Aprire un negozio di abbigliamento: come fare, costi e documenti necessari

Per aprire un negozio di abbigliamento bisogna scegliere quali prodotti vendere, ma è anche necessario rispettare alcuni requisiti e iter burocratici. Ecco come procedere e costi.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Aprire un negozio di abbigliamento: come fare, costi e documenti necessari
  • Per aprire un negozio di abbigliamento è necessario rispettare alcuni requisiti come l’apertura della partita Iva.
  • Aprire un negozio di abbigliamento, fisico o online, richiede un investimento iniziale, chiamato anche costo di avviamento.
  • Una soluzione per risparmiare è quella di aprire un negozio di abbigliamento in franchising.  

Sono tante le persone che sognano di aprire un negozio di abbigliamento per conciliare la loro passione per la moda con le loro doti imprenditoriali.

Basti pensare che in Italia il settore dell’abbigliamento è uno dei più redditizi del mercato. Ma conviene davvero aprire un negozio di abbigliamento? Scegliere di avviare questo business può rivelarsi una scelta molto redditizia, ma è anche importante avere tutto in regola e mantenere alto l’impegno, oltre ad una pianificazione per rendere l’attività di successo.

Ma vediamo cosa bisogna sapere prima di aprire un negozio di abbigliamento, quanto costa e quali sono i passaggi da seguire.

Come aprire un negozio di abbigliamento

Per aprire un negozio di abbigliamento bisogna seguire alcuni passaggi che faranno in modo di rivolgersi al giusto target e, di conseguenza, di scegliere l’attività giusta da avviare.

Quindi, i primi fattori da valutare sono:

  • target di riferimento;
  • tipologia di merce da vendere;
  • localizzazione del negozio.

Prima di avviare un’attività bisogna, quindi, individuare il target di riferimento, ossia le persone che desideri come clienti. Per scegliere il target bisogna, quindi, conoscere il pubblico a cui vuoi rivolgerti. In questo modo potrai decidere quale tipologia di negozio di abbigliamento vuoi aprire e, di conseguenza, la tipologia di merce da vendere.

Puoi, quindi, scegliere tra abbigliamento per donna, uomo, bambini, accessori o calzature. Inoltre, conoscendo il target, è possibile personalizzare l’offerta con lo stile più adatto.

Ma anche il luogo in cui si troverà il negozio può aiutare a scegliere il tipo di abbigliamento da vendere. Nella scelta del locale da affittare per l’attività è importante valutare la grandezza e la posizione. Infatti, ad esempio, aprire un negozio situato in una zona di passaggio può convenire di più rispetto ad un locale situato in una zona non facilmente raggiungibile.

Una volta effettuate tutte queste scelte si passa ai conti. Quanto costa aprire un negozio di abbigliamento?

Aprire un negozio di abbigliamento

Quanto costa aprire un negozio di abbigliamento

Quando si decide di avviare un’attività bisogna far fronte anche ad importanti spese che rappresentano un investimento. I costi iniziali, detti anche costi di avviamento, potrebbero spaventare, ma trattandosi di un investimento, permetterà di avviare l’attività e, nel tempo, di ottenere un guadagno superiore ai costi.

In genere, l’investimento necessario per aprire un negozio di abbigliamento va dai 20.000 ai 50.000 euro, cifra che può aumentare o diminuire in base a diversi fattori. Infatti, bisogna tener conto di alcune variabili come:

  • dimensione del negozio;
  • tipologia di merce;
  • localizzazione del locale (affitto ed utenze);
  • interventi per ristrutturazioni e adeguamenti necessari;
  • numero del personale;
  • software gestionali;
  • pubblicità;
  • fornitori.

Quindi, a titolo di esempio, un locale situato in centro costerà sicuramente di più rispetto ad uno nella zona periferica. Oppure, un negozio che vende capi firmati o una boutique con prodotti esclusivi avrà costi più elevati di un negozio di abbigliamento low cost.

Tra gli altri costi da prevedere per aprire un negozio di abbigliamento ci sono quelli destinati alle campagne di marketing e alla pubblicità ma anche i costi legati al conto corrente aziendale con cui gestire le finanze dell’attività. In più, bisogna calcolare anche i costi per il commercialista, le tasse e i contributi INPS, oltre agli stipendi del personale, e alle pulizie del locale.

La situazione, invece, è diversa nel caso in cui si voglia aprire un franchise. Ma vediamo nel dettaglio.

Aprire un negozio in franchising

Quanto costa aprire un negozio di abbigliamento in franchising

Invece di procedere in autonomia, alcuni imprenditori preferiscono legarsi ad un grande brand già consolidato che semplifica l’avvio dell’attività, sia per quanto riguarda la realizzazione del negozio che della pubblicità.

Chi decide di aprire un negozio in franchising ha, per così dire, un’attività “chiavi in mano”, usufruendo del know how del marchio e utilizzando un sistema gestionale testato e semplificato. Ma questi sono solamente alcuni dei vantaggi del franchising. Altri vantaggi sono:

  • ricevere formazione, corsi di aggiornamento, assistenza, consulenza, affiancamento e supporto costante;
  • usufruire della pubblicità centralizzata del marchio;
  • ottenere supporto per la progettazione e l’allestimento del locale;
  • rifornire il negozio dal franchisor, per l’arredamento e per i prodotti;
  • ottenere più facilmente i finanziamenti per avviare l’attività.

I costi per aprire un negozio di abbigliamento in franchising dipendono principalmente dal marchio, ma l’investimento va dai 15.000 ai 20.000 euro.

Passaggi e requisiti per aprire un negozio

Prima dell’apertura vera e propria del negozio di abbigliamento è necessario adempiere ad alcuni requisiti burocratici seguendo degli iter burocratici specifici. Il procedimento da seguire è:

  1. Redigere e inviare SCIA al comune di pertinenza;
  2. iscriversi al Registro delle Imprese, all’INPS e eventualmente all’INAIL con la Comunicazione Unica;
  3. inviare la Comunicazione Unica alla Camera di Commercio via PEC con tutti i documenti delle iscrizioni effettuate;
  4. pagare eventuali diritti SIAE per mettere la musica in negozio;

Per l’apertura di un negozio di abbigliamento è necessario scegliere la forma giuridica più adatta con cui costituirsi. In questa scelta bisogna tenere in considerazione fattori come gli sgravi fiscali a cui si ha diritto o le incombenze fiscali e gestionali. In genere, le forme giuridiche più utilizzate sono: ditta individuale, Srl o Srl Semplificata.

Inoltre, per tutti gli adempimenti burocratici e fiscali che abbiamo visto, è necessario aprire una PEC, oltre a richiedere la firma digitale, anche se quest’ultima non è sempre obbligatoria.

Nel caso in cui i locali superano una certa dimensione bisogna comunicarlo ai Vigili del Fuoco per ottenere l’attestazione antincendio. Si consiglia di affidare la parte amministrativa ad un commercialista competente in materia.

Aprire un negozio di abbigliamenti significa anche predisporre il negozio ad accettare i pagamenti dei clienti, anche attraverso le carte di pagamento. Quindi, per poter accettare i pagamenti tramite carta di credito, di debito, prepagata, o ancora tramite smartphone o smartwatch, è importante dotarsi di un servizio POS come SumUp, ideale per le piccole attività.

Apertura negozio di abbigliamento

Aprire un negozio di abbigliamento online

Oltre al negozio fisico, si può optare per l’apertura di un negozio di abbigliamento online che abbatte i costi e si adatta alle nuove abitudini del pubblico, che acquista sempre di più dal web piuttosto che nei negozi fisici.

Aprire un negozio di abbigliamento online ha una serie di vantaggi che possono fare in modo che i guadagni siano anche superiori ad un negozio fisico. Infatti, i negozi online:

  • raggiungono un pubblico più ampio e distante, aumentando il pacchetto clienti;
  • consentono ai clienti di acquistare in ogni momento, senza limiti di orari;
  • semplificano la pubblicità che può essere fatta attraverso tanti canali, anche gratuiti.

Per vendere online è indispensabile aprire un sito di eCommerce, in cui esporre virtualmente i prodotti venduti, ma prima di tutto è necessario aprire la partita Iva e iscriversi al registro delle Imprese proprio come per un negozio fisico.

Di conseguenza, sarà anche necessario comunicare l’inizio dell’attività al Comune, creare una PEC per l’invio della Comunicazione Unica alla Camera di Commercio competente. Inoltre, bisognerà aprire le posizioni INPS ed INAIL se si vuole assumere del personale.

Quanto costa aprire un negozio di abbigliamento online

Se la procedura di apertura di un negozio online è molto simile a quella di un negozio di abbigliamento fisico, lo stesso non può dirsi dei costi.

Naturalmente rimangono invariate le spese legate alla burocrazia e alle tasse, mentre per quanto riguarda il locale da affittare, questo potrà prevedere un affitto più basso. In genere, il costo complessivo per aprire un negozio di abbigliamento online è di circa 20.000 euro che comprende anche i costi per il dominio e l’host del sito di eCommerce.

Tra i costi ci sono anche le spese previste per l’apertura della partita Iva, della PEC e della firma digitale.

Vendere su Instagram

Come vendere su Instagram

Oltre al sito di eCommerce, social come Instagram permettono di vendere in modo più semplice e veloce. Questo è possibile grazie alla sezione Shopping. Ma per iniziare a vendere su Instagram è necessario rispettare alcuni requisiti:

  • avere un account Business;
  • verificare che l’azienda si trovi in un mercato supportato;
  • vendere prodotti idonei;
  • rispettare l’accordo con l’esercente e le normative sulle vendite;
  • possedere un dominio si un sito web da cui si vuole vendere.

Come aprire un negozio di abbigliamento senza soldi

Anche se non si hanno i soldi necessari per aprire un negozio di abbigliamento ciò non significa che il sogno dovrà rimanere nel cassetto. Infatti, ci sono soluzioni alternative che permettono di aprire un negozio di abbigliamento anche senza soldi.

Come abbiamo visto, per aprire un negozio di abbigliamento, fisico o online, è necessario un grosso investimento iniziale. Tuttavia, i costi si possono ridurre notevolmente quando si sceglie di aprire un negozio in franchising oppure di iniziare da una piccola attività online.

Ma un altro modo per aprire un negozio senza soldi è quello di richiedere un finanziamento. Infatti, soprattutto i giovani ad oggi godono di una finanza agevolata che favorisce l’imprenditoria giovanile grazie ai finanziamenti a fondo perduto o a tasso agevolato, promossi dalle Regioni o dalla Comunità Europea.

Aprire un negozio di abbigliamento – Domande frequenti

Cosa serve per aprire un negozio di abbigliamento?

Per aprire un negozio di abbigliamento fisico o online bisogna adempiere ad alcuni iter burocratici che prevedono l’apertura della partita Iva, l’iscrizione al Registro delle Imprese, l’invio della Comunicazione Unica alla Camera di Commercio delle certificazioni, l’iscrizione all’INPS e all’INAIL e altri documenti descritti in questa guida.

Quanto costa aprire un negozio di abbigliamento?

Sommando le spese previste inizialmente, complessivamente aprire un negozio di abbigliamento costa tra i 20.000 ai 50.000 euro.

Per aprire un negozio di abbigliamento è obbligatorio avere il POS?

Si, i negozi fisici sono tenuti ad avere un servizio POS per permettere al cliente di pagare con carte di pagamento. L’obbligo di POS è stato introdotto per la prima volta nel nostro Paese nel 2012 dal Governo Monti e risale al Decreto Crescita 2.0 (Decreto-legge 179/2012, articolo 15, comma 4).

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 5 Luglio 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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