Criptovalute e dichiarazione dei redditi 2024: guida alla compilazione e regole UE

Quando e come si inseriscono nella dichiarazione dei redditi di fine anno le criptovalute? Ecco come compilare il quadro RT e quello RW.

di Gennaro Ottaviano

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Criptovalute in dichiarazione dei redditi
  • In base al TUIR (testo unico delle imposte sui redditi) le criptovalute sono equiparate alle valute estere e devono essere inserire nella dichiarazione dei redditi.
  • Nel modello Redditi PF devi compilare sia la sezione RT, per i redditi diversi, sia quella RW.
  • Per regolamentare in modo completo l’aspetto fiscale delle criptovalute è arrivata la Legge di Bilancio 2023 con alcune novità, e recentemente alcune regole europee.

Comprendere come funziona la dichiarazione dei redditi nelle criptovalute è importante al fine di evitare di incorrere in sanzioni o pagare più tasse di quelle dovute. Infatti, solo in alcuni casi hai l’obbligo di inserirle all’interno del quadro RT della dichiarazione, e compilare la sezione RW con riferimento alle altre attività di natura finanziaria.  

Ciò genera un po’ di confusione su quali importi sono soggetti al fisco e quando vi è l’obbligo di aderire solo al monitoraggio fiscale. A questo si aggiunge la presenza di diverse circolari rilasciate all’Agenzia delle Entrate nel tempo.

Inoltre, ancora oggi manca in Italia una legislazione dettagliata e completa sulla moneta virtuale, anche se qualche innovazione è stata introdotta con il Registro degli Operatori di Criptovalute, e con le ultime norme introdotte a livello europeo, come vedremo tra poco.

Criptovalute e dichiarazione dei redditi 2024

La creazione dei Bitcoin, avvenuta nel 2009, e delle successive criptovalute ha portato una vera e propria rivoluzione nel settore economico, offrendo un’alternativa alle banche per le transazioni commerciali tra imprese, e al contempo una forma nuova di investimento.

Oggi, le valute digitali sono utilizzate da più di 100 milioni di persone e, in base alle ultime stime ISTAT, l’8% degli italiani ha dichiarato di avere comprato almeno una volta le criptovalute, mentre quasi 2,5 milioni sono gli utenti che dispongono di un wallet digitale tra persone fisiche e Partite IVA.

Si tratta di un mondo in continua evoluzione, grazie a una tecnologia come la blockchain, che ha permesso lo sviluppo di altri strumenti collegati alle criptovalute. L’esempio è quello della nascita del metaverso, dello creazione degli NFT, degli  smart contract e dei sistemi DeFi, la finanza decentralizzata.

Investire in criptovalute però genera reddito, e come tale è sotto il mirino del Fisco. Se svolgi l’attività di intermediazione in modo professionale, come nel caso del trading, la plusvalenza che otterrai è soggetta a IRES, IRAP e IRPEF, oltre che alla eventuale applicazione dell’IVA sulle transazioni.

Criptovalute e bitcoin

Invece, in quanto persona fisica, devi inserire il guadagno ottenuto nella dichiarazione dei redditi. In ambedue i casi si applica una tassazione del 26%. Devi però considerare che se il fenomeno delle monete virtuali è un dato di fatto, la legislazione in Italia fino a poco tempo fa era lacunosa sia per ciò che riguarda la regolamentazione, sia per l’aspetto fiscale.

A rispondere alle esigenze di regolamentare questo settore, sono arrivati alcuni provvedimenti, oltre ad un intervento dell’Unione Europea e della Legge di Bilancio 2023 in Italia.

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Criptomonete e dichiarazione dei redditi: cosa dice il fisco

Come comportarsi dal punto di vista fiscale? Quando inserire le criptovalute nella dichiarazione dei redditi a fine anno? Ancora oggi manca una normativa fiscale esaustiva, anche se è  stato presentato un disegno di legge al Senato.

Per rispondere a questa domanda devi prendere come riferimento la circolare dell’Agenzia delle Entrate sulle criptovalute 72/E 2016. In base ad essa, le valute digitali sono considerate alla stregua di quelle estere.

Come strumenti finanziari che possono generare reddito diverso sono sottoposte a tassazione in base all’art 67 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e quindi con l’obbligo di inserirle nella dichiarazione dei redditi per le persone fisiche. Ciò non avviene sempre, ma solo nei seguenti casi:

  • ottieni una plusvalenza dalla vendita o per un rendimento;
  • la giacenza media delle criptovalute supera i 51.645,69€.

Quindi devi dichiarare solo la plusvalenza ottenuta dalla compravendita, oppure i rendimenti provenienti da attività specifiche come lo staking o lo yield farming. Su questo importo si applicherà la tassazione pari al 26%.

Quadro RT e RW

Con la manovra 2023 è consentito determinare, per il calcolo delle plusvalenze e minusvalenze, il valore di acquisto delle cripto-attività, purché possedute alla data del 01.01.2023, ma questo valore viene assoggettato ad una imposta sostitutiva, nella misura del 14%.

Invece, il possesso delle criptovalute nel wallet digitale o su un broker non è tassato, e non deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi salvo il raggiungimento di una giacenza media annua che superi l’importo indicato. Sei però tenuto a rispettare un obbligo di monitoraggio fiscale, e quindi dovrai comunque inserire il valore posseduto nel portafoglio digitale se questo supera la giacenza di 15.000€.  

Come compilare la dichiarazione dei redditi per le criptovalute

Ora che conosci quando è obbligatorio dichiarare il reddito derivato dalle criptovalute, andiamo a vedere come compilare il Modello 730 precompilato e quello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Devi indicare l’importo che hai ottenuto in queste due sezioni:

  • quadro RT;
  • quadro RW.

Il quadro RT è la parte in cui hai l’obbligo di inserire i redditi diversi, come previsto dall’art 67 del TUIR al comma 1. Vengono inclusi tutti gli strumenti finanziari dalle azioni alle obbligazioni, fino alle criptovalute e agli NFT che possono generare una plusvalenza.

Al suo interno devi introdurre anche le eventuali minusvalenze, ovvero le perdite dovute all’investimento. Ad esempio, se hai acquistato 10 Ethereum al prezzo di 1.500€ e li rivendi a una quotazione di 1.400€, avrai ottenuto una minusvalenza di 1.000€. Viceversa, se il loro prezzo sale a 1.600€, otterrai una plusvalenza.

L’altra sezione è quella del quadro RW. Precisiamo subito un aspetto. Dato che le criptovalute sono considerate come valuta estera, sei tenuto obbligatoriamente alla compilazione di questa sezione se è presente una giacenza media superiore ai 15.000€, anche se per un solo giorno.

Ecco come compilare il quadro RW1 in base alle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate:

  • inserisci nella colonna 3 il codice 14 (atre attività estere di natura finanziaria e valute virtuali);
  • lascia vuoto la colonna 4 riguardante lo stato estero;
  • inserisci l’importo in euro della valuta digitale con riferimento al valore al 31 dicembre dell’anno precedente.

Oggi, puoi compilare la dichiarazione dei redditi persone fisiche in modo telematico e autonomo accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate attraverso lo SPID.

Data la necessità di inserire diverse informazioni, oltre a calcolare con precisione le plusvalenze e le minusvalenze, per evitare errori e pagare più tasse del dovuto, può essere utile rivolgersi a un commercialista o a un consulente.

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Valute digitali e dichiarazione dei redditi: esempi

Immagina di aver acquistato nel 2021 un importo di Bitcoin pari a 75.000€. Ora, se mantieni le criptovalute nel tuo wallet digitale, non sei sottoposto a tassazione e non devi compilare il quadro RT nella dichiarazione dei redditi 2022.

Sei però tenuto a inserire l’importo nel quadro RW, compilando i campi indicati precedentemente come monitoraggio fiscale se la giacenza media delle criptovalute è superiore ai 15.000€.

Monete virtuali

Invece, se decidi di monetizzare il tuo investimento vendendo i Bitcoin e ottenendo una plusvalenza pari a 95.000€, in questo caso dovrai inserire l’importo ricavato come guadagno, ad esempio 20.000€, all’interno del quadro RT, su cui verrà applicata la tassazione del 26%.

Infine, sei comunque obbligato a compilare la sezione RW, inserendo il controvalore delle criptovalute al 31 dicembre dell’anno precedente.

Criptomonete e fisco: le novità del DdL 2572

La legislazione odierna non tiene conto della non territorialità delle blockchain e dei wallet. Basta considerare che l’Agenzia delle Entrate fa riferimento solo alla residenza di chi ha sottoscritto un contratto.

Una regolamentazione esaustiva sulle monete virtuali è arrivata solo recentemente. Ad esempio, solo nel 2022 è stata proposta una legge per regolamentare gli Operatori delle Criptovalute con un apposito registro, mentre mancano enormi vuoti per il settore degli smart contract, del metaverso e degli NFT.

In questa prospettiva si colloca il Disegno di Legge n. 2572 del 30 marzo 2022, con i seguenti obiettivi:

  • definire il concetto di criptovaluta;
  • stabilire le diverse misure fiscali applicabili.

A proposito del futuro delle criptovalute, il governo Meloni ha introdotto diverse regole per la moneta virtuale. Da un lato ha offerto una definizione di moneta virtuale, dall’altro ha proposto di rivederne le tasse introducendo una imposta sostitutiva al 14%, e si può dire che le cripto non saranno più equiparate a moneta estera.

Pro e contro delle attuali normative

Andiamo ad analizzare gli aspetti positivi e quelli negativi delle normative. Qui si inserisce la definizione di criptovaluta come moneta virtuale e le si attribuisce un’unità matematica. Inoltre, si va a determinare per la prima volta il concetto di prestazione di servizi virtuali.

Dal punto di vista fiscale, le criptovalute non saranno più equiparate alle valute estere, ma si andrà ad applicare la tassazione solo alle operazioni che comportano il pagamento o la conversione in euro. Vengono quindi escluse le attività che prevedono il cambio di valute digitali in altre monete digitali.

Sono prese in esame anche le attività di staking e di yield farming che permettono di ottenere un rendimento dalle criptovalute sotto forma di altre valute digitali. Anche in questo caso non si applicherà la tassazione, salvo conversione in euro.

Viene ribadita la soglia di giacenza media dei 51.645,49€. Se rimani al di sotto di essa non sarai sottoposto a tassazione e quindi non devi inserire le criptovalute nella dichiarazione dei redditi. Inoltre, è prevista la possibilità di richiedere un perizia giurata da un tecnico per stimare il valore delle valute con riferimento al 1° gennaio dell’anno in corso per determinare l’aliquota fiscale da applicare.

Invece, per il quadro RW viene ribadito l’obbligo di dichiarare le criptovalute se il valore del loro acquisto è pari o superiore ai 15.000€, mantenendo ancora il concetto di territorialità delle blockchain e dei wallet. Infine, devi valutare che nella normativa non è presente una regolazione degli NFT.

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Nuove regole per residenti in Unione Europea

Secondo le ultime proposte, confermate dalla Commissione Europea l’8 dicembre 2022, tutti i fornitori di criptovalute avranno l’obbligo di segnalare al Fisco tutte le operazioni svolte da clienti in Italia e in Europa.

Le nuove norme cercano di rispondere alle difficoltà effettive di individuare tutti i redditi prodotti intorno a queste attività, per l’applicazione delle tasse.

In particolare la situazione risulta ancora più complessa quando lo scambio di moneta virtuale avviene tra operatori situati in differenti stati, dentro o fuori dall’UE. L’evasione fiscale intorno a queste attività è ancora alta, e i controlli del Fisco risultano essere molto limitati.

Per questo motivo l’Unione Europea ha deciso di introdurre nuovi obblighi, che riguardano sia le operazioni che avvengono all’interno dello stesso paese, sia quelle all’esterno. Secondo le prime indiscrezioni, si parla di un obbligo di comunicazione al fisco per tutti coloro che hanno almeno 1.000.000 euro di ricchezza o patrimonio.

Si prevede quindi di introdurre specifiche sanzioni per chi evade il fisco e non procede alla segnalazione al Fisco relativamente alle criptovalute. Inoltre dal 2025 le criptovalute saranno tracciabili, secondo le ultime regole introdotte dall’Unione Europea.

La nuova “travel rule” è stata recentemente approvata dal Parlamento Europeo, e si tratta del primo vero e proprio regolamento (MiCa) di questa portata sulle criptovalute. Con le nuove regole, le criptovalute saranno tracciate, e tutte le transazioni considerate sospette verranno bloccate.

Il nuovo regolamento rende maggiormente sicuro questo mercato, per cui si prevede che l’attenzione di nuovi investitori sarà proprio concentrata verso l’Europa. Si attende solamente l’ultimo passaggio di approvazione dell’applicazione delle nuove regole, per il 16 maggio 2023.

Gli operatori dovranno quindi registrarsi in uno degli stati membri UE, e potranno poi operare verso tutti gli altri. Per il momento vengono esclusi dal regolamento i token non fungibili (Nft).

Legge di Bilancio 2023: nuova regolamentazione

Una vera e propria regolamentazione, in Italia, è arrivata con la Legge di Bilancio 2023. In particolare secondo le nuove norme, le plusvalenze vanno tassate oltre i 2.000 euro per periodo di imposta, con le seguenti specifiche:

  • la plusvalenza viene calcolata in base al corrispettivo percepito e il costo del valore di acquisto;
  • quando si parla di acquisto per successione, si fa riferimento al valore definito;
  • quando si parla di acquisto per donazione, si fa riferimento al costo del donante;
  • le minusvalenze possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze.

Secondo la manovra, l’imposta sostitutiva viene confermata al 26%, con possibilità di opzione di regime del risparmio amministrativo e gestito, presso intermediari finanziari e banche. Con la manovra vengono definite le cripto-attività, come la rappresentazione digitale di valore e diritti che possono essere emessi, trasferiti e memorizzati in forma elettronica, tramite le tecnologie apposite.

Viene data la possibilità di accedere ad un’imposta sostitutiva al 14% per le cripto-attività possedute al primo gennaio 2023, con versamento dell’imposta entro il 30 giugno 2023, in un’unica soluzione o in tre rate annuali con interessi al 3%.

Inoltre viene data una possibilità di regolarizzare le cripto-attività non dichiarate nel 2021, con sanzione ridotta allo 0,5% per ciascun anno, calcolata sul valore delle attività che non sono state dichiarate. Viene poi introdotta una imposta di bollo del 2 per mille annui.

Criptovalute e dichiarazione dei redditi – Domande frequenti

Quando vanno dichiarate le criptovalute?

Sei tenuto ad inserire le criptovalute nella dichiarazione dei redditi PF nel momento in cui ottieni una plusvalenza dalla vendita o da un rendimento.

Cosa succede se non dichiaro le criptovalute?

Nel caso in cui non dichiari le criptovalute, dato che sono considerati strumenti finanziari simili alle valute estere, sarai soggetto alle medesime sanzioni.

Come si calcola la giacenza media delle criptovalute?

La giacenza media delle criptovalute fa riferimento al valore di queste ultime al 31 dicembre dell’anno precedente.

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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

47 commenti su “Criptovalute e dichiarazione dei redditi 2024: guida alla compilazione e regole UE”

  1. VORREI SAPERE SE IO HO ACQUISTATO CIRCA 500 EURO IN CRIPTO NELL’ANNO 2022 LE DEVO RIPOSRTARE NELLA DICHIARAZIONE CHE FARO NEL 2023 ? siccome la mia giacenza non supera i 15.000 euro serve riportarle nel quadro RW ? ho l’obbligo del monitoraggio comunque anche se non supero quelle cifre? grazie

    Rispondi
  2. Salve, ma quindi se investo 500/1000 euro (esempio su coinbase) non devo effettuare il quadro RW in dichiarazione dei redditi? Grazie mille

    Rispondi
  3. Buongiorno,

    la sua richiesta “VORREI SAPERE SE IO HO ACQUISTATO CIRCA 500 EURO IN CRIPTO NELL’ANNO 2022 LE DEVO RIPOSRTARE NELLA DICHIARAZIONE CHE FARO NEL 2023 ? siccome la mia giacenza non supera i 15.000 euro serve riportarle nel quadro RW ? ho l’obbligo del monitoraggio comunque anche se non supero quelle cifre? grazie”, richiede un approfondimento con un professionista specializzato, in quanto specifica di compilazione della dichiarazione dei redditi.

    Può richiedere una consulenza puntuale all’indirizzo [email protected].

    Grazie per averci scritto

    Team partitaiva.it

    Rispondi
  4. Buonasera, è prevista o no l’imposta di bollo sulle crypto? Leggo su alcuni siti inerenti al fisco che l’agenzia ha indicato che non è previsto. Voi potete chiarire questo concetto ?

    Rispondi
    • Buonasera Marco,
      è prevista l’applicazione dell’imposta di bollo ai rapporti aventi ad oggetto le cripto-attività, nella misura del 2 per mille annuo del relativo valore, con le stesse modalità e termini di versamento previsti per l’imposta di bollo ordinaria.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  5. Buongiorno,
    A Marzo 2021 ho acquistato 2000€ di bitcoin e 300 ethereum aprendo conto corrente con Coinbase.
    Non ho mai dichiarato e allo stesso tempo mai incassato denaro da questo conto visto ad oggi sono in perdita.
    Cosa devo fare???
    La mia intenzione è lasciare questa somma a lungo termine e vedete come va.

    Rispondi
    • Buonasera,
      potrebbe essere necessario dichiarare le somme in dichiarazione dei redditi. Le consigliamo di rivolgersi al CAF o al commercialista che compila la sua dichiarazione dei redditi ed informarli. E’ possibile sanare le posizioni pregresse, secondo la recente legge di bilancio.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  6. Buonasera, io ho acquistato per la prima volta delle crypto nel 2023 e vorrei dichiararle subito, poiché sto facendo una plusvalenza e entro fine anno vorrei prelevare questa plusvalenza, per evitare problematiche importanti e pagare la tassazione che mi spetta, cosa devo fare?

    Rispondi
  7. Salve, se ho acquistato della crypto in più soluzioni durante il 2022 il valore iniziale da dichiarare nel quadro rw della dichiarazione 2023 è la somma del valore di questi acquisti? (non ho mai posseduto crypto prima del 2022).

    Andando al valore finale:
    ho ritirato parte delle somme “investite” sempre durante l’anno 2022; e sulla restante parte ho realizzato una perdita. Il valore finale consiste semplicemente nel valore delle crypto possedute al 31/12/2022. Le somme che ho ritirato vengono semplicemente scalate dal valore finale?

    Rispondi
  8. salve,ho iniziato ad invesire in crypto ad aprile 2022 e non ho mai convertito in fiat ne nel 2022 e nemmeno nel 2023.per la compilazione della denuncia dei redditi 2022(ovvero quella che compilero’ quest’anno),devo fare riferimento alla vecchia legge o piuttosta a quella introdotta nel 2023?è possibile fare la dichiarazione presso di voi online e quanto costa? grazie per la risposta

    Rispondi
  9. Salve, Vorrei sapere se ho in giacenza su un waller crypto ad esempio degli importi da 500 a 1000 € per tutto l’anno e non genero nessun reddito, Ma li uso per trasferire crypto USDT giornalmente a un amico, 5 giorni alla settimana. Queste movimentazioni vanno dichiarate? Non capisco come mi devo muovere.
    Non sono plusvalenze ma solo trasferimento di denaro fra Wallet.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      l’attività che svolge è inusuale, in quanto nei trasferimenti di denaro la causale è essenziale e la motivazione del rapporto personale potrebbe non essere sufficiente in un accertamento fiscale.

      Per approfondire la posizione e valutare i rischi è possibile chiedere un intervento di un professionista compilando il seguente form: https://form.jotform.com/222503188166354.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  10. Buongiorno,
    Se ho acquistato crypto negli anni passati, 2018, 2019, 2020 ecc, e non ho mai prelevato ne convertito in Fiat nel corso degli anni, come devo compilare il quadro RW per il monitoraggio?
    Grazie mille in anticipo

    Rispondi
  11. Buongiorno…ho iniziato ad investire in crypto a marzo 2022…ho investito 3500€ nel 2022 e al 31 dicembre 2022 il mio capitale era di 1930€ circa
    Devo comunque dichiarare?

    Rispondi
  12. Buongiorno, ma la plusvalenza come si calcola?
    Se io ho acquistato (esempio):
    – 500 euro di BTC nel 2018;
    – 5000 euro di ETH nel 2019;
    – 800 euro di ETH nel 2020;
    – 300 euro di BTC e 300 euro di UNI nel 2021;
    – 150 euro di XLM nel 2022;
    – durante tutto il periodho hoscambiato crypto to crypto (BTC/ETH, ETH/UNI, BTC/UNI….)a volte rimettendoci a volte guadagnandoci.

    NEl 2023 decido di ritirare qualcosa. Come faccio a essere sicuro di non eccedere i 2000 euro di plusvalenza?

    Grazie e so che sembra un esempio complicato ma vi assicuro che la maggior parte degli investitori di lunga data ha una situazione simile (ma pure molto peggio, con staking, airdrop, lending….).

    Rispondi
  13. Ho un conto in criptovalute su CoinMarketCap.
    Ho chiesto in fare un trasferimento a mezzo bonifico sul mio c/c per un importo di 12.500,00 Euro (circa la metà di quanto c’è sul conto) ma mi hanno chiesto – dato che è la prima volta che trasferisco fondi – di fare un versamento di circa 3.000,00 €.
    Sono rimasta molto perplessa e non ho ancora ottemperato. E’ una richiesta legittima o è una frode?
    Grazie per una risposta

    Rispondi
    • Buonasera,
      purtroppo non ci sono elementi sufficienti per dare un consiglio, è consigliabile approfondire con un commercialista o con un avvocato la richiesta, in quanto apparentemente illogica.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  14. Buonasera
    Negli anni precedenti non ricordo se 2019 ho messo 50 euro su varie crypto su Binance, ora sono diventati 100 euro, siccome io questi soldi non li uso e li lascerò li per sempre, devo comunque dichiarare qualcosa essendo così basso l’importo? Grazie, sono preoccupato se vado in contro a problemi.

    Rispondi
  15. Buongiorno
    Esiste una soglia minima di giacenza di attività cripto (5.000€? 15.000€?) per la quale si debba dichiarare in RW, oppure vanno dichiarate sempre in RW, anche per 1€ di cripto?
    Non è chiaro per 2022 e a partire da 2023 con le nuove regole.
    Grazie della precisazione.

    Rispondi
  16. Ho semplicemente giocato a League of Kingdoms usando prevalentemente la loro criptovaluta “loka” ora mi ritrovo a dovere inserire tale criptovaluta nella dichiarazione dei redditi perché (giustamente) valuta estera.
    C’è qualcosa che non mi convince.
    Ad esempio, se avessi pagato in dollari, facendo la conversione immediata da Euro a Dollaro, non avrei dovuto dichiarare nulla; suppongo. Perché in quel caso io non avevo dollari, facevo solo una conversione immediata da una valuta ad un’altra. Forse si potrebbe cercare chi ti consente tale conversione immediata da Euro nella criptovaluta. Lasciando la dichiarazione dei redditi a chi conserva la criptovaluta e la vende guadagnandoci.
    Lo so. Discorso alquanto confuso.

    Rispondi
  17. Salve, non ho capito se la nuova legge di bilancio si riferisce alla dichiarazione di quest’anno oppure ne dovremo tenere in considerazione nel 2024? Grazie…

    Rispondi
    • Buonasera,
      alcune disposizioni potranno essere applicate già a partire dalla dichiarazione dei redditi che si compila nel 2023.
      Grazie per averci scritto.

      Rispondi
  18. Salve la mia situazione è particolare, per chi ha bitcoin posseduti molto tempo fa, prima del 2018, quindi mai acquistati(avuti con mining in poco tempo) quindi direi praticamente regalati, deve lo stesso dichiararli ai fini del monitoraggio fiscale? Dichiarare i wallet privati dico, inoltre la tassazione in caso di vendita è sul intero ammontare dei btc posseduti?

    Rispondi
  19. Buongiorno,

    la mia domanda e’ la seguente:

    ‘ Viene data la possibilità di accedere ad un’imposta sostitutiva al 14% per le cripto-attività possedute al primo gennaio 2023’. Questo 14 percento si riferisce al valore convertito in euro, oppure alla giacenza sul ‘wallet/broker’ quindi anche su crypto non convertite in fiat/euro?

    Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      il regime opzionale riguarda solo i soggetti che non detengono le cripto-attività in regime di impresa. In luogo del costo o valore di acquisto si assume il valore normale delle cripto-attività al 1° gennaio 2023 versando un’imposta sostitutiva pari al 14 per cento per la regolarizzazione.

      Per comprendere meglio la determinazione del valore può visionare questo video sul nostro canale youtube.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  20. Salve offrite anche il servizio di presentazione della sanatoria cripto? Costonpet gli anni 2018,19,20,21,22? Solo cripto, nessun altra attività cripto.Io ho già i calcoli fatti al 01.01 di ogni anno dal 2018 al 2023 compreso grazie

    Rispondi
  21. buongiorno, ho 20 euro versati su trade republic, con 1 con bitcoin chiamata antheroum di benvenuto che ti danno appena ti registri, tenuto 1 mese e poi riscosso i 20 euro perchè non ho fatto più nulla, siccome non ero capace ad usarlo e non avevo tempo… mi hanno detto di stare tranquillo e di non inserirlo nella dichiarazione….

    Rispondi
    • Buongiorno,
      l’importo dovrebbe essere sotto la soglia, tuttavia bisogna valutare diversi elementi. Le consigliamo di rivolgersi a un commercialista per analizzare la posizione.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  22. Non è chiaro se la giacenza da dichiarare in RW deve riportare il valore al momento dell’acquisto o il valore al 31/12 dell’anno di cui si fa la dichiarazione. Fa molta differenza.

    Rispondi

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