Crisi di impresa: arrivano le nuove norme. Ecco come funzionano

Arrivano le nuove norme per gestire la crisi di impresa. Ecco quali sono e le regole che gli imprenditori dovranno rispettare.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Crisi di impresa: arrivano le nuove norme. Ecco come funzionano
  • Arriva il nuovo Codice della Crisi di impresa, con nuove norme specifiche.
  • Vengono introdotte nuove responsabilità degli imprenditori davanti ad una crisi.
  • Cambia il ruolo del creditore e dell’approccio ai crediti.

Con la pubblicazione il 1° luglio 2022 nella Gazzetta Ufficiale n. 152, del D. Lgs n. 83 del 17 giugno 2022, è diventato operativo il nuovo Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza. Le nuove norme vengono applicate a partire dal 15 luglio 2022: a tutti gli effetti parte il doppio regime.

Rimarrà ancora in vigore la legge fallimentare per tutte le procedure che sono già aperte. Le nuove norme, invece, scatteranno sui ricorsi di debitori e creditori da metà luglio. Sono passati cinque anni dalla Legge Delega n. 155 del 19 ottobre 2017: a luglio tramonta definitivamente la legge fallimentare.

Nonostante questo, la vecchia normativa continuerà a coabitare con la nuova per le procedure che risultano ancora aperte, fino alla chiusura. Ma perché si è reso necessario rivedere le procedure relative alle crisi d’impresa? Vediamo di cosa si tratta.

Nuove norme crisi di impresa

Crisi di impresa: il nuovo codice

Due anni di pandemia hanno condizionato pesantemente il tessuto economico italiano. Ma soprattutto hanno condizionato le relazioni economiche, andando a pesare sull’ambiente giudiziario. Il Parlamento ha quindi deciso di andare a rivedere alcuni punti dell’ordinamento del nostro paese. L’intenzione era quella di inserirle nelle finalità del Pnrr.

Ma proviamo ad analizzare quali sono i punti più salienti del nuovo Codice della Crisi d’impresa. Il nuovo decreto provvede a disciplinare, tra le altre cose, l’adeguatezza delle misure e degli assetti che devono essere adottati per rilevare tempestivamente la crisi d’impresa.

Una delle figure che emerge, con una certa preponderanza, è quella dell’imprenditore individuale, che sostanzialmente risulta essere responsabile dell’adozione di quelle misure che siano idonee a comprendere e a mettere in evidenza tempestivamente eventuali crisi. Sarà poi sua responsabilità provvedere ad assumere velocemente quelle iniziative che sono necessarie per affrontare l’emergenza.

L’imprenditore dovrà, quindi, riuscire a prevedere rapidamente se dovessero emergere delle crisi d’impresa. Le misure che dovrà adottare dovranno avere lo scopo di:

  • mettere in evidenza particolari squilibri di carattere economico-finanziario o di stampo patrimoniale. Questi eventuali squilibri dovranno essere rapportati alla specificità della singola impresa e dalle varie attività imprenditoriali che sono svolte;
  • dovrà assicurarsi che gli eventuali debiti siano realmente sostenibili. Molto importante sarà l’analisi della continuità aziendale nel corso dei successivi dodici mesi;
  • una delle operazioni più importanti sarà quella di ricavare le informazioni necessarie per riuscire a redigere e ad utilizzare una lista di controllo particolareggiata. Il passo successivo è quello di effettuare un test pratico, che serva a verificare se sia possibile risanare ragionevolmente la società.

Ruolo dei debitori nella crisi di impresa

Il nuovo Codice della crisi d’Impresa non responsabilizza unicamente l’imprenditore. Il decreto prevede espressamente che, nel momento in cui si procede con la composizione negoziata, sia il debitore che il creditore si debbano comportare con la massima correttezza ed in buona fede. Va tenuto in considerazione che quando un’azienda entra in crisi, può comportare una reazione a catena anche per clienti e fornitori.

La composizione negoziata prevede di effettuare dei test di simulazione per risolvere la crisi di impresa, anche con l’aiuto di esperti. Tra i compiti principali, ma soprattutto doveri del debitore, troviamo:

  • mettere a conoscenza della propria situazione in maniera esaustiva e completa. Ma soprattutto fornire informazioni che siano veritiere e trasparenti. Sarà compito del debitore fornire tutti i dati necessari ed appropriati, in modo che le trattative possano procedere correttamente. Dovrà anche fornire le informazioni relative allo strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza;
  • dovrà provvedere ad assumere tutte le iniziative necessarie per riuscire ad individuare gli strumenti che possano portare ad una soluzione del problema. Questo dovrà essere effettuato mentre viene svolta la composizione negoziata, e dovrà servire per definire rapidamente quale sia lo strumento di regolazione della crisi da scegliere, per non pregiudicare i diritti dei creditori;
  • il patrimonio e l’impresa dovranno essere gestiti nell’interesse prioritario dei creditori.
Creditori e debitori nella crisi di impresa

Ruolo dei creditori nella crisi di impresa

Spetterà anche ai creditori l’onere di collaborare lealmente con il debitore. Ma non solo: dovranno interfacciarsi correttamente anche con l’esperto nella composizione negoziata e con gli eventuali organi, che siano stati nominati dall’autorità giudiziaria.

Questo soggetto dovrà, inoltre, rispettare tutti gli obblighi che impongono la riservatezza sulla situazione del debitore e sulle eventuali iniziative che siano state prese per porvi rimedio.

La stessa ed identica responsabilità è in capo anche ai professionisti, che siano stati o meno nominati dall’autorità giudiziaria. Questi dovranno riuscire ad assicurare il rispetto dei criteri di trasparenza e lealtà, in modo che possa essere garantita una gestione professionale delle aziende che stanno attraversando dei periodi di crisi.

L’albo dei gestori della crisi d’impresa

Mercoledì 6 luglio 2022 ha debuttato il nuovo albo per gli esperti della crisi d’impresa. Operativo grazie al Decreto 75/2022 del Ministero della Giustizia, questo nuovo organo garantisce attuazione al Codice della Crisi d’impresa. 

Il nuovo albo andrà a sostituire quello dei curatori fallimentari, commissari e liquidatori giudiziali, che sono presenti in ogni singolo tribunale. Ma soprattutto avrà lo scopo di dare una spinta alla rotazione degli incarichi.

L’obiettivo è quello di ampliare la platea dei professionisti esperti in liquidazione delle aziende insolventi. Questo nuovo albo, oltre ad accettare l’adesione dei commercialisti e degli avvocati, che da anni sono attivi in questo ambito, accoglierà anche i consulenti del lavoro e chi ha svolto funzioni ai vertici nelle imprese.

Crisi di impresa – Domande frequenti

Il nuovo codice per la crisi di impresa coinvolge le procedure fallimentari già in essere?

No, quelle già avviate proseguiranno rispettando la normativa precedente. Leggi qui per sapere di più sul nuovo codice per la crisi di impresa attivo da luglio 2022.

Quali sono le responsabilità dell’imprenditore con il nuovo codice di crisi di impresa?

L’imprenditore dovrà collaborare con i propri creditori, nella massima trasparenza ed onestà. Dovrà, inoltre, predisporre un piano che permetta un rientro dei debiti durante la crisi di impresa.

Quali responsabilità hanno i creditori nel nuovo codice di crisi di impresa?

Anche da parte dei creditori è chiesta la massima trasparenza. Ma soprattutto vale la regola di segretezza, per cui è necessario non divulgare la crisi del debitore.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 8 Agosto 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.

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