianti.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  36. Buongiorno, sono titolare di una piccola impresa stagionale. MIo figlio ha compiuto 15 anni a gennaio, potrei assumerlo come collaboratore familiare a titolo occasionale?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      15 anni è l’età minima del coadiuvante familiare. Dovrebbe essere possibile, da verificare con un consulente del lavoro per la apertura della posizione inail del collaboratore.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  37. Buonasera, se da sei anni sono collaboratore in un’impresa familiare con mansione di magazziniere, potrò accedere all’Ape Sociale come lavoro usurante ?

    Rispondi

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