Aprire un e-commerce: requisiti, costi e procedura

Aprire un e-commerce può rappresentare oggi un’eccellente idea imprenditoriale, ma è necessario essere in possesso di alcuni requisiti. Leggi la procedura da seguire e quali sono i requisiti necessari per questo business.

di Ilenia Albanese

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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Aprire un e-commerce
  • Un e-commerce è uno strumento commerciale che utilizza prevalentemente internet, e che mette in contatto venditori e clienti per l’acquisto, o la vendita, di prodotti e servizi.
  • Uno dei requisiti necessari per aprire un e-commerce è quello di aprire la Partita Iva e iscriversi alla Camera di Commercio.
  • Il codice Ateco da usare per il commercio elettronico è il 47.91.10: “commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”.

Oggi sempre più persone scelgono di effettuare gli acquisti online, e di conseguenza sempre più negozi tradizionali si stanno spostando sul web per la vendita dei propri prodotti. Per tale motivo, decidere di aprire un e-commerce rappresenta un’ottima idea di business. Ma quali sono le procedure da seguire e i requisiti richiesti per avviare un’attività di e-commerce?

I negozi elettronici possono vendere qualsiasi tipo di prodotto in un mercato molto ampio. Infatti, il principale vantaggio di questa pratica commerciale è la possibilità di rivolgersi ad un mercato più ampio e di abbattere i costi tipici del negozio fisico.

Per aprire un e-commerce, tuttavia, sono previsti obblighi simili a quelli di un negozio tradizionale, come l’apertura della Partita Iva, la scelta del codice Ateco, l’apertura di una posizione INPS e l’invio della SCIA al comune di riferimento. Vediamo, quindi, quali sono le procedure da seguire per aprire un e-commerce.

Cos’è un e-commerce

L’e-commerce è un innovativo strumento commerciale che permette al venditore di vendere i suoi prodotti grazie a Internet, utilizzando vetrine virtuali come siti web o piattaforme dedicate.

Si tratta, quindi, di un’attività svolta sul web con cui è possibile vendere e acquistare prodotti e servizi da ogni parte del mondo.

I vantaggi di aprire un e-commerce oggi sono tanti, come la possibilità di distinguersi dalla concorrenza, raggiungere un mercato più ampio, fino ad avere costi di gestione più bassi.

Tuttavia, dall’altro canto, uno degli svantaggi principali è quello di doversi scontrare con realtà più consolidate, come ad esempio Amazon, oltre alla mancanza del contatto umano. Ma cosa vendere quando si apre un e-commerce per avere successo, e quali sono i passaggi da seguire?

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Aprire un e-commerce: cosa vendere

Per avviare un’attività redditizia è importante scegliere di vendere i prodotti più richiesti. Per proporre prodotti online, gli imprenditori possono affidarsi a piattaforme commerciali specializzate alla vendita, come Shopify, e scegliere il settore in cui si prospettano i maggiori guadagni o per cui si ha una predisposizione o una preparazione elevata.

 Per scegliere cosa vendere bisogna, quindi:

  • osservare le tendenze del mercato;
  • conoscere i trend di acquisto;
  • individuare una nicchia di riferimento.

Una volta individuato il mercato di riferimento, si può procedere con l’avvio vero e proprio dell’attività. La fase di pianificazione iniziale è indispensabile per procedere al meglio con la costruzione di un e-commerce funzionale e di successo.

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Aprire un e-commerce: i requisiti

Per essere in regola, un e-commerce deve possedere alcuni requisiti fondamentali, e l’imprenditore deve rispettare alcune condizioni:

  • essere maggiorenne;
  • scegliere una forma giuridica;
  • aprire la Partita Iva;
  • effettuare l’iscrizione dell’attività al Registro delle Imprese della Camera di Commercio;
  • presentare la SCIA al comune di riferimento, almeno 30 giorni prima dell’inizio dell’attività.
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Aprire un e-commerce: la procedura

Per poter aprire un e-commerce ci sono alcuni passaggi da seguire. Prima di tutto è necessario stabilire che tipo di e-commerce sviluppare. È, infatti, possibile scegliere tra diverse alternative, tra cui:

  • dropshipping: attività di vendita di prodotti senza possederli in magazzino;
  • allestimento di un sito web proprio;
  • tramite affiliazioni, come ad esempio Amazon FBA.

In tutti i casi, trattandosi di un’attività continuativa e abituale, non occasionale, è obbligatorio aprire la Partita Iva.

I passaggi da seguire sono differenti in base alla tipologia di e-commerce scelto. Ad esempio, nel caso dell’allestimento di un sito web proprio, occorrerà:

  • acquistare il dominio del sito;
  • acquistare servizi di hosting;
  • progettare il sito;
  • acquistare software e hardware;
  • allestire l’e-commerce con immagini e descrizioni del prodotto;
  • inserire le informazioni sull’azienda;
  • ottenere un indirizzo di Posta Elettronica Certificata;
  • essere in regola con CGV, Cookie Policy e Privacy Policy secondo GDPR;
  • abilitare i metodi di pagamento per gli acquisti.

Tra le informazioni che non possono mancare all’interno di un sito web vi sono:

  • nome, denominazione o ragione sociale;
  • domicilio e sede legale;
  • contatti telefonici;
  • indirizzo e-mail;
  • indirizzo PEC;
  • numero di iscrizione al Registro delle Imprese;
  • ordine professionale e numero di iscrizione presso cui il titolare è iscritto;
  • titolo professionale e Stato membro in cui è stato rilasciato;
  • numero di Partita IVA;
  • Cookie policy.

Quanto costa aprire un e-commerce

Anche se i costi per aprire un e-commerce sono inferiori rispetto a quelli di un negozio fisico, vi sono spese che non si possono evitare.

Aprire un e-commerce procedura

I principali costi per aprire un e-commerce sono i seguenti:

  • diritto camerale;
  • dominio;
  • servizio di hosting;
  • acquisto della merce;
  • commissioni bancarie;
  • costo per web designer, fotografi, copywriter e programmatori;
  • commercialista;
  • acquisto o locazione di un magazzino (esclusa la modalità di dropshipping);
  • costo per grafiche, pubblicità e marketing.

In totale, l’investimento iniziale medio per aprire un e-commerce si aggira intorno ai 15.000 euro.

Poi, per la gestione della Partita Iva, sono previsti anche i costi relativi alle imposte e ai contributi previdenziali che variano in base al regime contabile adottato.

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Aprire un e-commerce: la Partita Iva

Se l’attività di e-commerce è svolta in maniera strutturata, continuativa, professionale e con la produzione di un reddito, allora è obbligatorio aprire la Partita Iva. Si tratta di una procedura veloce e semplice che può essere fatta nelle seguenti modalità:

  • online sul portale dell’Agenzia delle Entrate;
  • tramite raccomandata A/R;
  • presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

Sarà necessario, quindi, compilare il modello AA9/12 per le ditte individuali, in modo da dichiarare l’inizio dell’attività. L’apertura della Partita Iva deve avvenire almeno entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Completata la procedura, l’Agenzia delle Entrate invia il certificato di attribuzione della Partita Iva.

Bisognerà, poi, stabilire quale regime contabile adottare e individuare il codice Ateco attinente all’attività esercitata. Infine, è necessario procedere con l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di riferimento.

Codice Ateco

Il codice Ateco per aprire la partita Iva per un e-Commerce è il seguente: 47.91.10, ” Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet“. A questo codice corrisponde un coefficiente di redditività al 40%.

Ciò significa, quindi, che per determinare le imposte da versare, l’aliquota applicata nel regime forfettario (pari al 15% o al 5% per le startup) si calcola sul 40% del fatturato.

Invece, nel caso del dropshipping e delle affiliazioni, il codice Ateco da utilizzare è il seguente: 73.11.02, “Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari“. In questo caso il coefficiente di redditività è del 78%.

Regime fiscale

I regimi fiscali che si possono adottare sono tre, per le ditte individuali:

Il regime forfettario, nonché il più economico, può essere adottato se il fatturato annuo non supera gli 85.000 euro. Questo regime prevede una flat tax al 15% (5% per le startup che rispettano i requisiti) sulla base imponibile, determinata dal coefficiente di redditività.

La flat tax è un’imposta sostitutiva che, appunto, prende il posto delle imposte previste per i regimi semplificato e ordinario, che sono:

  • IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche);
  • IVA (imposta sul valore aggiunto);
  • IRAP (imposta regionale sulle attività produttive);
  • addizionali comunali e regionali.

Inoltre, il regime forfettario prevede i seguenti vantaggi:

  • contabilità semplificata senza la tenuta di scritture contabili;
  • tassazione più bassa;
  • fatturazione elettronica obbligatoria a partire dai 25.000 euro annui di ricavato (fino al 1° gennaio 2024).

Dato che sulle fatture emesse dal titolare di Partita Iva forfettaria non si applica l’Iva, è possibile ridurre i costi e mantenere i prezzi dei prodotti in vendita competitivi.

Aprire un e-commerce: regime contributivo

Oltre all’apertura della Partita Iva, per aprire un e-commerce è anche necessario aprire una posizione all’INPS per versare i contributi previdenziali. I titolari della Partita Iva relativa ad un e-commerce devono iscriversi alla Gestione Commercianti INPS.

Per stabilire l’ammontare dei contributi da versare dai forfettari, anche in questo caso si fa riferimento al coefficiente di redditività. Alla base imponibile, poi, si applicano le aliquote previste.

Secondo la normativa vigente, gli iscritti alla Gestione Commercianti che hanno un reddito pari o minore di 16.243 euro devono pagare un importo fisso pari a 3.983,73 euro. Invece, per redditi superiori, oltre ai contributi minimi si pagano quelli calcolati sulla parte eccedente di 16.243 euro.

L’aliquota applicata è di:

  • 24,48% per chi ha più di 21 anni;
  • 23,28% per chi ha meno di 21 anni.

Inoltre, se il titolare dell’e-commerce aderisce al regime fiscale forfettario può richiedere una riduzione del 35% sul totale dei contributi INPS.

Aprire un e-commerce – Domande frequenti

Quanti soldi ci vogliono per avviare un e-commerce?

Per aprire un e-commerce è necessario affrontare un investimento iniziale che può andare dai 10.000 ai 20.000 euro. Con questa spesa si affrontano i costi relativi alla creazione del sito, del magazzino, dei professionisti e del commercialista.

Cosa serve per creare un e-commerce?

Per creare un e-commerce è necessario individuare il mercato di riferimento e il prodotto da vendere, creare il sito web, aprire la Partita Iva e svolgere gli adempimenti burocratici necessari. Leggi in questa guida quali sono.

Quali sono i requisiti per aprire un e-commerce?

Per aprire un e-commerce è necessario aprire la Partita Iva e iscriversi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, oltre ad aprire una posizione INPS presso la Gestione Commercianti. Leggi qual è la procedura da seguire.

Autore
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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 25 Aprile 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

2 commenti su “Aprire un e-commerce: requisiti, costi e procedura”

  1. Buona sera,quali documenti mi chiede il mio comune di residenza per aprire un e-commerce ?
    Può chiedere anche se ho carichi pendenti in atto?
    Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      per l’attività commerciale sono necessari requisiti morali e, in alcuni casi, anche professionali. E’ opportuno rivolgersi al comune per avere il dettaglio.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi

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