Dropshipping: senza Partita IVA è possibile? Casi ammessi e casi esclusi

In Italia vi è molto confusione sulla possibilità di fare dropshipping senza partita IVA. In alcuni casi è possibile, ma non sempre: ecco come funziona.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Dropshipping: senza Partita IVA è possibile? Casi ammessi e casi esclusi
  • Fare dropshipping senza partita IVA per un e-commerce, non è possibile, dato che è un’attività commerciale, continuativa, professionale e che genera reddito.
  • Per dedicarsi al dropshipping sarà necessario aprire una partita IVA, un procedimento che si potrà fare online o richiedendo l’assistenza di un consulente.
  • Il dropshipping senza IVA è ammesso solo in casi particolari se l’attività è temporanea e con un reddito molto basso. In tutte le altre situazioni, senza IVA si è soggetti a gravi sanzioni.

Il dropshipping senza partita IVA in Italia è legale? È possibile vendere prodotti se non si dispone di IVA? Questi sono quesiti al centro dell’attenzione di tutti coloro che hanno deciso di dedicarsi a questa tipologia di vendita, attirati dai vantaggi e, in un certo qual modo, dal trend del momento. Infatti, oggi sono sempre di più gli e-commerce che puntano sul sistema del drop and ship, ovvero acquistare e vendere, comunemente definito dropshipping

Conoscere quando è necessario disporre della partita IVA per la vendita è indispensabile per programmare con attenzione il tuo business. Inoltre, sono presenti anche delle sanzioni se non vengono rispettate le normative previste in ambito italiano e comunitario.

Non preoccuparti. Se vuoi vendere prodotti online nel nostro articolo troverai tutto ciò che devi sapere.

Cos’è e come funziona il dropshipping per e-commerce

Il dropshipping è un termine comparso una decina di anni fa con riferimento a un particolare metodo di vendita che si applica agli e-commerce.

Infatti avrai la possibilità di vendere prodotti senza però disporre di questi articoli nel magazzino. Quindi, sulla vetrina del sito mostrerai gli articoli di cui però non hai il relativo possesso.

dropshipping come funziona
Come funziona il dropshipping (fonte: Shopify)

Questo è possibile avvalendosi di particolari piattaforme e-commerce, come Shopify o simili, che permettono di mettere in piedi un negozio rapidamente e utilizzare vari strumenti di marketing per far crescere il business online.

Quando un utente effettua un acquisto, nello stesso momento ti rivolgerai al fornitore in possesso del relativo articolo comprandolo a tua volta. Sarà lui a inviare il prodotto al cliente.

Si tratta di un sistema che prevede un accordo inziale tra fornitore e proprietario dell’e-commerce e numerosi vantaggi che permettono di ridurre i costi e aumentare gli incassi. Questi aspetti hanno portato a generare una certa confusione sull’attività del dropshipping e partita IVA.

Dropshipping senza partita IVA: è legale?

Chiarito come funziona questa tipologia di vendita, andiamo a rispondere al primo quesito: è possibile fare dropshipping senza partita IVA nel 2022? La risposta è no. Non è possibile utilizzare il sistema della vendita tramite drop and ship, in un e-commerce in Italia, se non hai un codice di attribuzione IVA. Cerchiamo di capire il perché. Il dropshipping prevede diverse tipologie di attività:

  • vendita B2B (business to business): tra fornitore e commerciante;
  • B2C (business to customer): da commerciante al singolo consumatore, cliente.

La vendita viene inglobata tra le attività commerciali ed è considerata strutturataorganizzata e continuativa. Inoltre, attraverso questo sistema otterrai un guadagno e lo stesso potrà farlo il fornitore.

Quindi verrà generato un reddito che è soggetto a tassazione.

dropshipping cos'è

Tutti questi fattori richiedono obbligatoriamente la presenza della partita IVA. A questo devi aggiungere che, a regolare le attività dei negozi online, vi è la legge 70/2003 e il D.Lgs. 2005 numero 206, che stabilisce i requisiti per l’apertura e la gestione delle attività di vendita online, compresa quella di un e-commerce. In tutti questi casi si richiede l’utilizzo di partita IVA.

Perché è necessaria la partita IVA per il dropshipping

Cerchiamo di approfondire questo concetto. La partita IVA è definita come un codice composto da undici numeri che viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate e che serve a identificare qualunque soggetto che svolge un’attività di reddito, in forma personale, come ditta individuale o di società.

La presenza della partita IVA è necessaria quando vi sono i seguenti elementi:

  • continuità;
  • organizzazione;
  • stabilità;
  • produzione di reddito.

Come puoi osservare nella tabella seguente, tutti questi elementi corrispondono perfettamente alla vendita dei prodotti sugli e-commerce con il dropshipping.

DropshippingRequisiti obbligatori per l’IVA
Attività strutturataOrganizzata
Commercio stabileAttività continuativa
ProfittoProduzione di un reddito

Se non vuoi rinunciare all’opportunità di aderire a un brand di successo e vendere con un sistema vantaggioso, il passo che dovrai fare è quello di aprire una partita IVA

Come aprire partita IVA per il dropshipping

Prima ancora di pensare a una pagina di un e-commerce, creare un inventario e ricercare fornitori di dropshipping in Italia, dovrai disporre di un codice IVA. Le opportunità sono due:

  • apertura online presso il sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • apertura attraverso un consulente.
dropshipping come iniziare

Nel primo caso ti basterà scaricare gli appositi moduli e seguire una serie di passaggi inserendo i dati della tua attività e il codice ATECO con rifermato alla vendita online:

  • Codice ATECO: 47.91.1. 

Inoltre, dovrai stabilire anche il regime fiscale e quello contributivo. La procedura è completamente gratuita. Non è complicata, ma è sempre possibile commettere un errore, soprattutto per quanto riguarda l’inserimento dei codici ATECO e la scelta del regime fiscale tra quello ordinario e forfettario.

Inoltre, se vuoi aprire una società o una ditta individuale dovrai creare anche l’atto costitutivo, che è un qualcosa che richiede tempo e competenze, per poi registrarlo in Camera di Commercio. Questo ci porta alla seconda soluzione: affidarsi a uno studio di commercialisti.

Se vuoi fare dropshipping in maniera strutturata, continuativa e con il tuo e-commerce, potrà essere utile chiedere una valutazione a un consulente per scegliere quale tipologia di società è più adatta. Per quanto riguarda i costi di aprire una partita IVA per il dropshipping, dovrai considerare la tipologia di società e l’onorario del consulente.

Come fare dropshipping senza partita IVA: alcuni casi

Oggi sono presenti alcune soluzioni, legali, che ti permettono comunque di dedicarti al dropshipping senza disporre nelle fasi iniziali dell’IVA. Ciò è possibile solo se:

  • effettui l’attività in modo saltuario;
  • il volume di reddito è limitato;
  • la vendita non è fatta in maniera strutturata.

In tutti gli altri casi dovrai disporre della partita IVA. Prima di andare ad analizzare quali sono le possibili soluzioni, precisiamo che non possono essere definite delle vere e proprie attività di business. Infatti, potrai svolgere il dropshipping senza IVA solo con una limitazione temporale ed economica.

Per questo è sempre preferibile valutare di aprire una partita IVA. Ecco quali sono le due soluzioni possibili:

  • i temporary shop online;
  • i fornitori di dropshipping senza IVA.

I temporary shop online senza IVA

Tradotto letteralmente, il temporary shop è un’attività online momentanea, ovvero che può essere svolta con un massimo di 30 giorni e rispettando un tetto di fatturato di 5.000€. 

Il principio di questi negozi online si basa proprio sulla temporaneità dell’attività che viene eseguita. Infatti, la loro nascita è strettamente collegata a delle catene di brand, le quali utilizzano i temporary shop come forma di promozione pubblicitaria per il lancio di un prodotto o di un servizio.

temporary shop

In rete gli shop temporanei sono tantissimi e forse ti sarai imbattuto tu stesso in una di queste situazioni. Sono attività che compaiono per pochi giorni, propongono vendite con prezzi vantaggiosi e poi vengono chiuse, per ricomparire dopo mesi.

Perché decidere di utilizzare un temporary shop per il sistema dropshipping? Se hai concluso un accordo con un brand, ma non vuoi ancora sbilanciarti per un investimento sostanzioso, uno shop temporaneo ti può offrire una visione di quale sarà il tuo business. Trascorsi i 30 giorni o superato il tetto massimo di fatturato, sarà necessario aprire partita IVA per il tuo e-commerce.

Come trovare i fornitori di dropshipping migliori

Altra soluzione per vendere prodotti senza disporre dell’IVA è quella di affiliarsi ai fornitori di dropshipping in Italia. Sono società che si sono specializzate in questa particolare tipologia di vendita. Trovare i migliori fornitori di dropshipping è possibile con una accurata ricerca.

Devi però fare attenzione, dato che in alcuni casi potrai registrarti solo se disponi di una partita IVA e hai un e-commerce. In altre circostanze, molto poche, è prevista l’opzione di operare senza IVA.

Infatti, queste aziende ti permettono, previa la creazione di un account, di creare un negozio virtuale al loro interno, aggiungendo negli scaffali i loro prodotti. Dovrai essere tu a sponsorizzare la tua pagina, attraverso una campagna di marketing o collaborando con un altro negozio online al fine di effettuare le vendite. Questo sistema ti permetterà di svolgere l’attività in maniera saltuaria.

dropshipping vestiti

Oggi sono più di 40 in brand in Italia che forniscono questo servizio. Potrai fare dropshipping sull’abbigliamento senza partita IVA, fino ai prodotti di bellezza. Sono presenti anche fornitori per i seguenti settori:

  • fashion e lusso;
  • made in Italy;
  • alimenti e bevande;
  • prodotti per la casa;
  • infanzia;
  • salute e benessere;
  • sport;
  • tecnologia e informatica.

Sono presenti diversi fornitori di dropshipping, ed è possibile valutare anche online quali sono i migliori nel momento attuale, ed è necessario informarsi preventivamente per non correre rischi nell’imbattersi in fornitori non seri.

Dropshipping Shopify senza IVA è possibile?

Precisiamo subito che non è possibile utilizzare il servizio di dropshipping di Shopify senza IVA. Il motivo è strettamente connesso alla natura di questa piattaforma per i negozi online.

Infatti, l’idea di Shopify è quella di fornire agli utenti la possibilità di aprire un e-commerce, anche se non si dispone di competenze tecniche per strutturare il sito, utilizzando un CMS.

dropshipping shopify

Grazie a Shopify sarà possibile in pochi minuti strutturare la grafica, inserire i prodotti, scegliere le modalità di pagamento e iniziare a vendere.

Dato che si fa riferimento agli e-commerce, ambedue i piani di pagamento previsti da Shopify richiedono l’apertura di una partita IVA

Dropshipping senza IVA 2022: rischi e sanzioni

Qualunque tipologia di reddito generato prevede l’obbligo di essere dichiarato all’Agenzia delle Entrate. Questo è un punto che dovrai sempre tenere presente, sia se disponi di un e-commerce, sia se deicidi di dedicarti al dropshipping. 

Cosa succede nel caso in cui apri un e-commerce senza IVA. Le sanzioni saranno sia dal punto di vita economico, sia per ciò che riguarda la tua attività imprenditoriale. Nella tabella seguente abbiamo riassunto i principali rischi.

Sanzioni per dropshipping senza IVA Entità
Mancata presenza della denominazione socialeDa 258€ a 2.065€
Omissione informativa sulla PrivacyDa 6.000€ a 36.000€
Mancata presenza delle condizioni di vendita5.000€ a 500.000€
Per omessa contabilità e dichiarazione dei redditi (reato di evasione fiscale)Da 1.032€ a 51.746€

Dropshipping e vendita senza partita IVA: conclusioni

Il dropshipping senza IVA per un e-commerce non è ammesso nel regime fiscale italiano, dato che l’attività svolta da un negozio online prevede una vendita commerciale al dettaglio e la generazione del reddito, oltre a essere un business continuativo e svolto in maniera professionale. Tutti questi elementi richiedono necessariamente la partita IVA.

La confusione generata in rete è dovuta alla presenza di soluzioni che permettono comunque di vendere i prodotti online, ma senza disporre di IVA. Ciò è possibile solo se l’attività avviene in un tempo limitato, entro un massimo di 30 giorni all’anno, e senza essere effettuata in modo professionale.

Come si nota, il dropshipping senza IVA non può essere considerato una vera e propria attività redditizia o un lavoro che può determinare un guadagno su cui vivere. Se vuoi fare dropshipping in modo serio e nel rispetto ella normativa fiscale, i primi passi sono quelli di programmare il tuo sito e-commerce e aprire subito una partita IVA.

Dropshipping senza partita IVA: domande frequenti

Cosa succede se faccio dropshipping senza partita IVA?

Se esegui l’attività di dropshipping senza partita IVA ricorri in diverse sanzioni, tra le quali quella di evasione fiscale. Maggiori dettagli nella guida.

Coma aprire una partita IVA per dropshipping? 

Potrai aprire una partita IVA per dropshipping effettuando l’iscrizione online all’Agenzia delle Entrate o rivolgendoti a uno studio di commercialisti.

È possibile fare dropshipping senza partita IVA su Shopify?

Il dropshipping su Shopify senza partita IVA non è ammesso, data la natura stessa di questa piattaforma per e-commerce. Risulta possibile in altri modi, scopri come nella guida.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 7 Luglio 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Ho lavorato per la testata Money.it, oggi scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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