Assicurazione contro il clima per le imprese: cosa prevede la Legge di Bilancio 2024?

I disastri naturali causati dal cambiamento climatico sono in vertiginoso aumento nel nostro paese. La Legge di Bilancio 2024 potrebbe introdurre una misura che obbligherebbe le imprese a sottoscrivere una polizza assicurativa per mitigarne i rischi.

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  • La Legge di Bilancio 2024 dell’Italia introduce un nuovo obbligo per le imprese di sottoscrivere un’assicurazione contro il clima, con sanzioni significative in caso di mancato adempimento.
  • Questa mossa legislativa mira a mitigare l’impatto dei disastri naturali sulle aziende e sull’economia, che solo tra il 2019 e il 2021 sono costati 440 milioni di euro alle imprese.
  • L’anno 2023 potrebbe essere il più caldo mai registrato1, ed ha messo in luce la necessità urgente di affrontare la crisi climatica, responsabile di eventi meteorologici estremi con gravi ripercussioni economiche e sociali.

L’anno 2023 potrebbe essere più torrido di sempre, un segnale allarmante che pone in evidenza l’urgenza di affrontare la crisi climatica. Secondo dati forniti dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, il cambiamento climatico è un fattore determinante nella crescente frequenza di eventi meteorologici estremi come piogge torrenziali e periodi di siccità.

Nel tentativo di affrontare questi problemi strutturali, la Legge di Bilancio 2024 potrebbe introdurre una nuova misura: l’obbligo di assicurazione contro i rischi climatici. Ma cosa significa realmente questa novità per cittadini e imprese?

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Assicurazione contro il clima: cosa dice la Legge di Bilancio 2024

La bozza preliminare della Legge di Bilancio 2024 stabilisce che le imprese dovranno sottoscrivere assicurazioni per mitigare i rischi legati a disastri e eventi naturali entro il 31 dicembre 2024.

La proposta è attualmente in fase di esame da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Quindi, è utile esaminare quali sono le direttive presenti nella bozza fino a questo momento.

Nel contesto del cambiamento climatico e delle sue crescenti implicazioni, il Governo italiano tenta di aggiornare le leggi esistenti riguardanti le polizze assicurative obbligatorie per le imprese.

Specificamente, le nuove polizze dovranno fornire copertura per danni a beni di capitale fisso direttamente causati da eventi atmosferici anomali o disastri naturali, in un pacchetto ad hoc per le esigenze specifiche di ogni impresa.

Gli eventi calamitosi coperti dall’assicurazione dovranno includere una gamma ampia di fenomeni naturali, tra cui:

  • terremoti;
  • allagamenti;
  • eruzioni vulcaniche;
  • movimenti del terreno lenti e veloci;
  • frane;
  • inondazioni.

La sottoscrizione di queste polizze potrebbe diventare obbligatoria entro la fine del prossimo anno, come delineato nella bozza della Legge di Bilancio 2024.

Inoltre, il rispetto di questa scadenza sarà un requisito essenziale per le imprese che intendono beneficiare di ulteriori vantaggi finanziari. Questo include l’accesso a sovvenzioni, contributi o altri incentivi economici, specialmente quelli forniti in circostanze di emergenze naturali o disastri.

Sanzioni in caso di mancato adempimento

Secondo la bozza della Legge di Bilancio 2024, le compagnie assicurative saranno obbligate a conformare i loro contratti assicurativi a nuovi standard ben definiti.

In particolare, la bozza suggerisce che ogni polizza dovrà includere una franchigia o uno scoperto, che non dovrebbe eccedere il 10-15% del valore totale dei beni coperti dall’assicurazione. Inoltre, i premi assicurativi dovrebbero essere calcolati in modo proporzionale al livello di rischio associato.

In caso di mancato rispetto di queste nuove direttive, le sanzioni per le imprese potrebbero essere significative. La bozza attuale dell’articolo 24, comma 6, stabilisce una sanzione amministrativa che varia da 200.000 euro fino a 1 milione di euro per le violazioni o tentativi di elusione dell’obbligo assicurativo, inclusi i rinnovi di polizze preesistenti.

Va notato anche che la bozza prevede un ulteriore meccanismo di supporto per le imprese attraverso SACE, l’ente di assicurazione del credito italiano. Secondo la proposta, SACE offrirà una copertura che potrebbe arrivare fino al 50% degli indennizzi assicurativi.

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L’impatto del cambiamento climatico sulle imprese

Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia sempre più pressante per la stabilità globale, e l’Italia non è esente da questa crisi ambientale. L’Osservatorio Città Clima di Legambiente ha evidenziato un aumento del 135% degli eventi climatici estremi in Italia dall’inizio del 2023 rispetto ai primi cinque mesi del 2022.

Nello specifico, il numero di tali eventi è salito da 52 a 122, con un incremento significativo degli allagamenti da piogge intense (+87,5%). Le regioni più colpite sono state:

  • Emilia-Romagna;
  • Sicilia;
  • Piemonte;
  • Lazio;
  • Lombardia;
  • Toscana.

Questa tendenza crescente rappresenta non più solo un’emergenza isolata, ma un fenomeno sistemico che richiede risposte strutturali. Secondo un rapporto di IVASS, tra il 2010 e il 2020, i costi legati a disastri climatici in Italia sono infatti stati di 36,5 miliardi di euro, con una tendenza all’aumento del 2% annuo, secondo dati di Eurostat.

Tra il 2019 e il 2021, le spese legate agli incidenti originati da fattori climatici hanno visto un incremento di approssimativamente il 30%, toccando la cifra di 440 milioni di euro. Nel contempo, gli introiti nel settore assicurativo sono rimasti pressoché invariati, oscillando da 1,9 a 2,1 miliardi di euro nel medesimo arco temporale.

Assicurazione contro il clima: solo il 7% delle imprese ce l’ha

Nonostante l’urgente necessità di affrontare i rischi climatici, IVASS mostra un quadro piuttosto preoccupante sul fronte assicurativo italiano.

Appena il 6% dei premi pagati nel settore dei danni è effettivamente dedicato alla mitigazione dei rischi climatici. Inoltre, la maggior parte di questi premi, precisamente il 92%, è concentrata nei primi cinque grandi gruppi assicurativi del Paese.

Un’altra ricerca, effettuata nel 2022 da IIA in collaborazione con CRIF e RED Risk, rivela inoltre che, in Italia, quasi un terzo delle imprese rischia di subire perdite economiche dovute a disastri naturali. Nonostante ciò, soltanto circa il 7% di queste aziende ha unassicurazione contro il clima, secondo le indagini più recenti.

Questa bassa penetrazione delle polizze legate al clima è imputabile a una serie di fattori: primo fra tutti, una scarsa educazione finanziaria da parte dei cittadini.

A questo si aggiungono la mancanza di chiarezza nei contratti di assicurazione e l’aspettativa di un intervento pubblico in caso di catastrofi. Infine, vi è un marcato senso di “overconfidence” da parte della clientela, che tende a sottostimare i rischi effettivi.

Questa combinazione di fattori rappresenta un ostacolo significativo all’adozione di misure assicurative adeguate, nonostante l’evidente aumento dei rischi climatici e le crescenti incertezze ambientali. Da qui, l’obbligo.

Assicurazione climatica per imprese – FAQ

Che cosa dice la Legge di Bilancio 2024 riguardo le assicurazioni contro i rischi climatici?

La Legge di Bilancio 2024 prevede che le imprese siano obbligate a sottoscrivere assicurazioni che coprano i danni legati a disastri e eventi naturali entro il 31 dicembre 2024. La misura è attualmente in fase di esame ministeriale e sarà discussa in Senato.

Quali tipi di eventi sono coperti dall’assicurazione contro il clima?

Le nuove polizze assicurative copriranno una vasta gamma di eventi naturali, tra cui terremoti, allagamenti, eruzioni vulcaniche, frane e inondazioni. L’obiettivo è di fornire una copertura completa per danni a beni di capitale fisso causati da fenomeni atmosferici anomali o disastri naturali.

Quali sono le sanzioni previste per le imprese se non stipulano un’assicurazione contro i rischi climatici entro fine 2024?

Le sanzioni per le imprese che non rispettano l’obbligo di sottoscrivere le nuove polizze assicurative possono variare da 200.000 euro fino a 1 milione di euro. Queste misure punitive sono delineate nella bozza attuale della Legge di Bilancio 2024.

  1. Copernicus Climate Change Service ↩︎
Autore
Classe 1994, immediatamente dopo gli studi ho scelto di intraprendere una carriera nel Project Management in ambito di progetti Erasmus+ per EPS. Questo mi ha portato ad approfondire in particolare le tematiche inerenti alla fiscalità delle PMI, anche se la mia area di expertise risulta oggi molto più ampia in questo ambito. Oggi sono copywriter freelance appassionata di scrittura e di innovazione per le piccole e medie imprese.

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