Registro degli operatori di criptovalute: cos’è e quali sono gli obblighi

Il registro degli operatori delle criptovalute introduce l'obbligo, per tutti gli operatori di moneta virtuale, di dichiarare i movimenti finanziari. Ecco come funziona e a chi è rivolto.

Registro degli operatori di criptovalute: cos’è e quali sono gli obblighi
  • A partire dal 18 maggio è stato attivato il registro degli operatori di criptovalute
  • Si tratta di un registro dedicato a chi opera con le valute virtuali e i servizi di wallet digitali regolamentati in Italia. 
  • È operativo presso l’Organismo per la gestione degli Elenchi degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi, conosciuto con l’acronimo OAM. 

Il registro degli operatori di criptovalute è stato introdotto con il decreto del 13 gennaio 2022 del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La regola prevede che vi si debbano iscrivere gli operatori di servizi legati all’uso di valuta virtuale e di servizi di portafoglio digitale, sia quelli già operanti, sia quelli che hanno intenzione di operare in Italia. 

Quindi il registro è obbligatorio anche per i wallet provider, ovvero per chi fornisce servizi per la conservazione, il trasferimento e la gestione delle attività che sono legate alle criptovalute.  

Oggi iscriversi al registro rappresenta la condizione essenziale per l’esercizio di un’attività in questo settore. È compito dell’OAM quello di garantire elementi quali la chiarezza, l’accessibilità e la completezza dei dati contenuti nella sezione del registro visibile al pubblico. 

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze dovrà, invece, occuparsi di una relazione semestrale nella quale sono contenuti i dati degli operatori che si sono iscritti al registro degli operatori di criptovalute. 

Quali società sono iscritte al registro degli operatore di criptovalute

Attualmente, sono 29 le società che si sono iscritte al registro, obbligatorio per tutti i prestatori di servizi relativi al bitcoin e alle altre criptovalute, delle quali soltanto 14 erano già iscritte al 27 maggio, ovvero 9 giorni dopo l’entrata in vigore del registro. Si tratta di:

  1. Anubi Digital Srl;
  2. Binance Italy Srl;
  3. Bitpanda Gmbh;
  4. Blockera Srl;
  5. Chainside;
  6. Checksig Srl;
  7. Cls Srl;
  8. Conio Srl;
  9. Cryptosmart Srl;
  10. Platypus Srl;
  11. Tesora Srl;
  12. The Rock trading Srl;
  13. Tinaba Spa;
  14. Young Platform Spa.

Alcune società costituiscono broker online, mentre altre, come per esempio Tinaba, sono aziende che puntano sull’attivazione di un conto corrente online, mettendo anche a disposizione una piattaforma interna per operare sulle criptovalute.

Va tenuto presente che le tasse sui bitcoin e sulle criptovalute si pagano, anche in Italia, in base a ciò che si guadagna investendo nella moneta virtuale, ovvero in base a ciò che riguarda i redditi finanziari derivati da queste operazioni. Nell’ultimo periodo stanno nascendo infatti nuovi regolamenti su questi investimenti, dove prima erano assenti.

Registro Operatori Criptovalute OAM

Iscrizione obbligatoria al registro degli operatori di criptovalute

L’iscrizione al registro degli operatori di criptovalute non è il solo obbligo da rispettare, in quanto sono previsti anche degli adempimenti continuativi da parte dei provider iscritti al registro. 

Vi rientrano gli obblighi antiriciclaggio previsti ai sensi del D.lgs. n. 231/2007, che includono la raccolta e la trasmissione delle informazioni sulle operazioni realizzate. Queste ultime saranno inoltrate al MEF e alle Autorità Tributarie. 

In particolare, i dati sulle operazioni eseguite sul territorio italiano dovranno essere comunicati ogni 3 mesi, entro 15 giorni di tempo dal mese successivo al trimestre di riferimento. La modalità di trasmissione all’OAM è per via telematica. Si dovranno fornire:

  • gli estremi identificativi di ogni cliente;
  • i dati sintetici sull’attività svolta nel complesso. 

Tali informazioni potranno essere fornite dall’OAM a tutti quei soggetti che sono impegnati nella lotta al riciclaggio e alla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. 

Questa norma ha suscitato non poche perplessità in merito alla costituzionalità della raccolta di un numero così massiccio di dati finanziari e la successiva conservazione per un periodo di tempo molto lungo. A questo proposito si è già espresso il Garante della Privacy, ponendo proprio il dubbio sulla compatibilità tra la disposizione in vigore e la legislazione sulla privacy.  

Operatori criptovalute

Come iscriversi al registro degli operatori di criptovalute

La procedura per iscriversi al registro è molto semplice: l’OAM ha a sua disposizione 15 giorni per autorizzare o rifiutare l’iscrizione di un provider di criptovalute, dopo aver analizzato la regolarità e la completezza dei documenti ricevuti. 

In caso di documentazione incompleta, potrà richiedere che i documenti vengano integrati, sospendendo il termine di 15 giorni una sola volta, per un periodo non superiore a 10 giorni. Le integrazioni dovranno essere trasmesse entro 10 giorni dalla ricezione dell’avviso da parte dell’OAM. In caso di mancato rispetto di tale termine:

  1. si considererà la comunicazione come non pervenuta;
  2. l’scrizione sarà negata. 

Per iscriversi al registro si dovranno presentare i seguenti dati (oltre a quelli anagrafici):

  • indirizzo di posta elettronica certificata;
  • tipologia e modalità di svolgimento dei servizi prestati;
  • sede della stabile organizzazione nel territorio della Repubblica, per i soggetti che hanno la sede legale in altro Stato membro dell’Unione Europea;
  • dati e identificazione del legale rappresentante.

L’iscrizione al registro prevede un costo di:

  • 500 euro per le persone fisiche;
  • 8.300 euro per le persone giuridiche.
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Caratteristiche del registro

L’OAM ha pubblicato sul proprio portale un vademecum sul quale vengono definite le caratteristiche del registro, ovvero:

  1. i soggetti obbligati a iscriversi nella Sezione Speciale del registro dei cambiavalute;
  2. la tempistica di iscrizione;
  3. il procedimento di iscrizione e i requisiti necessari;
  4. il contributo da versare per l’iscrizione;
  5. l’obbligo di comunicazione trimestrale sull’operatività dei propri clienti;
  6. le sanzioni che possono essere applicate dall’OAM

In merito al primo punto, all’articolo 1 del decreto del MEF di gennaio si legge la definizione delle attività obbligate a iscriversi al registro:

  • prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale, categoria che include sia persone fisiche che giuridiche che a titolo professionale forniscono a terzi anche on-line servizi funzionali all’utilizzo, allo scambio, alla conservazione di valuta virtuale e alla loro conversione da ovvero in valute aventi corso legale o in rappresentazioni digitali di valore, ivi comprese quelle convertibili in altre valute virtuali nonché i servizi di emissione, offerta, trasferimento e compensazione e ogni altro servizio funzionale all’acquisizione, alla negoziazione o all’intermediazione nello scambio delle medesime valute;
  • prestatori di servizi di portafoglio digitale, ovvero ogni persona fisica o soggetto diverso da persona fisica che fornisce, a terzi, a titolo professionale, anche on-line, servizi di salvaguardia di chiavi crittografiche private per conto dei propri clienti, al fine di detenere, memorizzare e trasferire valute virtuali.
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Potere sanzionatorio dell’OAM

Uno degli obiettivi del registro degli operatori di criptovalute consiste nel dare all’OAM la possibilità di controllare in modo più rigido le movimentazioni relative alle criptovalute, al fine di individuare e dichiarare la presenza di frodi o di trasferimenti illeciti

Sono previste dunque delle sanzioni, come quella che si applica in caso di esercizio abusivo della propria attività, la quale ammonta a un minimo di 2.605 euro fino a un massimo di 10.329 euro. 

Si può arrivare anche al sequestro del sito o dell’app del provider tramite oscuramento e inibizione degli accessi, in caso di mancata iscrizione al registro OAM. È inoltre obbligatoria la procedura KYC (Know Your Customer) con la quale si dovrà procedere con il riconoscimento dei propri clienti al fine di verificare che non presentino profili di rischio. 

Si cerca in questo modo di evitare che soggetti con alle spalle attività criminali possano utilizzare le criptovalute per il riciclaggio di denaro sporco. Questo è il motivo per il quale la Polizia, in particolare il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, potrà richiedere i dati sui clienti che utilizzano una piattaforma legata a valute virtuali, o un servizio di portafoglio digitale.  

Registro degli operatori di criptovalute – Domande frequenti

Quali operatori sono già iscritti al Registro delle Criptovalute? 

In questo momento, ci sono 29 operatori iscritti al registro, tra i quali si annoverano Binance e Bitpanda. Scopri gli altri qui.

Sono previste delle sanzioni per chi non si iscrive al Registro delle Criptovalute?

La mancata iscrizione al registro degli operatori di criptovalute può comportare sia sanzioni pecuniarie, sia l’oscuramento del proprio sito o app. 

L’iscrizione al Registro delle Criptovalute è obbligatoria?  

Sì, l’iscrizione al registro degli operatori di criptovalute è obbligatoria per chi opera come provider di crypto o offra un wallet digitale. 

Autore
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Maria Saia

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Una laurea in Traduzione e un sogno nel cassetto: non vedere più le È con l'apostrofo al posto dell'accento online. La sua più grande passione - scrivere - è anche il suo lavoro: provate a cercarla su Google.

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