Prestazione Occasionale: Come lavorare senza Partita Iva

Cos'è la prestazione occasionale, cosa prevede e qual è il limite del contratto. Scarica il modello fac simile

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Prestazione occasionale on line
  • La prestazione occasionale prevede l’inesistenza di un vincolo di subordinazione
  • Per la prestazione occasionale non è prevista la sottoscrizione di un contratto, anche se è consigliabile sottoscriverlo
  • La prestazione occasionale è cumulabile con l’indennità di disoccupazione (entro certi limiti)

La prestazione occasionale è una situazione lavorativa di tipo non continuativo e che non comporta un vincolo di subordinazione. Può essere svolta liberamente secondo termini concordati e senza nessun tipo di rapporto stretto con il committente.

Questi requisiti si evincono anche dalla definizione che della prestazione occasionale fornisce l’art. 2222 del C.C.

Il soggetto che si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale

Prestazione occasionale: come funziona

Ogni volta che viene richiesta una consulenza, o una qualunque prestazione professionale che esula dall’attività abituale, bisogna operare con una prestazione occasionale.

Ne consegue che, nell’ipotesi in cui il rapporto si svolga in modo continuativo e con vincolo di subordinazione – ad esempio dovendo sottostare a precisi orari e luoghi in cui svolgere il lavoro – i requisiti decadono e bisognerà aprire la propria partita IVA.

Non solo. Il contratto di prestazione occasionale vale solo entro un limite di prestazioni annue lorde, che non deve superare i 5.000 euro complessivi.

La legge di bilancio relativa all’anno 2022 ha poi introdotto degli obblighi per il committente che riguardano:

  • La comunicazione preventiva all’Ispettorato del lavoro, che deve avvenire entro e non oltre 30 giorni dall’inizio dell’attività; in caso di mancato adempimento è prevista un’ammenda da 500 a 2.500 euro 
  • L’introduzione di misure per la formazione e l’addestramento.

Ma quali sono gli obblighi a cui deve attenersi chi svolge la prestazione occasionale?

prestazione occasionale

Anzitutto la prestazione deve essere svolta in ambito professionale diverso dall’abituale. Così ad esempio per un commercialista sarà possibile svolgere delle docenze in scuole od enti di formazione, od allo stesso modo, un medico potrà occasionalmente suonare il proprio strumento musicale con la propria band presso un locale od altro.

In poche parole l’attività svolta in via occasionale non deve rientrare nell’ambito dello stesso codice ATECO dell’attività principale.

Mentre per legge non è prevista la sottoscrizione di alcun contratto, un altro obbligo è quello del rilascio di una ricevuta per prestazione occasionale della cui compilazione ci occuperemo più avanti, che certifica l’avvenuto pagamento del servizio.


Chi può offrire una prestazione occasionale

Un ingaggio che prevede questo tipo di prestazione è possibile per una larga parte di lavoratori, anche se ci sono delle esclusioni.

La maggior parte dei professionisti con partita IVA può accettare incarichi extra che rientrano nella tipologia, mentre ne restano esclusi:

  • I dipendenti pubblici;
  • Gli iscritti ad albi professionali (ingegneri, architetti, avvocati etc.)
  • I soggetti che fanno parte di organi amministrativi e di commissioni ed enti sportivi riconosciuti (ad es. il CONI)

Per tutti gli altri professionisti è possibile fare questa tipologia di lavori, rientrando nei limiti della normativa.

A questo punto si entra in una trattazione particolarmente vasta che riguarda tutti quei professionisti con partita IVA forfettaria ed i professionisti che operano con regime ordinario.

Per tutti questi è necessario capire come essere perfettamente in regola con la disciplina sia giuridica che fiscale; nel seguito andremo ad analizzare come trattare il tema della Prestazione occasionale con la partita IVA di cui sei in possesso – forfettaria od ordinaria – sia il tema della ritenuta d’acconto da indicare sulla ricevuta rilasciata.

Prestazione occasionale e regime forfettario

Se sei titolare di Partita IVA e operi secondo il regime forfettario, hai la possibilità di fare delle prestazioni occasionali, anche se sarà importante capire in che modo trattarle.

Esiste infatti una discriminante per capire se svolgere l’attività come occasionale od abituale, ed è la vicinanza di ambito professionale con l’attività principale.

Se l’attività che dovresti svolgere è simile all’attività principale sei obbligato a realizzarla facendola rientrare in questa, mentre invece se rientra in un genere di attività che è in qualche modo estranea, può diventare prestazione occasionale.

Ne è un esempio classico quello del consulente di Marketing che collabora con un ente di formazione per effettuare docenze. In questo caso la docenza non è infatti un ambito simile alla professione principale.

Quindi nel caso in cui dovrai svolgere l’attività facendola rientrare nell’ambito delle tue attività abituali dovrai emettere fattura e il compenso rappresenterà reddito da dichiarare, mentre i compensi che percepirai per l’attività diversa dalla tua non andranno inclusi nei tuoi redditi, ma andranno certificati attraverso una ricevuta specifica che si chiama ricevuta per prestazione occasionale.

Ma questi redditi devono essere dichiarati?

La risposta è si: Se si tratta di compensi che non eccedono i 4.800 euro, andranno inseriti in dichiarazione dei redditi nel quadro redditi diversi.

Contratto di prestazione occasionale scritto

Contratto sottoscritto per lavoro occasionale

Posto che non esiste, da un punto di vista legale, alcun obbligo di redigere un contratto di prestazione occasionale, è bene provvedere alla sua compilazione privatamente, per evitare malintesi fra le parti, che incrinerebbero il prosieguo del rapporto.

In questo ambito occorre focalizzarsi sugli aspetti relativi ai requisiti essenziali della prestazione, che ricordiamo sono la mancanza di continuità, l’assenza di coordinamento con il committente e di vincolo di subordinazione.

Prestazione occasionale con ritenuta d’acconto

L’obbligo previsto per legge, per regolare la relazione fra committente e prestatore è quello del rilascio di una ricevuta.

Nel caso in cui la prestazione occasionale è resa nei confronti di soggetti sostituti d’imposta, è necessario che nella compilazione della ricevuta si inserisca la voce relativa alla ritenuta d’acconto, che è pari al 20% del compenso che andrai a percepire.

Per fare un esempio, che poi vedremo in modo dettagliato più avanti con un fac – simile di ricevuta, che chiarirà come esporre gli importi, ecco un calcolo semplificato:

  • Compenso € 1.000
  • Ritenuta d’acconto € 200 (20% di 1.000)
  • Compenso netto da corrispondere € 800

L’importo della ritenuta sarà trattenuto dal committente, il quale lo verserà tramite modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento, mentre l’importo corrisposto andrà indicato da te che hai reso il servizio nel quadro redditi diversi della dichiarazione dei redditi.

Come abbiamo già detto, la ritenuta d’acconto va contabilizzata solo se i soggetti a cui viene resa la prestazione sono sostituti d’imposta.

Ma quali sono i soggetti che rientrano in questa categoria?

  • Imprese
  • Professionisti che non hanno adottato il regime forfettario o dei minimi
  • Enti ed associazioni
  • Condomini

Oltre a queste indicazioni è importante anche capire quali sono i passi successivi che ti daranno la certezza che le ritenute sono state versate. Per questo scopo, il sostituto d’imposta dovrà inviarti, entro il 31 marzo dell’anno successivo alla data di esecuzione della/le prestazioni, una certificazione dell’avvenuto versamento, in cui dovrà indicare in modo analitico, importi corrisposti e trattenuti in modo che tu possa indicarlo in sede di dichiarazione dei redditi.


Quali sono i Limiti di una prestazione occasionale?

Per capire qual è la ragione dell’esistenza dei limiti o dei requisiti che occorre rispettare perché una prestazione possa dirsi occasionale, bisogna guardare alla storia di questo particolare inquadramento normativo.

Accordi fra le parti

Risalendo alle origini di questa tipologia di rapporto dobbiamo tornare indietro al 2003, quando questo tipo di lavoro veniva retribuito con i cosiddetti buoni lavoro o voucher e veniva chiamato “prestazioni occasionali di tipo accessorio rese da particolari soggetti” (D.lgs. 10.09.2003 n. 276 artt. 70 – 73).

Successivamente è nel 2015 (con il decreto lgs. 81/2015, il cosiddetto “Jobs Act”) che la tipologia di prestazione assume l’inquadramento che ha oggi (seppure con piccole modifiche).

La sua ragione di esistere, fin dal principio è stata quella di favorire l’emersione del lavoro in nero, dando dei caratteri ben precisi a delle prestazioni che rimanevano nel limite della legalità.

I requisiti di una prestazione occasionale sono:

  1. Non deve essere svolta in modo regolare, ma per l’appunto, occasionalmente;
  2. Non deve esserci vincolo di subordinazione con il committente e questo significa che il prestatore può svolgere il proprio lavoro nel momento in cui ritiene più opportuno, senza soggiacere ad orari o vincoli organizzativi e di coordinamento, quindi svolge la propria attività in completa autonomia;
  3. Deve trattarsi di un’attività che non rientra nella professione di chi la presta e non deve superare un numero massimo di trenta giorni nel corso dell’anno.

Ed a questo punto è bene evidenziare un’ulteriore aspetto – inerente il trattamento pensionistico – per chi presta un servizio occasionalmente: la prestazione occasionale non dà diritto al versamento di un trattamento pensionistico perché dal compenso non viene effettuata alcuna detrazione INPS a questo scopo.

L’ulteriore vincolo da rispettare ha poi un carattere sia fiscale che previdenziale: l’ammontare dei compensi non deve superare i 5.000 euro percepiti nel corso di un anno solare.

Qualora questo importo dovesse essere superato la prestazione rientrerebbe nell’ambito professionale e nell’inquadramento fiscale del prestatore (professionista con partita IVA o lavoratore dipendente).

Ma non basta, perché in questo caso il professionista sarebbe costretto all’iscrizione presso la gestione separata INPS (qualora già non lo fosse) ed al versamento delle quote previdenziali che eccedono i 5.000 euro percepiti.

Prestazione occasionale: Fac simile

A questo punto ti starai sicuramente chiedendo qual è il tipo di ricevuta da dover effettuare per certificare l’avvenuta prestazione, quali sono le voci da inserire e qual è lo schema preciso in cui inserirle.

Niente paura, a completamento di questa carrellata di informazioni vogliamo darti anche un piccolo schema da utilizzare così com’è e che potrai utilizzare per i casi in cui ti venga richiesta una prestazione occasionale di lavoro, ed un file pdf da scaricare

Dati del professionista/lavoratore:

Nome…………………………

Cognome …………………………..

Residenza ………………………..

Codice fiscale ……………….

Dati committente/cliente:

Nome …………………………….

Cognome …………………………..

Ragione sociale …………………………….

Sede ……………………………………

Codice Fiscale …………………………..

Partita Iva ……………………………..

Ricevuta n. ____ del _________

Il sottoscritto ______________, nato a ______________ il __________ e residente in ___________ via _______________ n. __ codice fiscale __________________

dichiara

di ricevere da ______________________ con sede ___________________ codice fiscale _________________ partita Iva ________________

quale compenso per la seguente attività:

__________________________________________________________________________

le seguenti somme:

– euro ________________

– ritenuta d’acconto 20% euro _______________

– netto a pagare euro __________________

Dichiara inoltre

Che la mia prestazione ha carattere occasionale e non è soggetta a Iva ai sensi dell’art. 5, d.p.r. n. 633/1972.

scarica il pdf di esempio


Prestazione occasionale e Indennità di Disoccupazione

Un’importante aspetto che potrebbe esserti utile riguarda la compatibilità delle prestazioni di cui parliamo con la pre – esistenza di un’indennità di disoccupazione per un precedente licenziamento (NASPI – Nuova Assicurazione Sociale Per l’Impiego).

La legge prevede una cumulabilità delle somme che derivano da entrambe le situazioni, però con alcuni limiti; vediamoli.

  • Questa indennità è interamente cumulabile con attività accessorie nel limite dei 3.000 euro annui;
  • È ridotta nella misura dell’80% del compenso percepito, se viene superato il tetto dei 3.000 euro (entro il limite dei 7.000 euro)

Accettando l’esecuzione di una prestazione occasionale, sei però obbligato a comunicare all’INPS l’accensione di questo tipo di rapporto entro il mese, oppure, se già svolgevi precedentemente questo tipo di collaborazione, alla data di presentazione della domanda dell’indennità.

Prestazione occasionale: consigli finali

Abbiamo cercato di darti tutti gli elementi necessari per valutare bene ed approfondire la conoscenza della materia, quindi dopo avere passato in rassegna caratteristiche, requisiti, limiti e modalità di attivazione delle modalità di lavoro occasionale, è opportuno decidere a quale inquadramento riferirsi per svolgere la mansione.

Questo è un punto particolarmente importante, perché commettere un errore in questa fase potrebbe significare ritrovarsi ad essere sanzionati per redditi non dichiarati correttamente o corrispondere al fisco una cifra superiore al dovuto.

Per questo il nostro consiglio è quello di rivolgersi sempre ad un commercialista esperto che conoscendo al situazione esistente, potrà dare la giusta indicazione per effettuare una scelta oculata.

Come funziona la prestazione occasionale?

La prestazione occasionale è un tipo di collaborazione regolamentata per legge che per essere realizzata ha necessità di tre condizioni: rapporto non continuativo, senza vincoli di subordinazione e la prestazione deve avere natura diversa dal lavoro abituale.

Come si paga un lavoratore occasionale?

Il lavoratore occasionale, emette una ricevuta e viene pagato da un committente, il quale trattiene una ritenuta d’acconto

Quante prestazioni occasionali si possono fare in un anno?

Le prestazioni occasionali non possono essere ripetute in modo temporalmente regolare, però nel corso dell’anno se ne possono fare più di una a patto di rispettare i vincoli prescritti

Chi può effettuare prestazioni occasionali?

La possibilità di effettuare prestazioni occasionali è riservata in genere alla maggioranza dei soggetti, sia lavoratori che non, anche se ci sono alcune professioni a cui la possibilità è negata.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 8 Dicembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
Foto dell'autore

Alessandro Creazzo

Consulente aziendale e marketing d'impresa

Consulente aziendale dal 1999, mi sono occupato di finanza agevolata e business planning presso importanti organizzazioni di categoria quali COLDIRETTI e CONFAGRICOLTURA, ed anche come libero professionista. Nel 2003 ho iniziato l’attività di consulenza aziendale di direzione. Dal 2009 mi occupo di Marketing Strategico e Responsabilità Sociale d’Impresa.

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