Startup exit: cos’è la strategia di uscita, come avviene, quando eseguirla ed esempi

La start-up exit è una strategia di uscita finalizzata a ottenere un ritorno del proprio investimento o acquisire nuovi investitori. Scopri come eseguirla e quando effettuarla.

di Gennaro Ottaviano

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Start-up exit
  • Start-up exit è un concetto che identifica una strategia di uscita, con cui massimizzare il ritorno economico dell’attività, tramite ad esempio la vendita delle quote.
  • Può essere indispensabile inserire la strategia di uscita nel business plan della start-up, in modo da fissare gli obiettivi aziendali successivi.
  • Sono diverse le strategie di uscita che puoi adottare, dalla quotazione in borsa alla cessione delle quote.

Il concetto di start-up exit identifica un sistema attraverso cui è possibile massimizzare l’investimento iniziale della start-up, facendolo fruttare. Questa fase può essere definita, come vedremo tra poco, come una parte del ciclo di vita della start-up.

Come proprietario o fondatore della nuova impresa, puoi realizzare una strategia di uscita, attraverso la quale vendere parte o il totale delle tue quote, oppure decidere di far entrare altri investitori.

Per realizzare una strategy exit è necessario programmarla e rispettare alcune regole, oltre a valutare quali sono i pro e i contro da affrontare. Troverai tutte le informazioni nel nostro articolo, con esempi pratici di come funziona la strategia di uscita e quali sono le start-up che l’hanno eseguita in Italia.

Cos’è una exit strategy

Iniziamo dal significato di start-up exit: questo termine può essere tradotto come uscita dalla start-up, ovvero una strategia che viene concordata, pianificata e organizzata al momento della creazione di questa tipologia di impresa.

Infatti, le start-up costituiscono nuovi progetti aziendali che prevedono l’obiettivo di creare un modello di business unico, che può avere particolari caratteristiche tecnologiche e di innovazione.

Questa procedura determina un elevato rischio per i proprietari e al contempo una grande attrattiva da parte degli investitori per un successo futuro. Una strategia di uscita prevede una serie di regole che verranno stabilite per massimizzare l’obiettivo della start-up.

Ciò tuttavia non comporta la chiusura di una società. Infatti, nella maggior parte casi, la start-up exit è una fase che permette uno sviluppo successivo dell’azienda.

Strategie uscita startup

Come funziona la start-up exit

Una strategia di uscita prevede una serie di attività che vengono realizzate in base a un preciso piano. Creare una exit strategy diventa fondamentale per tutti coloro che fanno parte dell’azienda, come:

  • proprietari e soci dell’azienda;
  • gli investitori.

Infatti, per i proprietari può essere una soluzione per massimizzare l’investimento effettuato, ottenendo un ritorno economico e dedicandosi a una nuova fase di sviluppo imprenditoriale. Invece, per gli investitori, vuol dire ottenere il ritorno del proprio capitale versato e al contempo realizzare un guadagno, da impiegare in altre attività.

Infatti, immagina un business angel che ha investito 2 milioni di euro, acquisendo il 30% di una start-up. Se questa ha successo e con una exit strategy viene venduta a 20 milioni di euro, il proprietario avrà ottenuto sicuramente un guadagno notevole, ma anche lo stesso investitore. In questo modo avrà recuperato il suo capitale ottenendo un surplus.

La start-up exit non è obbligatoria, ma può essere molto utile per il futuro dell’azienda pianificare una strategia di questo tipo, con delle linee guida specifiche. Una volta che il progetto avrà successo, ma anche nell’evenienza in cui si presentino situazioni di insolvenza e il fallimento, si possono seguire queste strategie.

Questa pianificazione deve essere inserita all’interno del business plan, e va definire l’obiettivo comune e i comportamenti da tenere nel momento in cui verrà raggiunto uno specifico traguardo.

Start-up exit: qualche esempio 

Nella tabella seguente abbiamo riportato alcuni casi famosi di strategie di uscita, applicati da imprese che oggi sono considerate dei colossi in ambito dell’hi-tech e dell’innovazione

AziendaStrategia di uscita
TrivagoAcquisita da Expedia per 477 milioni di euro
WhatsAppComprata da Facebook per 22 miliardi
TeamViewerVendita per 830 milioni a Permira
RuntasticAcquistata per 220 milioni di euro da Adidas
YouTubeComprata da Google per  1 miliardo e 650 milioni di euro
TwitchAcquisizione da parte di Amazon per 1 miliardo di dollari

Gli esempi riportati sono indicativi per comprendere cosa significa per i creatori di una start-up e i loro investitori elaborare una strategia di uscita. Tra i casi più eclatanti puoi ricordare l’acquisto di WhatsApp da parte di Facebook, che ha portato a una successiva evoluzione di questo sistema di scambio via chat, rendendolo tra i più diffusi e indispensabili.

Un altro esempio è quella della piattaforma YouTube, che è stata assimilata da Google per un importo di oltre un miliardo di dollari. Infine, anche la strategia Runtastic, un’app per la corsa, acquista da Adidas, può evidenziare come un piano di uscita può essere considerato una nuova evoluzione dell’attività finanziaria di una start-up.

Perché creare una strategia di uscita

A questo punto ti potresti domandare del perché vendere un’azienda, una volta ottenuto il successo. Per rispondere a questa domanda dobbiamo addentrarci nel significato stesso di exit-strategy e considerarlo non con valore negativo, ma positivo.

Infatti, è una fase del ciclo di vita dell’azienda, dato che attraverso questa strategia di impresa puoi definire quei comportamenti necessari per la sua evoluzione. Chiariamo questo concetto con un esempio positivo e uno negativo.

Immagina di aver realizzato un’app per la vendita di abbigliamento di design, simile a Vinted, con grande successo. Proprio Vinted richiede l’acquisto della tua app. Tuttavia, uno o più soci non vogliono vendere, mentre altri sono a favore di questa operazione.

La strategia di uscita può risolvere un eventuale stallo societario che porterebbe al declino dell’azienda o a perdere opportunità uniche. La situazione vale anche in negativo. Sempre prendendo il medesimo esempio, supponiamo che l’attività sia in passivo e un’altra società abbia deciso di acquistare la tua start-up, ma alcuni soci si oppongono.

Anche in questa evenienza la strategia di uscita può essere la soluzione. Quindi una start-up exit può portare enormi benefici ai soci e agli investitori, e non solo dal punto di vista economico.

Tipologie startup exit

Quando eseguire una start-up exit

Andiamo ad analizzare quali sono i vantaggi di una strategia di uscita sia per i soci, sia per gli investitori:

  • massimizzare il ritorno economico: è il benefico più evidente, dato che ti permetterà di recuperare i capitali, soddisfare gli investitori e ottenere un surplus economico;
  • far crescere l’azienda: potrai utilizzarla per dare nuovo impulso alla tua attività trasformandola da piccola impresa, in una società solida e con una storia;
  • chiudere l’attività: se si verificano condizioni di difficoltà economiche la strategia di uscita permette di evitare conseguenze più gravose;
  • utilizzarla come prospettiva per il proprio futuro: se hai avuto successo con la tua start-up, con un ritorno economico elevato, può essere il momento per andare in pensione o cambiare attività;
  • avere un obiettivo comune: la strategia di uscita contribuisce a focalizzare l’attenzione dei soci sull’obiettivo aziendale evitando indecisioni che possono ledere alla società;
  • separare l’interesse della società da quelli personali: la strategy exit permette di operare in modo obiettivo valutando solo l’interesse societario;
  • tutelare gli investitori: la presenza di una strategia programmata è un fattore che rassicura gli investitori, i quali sapranno di ottenere un ritorno economico a breve e medio termine;
  • ridurre la quota di partecipazione: puoi utilizzarla per ridurre la quota all’interno della tua azienda, anche senza doverla vendere.

Come avviene la start-up exit: tipologie

Il processo di start-up exit non è un’operazione semplice. Infatti, per inserire questa strategia nel business plan è necessaria una visione d’insieme dell’attività, oltre a una valutazione di quali possono essere i possibili scenari di sviluppo, in crescita e in perdita.

Per questo se vuoi realizzare un piano di uscita che sia efficace e concreto, può essere utile rivolgersi a uno studio di commercialisti. In linea di massima l’uscita da un’attività di start-up si può effettuare in cinque modi diversi:

  1. IPO;
  2. acquisizione diretta di quote;
  3. fusione;
  4. acqui-hires;
  5. bancarotta.

1. IPO (offerta pubblica di acquisti)

L’offerta pubblica di acquisto è un sistema che puoi utilizzare per trasformare la tua società e ingrandirla.  Infatti, prevede la quotazione all’interno del mercato e quindi permettere ai piccoli e grandi investitori di acquisire una quota azionaria.

È una strategia adatta se vi sono tutti i presupposti di crescita futuri. In passato tutte le società tecnologiche che oggi sono considerati colossi, da Google a Netflix, da Apple ad Amazon, nella loro storia societaria si sono quotate sul mercato.

2. Acquisizione diretta di quote

L’acquisizione di quote è tra le forme più semplici e diffuse di startup-exit. Potrai vendere le tue quote societarie stabilendo un prezzo che rifletta il valore reale dell’azienda, facendo subentrare un terzo socio, che può essere una persona fisica o un’altra impresa.

Questa operazione è molto utilizzata dalle aziende che vogliono incrementare il loro fatturato. Infatti, grazie alle nuove acquisizioni è possibile:

  • impiegare il know how della tua attività;
  • acquisire il controllo di un competitor;
  • ottenere la maggioranza azionaria.

Potrai vendere l’intera quota in tuo possesso oppure solo una piccola parte.

 3. Fusione

Un sistema simile è quello della fusione aziendale. Rispetto all’acquisizione, si verrà a creare una nuova persona giuridica nata dall’unione della tua azienda con un’altra impresa.

Questo sistema può essere molto utile se si vogliono mantenere alcuni tratti distintivi di due start-up, unendole insieme per un futuro sviluppo.

Ad esempio, si potranno utilizzare gli aspetti tecnologici di un’impresa e il pacchetto clienti di un’altra. Il caso più tipico è quello della fusione di WhatsApp con Facebook.

Cessione quote exit strategy

4. Acqui-hires

Il termine acqui-hires è composto dalla parola acquistion, tradotta come acquisizione e hires, ovvero assunzione. Ciò significa che non andrai a vendere la tua società, ma gli elementi distintivi che ne hanno reso possibile lo sviluppo.

In questo caso un’impresa terza potrà acquisire il team e il comparto produttivo che ha permesso di determinarne il successo. Questo è un sistema utilizzato spesso dalle grandi compagnie per dare nuovo impulso ai loro servizi, senza acquisire una nuova società.

5. Fallimento e chiusura

Tra le strategie di uscita devi prevedere anche il verificarsi di una situazione negativa come la chiusura e il fallimento della società. Il rischio per le start-up è elevato, dato che il settore è competitivo e non sempre si riesce a ottenere successo. Infatti, non basta avere un’idea innovativa, ma è necessario che il business model sia ripetibile e soprattutto ottenere un riscontro da parte di clienti o utenti.

Certo, oggi creare una start-up è più semplice, grazie al supporto legislativo e finanziario dei singoli Governi. Tuttavia, può capitare che, anche con tutti i requisiti migliori, sarai costretto a chiudere la tua attività. In questo caso, la strategia di uscita ti permetterà di liquidare i beni in modo da coprire i debiti in tutto o in parte.

Start-up exit italiane

Negli ultimi anni il numero di start-up in Italia è cresciuto con una media del 3,6%. Infatti, nel 2021 erano presenti 14.032 start-up, un numero in aumento anche in una fase di incertezza come quella del 2022. Alcune di queste società sono diventante aziende di successo nazionale e internazionale. Se sei interessato a quali sono, leggi la nostra analisi sulle aziende unicorno in Italia.

Inoltre, a contribuire a questa crescita, sono anche le diverse iniziative introdotte dallo stato italiano, come detrazioni fiscali e finanziamenti agevolati. Grazie allo sviluppo del settore tecnologico sono diverse le imprese che nel 2021 hanno applicato una strategia di uscita, realizzando con successo gli obiettivi economici. Nella tabella seguente abbiamo riassunto i casi più significativi.

Start-upSettoreAcquisizione
KeylessSicurezza ciberneticaSocietà Sift
eFarmae-commerceAtida
Pv FamilySettore fotovoltaicoEni
Tucano UrbanoAbbigliamento motoFondo Consilium
FiloBluGestione attività retailGradiente Sgr e Ardina Growth
Advisor EatSistemi mobile paymentSatispay

Come noti, alcune società sono state incorporate in aziende più grandi, continuando la loro crescita e ottenendo nuovi capitali per lo sviluppo. In altre, come Advisor Eat, la strategia di uscita ha comportato l’acquisizione del know how e del team.

La stessa Satispay, una delle aziende unicorno oggi, ha eseguito una sorta di start-up exit, con l’apertura a nuovi investitori con finanziamenti pari a 300 milioni di euro.

Start-up exit – Domande frequenti

Cosa si intende per start-up exit?

Con start-up exit si identifica una strategia di business programmata al fine di far accedere altri investitori nell’attività d’impresa, oppure massimizzare i profitti.

Quando è utile una strategia di uscita?

Applicare una start-up exit può essere utile sia in una fase di successo della società, sia nel momento in cui vi è una chiusura o fallimento. Ecco in cosa consiste.

Come funziona una start-up exit?

Sono presenti diverse tipologie di strategie di uscita, che potrai trovare nella nostra guida.

Autore
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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.

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