Cash flow aziendale: analisi, metodi, esempio. Ecco cosa significa

Cos'è il flusso di cassa aziendale e perché le imprese italiane dovrebbero monitorarlo con particolare attenzione.

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Il cash flow, o flusso di cassa, è una componente vitale per la salute finanziaria di qualsiasi azienda. Come il carburante che alimenta un’auto, il cash flow sostiene le operazioni quotidiane di un’impresa, permettendole di soddisfare le proprie obbligazioni finanziarie e di investire per il futuro.

In questo articolo, esploreremo in dettaglio:

  • cos’è;
  • perché è così importante nella gestione aziendale;
  • come si può analizzare ed ottimizzare per garantire la sostenibilità e la crescita dell’azienda.

In particolare, vedremo come l’analisi del cash flow non si limiti solo a misurare il denaro che entra ed esce dall’azienda, ma offra anche preziose intuizioni sulla sua capacità di generare capitale, gestire le spese e investire in opportunità future. L’analisi del cash flow, infatti, considera diversi aspetti dell’attività aziendale, tra cui le operazioni, gli investimenti e le attività finanziarie.

La gestione efficace del cash flow è fondamentale. Una cattiva gestione può portare a serie difficoltà finanziarie e, in alcuni casi, persino al fallimento dell’impresa.

Inoltre, è essenziale distinguere tra profitto e cash flow: mentre il profitto rappresenta il reddito netto di un’azienda, il cash flow si concentra sui movimenti effettivi di denaro contante, offrendo un quadro più immediato e realistico della liquidità aziendale.

Analisi del cash flow

L’analisi del cash flow esamina gli afflussi e deflussi di denaro per determinare il capitale circolante dell’azienda in un determinato periodo di tempo e variando le attività, tra cui operazioni, investimenti e finanziamenti.

Questo processo inizia con l’esame di ogni parte dell’azienda che incide sul cash flow, come i conti da pagare, le scorte, il credito, i conti da ricevere, gli investimenti e il finanziamento. per comprendere la situazione finanziaria di un’azienda.

Componenti del cash flow

L’analisi del cash flow considera tre segmenti principali dell’attività aziendale visualizzabili nel cash flow statement:

  • Cash flow operativo: l’importo di denaro generato dalle entrate, escludendo i costi associati agli investimenti a lungo termine. Questo flusso è generato dalle operazioni normali dell’azienda, meno gli interessi e le tasse pagate.
  • Cash Flow da Investimenti: usi a lungo termine del denaro, come la vendita o l’acquisto di un asset fisso o i proventi dalla vendita di una divisione o un cash-out risultante da una fusione.
  • Cash flow finanziario: qualsiasi transazione che coinvolga debiti, patrimonio netto e dividendi, mostrando i fondi netti di denaro utilizzati per finanziare l’azienda.

Il ruolo della gestione del cash flow

Una gestione efficace del cash flow è essenziale per il successo a lungo termine di un’azienda.

Senza un adeguato flusso di cassa, un’impresa non può funzionare in quanto molte transazioni richiedono denaro contante per essere completate. Creando un budget di cash flow è possibile progettare le fonti e le applicazioni dei fondi per i periodi futuri, identificando in anticipo eventuali periodi di deficit di cassa e adottando azioni correttive per alleviarli.

La gestione del cash flow include l’identificazione di ciascuna voce di entrata o uscita individuale, fornendo una descrizione dell’elemento. Alcuni budget di cash flow sono costruiti in modo da poter monitorare l’accuratezza delle proiezioni, consentendo di confrontare le proiezioni con i flussi di cassa effettivi e apportare regolazioni alle proiezioni per il resto dell’anno.

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Differenza tra profitto e cash flow

Nonostante siano spesso considerati sinonimi, profitto e cash flow rappresentano realtà finanziarie diverse.

Il profitto è un indicatore della redditività di un’azienda, mentre il cash flow misura la liquidità, ovvero la capacità di generare denaro contante.

Un’azienda può essere profittevole ma avere problemi di liquidità a causa di raccolte lente di fatture o investimenti significativi in attivi a lungo termine.

In ambito contabile, la distinzione diventa evidente quando si considerano transazioni specifiche.

Ad esempio, l’acquisto di un bene durevole come un trattore rappresenta un deflusso di cassa, ma non necessariamente una spesa nel calcolo del profitto, dato che il costo viene distribuito nel tempo attraverso l’ammortamento.

Metodi per preparare il cash flow statement

Nel contesto aziendale italiano, la scelta tra il metodo diretto e il metodo indiretto per la preparazione del rendiconto finanziario del cash flow riveste un’importanza cruciale.

Sebbene le normative contabili italiane non prescrivano espressamente un metodo rispetto all’altro, la scelta tra questi due metodi può influenzare significativamente la rappresentazione della situazione finanziaria dell’azienda.

Metodo diretto: chiarezza e dettaglio

Il metodo diretto, pur non essendo specificamente prescritto dalle normative contabili italiane, offre un quadro chiaro e dettagliato del cash flow operativo, finanziario e di investimento di un’azienda.

Questo metodo registra tutte le transazioni in contanti, fornendo approfondimenti dettagliati sui movimenti effettivi di denaro in azienda.

Per queste sue caratteristiche, è considerato particolarmente utile per una rappresentazione trasparente della liquidità aziendale, anche se può risultare più complesso da implementare a causa della necessità di tracciare accuratamente ogni transazione in contanti.

Metodo indiretto: praticità e conformità

In Italia, come in molti altri contesti, il metodo indiretto è ampiamente utilizzato, specialmente tra le imprese che adottano la contabilità basata sulla competenza.

Questo metodo:

  • inizia con il reddito netto come riportato nel conto economico;
  • procede con l’aggiustamento per le transazioni non in contante e le variazioni delle voci del bilancio.

Il metodo indiretto è spesso preferito per la sua praticità, poiché sfrutta dati già disponibili negli altri stati finanziari, facilitando la preparazione del rendiconto finanziario senza la necessità di tracciare ogni singola transazione in contanti.

Per le aziende italiane, la scelta tra il metodo diretto e quello indiretto dovrebbe basarsi sulla natura dell’azienda, sulla complessità delle sue operazioni e sulle specifiche esigenze informative.

Il metodo diretto può fornire una maggiore chiarezza sui movimenti di cassa effettivi. Il metodo indiretto invece offre una soluzione più agevole e in linea con le pratiche contabili standard.

In entrambi i casi, è essenziale che il rendiconto finanziario del cash flow fornisca un quadro accurato e comprensibile della situazione finanziaria dell’azienda, consentendo agli stakeholder di prendere decisioni informate sulla sua salute e sostenibilità finanziaria.

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Cash flow aziendale: esempio pratico

Prendiamo in considerazione una piccola impresa italiana, “Esempio Srl”, che ha registrato un reddito netto di 75.000€ e generato flussi di cassa aggiuntivi per 95.000€.

Con spese totali pari a 25.925€, il saldo finale di cassa si attesta a 144.075€.

Anche piccole variazioni in ciascuna voce contabile possono influenzare significativamente l’operatività dell’azienda. Per esempio, variazioni come il pagamento delle imposte, l’assunzione di nuovo personale, o l’acquisto di nuove attrezzature hanno un impatto diretto sul cash flow disponibile.

La creazione di un budget di cash flow permette alle aziende come “Esempio Srl” di prevedere fonti e applicazioni dei fondi per i periodi futuri. Rilevando in anticipo potenziali periodi di deficit di cassa, l’azienda può adottare azioni correttive tempestive (modifica della tempistica di transazioni chiave, rinegoziazione dei termini di pagamento con i fornitori, ecc.).

La gestione attenta del cash flow è particolarmente rilevante nel contesto italiano, dove le piccole e medie imprese rappresentano una parte significativa del tessuto economico. Mantenere una solida posizione di liquidità è fondamentale non solo per la sopravvivenza quotidiana, ma anche per cogliere opportunità di crescita e sviluppo nel mercato competitivo.

L’importanza della rilevazione anticipata del Cash Flow

Una comprensione approfondita e una gestione accurata del cash flow permettono alle aziende di navigare con successo le sfide finanziarie, sostenere le operazioni quotidiane, investire ed evitare rischi di insolvenza.

Le aziende italiane dovrebbero dedicare risorse significative all’analisi e alla pianificazione del cash flow.

Adottare pratiche come la creazione di budget dettagliati, la monitorizzazione costante degli afflussi e deflussi di cassa e l’utilizzo di metodi contabili appropriati per una rappresentazione accurata della situazione finanziaria.

Con un approccio strategico e proattivo al cash flow le imprese possono rafforzare la loro posizione finanziaria, cogliere nuove opportunità di crescita e costruire un futuro sostenibile nel mercato globale sempre più competitivo.

Rendiconto finanziario: un obbligo di bilancio

Il rendiconto finanziario è un prospetto contabile essenziale che sintetizza i flussi finanziari di un’impresa in un determinato periodo temporale. Dal 2016, in seguito alla modifica dell’articolo 2423 del codice civile1, è diventato uno dei documenti obbligatori nel bilancio d’esercizio delle aziende.

Non tutte le imprese sono obbligate alla redazione di questo documento. La necessità di includere il rendiconto finanziario nel bilancio ordinario sussiste per quelle società che, per due esercizi consecutivi, superano almeno due dei seguenti parametri:

  • Numero di dipendenti maggiori di 50 unità;
  • Totale ricavi superiori a 8.800.000 euro;
  • Totale attivo del bilancio maggiore di 4.400.000 euro.

Per le aziende che rientrano in questi criteri, il rendiconto finanziario diventa uno strumento fondamentale per la presentazione trasparente e dettagliata della loro situazione finanziaria.

Questo documento offre un’analisi approfondita dei movimenti di cassa, distinguendo tra attività operative, di investimento e finanziarie, fornendo così una visione comprensiva della liquidità aziendale e della sua capacità di generare flusso di cassa.

Il rendiconto finanziario, inoltre, è uno strumento fondamentale per gli stakeholder, inclusi gli investitori e le istituzioni finanziarie, per valutare la salute finanziaria dell’impresa.

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Cash Flow, gestione della liquidità e normativa sulla crisi d’impresa

La gestione del cash flow si rivela sempre più centrale per le aziende, sia quelle soggette all’obbligo di redigere il rendiconto finanziario sia quelle per cui non è obbligatorio.

La capacità di generare flussi di cassa adeguati per soddisfare gli obblighi presenti e futuri è cruciale per evitare situazioni di crisi aziendale.

La recente normativa sulla crisi d’impresa, introdotta nel luglio 2022, stabilisce chiaramente le responsabilità delle aziende nei confronti dei creditori e fornisce linee guida su come gestire finanziariamente una situazione di crisi.

Questa normativa sottolinea l’importanza di una rilevazione tempestiva di segnali di natura economica e finanziaria che possono preannunciare una crisi, rendendo la gestione del cash flow uno strumento fondamentale per prevenire l’insolvenza.

Gli imprenditori hanno il dovere di adottare un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato per rilevare tempestivamente la crisi d’impresa, attivandosi senza indugio per adottare gli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale. Inoltre, sono tenuti a dichiarare nel bilancio se hanno rispettato gli obblighi previsti dalla normativa sulla crisi d’impresa.

Nel contesto della normativa, i “segnali di pre-crisi” includono anomalie finanziarie, patrimoniali e reddituali che possono indicare la potenziale incapacità dell’azienda di pagare i debiti nei successivi 6 mesi.

Gli imprenditori devono adottare strumenti e processi adeguati per rilevare tempestivamente la crisi e garantire la continuità aziendale, come ad esempio l’utilizzo di software per la gestione della tesoreria.

FAQ: Domande frequenti sul cash flow

Quali aziende sono obbligate a includere il rendiconto finanziario nel bilancio?

Le aziende che per due esercizi consecutivi superano almeno due dei seguenti parametri: numero di dipendenti maggiori di 50, totali ricavi superiori a 8.800.000 €, totale attivo del bilancio maggiore di 4.400.000 €.

Che cos’è il rendiconto finanziario?

È un prospetto contabile che sintetizza i flussi finanziari di un’impresa in un dato periodo temporale.

Perché la gestione del cash flow è importante per le aziende italiane?

È fondamentale per evitare situazioni di crisi aziendale, specialmente alla luce della recente normativa sulla crisi d’impresa.

Cosa implica la normativa sulla crisi d’impresa per gli imprenditori?

Impone l’obbligo di rilevare tempestivamente segnali di pre-crisi e adottare misure adeguate per garantire la continuità aziendale.

  1. Art. 2423 Redazione del bilancio, Gazzetta ufficiale ↩︎
Autore
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Giovanni Emmi

Dottore Commercialista

Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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