Cresce il fatturato dell’e-commerce in Italia. Secondo i dati presentati al Netcomm Forum, il valore degli acquisti online nel nostro Paese supererà nel 2026 i 66,6 miliardi di euro, con una crescita netta del +6% rispetto all’anno scorso. Tuttavia, se da un lato aumentano i volumi e i consumatori (35 milioni), dall’altro il numero delle aziende attive è sceso a 87.000. Sono solo alcune infatti le realtà che emergono nelle vendite.
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E-commerce in Italia: settori che trainano il mercato
Chi compra online in Italia non lo fa più solo per necessità, ma per abitudine consolidata. Circa il 40% della spesa totale è oggi concentrata infatti su marketplace generalisti e il settore dei viaggi (che include trasporti e ospitalità). L’abbigliamento tiene invece salda la sua posizione rappresentando il 10% della spesa totale, nonostante la sfida logistica dei resi online che in questo settore riguarda il 17% degli acquisti.
Analizzando le performance dei singoli comparti, la crescita maggiore la registrano informatica ed elettronica (+20%). A seguire troviamo la spesa alimentare e il food delivery (+13%), il settore beauty (+11%) & pharma (+8%) e quello degli acquisti (+11%).
Black Friday: il motore dell’anno
Nonostante la crescita sia spalmata su tutto l’anno, i dati confermano che il black friday resta il catalizzatore principale delle vendite online. Da solo, l’evento concentra il 7% della spesa online annuale, con un volume di acquisti superiore del 30% rispetto alla media settimanale dell’anno.
Dove si acquista di più online
Milano è la città dove i ricordo all’e-commerse è più diffuso. La percentuale di cittadini che scelgono abitualmente il canale online per i propri acquisti è infatti del 35%. Bologna e Firenze raggiungono il 30%, seguite da Brescia (29%), ma anche Bari e Palermo (dove le percentuali raggiungono rispettivamente il 25% e 23%) dimostrano che il fenomeno di comprare online è diventato ormai capillare in tutto in Pese, riducendo il gap tra Nord e Sud.
Non a caso, i dati Cribis e Netcomm confermano infatti che il 77,7% delle società di capitali attive nell’e-commerce registra utili di esercizio, in una quota superiore alla media nazionale.
Come aprire una Partita Iva per e-commerce
Chi avesse intenzione di lavorare nell’e-commerce deve ricordare di svolgere alcuni adempimenti, come quello di aprire una partita Iva entro 30 giorni dall’inizio della sua attività. Il codice Ateco da utilizzare è il seguente: 57.91.10.
Per poter aprire un’attività che venda prodotti online è necessario, inoltre, costituire una ditta individuale, iscrivendosi alla Camera di Commercio della provincia di residenza. Successivamente sarà necessario effettuare tutte le comunicazioni previste per l’apertura della propria posizione previdenziale Inps, presso la gestione Commercianti.
Le operazioni possono essere effettuate tramite la procedura denominata Comunica: è una pratica telematica, che permette di trasmettere contemporaneamente agli enti interessati la documentazione necessaria. E serve per assolvere alle relative pratiche burocratiche.
Il passo successivo è quello che riguarda l’invio della SCIA comunale. Si tratta della segnalazione certificata di inizio attività, che deve essere indirizzata al Suap, lo sportello unico attività produttive del proprio Comune. Per portare a termine questa operazione è necessario essere in possesso delle seguenti informazioni, che dovranno essere indicate nella documentazione:
- l’indirizzo del sito internet attraverso il quale saranno venduti i prodotti;
- la sede fisica presso la quale sarà svolta l’attività;
- la categoria merceologica nella quale rientrano i prodotti che saranno venduti nell’e-commerce;
- un indirizzo PEC, ossia di posta elettronica certificata, al quale verranno inviate le comunicazioni ufficiali.












Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it