Intelligenza artificiale: rivoluzionerà il modo di fare impresa? Analisi per il 2023

L'intelligenza artificiale potrebbe cambiare il modo di fare impresa: ecco quali sono le applicazioni disponibili, e le prospettive 2023.

Intelligenza artificiale imprese
  • L’intelligenza artificiale, o AI, in queste prime settimane del 2023 ha visto un vero e proprio boom.
  • L’AI potrebbe a poco a poco entrare tra gli strumenti delle PMI, anche italiane. Tuttavia si attendono precise regolamentazioni dall’Unione Europea.
  • L’arrivo dell’intelligenza artificiale potrebbe in qualche modo stravolgere il modo di fare impresa.

Il 2023 potrebbe essere l’anno dell’intelligenza artificiale, e i primi dati sull’utilizzo di questi strumenti lo confermano. L’AI sta arrivando a poco a poco anche in Italia, passando attraverso applicazioni ludiche, fino a strumenti che possono essere utilizzati anche a livello lavorativo e professionale.

L’AI infatti si sta diffondendo anche in Italia, anche se non sempre se ne conoscono funzionamento, vantaggi e rischi. Questi strumenti sono basati su diversi algoritmi, che possono portare ad un risultato più o meno soddisfacente per chi li utilizza.

Dalle app per trasformare foto in cartoni animati, agli strumenti per la creazione di grafiche creative, a quelli che raccolgono i dati da Google per creare testi e rispondere alle domande degli utenti. Ma questi strumenti, potrebbero essere impiegati anche nel mondo imprenditoriale? Ecco un’analisi delle possibilità per il 2023.

Cos’è l’intelligenza artificiale

Partiamo analizzando la definizione di intelligenza artificiale: si tratta di un insieme di tecnologie volte a compiere operazioni, percepire e comprendere in modo similare a quanto fa l’intelligenza umana. L’AI riesce a combinare tra loro diversi dati, analizzandoli anche da fonti di informazione molto vaste, per dare dei risultati.

Non esiste una sola intelligenza artificiale, ovvero ogni strumento è specifico per raggiungere un obiettivo. Gli assistenti digitali sono esempi di intelligenze artificiali: è possibile fare una domanda e ricevere in breve tempo una risposta più o meno completa. Strumenti di questo tipo ad oggi ne esistono molteplici, ognuno specializzato in un compito diverso.

Va evidenziato tuttavia che attualmente non esiste una AI in grado di compiere in tutto e per tutto ogni azione umana. Se da un lato questi strumenti sono fonte di curiosità, dall’altro lato stanno nascendo anche alcune preoccupazioni, data la novità e la reattività di questi strumenti.


Intelligenza artificiale per le imprese

Ma vediamo quale può essere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per le PMI, anche italiane. Abbiamo visto che questi strumenti sono utili al raggiungimento di un obiettivo, come quello di generare una grafica creativa partendo da un concetto.

Di fatto generalmente questi strumenti accedono ad una grande quantità di informazioni, ovvero quelle contenute nella rete internet, per incrociare dati e generare un risultato. I risultati possono essere sempre diversi, e talvolta possono anche essere molto approssimativi.

Tuttavia, a livello imprenditoriale, è possibile che vengano impiegati per svolgere alcuni compiti che per l’uomo sono ripetitivi. In questo senso l’AI può diventare un valido alleato. Ma vediamo in quali campi è possibile applicare queste intelligenze artificiali:

  • nella creazione di contenuti digitali, come grafiche e testi;
  • per gli assistenti digitali personali;
  • per effettuare una traduzione in modo automatico e veloce;
  • per la cybersicurezza;
  • nell’automotive per l’assistenza alla guida;
  • nell’ambito medico;
  • nella lotta alle fake news;
  • nel settore dei trasporti;
  • nelle fabbriche;
  • nella filiera agricola.

Questi sono solo alcuni esempi di possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale, in alcuni settori centrali della società. Tuttavia è possibile anche individuarne altri. Questi strumenti possono in qualche modo sostenere il lavoro di professionisti e aziende, tuttavia senza mai sostituirsi all’uomo.

Prospettive AI

Chat Gpt: un esempio di AI

Una delle AI di maggior successo attualmente è Chat Gpt, creato dall’azienda OpenAI, tra i cui fondatori c’è anche Elon Musk. Questo strumento ha battuto tutti i record: in cinque giorni è stato raggiunto da un milione di utenti.

Di fatto l’obiettivo principale di questa intelligenza artificiale è quello di rispondere alle domande degli utenti. Questa AI crea testi con frasi più o meno complete che vanno a rispondere ai quesiti degli utenti, anche di tipo molto diverso tra loro.

Questa intelligenza artificiale è in grado di tradurre testi da una lingua ad un’altra, offre testi per favorire l’apprendimento, o può essere utilizzata dalle aziende per l’assistenza clienti.

Questo è l’aspetto più vantaggioso per le imprese: l’intelligenza artificiale Chat Gpt è in grado di rispondere agli utenti e ai clienti che chiedono informazioni e assistenza ad una impresa, facendo risparmiare lavoro e tempo all’azienda.

Questa AI utilizza i dati che ha a disposizione e che le vengono forniti, tuttavia non sempre è in grado di rispondere con esattezza ad una domanda, soprattutto quando i dati a disposizione sono inesatti.

Questo è il principale punto a sfavore di questo strumento. In ogni caso non può emulare in tutto e per tutto la mente umana, per cui può anche dare risposte non esatte perché non rileva il contesto corretto di riferimento.

Ci si aspetta tuttavia che nel corso del 2023 questo strumento possa essere ulteriormente migliorato, in modo da garantire risposte il più possibile corrette agli utenti.


Intelligenza artificiale e privacy

Un aspetto da non sottovalutare, che riporta una delle principali criticità dell’intelligenza artificiale in generale, è la tutela della privacy. Per poter funzionare infatti, l’AI ha bisogno di accedere ad una grande quantità di dati e informazioni, tuttavia non sempre queste provengono da fonti che rispettano la privacy.

La protezione dei dati personali è una delle sfide maggiori per questo tipo di tecnologia, per cui attualmente non si può dire che questi strumenti siano del tutto sicuri. Inoltre, affidare le decisioni di parti di processi aziendali ad una AI potrebbe anche portare a rischi maggiori.

In questo ambito, l’Unione Europea si sta muovendo per regolamentare questi strumenti, proponendo una normativa di utilizzo che sia chiara per tutti gli stati membri. Si parla di un vero e proprio “AI Act”, che possa vietare alcune tecnologie, perché ritenute pericolose, e categorizzare le altre in “ad alto rischio” o “a basso rischio”.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha l’obiettivo di promuovere una intelligenza artificiale sicura, che rispetti in tutti gli stati dell’UE i criteri di sicurezza e tutela dei diritti fondamentali. Tra gli obiettivi, vi è anche quello di tutelare le persone maggiormente esposte ai rischi dell’AI, come persone vulnerabili dal punto di vista sociale o economico.

Tuttavia l’UE intende favorire lo sviluppo dell’intelligenza artificiale semplificando gli oneri amministrativi e delle aziende europee, garantendo spazi appositi di sviluppo e innovazione.

Attualmente, in attesa di evoluzioni della normativa europea, per la protezione dei dati si fa riferimento unicamente al GDPR, ovvero al General Data Protection Regulation.

Cosa può fare l’AI per le imprese

Per le imprese, anche italiane, l’intelligenza artificiale potrebbe stravolgere il modo di lavorare, soprattutto in alcune fasi. Come abbiamo accennato in precedenza, queste AI possono essere utilizzate sia a livello industriale per la produzione, sia dalle aziende che offrono servizi, principalmente nell’assistenza clienti.

Da un lato, i timori che possono sorgere intorno a questi nuovi strumenti riguardano la possibilità di sostituire il lavoro dell’uomo. Dall’altro lato però, possono essere delle valide risorse se affiancate comunque al lavoro umano.

Oltre a Chat Gpt, che abbiamo visto prima, ci sono attualmente diversi strumenti di questo tipo che possono essere utilizzati per integrare il lavoro dell’uomo, sia a livello aziendale che professionale. Facciamo qui qualche esempio:

  • AI Synthesia: questo strumento permette di creare video partendo da testi scritti, scegliendo tra diverse lingue. Questa AI può essere utilizzata a livello aziendale per la creazione di presentazioni di vario tipo. Si tratta di uno strumento a pagamento;
  • SpeechText AI: questa intelligenza artificiale trasforma, al contrario, dei video in testi, e funziona anche con contenuti audio. Questo strumento può velocizzare diversi passaggi alle imprese, soprattutto quelle che offrono servizi. Può essere utilizzato anche per trascrivere conversazioni che avvengono tra persone, perché è in grado di capire chi sta parlando. Esiste in versione sia gratuita, con funzionalità limitate, che a pagamento;
  • Discovery AI: si tratta dell’intelligenza artificiale di Google, utile per il settore del commercio al dettaglio. In questo caso l’AI permette di controllare le rimanenze in negozio, e migliorare l’offerta online tramite e-commerce. Può quindi effettuare un inventario e capire quali sono i rifornimenti necessari;
  • Cortana: si tratta dell’intelligenza artificiale per l’assistenza personale di Microsoft, che effettua diverse operazioni di assistenza, collegandosi al computer dell’utente, o ottenendo informazioni utili dal web;
  • FaceApp: al momento è una delle migliori app di riconoscimento dei volti nelle fotografie: riesce a effettuare modifiche molto realistiche sui volti. L’utilizzo dei filtri può essere molto utile a chi lavora come influencer sul web, e deve creare contenuti sempre innovativi.

Questi sono alcuni esempi di AI disponibili attualmente, che possono essere usati anche a livello imprenditoriale o professionale, tuttavia si stima che nel 2023 arriveranno molte altre applicazioni di questo tipo, e che le PMI, anche italiane, potranno scegliere di integrarle nei processi aziendali.

Un ulteriore obiettivo che può essere raggiunto facilmente dalle AI per le imprese riguarda la sicurezza informatica, ovvero può essere messa in campo per migliorare le difese informatiche di aziende o enti pubblici.

Intelligenza artificiale 2023

Le PMI sono pronte all’intelligenza artificiale?

Una domanda a cui non è possibile dare una risposta certa riguarda le PMI italiane: sono pronte a ricevere le novità introdotte dall’intelligenza artificiale per il 2023? I vantaggi principali dell’impiego di questa tecnologia sono da riscontrare in:

  • riduzione dei costi dei passaggi di produzione;
  • semplificazione del lavoro;
  • riduzione delle operazioni da svolgere manualmente;
  • gestione facilitata dell’assistenza clienti.

Al momento l’Italia, come altri paesi dell’Europa, non è ancora del tutto pronta all’arrivo di queste tecnologie, per cui attualmente la digitalizzazione aziendale e del paese comunque è molto indietro rispetto all’estero. Tuttavia le PMI potrebbero valutare positivamente gli obiettivi raggiunti da queste intelligenze artificiali, e scegliere di adottarle gradualmente.

Anche se non è possibile dare una risposta sull’evoluzione di questi strumenti per le imprese, va anche ricordato che alcune forme di AI già le utilizziamo quotidianamente: pensiamo ad esempio ai social media, per cui vengono utilizzate AI per la pubblicazione di foto di alta qualità o con filtri particolari, oppure ancora all’assistente Siri o Alexa.

Si ipotizza che i primi ad utilizzare le AI a livello imprenditoriale saranno quei settori in cui l’assistenza clienti è indispensabile, e costituisce una mole elevata di lavoro. Tuttavia per arrivare ad un utilizzo esteso nelle imprese, secondo le prime previsioni europee, sarà necessario l’intervento degli Stati, oltre ad una limitazione dei rischi correlati a questi strumenti, proposta dalle prossime normative.

Le AI nella scuola

Una regolamentazione dell’intelligenza artificiale è necessaria, e richiesta, anche per le scuole, poiché questi strumenti possono stravolgere completamente l’apprendimento. Il Ministero dell’Istruzione italiano è intervenuto recentemente sull’argomento, ribadendo la necessità di introdurre delle regole specifiche per ogni scuola.

Il rischio principale è che queste app vengano usate per svolgere compiti e verifiche, per cui si attendono regolamentazioni chiare per le scuole per l’utilizzo della tecnologia. L’AI può essere sfruttata da docenti e alunni in modo vantaggioso, tuttavia non deve sostituirsi agli studenti nello svolgimento dei propri compiti.

L’uso della AI nella scuola non desta preoccupazioni solamente in Italia, ma anche all’estero. Negli USA per esempio il Dipartimento dell’Istruzione ha deciso di limitare l’accesso a questo strumento, nel dettaglio quello sviluppato da OpenAI, a tutti gli alunni e i docenti nelle scuole.

L’azienda nel frattempo ha risposto che non intende fornire un’AI da utilizzare per motivi fuorvianti, per cui sta lavorando per limitare l’uso di questa tecnologia in modi scorretti a scuola.

Intelligenza artificiale – Domande frequenti

Cos’è l’intelligenza artificiale?

Si tratta di un insieme di tecnologie che hanno lo scopo di raggiungere un obiettivo: ecco quali sono le AI più conosciute al momento.

Come si può utilizzare l’AI nelle imprese?

In ambito imprenditoriale si possono utilizzare le intelligenze artificiali per snellire e velocizzare alcuni processi aziendali, oppure per fornire assistenza ai clienti.

Quali sono le normative sull’intelligenza artificiale?

Attualmente l’Unione Europea sta lavorando ad un pacchetto di normative per regolamentare l’AI negli stati membri, evidenziando l’importanza di conoscere anche i rischi di tali strumenti.

Autore
Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

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