Prestazione di lavoro autonomo occasionale: limiti e ultime novità

Cos'è la prestazione occasionale, cosa prevede e quali sono i limiti previsti dalla legge. Ecco tutte le novità da conoscere.

di Valeria Oggero

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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  • La prestazione di lavoro autonomo occasionale può essere una alternativa al lavoro autonomo, entro certi limiti.
  • Per richiedere la prestazione di lavoro autonomo occasionale il datore di lavoro deve comunicare in anticipo le informazioni sul suo svolgimento, sul sito dell’Ispettorato del Lavoro.
  • La prestazione di lavoro autonomo occasionale è cumulabile con l’indennità di disoccupazione (entro certi limiti).

La prestazione di lavoro autonomo occasionale è una situazione lavorativa di tipo non continuativo e che non comporta un vincolo di subordinazione. Può essere svolta liberamente secondo termini concordati.

Negli ultimi anni sono state stabilite delle precise norme per limitare il ricorso a questo metodo di lavoro in modo illecito. Un esempio è l’obbligo di comunicazione, da parte del datore di lavoro, all’Ispettorato del Lavoro.

Oltre al contratto di prestazione di lavoro autonomo occasionale, i datori di lavoro possono anche utilizzare il Libretto Famiglia INPS per questo tipo di collaborazione, come vedremo tra poco.

Prestazione di lavoro autonomo occasionale: come funziona

Ogni volta che viene richiesta una consulenza, o una qualunque prestazione professionale che esula dall’attività abituale, bisogna operare con una prestazione occasionale.

Lavoro occasionale novità

Vediamo qual è la definizione di prestazione di lavoro autonomo occasionale fornita dall’art. 2222 del Codice Civile:

Il soggetto che si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.

Ne consegue che, nell’ipotesi in cui il rapporto si svolga in modo continuativo e con vincolo di subordinazione, ad esempio per cui il lavoratore deve rispettare precisi orari e luoghi in cui svolgere il lavoro, i requisiti decadono.

Non solo. Il contratto di prestazione di lavoro autonomo occasionale è esente dai contributi INPS sino al limite annuo di 5mila euro. Superata questa soglia, è necessario versare i contributi alla Gestione Separata INPS.

La Legge di Bilancio relativa all’anno 2022 ha poi introdotto degli obblighi per il committente che riguardano:

  • la comunicazione preventiva all’Ispettorato del Lavoro, che deve avvenire prima dell’inizio della prestazione; in caso di mancato adempimento è prevista un’ammenda da 500 a 2.500 euro;
  • l’introduzione di misure per la formazione e l’addestramento.
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Prestazione di lavoro autonomo occasionale: novità 2023

La Legge di Bilancio 2023 invece ha istituito diverse novità intorno a questo tipo di collaborazione. I datori di lavoro possono avvalersi della prestazione di lavoro autonomo occasionale per importi fino a 10.000 euro complessivi, all’anno, mentre per il prestatore rimane attivo il limite di 5.000 euro.

Se il singolo lavoratore occasionale svolge una mansione per lo stesso datore tuttavia, il limite si abbassa a 2.500 euro.

I nuovi limiti sono applicati da quest’anno anche alle attività come discoteche, sale da ballo e similari, mentre per le società sportive che rientrano nel decreto del Ministro dell’Interno dell’8 agosto 2007 è possibile erogare fino a 5.000 euro a singolo collaboratore.

Anche le imprese che rientrano nel settore alberghiero e turistico possono adoperare le prestazioni occasionali con le nuove soglie. Tuttavia, e questo vale per tutti i datori di lavoro, fino a 10 lavoratori dipendenti a tempo indeterminato.

Le cose cambiano per il settore agricolo, per cui le prestazioni occasionali vengono vietate, se non per alcune particolari categorie di lavoratori:

  • disoccupati percettori di NASPI;
  • pensionati;
  • studenti fino a 25 anni;
  • soggetti detenuti.

Tuttavia anche per questi casi ci sono limiti ben precisi, ovvero non è possibile superare 45 giorni lavorati all’anno con prestazione occasionale, per ciascun soggetto.

Prestazione di lavoro autonomo occasionale: le regole

Vediamo quali sono gli ulteriori obblighi da rispettare. La prestazione deve essere svolta in un ambito professionale diverso dall’abituale. Così ad esempio per un commercialista sarà possibile svolgere delle docenze in scuole od enti di formazione, o allo stesso modo, un medico potrà occasionalmente suonare il proprio strumento musicale con la propria band presso un locale od altro.

In poche parole l’attività svolta in via occasionale non deve rientrare nell’ambito dello stesso codice ATECO dell’attività principale.

Un altro obbligo è quello del rilascio di una ricevuta per prestazione occasionale della cui compilazione ci occuperemo più avanti, che certifica l’avvenuto pagamento del servizio.

I requisiti di una prestazione occasionale, in breve, sono:

  1. l’attività non deve essere svolta in modo regolare, ma per l’appunto, occasionalmente;
  2. non deve esserci alcun vincolo di subordinazione con il committente, e questo significa che il prestatore può svolgere il proprio lavoro nel momento in cui ritiene più opportuno, senza soggiacere ad orari o vincoli organizzativi e di coordinamento, quindi svolge la propria attività in completa autonomia;
  3. deve trattarsi di un’attività che non rientra nella professione di chi la presta.

Per tutti i lavoratori è necessario capire come essere perfettamente in regola con la disciplina sia giuridica che fiscale. Di seguito andremo ad analizzare come trattare il tema della Prestazione occasionale con la partita IVA, forfettaria od ordinaria, sia il tema della ritenuta d’acconto da indicare sulla ricevuta rilasciata.

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Prestazione occasionale e regime forfettario

Se sei titolare di Partita IVA e operi secondo il regime forfettario, hai la possibilità di fare delle prestazioni occasionali, anche se è importante capire in che modo trattarle.

Contratto sottoscritto per lavoro occasionale

Esiste infatti una discriminante per capire se svolgere l’attività come occasionale o abituale, ed è la vicinanza di ambito professionale con l’attività principale.

Se l’attività che dovresti svolgere è simile a quella principale, sei obbligato a realizzarla facendola rientrare in questa, mentre invece se rientra in un genere di attività che è in qualche modo estranea, può diventare prestazione occasionale.

Ne è un esempio classico quello del consulente di Marketing che collabora con un ente di formazione per effettuare docenze. In questo caso la docenza non è infatti un ambito simile alla professione principale.

Quindi nel caso in cui dovrai svolgere l’attività facendola rientrare nell’ambito delle tue attività abituali, dovrai emettere fattura e il compenso rappresenterà reddito da dichiarare, mentre i compensi che percepirai per l’attività diversa dalla tua non andranno inclusi nei tuoi redditi, ma andranno certificati attraverso una ricevuta specifica che si chiama ricevuta per prestazione occasionale.

Ma questi redditi devono essere dichiarati? La risposta è si: si tratta di compensi che andranno inseriti in dichiarazione dei redditi, nel quadro redditi diversi.

Come funziona la ritenuta d’acconto

L’obbligo previsto per legge, per regolare la relazione fra committente e prestatore è quello del rilascio di una ricevuta.

Nel caso in cui la prestazione occasionale è resa nei confronti di soggetti sostituti d’imposta, è necessario che nella compilazione della ricevuta si inserisca la voce relativa alla ritenuta d’acconto, che è pari al 20% del compenso che andrai a percepire.

Facciamo un esempio pratico:

  • compenso € 1.000;
  • ritenuta d’acconto € 200 (20% di 1.000);
  • compenso netto da corrispondere: € 800.

L’importo della ritenuta sarà trattenuto dal committente, il quale lo verserà tramite modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento, mentre l’importo corrisposto andrà indicato da te che hai reso il servizio nel quadro redditi diversi della dichiarazione dei redditi.

Come abbiamo già detto, la ritenuta d’acconto va contabilizzata solo se i soggetti a cui viene resa la prestazione sono sostituti d’imposta.

Accordi fra le parti

Ma quali sono i soggetti che rientrano in questa categoria?

  • imprese;
  • professionisti che non hanno adottato il regime forfettario o dei minimi;
  • enti ed associazioni;
  • condomini.

Oltre a questi fattori, è importante anche capire quali sono i passi successivi che ti daranno la certezza che le ritenute sono state versate.

Per questo scopo, il sostituto d’imposta dovrà inviarti, entro il 31 marzo dell’anno successivo alla data di esecuzione della/le prestazioni, una certificazione dell’avvenuto versamento, in cui dovrà indicare in modo analitico, importi corrisposti e trattenuti, in modo che tu possa indicarlo in sede di dichiarazione dei redditi.

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Prestazione occasionale e contributi

Ed a questo punto è bene evidenziare un ulteriore aspetto, inerente il trattamento pensionistico, per chi presta un servizio occasionalmente.

Se il compenso sfora i 5 mila euro annui il prestatore deve necessariamente iscriversi alla gestione separata INPS (qualora già non lo fosse) ed al versamento delle quote previdenziali che eccedono i 5.000 euro percepiti.

Prestazione di lavoro autonomo occasionale e indennità di disoccupazione

Un importante aspetto che potrebbe esserti utile riguarda la compatibilità delle prestazioni di cui parliamo con un’indennità di disoccupazione pre-esistente per un precedente licenziamento (ovvero la NASPI, Nuova Assicurazione Sociale Per l’Impiego).

La legge prevede una cumulabilità delle somme che derivano da entrambe le situazioni, però con alcuni limiti:

  • questa indennità è interamente cumulabile con attività accessorie nel limite dei 4.800 euro annui;
  • è ridotta nella misura dell’80% del compenso percepito.

Accettando l’esecuzione di una prestazione occasionale, sei però obbligato a comunicare all’INPS l’inizio di questo tipo di rapporto entro il mese, oppure, se già svolgevi precedentemente questo tipo di collaborazione, alla data di presentazione della domanda dell’indennità.

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Lavoro occasionale con il Libretto Famiglia

In alcuni casi possibile utilizzare il Libretto Famiglia INPS per una prestazione occasionale. Si tratta di un libretto che si può facilmente ottenere all’ente previdenziale INPS. Con questo strumento è possibile pagare solamente per determinate prestazioni di lavoro, ovvero:

  • lavori domestici;
  • lavoro di baby sitting;
  • lavori di giardinaggio, pulizia o manutenzione di aree verdi;
  • assistenza domiciliare ad anziani, bambini, persone malate o con disabilità;
  • insegnamento privato supplementare;
  • attività svolte da steward negli impianti sportivi;
  • servizi per l’infanzia. 

Con il Libretto Famiglie è possibile quindi attingere a lavoro sporadico e saltuario per lo svolgimento di specifiche mansioni. Il valore della singola prestazione, di un’ora, è di 10 euro, e si può usare questo strumento effettuando dei versamenti con F24 Elide, con causale “LIFA” oppure con il portale dei pagamenti apposito.

Prestazione occasionale – Domande frequenti

Come funziona la prestazione occasionale?

La prestazione occasionale è un tipo di collaborazione regolamentata per legge che per essere realizzata ha necessità di tre condizioni: rapporto non continuativo, senza vincoli di subordinazione e la prestazione deve avere natura diversa dal lavoro abituale. Ecco tutte le regole da rispettare.

Come si paga un lavoratore occasionale?

Il lavoratore occasionale, emette una ricevuta e viene pagato da un committente, il quale trattiene una ritenuta d’acconto.

Chi può effettuare prestazioni occasionali?

La possibilità di effettuare prestazioni occasionali è riservata in genere alla maggioranza dei soggetti, sia lavoratori che non, anche se ci sono alcune professioni a cui la possibilità è negata.

Autore
Giornalista pubblicista, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 20 Maggio 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

40 commenti su “Prestazione di lavoro autonomo occasionale: limiti e ultime novità”

  1. Salve,
    avrei piacere di farvi presente la mia situazione e porvi qualche domanda. Sono una ragazza di 26 anni senza partita IVA e ho un contratto di collaborazione per quattro mesi (ottobre 2022-febbraio 2023) come redattrice presso uno studio editoriale (lordo mensile di 1200€), attualmente la mia unica fonte di reddito. Non ho ancora ricevuto alcun compenso. Avevo letto qualcosa riguardo al fatto che entro i 4800€ si fosse esenti dalla ritenuta d’acconto del 20%. Ma in realtà non ho ben compreso se sia effettivamente così, e in caso positivo, dovrei ricevere quindi 1200€ netti/mese?
    Sempre in caso positivo, dove posso reperire la documentazione?
    Grazie mille

    Rispondi
    • Buongiorno,
      non è esente, in linea di principio, dalla ritenuta di acconto. Ogni analisi dovrebbe essere preceduta da una visione del contratto e dalla situazione individuale del soggetto. Le consigliamo di rivolgersi a un commercialista.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  2. Buongiorno, sono una lavoratrice part time dipendente. Mi hanno offerto un contratto di prestazione occasionale.
    Viste le modifiche attuate con la Legge di Bilancio 2023:
    – i redditi derivanti dal contratto di prestazione occasionale che percepirò dovrò inserirli in dichiarazione oppure sono esenti?
    – se dovessi dichiararli, andrebbero a sommarsi ai redditi da lavoro dipendente e, conseguentemente, verrebbero tassati con l’aliquota corrispondente?
    Grazie per le risposte e buona giornata.
    Alessandra

    Rispondi
    • Buonasera,
      se si riferisce a prestazioni occasionali (ex Voucher) la prestazione è esente. In caso di lavoro autonomo occasionale (con ritenuta di acconto) si cumula con gli altri redditi.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  3. Buongiorno,
    Vorrei sottoporvi la mia situazione. Lavoro come dipendente in qualità di “ragioniere”.
    Vorrei fare l’amministratore del condominio nel quale abito senza dover aprire partita IVA.
    Giuridicamente può essere svolta come prestazione occasionale l’attività di Amministratore condominiale?
    Inoltre, fiscalmente, il compenso massimo che io possa richiedere al condominio è di € 2.500 annui lordi, ovvero € 2.000 netti.
    Giusto?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      può essere amministratore di condominio del suo stabile. Negli altri casi, se non si tratta di un condominio minimo e vi è obbligo di nomina, serve un amministratore professionista. Sul pagamento nutriamo qualche dubbio che, consigliamo, di approfondire con un legale. Da un punto di vista fiscale, sarebbe teoricamente possibile.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  4. Buongiorno,
    Sono un ragazzo disoccupato, ho svolto un lavoro di tipo artigianale per il quale ho emesso una ritenuta d’acconto (450€ a cui ho detratto il 20%). Non superando io il tetto dei 5000€ volevo sapere se per emettere tale ritenuta dovessi io iscrivermi a qualche portale Inps o se basta che lo faccia l’utilizzatore del mio servizio!
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      sarebbe necessario approfondire il tipo di attività e se questa possa rientrare nella normativa del c.d. “libretto di famiglia”. In caso di svolgimento di attività per una imrpesa, le variabili potrebbe essere numerose ed andrebbero approfondite con un commercialista.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  5. Buonasera,

    sono percettrice di Naspi e mi è stato proposto un lavoro occasionale di 6 giorni presso una fiera espositiva.
    Non ho partita IVA, ma sono iscritta anche alla gestione separata INPS per pregresse attività di COCOCO e COCOPRO. Il contratto che mi è stato inviato è intestato “FAC SIMILI PER LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE – CONTRATTO DI COLLABORAZIONE OCCASIONALE – (articoli 2222 c.c. e seguenti)”: il compenso è cumulabile con la Naspi o no?
    Sono tenuta a rilasciare ricevuta con ritenuta d’acconto? O trattenuta previdenziale di1/3 dell’aliquota vigente per la Gestione separata?
    Grazie.

    Rispondi
    • Buonasera,
      in linea di principio dovrebbe essere possibile. La ritenuta di acconto è applicabile e la trattenuta previdenziale solo al superamento di una soglia. Da approfondire con un commercialista o consulente del lavoro.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  6. buongiorno, vorrei fare una domanda. Io ho un contratto di collaborazione co.co.co con busta paga. Da poco ho aperto la p. iva con regime forfetario. ho letto in vari articoli che esiste il contratto di collaborazione co.co.co con p.iva. Posso trasformare il mio contratto attuale senza perdere i benefici del regime forfettario?

    Rispondi
  7. Restando sotto i 5000 nella dichiarazione dei redditi bisogna versare un acconto irpef per l’anno successivo se si sa che si svolgeranno di nuovo prestazioni occasionali?
    Come per le partite IVA che devono versarlo entro il 30 novembre?
    Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      potrebbe essere obbligato a versare l’acconto, dipende dalla situazione reddituale complessiva dichiarata per l’anno precedente.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  8. Buonasera,
    sono uno studente, non percepisco redditi da lavoro dipendente, non ho p.iva e vorrei svolgere occasionalmente mansioni di assistente fotografo presso uno studio fotografico (ditta individuale) e, sempre occasionalmente, lavori di produzione musicale per clienti privati.
    Posso emettere ricevuta di prestazione occasionale?

    Rispondi
    • Buonasera,
      per lo studio fotografico è più semplice trovare un modello di gestione accettabile da un punto di vista fiscale. Per i lavori svolti a favore di privati è più complicato.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  9. Buongiorno, in passato ho lavorato come content creator tramite prestazione occasionale con la ritenuta d’acconto (trattenuta al 20%). Lo scorso anno non ho accettato nessuna collaborazione e nel frattempo sono subentrate delle novità legislative, ma alcune non chiare.

    Saprebbe dirmi se per emettere la ritenuta d’acconto per prestazione occasionale adesso devo utilizzare un programma di fatturazione elettronica oppure posso procedere come prima?
    Inoltre, ho sempre inviato alle agenzie la ritenuta d’acconto con marca da bollo appena consegnato il materiale, non quando ho ricevuto il pagamento? E’ una prassi sbagliata?

    Grazie
    Antonio

    Rispondi
    • Buongiorno,
      per la prestazione occasionale non serve emettere una fattura elettronica. Il reddito da prestazione occasionale si dichiara nell’anno successivo all’incasso delle somme.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  10. Buongiorno,

    Situazione di partenza: lavoratore dipendente full time come impiegato contabile.
    Ho ricevuto richiesta di aiuto da parte di un’azienda per una consulenza sulla gestione della loro contabilità e per sistemare un po’ di disordine che hanno nelle loro scritture.

    La mia intenzione sarebbe quella di chiedere € 5.000 lordi per il mio operato.

    Posso in questo caso sforare i 2.500 € a coittente previsti dalla normativa? O vale lo stesso il limite anche se sono già lavoratore dipendente full-time presso altra azienda?

    Grazie per l’attenzione.

    Cordiali saluti

    Rispondi
    • Buongiorno,
      non sono previste eccezioni per i lavoratori dipendenti. La situazione è, comunque, da approfondire con un commercialista.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  11. Buongiorno, ho due contratti part-time uno come collaboratrice domestica e uno come addetta alla mensa; realizzo a mano guinzagliera e un paio di negozi attinenti mi hanno chiesto di esporre le mie creazioni, come possiamo fare per essere in regola?
    grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      il problema non riguarda l’esposizione ma il momento della vendita. Potrebbe pensare di aprire partita iva per la realizzazione di questi prodotti e la loro vendita, in questo caso potrebbe essere esonerata dal versamento inps.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  12. Buongiorno!
    Sono disoccupato e ad ottobre (per età) avrò maturato i requisiti per l’APE sociale (domanda accettata e confermata dall’INPS)
    Ho bisogno di sapere se ho la possibilità di essere un “prestatore di lavoro occasionale” presso una piccola azienda agrituristica (azienda individuale), nel suo reparto della ristorazione.- Prestazione che si limiterebbe a qualche serata in cui ci sarebbe bisogno di personale oltre al titolare.-
    GRAZIE!

    Rispondi
    • Buonasera,
      L’indennità per l’APE sociale non è compatibile con:
      – l’indennità di disoccupazione involontaria,
      – l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale
      – l’indennità ISCRO
      E’ compatibile anche con lo svolgimento di attività lavorativa, ma solo se i relativi redditi non superano :
      – 8.000 euro annui come dipendente o parasubordinato
      – 4.800 euro annui come lavoratore autonomo.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  13. BUONGIORNO, MI CHIEDONO DI PRESTARE SERVIZIO DI CONTROLLO IN UNA STRUTTURA PRIVATA, “CENTRO SPORTIVO” il contratto di collaborazione che vincoli da ad entrambi?

    Rispondi
  14. Buonasera sono un professionista iscritto ad un ordine professionale ma non esercito abitualmente la professione in quanto dipendente full time di una società. Nel caso volessi effettuare una prestazione per conto di terzi, posso usufruire della prestazione occasionale?

    Rispondi
    • Buonasera,
      in linea di massima è possibile. La situazione è da trattare con molta cautela e un consulto professionale con un commercialista potrebbe essere utile.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  15. Buonasera lavoro presso una fabbrichetta di camicie dove presto lavoro occasionale ,mi può dire quant’è la soglia da superare e se la somma è lorda o netta.grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      la valutazione dovrebbe essere effettuata sulla posizione individuali ed avere altre informazioni. Se il lavoro è continuativo potrebbe essere un problema strutturare la prestazione occasionale.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  16. Buongiorno,
    volevo chiedervi cosa succede se supero il limite dei 5000 euro? Si conosce la percentuale delle tasse che dovrò pagare sulla somma che guadagno oltre il limite consentito?
    Grazie!

    Rispondi
    • Buongiorno,
      le imposte si versano secondo lo scaglione minimo. Oltre i 5.000 euro potrebbe essere dovuta l’inps in gestione separata. In ogni caso la situazione reddituale e previdenziale andrebbe analizzata nel suo complesso.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  17. Buongiorno, lavoro in azienda con tempo indeterminato e collaboro un paio d ore a settimana con associazione sportiva. Questa seconda vuole farmi co co co. I redditi si sommerebbero ai fini del calcolo della tassazione? O per il co co co se nn supero i 5000 nn viene tassato?
    Nel caso si può fare un contratto di collaborazione occasionale? Se si in questo caso i redditi si cumulano?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      L’art. 36, comma 6, D.Lgs. n. 36/2021, prevede che i compensi di lavoro sportivo nell’area del dilettantismo “non costituiscono base imponibile ai fini fiscali fino all’importo complessivo annuo di euro 15.000. Qualora l’ammontare complessivo dei suddetti compensi superi il limite di euro 15.000, esso concorre a formare il reddito del percipiente solo per la parte eccedente tale importo”.
      ll trattamento fiscale previsto
      Compensi inferiori a 5.000,00 euro –> esenti imposte e contributi INPS al 100%.
      Compensi tra 5.000,00 e 15.000,00 euro –> esenti imposte al 100% ma versano i contributi INPS nella misura del 25% (1/3 a carico del lavoratore, 2/3 a carico dell’ente).
      Compensi superiori ai 15.000,00 euro –> il reddito del percipiente sarà assoggettato a tassazione secondo le ordinarie aliquote Irpef e versano i contributi INPS nella misura del 25% (1/3 a carico del lavoratore, 2/3 a carico dell’ente).
      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  18. Buonasera, sono una fisioterapista e ho eseguito due settimane consecutive di prestazione occasionale presso la stessa azienda. È una cosa che legalmente posso fare essendo giorni consecutivi? La ricevuta che dovrò emettere deve essere unica con il corrispettivo lordo e netto oppure devono essere più di una?

    Rispondi
    • Buonasera,
      la consecutività dei giorni non dovrebbe essere un problema, in linea di massima, può emettere anche un’unica ricevuta specificando tutti gli elementi necessari. La ricevuta conterrà prestazione lorda, ritenuta e netto ricevuto.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  19. Buongiorno svolgo da qualche anno delle collaborazioni occasionali per una associazione culturale organizzo eventi per bambini e rassegne culturali quindi senza vincoli di orari chiamata ogni tanto dei mesi 5/6 volte dei mesi 1 volta emetto ricevuta e mi hanno sempre versato ritenuta d’acconto lo scorso anno però ho organizzato tanti eventi e laboratori e ho superato i 5000€ mi hanno versato le trattenute e mi hanno iscritto alla gestione separata INPS.
    Quest’ anno mi hanno chiesto di svolgere altre collaborazioni a gennaio e febbraio posso sempre svolgere collaborazione occasionale è regolare?
    L’ anno è nuovo o c’entra con il 2023?
    Poi dovrò valutare se aprire partita iva ma x ora con guadagno così bassi massimo 6100 come lo scorso anno nn mi conviene.
    Grazie mille x la risposta

    Rispondi
    • Buongiorno,
      può sempre svolgere prestazione occasionale, in linea di massima non dipende da quanto dichiarato l’anno precedente. La posizione, in ogni caso, andrebbe analizzata nel suo complesso con un professionista.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  20. Buongiorno, se possibile vi sottopongo anche io il mio quesito. Dovrei iniziare una prestazione occasionale tra qualche settimana relativa alla scrittura e invio di un comunicato stampa (tra i 3 e i 5 giorni di lavoro). Venendo meno in questa occasione un’azienda, ma parlando di privato, il mio quesito è: è possibile instaurare la prestazione occasionale tra due privati stipulando ovviamente un contratto e consegnando ricevuta di pagamento con marca da bollo? E se sì, il cliente poi versa in modo autonomo F24 per la ritenuta d’acconto sul quale paga la prestazione, corretto? Infine, essendo due privati, è il cliente a dover avvisare l’ispettorato del lavoro per segnalare il lavoro in questione? Grazie in anticipo per il supporto!

    Rispondi
    • Buongiorno,
      un privato non titolare di partita iva non è sostituto di imposta e non può trattenere e poi versare ritenuta di acconto. Per esplorare altre soluzioni si consiglia di rivolgersi a consulente del lavoro.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi

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