SCIA e partita IVA: cos’è, a cosa serve, quando si presenta e come fare

Tra gli adempimenti burocratici per intraprendere un’attività d’impresa vi è la SCIA. Scopri cos’è e come presentarla in via telematica.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
SCIA
  • L’acronimo SCIA identifica la Segnalazione di Inizio Attività, un’autocertificazione che devi fare nel momento in cui apri una partita IVA per un’attività economica.
  • La presentazione di questa dichiarazione è obbligatoria per tutte le partite IVA che hanno come oggetto un’attività commerciale, artigianale, legata al turismo o all’agricoltura.
  • La procedura di presentazione deve avvenire per via telematica presso lo sportello SUAP del Comune in cui ha sede l’impresa richiedente.

Sono diverse le comunicazioni e le procedure burocratiche da affrontare per aprire una partita IVA, come nel caso della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

È una dichiarazione amministrativa che devi presentare al Comune di riferimento in cui ha sede la tua impresa, e attraverso cui andrai a comunicare l’inizio di un’attività imprenditoriale.

Tuttavia, solo alcune partite IVA sono obbliate a formulare questa dichiarazione. Inoltre, dovrà avvenire in base a una specifica procedura in via telematica.

Nel nostro articolo avrai accesso a una guida completa con tutto quello che devi saper sulla Segnalazione Certificata di Inizio Attività e su quali sono i passaggi per effettuarla.

SCIA per attività d’impresa: cos’è

L’acronimo SCIA identifica la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, un’autocertificazione che come imprenditore dovrai presentare al Comune, per poter iniziare la tua attività economica.

È entrata in vigore il 31 luglio 2010 andando a sostituire la DIA (Denuncia inizio attività) e la DIAP (Dichiarazione di inizio attività produttiva).

Il fine di questo documento è quello di semplificare il processo per l’apertura di nuove attività produttive. Infatti, in base all’art 19 della legge 241/90, la SCIA produce effetti immediati nel momento in cui viene consegnata.

Ad esempio, se vuoi aprire un negozio di abbigliamento oppure vendere prodotti sfusi o alla spina potrai farlo subito dopo averla presentata, senza attendere eventuali verifiche e conferme ulteriori da parte del Comune.

Come funziona la SCIA

Come funziona la SCIA

Attraverso questo documento andrai a dichiarare la presenza di determinati requisiti necessari per svolgere una specifica attività. Questi si distinguono in:

  • requisiti soggettivi;
  • requisiti oggettivi.

Nel primo gruppo si vanno ad inglobare quelli necessari per svolgere un’attività imprenditoriale specifica, come quelli morali, oppure la presenza di un titolo. Ad esempio, se vuoi aprire uno studio come tatuatore dovrai seguire un corso professionale obbligatorio, così se vuoi aprire una farmacia è necessaria la presenza di un soggetto che abbia una laurea come farmacista e sia iscritto all’apposito Albo.

Invece, i requisiti oggettivi prevedono la presenza di alcune caratteristiche per svolgere l’attività produttiva, come la conformità urbanistica, la presenza di particolari norme igienico-sanitarie e specifiche attrezzature.

Quindi, se apri un locale al pubblico come un bar, dovrai ristrutturarlo in modo che rispetti proprio i requisiti previsti dalla legge. Lo stesso vale se allestisci un negozio per la vendita all’ingrosso di prodotti.

Dato che si tratta di una autocertificazione, devi considerare che la responsabilità delle dichiarazioni fatte ricade su di te in quanto imprenditore. Per questo, al fine di compilarla in modo corretto e non ricadere in sanzioni, può essere utile richiedere la consulenza di uno studio di commercialisti.

SCIA comunale ed edilizia: differenze

Spesso si genera una certa confusione sulla SCIA. Ciò è dovuto al fatto che questo acronimo è utilizzato anche nel settore edilizio per certificare l’inizio dei lavori di un immobile.

Tuttavia, le applicazioni sono diverse, così anche la tipologia di documentazione che verrà presentata. Ecco alcune differenze:

  • SCIA comunale o per attività d’impresa: viene utilizzata per dichiarare l’inizio di un’attività economica;
  • SCIA edile: in questo caso si andrà a certificare l’inizio di lavori di ristrutturazione di un immobile.

Quando presentare la SCIA

Dovrai presentare la scia sia quando apri una nuova attività d’impresa, sia nel momento in cui decidi di modificarla o cessarla. Ecco l’iter burocratico che devi eseguire:

  • apertura partita IVA;
  • registrazione presso la Camera di Commercio;
  • richiesta autorizzazioni presso l’ASL di competenza;
  • presentazione SCIA;
  • inizio attività produttiva.
Presentare la SCIA

SCIA e partita IVA: chi è obbligato a presentarla?

Non tutte le partite IVA sono obbligate a effettuare questa autocertificazione. Infatti, è richiesta per tutte quelle ditte o imprese che prevedono lo svolgimento di un’attività economica, oltre alla presenza di un negozio fisico in cui accogliere il cliente. Quindi, è obbligatorio presentare la SCIA se il tuo lavoro autonomo rientra nelle seguenti categorie:

  • attività commerciali;
  • ditte artigianali;
  • attività agricole;
  • imprese turistiche.

Nel comparto delle attività commerciali si raggruppano quelle che prevedono la somministrazione di alimenti e bevande, come i ristoranti, i bar, oppure i bed and breakfast e le case vacanze.

Inoltre, è necessaria la SCIA anche per la vendita di prodotti al dettaglio. In questo gruppo sono inseriti i negozi fisici e quelli online come gli e-commerce. È importante specificare che dovrai presentare questa autocertificazione sia nel caso in cui decidi di aprire un e-commerce con un magazzino fisico, sia se utilizzi il business model del dropshipping, oppure il sistema di logistica di Amazon.

Dovrai presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività anche se decidi di aprire uno studio da estetista, un centro massaggi o per parrucchieri, oppure un centro di tatuaggi. Infine, sono comprese anche le partite IVA agricole e quelle legate al settore turistico.

Chi non deve presentare la SCIA

Vediamo quali sono quelle attività d’impresa che non sono obbligate a presentare la SCIA:

  • i lavoratori artigianali che hanno un numero di dipendenti inferiore a 3 e che non utilizzano impianti e macchinari industriali, come i sarti e i calzolai;
  • le attività che sono soggette a vincoli ambientali, paesaggistici e culturali;
  • i lavori che non prevedono delle specifiche normative e regolamenti, come quelli legati alle nuove professioni intellettuali e al comparto finanziario.

Come si presenta la SCIA per partita IVA

Per semplificare l’operazione di presentazione della Segnalazione di Inizio Attività, la procedura deve avvenire per via telematica utilizzando lo sportello SUAP (Sportello Unico Attività Produttive), del Comune di riferimento in cui ha la sede legale l’impresa.

Per eseguire questa operazione dovrai prima registrati come imprenditore, e successivamente compilare il relativo modulo. Al fine di rendere la procedura simile in qualunque Comune d’Italia è stato istituito un portale aggiuntivo, Impresainungiorno.gov.it. Per accedere al sistema sarà necessario possedere lo SPID oppure la carta digitale elettronica e il lettore smart.

La procedura è stata semplificata ed è guidata. Tuttavia, viene richiesto l’invio dei moduli con firma digitale dell’imprenditore e della società. Nel caso in cui non possiedi tale sistema, puoi leggere la nostra guida sulla firma digitale e valutare dove effettuarla.

A conclusione dell’operazione, otterrai una ricevuta dell’invio del modulo da conservare per controlli successivi. Come puoi notare, anche se la soluzione telematica ha reso accessibili a tutti i processi per l’invio della SCIA, è richiesta la compilazione di un modulo con una serie di allegati.

Inoltre, è necessario usare strumenti come lo SPID e la firma digitale. Se vuoi avere la sicurezza di presentare la SCIA in tempo e senza commettere errori, l’alternativa è quella di rivolgersi a un professionista abilitato come uno studio di commercialisti.

Cosa succede dopo aver presentato la domanda

Una volta che hai presentato la domanda al SUAP oppure tramite il nuovo sportello Impresainungiorno.it, ti verrà rilasciata una ricevuta telematica. A questo punto potrai iniziare subito la tua attività economica.

In ogni caso il Comune ha tempo 60 giorni per verificare i documenti inviati. Entro questa tempistica, se vengono riscontrate delle anomalie, puoi ricevere una comunicazione in cui ti viene richiesto di allegare eventuali integrazioni. Inoltre, se si riscontrano gravi mancanze questo può portare alla momentanea sospensione della tua attività.

Trascorsi i 60 giorni, in base al principio del silenzio assenso, si considererà la documentazione in regola. Infine, dopo aver presentato la SCIA, sarà necessario, entro 30 giorni, effettuate anche la dichiarazione di inizio attività in Camera di Commercio.


SCIA: quali sono i costi

Il costo della SCIA varia in base a diversi fattori:

  • tipologia di attività;
  • certificazioni da allegare;
  • Comune di riferimento;
  • metodo di presentazione.

In linea di massima, se richiedi il supporto di un commercialista o di un professionista abilitato dovrai considerare la spesa del suo onorario, a cui si aggiunge un costo per la pratica che varia dai 500€ fino a un massimo di 1.000€.

SCIA e partita IVA – Domande frequenti

Quando serve la scia di inizio attività?

La presentazione della SCIA deve essere effettuata per autocertificare l’inizio di una nuova attività economica, eventuali modifiche o la sua cessazione.

Quali partite IVA devono richiedere la SCIA?

La SCIA è obbligatoria per tutte quelle attività di impresa che prevedono fini commerciali, per le ditte artigianali, le imprese turistiche e le partite IVA agricole. Ecco come fare.

Come presentare la SCIA?

La presentazione della SCIA deve avvenire obbligatoriamente tramite il servizio telematico SUAP del Comune, oppure utilizzando il portale Impresainungiorno.it.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 28 Gennaio 2023
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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