Startup innovativa: cos’è, quali sono i requisiti, costi e vantaggi

Una Startup Innovativa gode di moltissimi vantaggi e agevolazioni fiscali rispetto alle altre società di capitali. Ecco cos'è, quali sono i requisiti e le agevolazioni previste.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Startup innovativa: cos’è, quali sono i requisiti, costi e vantaggi
  • Una startup innovativa è una nuova impresa ad alto contenuto tecnologico.
  • Una startup di questo tipo può accedere a diversi finanziamenti e contributi a fondo perduto nel 2022.
  • Per rientrare sotto al cappello di startup innovativa, una nuova impresa deve rispettare una serie di requisiti specifici.

Negli ultimi anni si sente spesso parlare di startup innovativa. Questo tipo d’impresa è strettamente legato allo sviluppo tecnologico dell’attuale periodo storico. In Italia, le Startup innovative, per incentivare la modernizzazione della nostra economia, godono di un trattamento speciale.

Ma cos’è una startup innovativa? Quali requisiti bisogna rispettare perché la propria azienda abbia tutte le caratteristiche per essere definita come tale e godere delle agevolazioni previste?

Il concetto di startup innovativa viene presentato dal Ministero dello Sviluppo Economico, per cui nell’ultimo periodo sono state introdotte agevolazioni aggiuntive anche in relazione all’emergenza sanitaria sopraggiunta dal 2020. Vediamo nell’articolo quali sono le startup innovative, quali i requisiti per l’accesso e i contributi a fondo perduto disponibili.

Cos’è una startup innovativa

Il governo italiano ha implementato uno speciale pacchetto legislativo per promuovere la creazione e lo sviluppo di startup innovative in Italia.

Startup innovativa

Queste regole sono arrivate grazie alla legge n. 221/2012, entrata in vigore il 19 dicembre 2012 per convertire in legge ordinaria il decreto 179/2012, altrimenti nota come Decreto Crescita 2.0.

In questo modo, l’Italia ha creato una delle legislazioni più favorevoli in Europa per quanto riguarda le startup. Tuttavia, solo le società registrate in una sezione speciale del registro commerciale riservata alle “Startup innovative” possono beneficiare della nuova legislazione.

La legge dà innanzitutto una definizione di startup innovativa. Per Startup innovativa si intende una società di capitale (Srl, Srls, Spa, Sapa o anche cooperative) residente in Italia o in un altro paese dell’UE, a patto che abbia una sede produttiva o una filiale nel nostro Paese e che abbia, come scopo dichiarato, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi o ad alto valore tecnologico.

Quali sono i requisiti di una startup innovativa

Oltre a quelli già accennati, vi sono altri requisiti per una startup innovativa. In particolare, se intendi aprirne una, devi:

  • svolgere una attività d’impresa costituita da non più di cinque anni (fa fede la data dell’atto notarile);
  • la startup deve avere sede in Italia, o altro paese dell’UE, ma con sede o produzione in Italia;
  • il fatturato annuo deve essere inferiore ai 5 milioni di euro;
  • la startup non è quotata sul mercato e non distribuisce e non ha distribuito utili;
  • l’impresa non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;
  • La startup innovativa è così definita per la presenza di un alto valore di sviluppo tecnologico.

Inoltre, tra i requisiti di una Startup Innovativa deve essere rispettato almeno uno dei seguenti punti:

  • le spese per la ricerca e lo sviluppo devono essere uguali o superiori al 15% del  maggiore  importo  fra  costo  e  valore  totale  della produzione. Per spese di ricerca e sviluppo si intendono le spese di sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business plan, le spese per i servizi di incubazione (solo negli incubatori certificati), i costi lordi per il personale e consulenti, le spese legali per la protezione della proprietà intellettuale;
  • avere dipendenti o collaboratori altamente qualificati. Questo significa che almeno un terzo dei dipendenti deve aver svolto o sta svolgendo un dottorato o attività di ricerca in Italia o all’estero, e/o almeno due terzi devono essere in possesso di una laurea specialistica o magistrale;
  • la startup deve essere titolare, depositaria o  licenziataria  di  almeno un brevetto o software registrato, relativi ad un prodotto o un progetto nel settore delle biotecnologie, dei semiconduttori, di una nuova varietà vegetale o sia titolare del diritto d’autore sul codice di un programma o applicazione. Ovviamente, queste devono riguardare prodotti o progetti che siano assimilabili alle attività dell’impresa.

Nel caso in cui una società che si sia costituita prima dell’entrata in vigore della legge voglia registrarsi come startup innovativa, occorre che presenti al Registro delle Imprese un’autocertificazione dove si dichiara di essere in possesso dei requisiti che abbiamo elencato sopra.

Quanto costa aprire una startup

requisiti per startup innovative

Innanzitutto, per aprire una startup innovativa esistono dei costi di base. Qualsiasi sia la forma di società scelta, dovrai comunque pagare i 200 euro di imposta di registro e 309,87 euro per la tassa di concessione governativa per vidimazione dei libri sociali, alla quale va aggiunta una marca da bollo da sedici euro.

In totale, sono 525,87 euro complessivi, a prescindere dalla forma di società scelta per registrare la tua startup.

Gli altri costi per una Srl registrata come “startup innovativa” si riducono, ma non di molto. Ai costi base non vanno infatti aggiunti i costi propri della Srl classica, ma rimane l’onorario del notaio che, in questo caso, è leggermente più alto al nord rispetto al sud d’Italia.

Si va infatti dai 1.000 ai 1.700 euro più IVA. Nessuna variazione, invece, per quanto riguarda il Mezzogiorno. In totale dovrai pagare circa dai 1.745,87 ai 2.599,87 euro al nord e dai 1.501,87 ai 2.111,87 euro al sud.

Startup innovativa: vantaggi

Per godere dei vantaggi fiscali offerti alle StartUp innovative, bisogna essere iscritti nella sezione speciale del Registro delle Imprese (presentando l’apposito modulo di autocertificazione) e rientrare nei requisiti previsti, elencati in precedenza.

Se si hanno tutte le carte in regola, l’azienda potrà essere considerata una startup innovativa  e godere per cinque anni del regime di agevolazioni previsto dalla legge n. 221/2012.

La legge prevede agevolazioni fiscali per le start up innovative e alleggerimenti burocratici per tutte le operazioni afferenti al Registro delle Imprese, alla disciplina del lavoro speciale e molto altro. Vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.

Del primo vantaggio si può godere già al momento della costituzione. Infatti, la startup innovativa potrà redigere l’atto costitutivo utilizzando un modello standard, avendo la possibilità di applicare successivamente delle modifiche e superando così parecchi ostacoli burocratici facendo ricorso alla firma digitale.

Come abbiamo già accennato nella sezione riguardante i costi da sostenere, l’azienda costituita come startup innovativa è esente da una serie di imposte e diritti. Questo perchè, in sintesi, è tenuta a pagare esclusivamente l’imposta di registro e la tassa di concessione governativa.

Agevolazioni startup innovativa

Agevolazioni e aiuti statali

Innanzitutto, per una startup innovativa è anche più facile attirare gli investimenti grazie alle detrazioni fiscali previste per chi vuole investire su di essa. In particolare, è possibile anche raccogliere finanziamenti tramite Crowdfunding, nelle piattaforme autorizzate dalla Consob.

La startup innovativa potrà anche  godere di una corsia preferenziale per l’accesso al Fondo Centrale di Garanzia, altrimenti noto come “Microcredito”, il quale aiuta le aziende ad ottenere un prestito garantendo fino all’80% (fino a 2,5 milioni di euro) del credito concesso dalla banca alla startup o all’incubatore certificato.

Un’altra agevolazione per le startup innovative riguarda l’ICE, l’Agenzia governativa per l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Essa fornirà un sostegno personalizzato alle startup che vogliono espandersi oltre confine con un sostegno legale, fiscale e creditizio, ospitando gratuitamente le startup innovative durante fiere ed eventi all’estero per favorire l’incontro con investitori stranieri.

Personale e fornitori per le startup

La Startup Innovativa potrà poi, in quanto tale, assumere a tempo determinato personale con contratti dai 6 ai 36 mesi rinnovabili più volte. Dopo aver raggiunto il tetto massimo di 36 mesi, si potrà rinnovare il contratto una sola volta, per una durata massima di altri 12 mesi.

Dopo aver raggiunto la durata massima di 48 mesi, il dipendente potrà continuare a lavorare solo con un contratto a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda i pagamenti a collaboratori e fornitori, la startup innovativa potrà “pagare” con  stock option o tramite lo schema work for equityovvero la remunerazione tramite la partecipazione con quote al capitale della società.

Una forma di pagamento doppiamente conveniente, la quale aumenta il coinvolgimento e, per di più, è soggetta a tassazione agevolata.

Vantaggi proposti dal MISE

In questa sezione, elencheremo altri vantaggi per le startup innovative, proposti dal MISE, il Ministero dello Sviluppo Economico, e faremo una sintesi di ciò che abbiamo visto nei paragrafi precedenti. In generale, chi vuole aprire una startup innovativa ha diritto a particolari agevolazioni sui costi di avviamento, e nel dettaglio:

  • benefici fiscali (crediti d’imposta fino al 50%) e sgravi per investimenti aziendali e privati in startup, sia per investimenti diretti in startup che per investimenti indiretti (da parte di altre aziende);
  • credito d’imposta del 35% per l’assunzione di personale altamente qualificato;
  • crediti d’imposta (al 19-27%) per investimenti a sostegno delle startup;
  • possibilità di raccogliere capitali attraverso siti web di equity crowdfunding (l’Italia è stato il primo paese al mondo a introdurre una legislazione specifica e completa sull’equity crowdfunding);
  • accesso veloce, semplificato e gratuito per le startup al cosiddetto Fondo Centrale di Garanzia, un fondo governativo che sostiene l’accesso al credito attraverso garanzie sui prestiti bancari (coprendo fino all’80% dell’importo raccolto);
  • sostegno su misura da parte dell’Agenzia governativa per l’internazionalizzazione delle imprese italiane ICE;
  • procedura di fallimento semplificata. Si tratta di un’eccezione alla procedura fallimentare italiana, dove le startup innovative sono soggette solo alla cosiddetta “procedura di sovraindebitamento”;
  • disciplina del lavoro flessibile;
  • le startup innovative possono assumere personale con contratti a tempo determinato (da 6 a 36 mesi), i quali possono essere rinnovati più di una volta. Dopo 36 mesi, il contratto può essere rinnovato solo una volta per un massimo di 12 mesi. In altre parole, la durata totale del contratto non può superare i 48 mesi;
  • nessuna tassa di bollo o di altro tipo per l’emissione di documenti;
  • strumenti finanziari speciali per la gestione del debito;
  • rinvio degli obblighi di ricapitalizzazione all’esercizio successivo, se necessario per proteggere il capitale sociale;
  • le start-up innovative possono remunerare i membri del loro team e i fornitori di servizi esterni, compresi avvocati e commercialisti, con quote di capitale o work-for-equity. Il regime fiscale applicabile a questi strumenti è vantaggioso e adatto alle esigenze di una start-up.

Come creare una startup innovativa

Come abbiamo scritto, per registrarsi come startup innovativa bisogna rispettare i requisiti fondamentali.

Tuttavia, possedere questi requisiti al momento dell’iscrizione al registro delle imprese è una condizione necessaria, ma non sufficiente per mantenere l’iscrizione al registro, la quale può essere mantenuta a patto di far fronte agli adempimenti, fino ad un periodo massimo di cinque anni.

Infatti, entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio e comunque entro sei mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, il rappresentante legale della startup innovativa deve attestare, mediante autocertificazione, il mantenimento del possesso dei requisiti previsti.

Creare startup innovativa

Mantenimento dei requisiti di startup innovativa

Per poter continuare a rientrare nella categoria di startup innovativa, è necessario inviare una autocertificazione apposita per confermare la sussistenza dei requisiti entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio, e entro sei mesi dalla chiusura di ogni esercizio.

Il mancato deposito dell’autocertificazione sarà considerato come una decadenza dei requisiti previsti dalla normativa sulle startup innovative, comportando la cancellazione automatica dell’impresa o dell’incubatore certificato dalla sezione speciale del Registro delle Imprese.

Nonostante le conseguenze, molti professionisti tendono a dimenticarsi di assolvere agli adempimenti di cui vi abbiamo parlato, trovandosi costretti a rinunciare ai vantaggi riservati alle startup innovative e a dover intraprendere iter complessi per ovviare al problema.

Come detto, si tratta di un obbligo particolarmente importante, in quanto il suo mancato adempimento porta alla cancellazione d’ufficio dell’azienda dal registro delle startup innovative. 

Di contro, evadere questa pratica può essere a volte complicato per i professionisti. Per questo motivo, qui vi spiegheremo come redigere la dichiarazione.

La Comunicazione Unica

Come tante altre comunicazioni riguardanti il Registro delle Imprese, anche questa dovrà essere effettuata tramite la cosiddetta “Comunicazione Unica”. La rete è ricca di guide sul funzionamento del canale, tuttavia, per evitare errori, vi consigliamo di rivolgervi ad un professionista per la redazione e l’invio della pratica.

In ogni caso, sia che decidiate di affidarvi ad un professionista, sia che scegliate di effettuare autonomamente la comunicazione, sarà in ogni caso necessaria la firma digitale dell’amministratore della società e un indirizzo di posta elettronica certificata PEC.

Successivamente, andrà utilizzato il modello S2 della Comunicazione Unica al riquadro 32, compilando il codice 035 ed inserendo come descrizione:

Conferma in data gg/mm/aaaa del possesso dei requisiti di startup innovativa” 

È importante indicare come data quella di invio. Infatti, la comunicazione telematica va effettuata il medesimo giorno della conferma dei requisiti.

Infine, alla pratica va allegata l’autocertificazione presente sul portale startup.registroimprese.it, che va firmata digitalmente dall’amministratore (in formato pdf/A, altrimenti verrà rigettata dal Registro Imprese) ed allegata alla pratica con codice D30.

Anche in questo caso, la data sull’allegato deve essere la stessa della data di conferma e di invio telematico della comunicazione stessa.

Autocertificazione startup

Come aprire una startup innovativa senza notaio

A partire dal 20 luglio 2016, in attuazione del DM del 17/02/2016, gli atti costitutivi e gli statuti delle startup innovative in forma di Società a Responsabilità Limitata possono essere redatti per via telematica e sottoscritti con firma digitale, in alternativa alla modalità ordinaria tramite atto pubblico.

Ciò significa che, da tale data, è possibile costituire una S.r.l. interamente online, senza bisogno del Notaio o di recarsi presso una Camera di Commercio, a patto che vengano rispettati i requisiti per l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle “startup innovative”.

La consulenza di un professionista è sempre consigliata poiché la creazione dell’atto costitutivo e dello statuto della società presuppone competenze in tema di diritto societario fondamentali per la creazione di un impianto di regole adatto alla tipologia di compagine sociale e attività economica (amministrazione, decisioni dei soci, scioglimento etc…).

La nuova procedura è sicuramente meno onerosa di quella ordinaria (un risparmio medio che si attesta tra i 700,00 € e i 1.000,00 €) in quanto prevede, oltre all’esenzione dai diritti di segreteria camerali e dall’imposta di bollo grazie allo status di startup innovativa, il risparmio degli oneri notarili con un importante impatto sulla disponibilità finanziaria iniziale.

I passaggi

Per usufruire di tale servizio, tutti i soci della startup devono semplicemente munirsi di firma digitale e PEC. La procedura è interamente telematica e prevede:

  1. la registrazione al portale Registroimprese.it (Telemaco);
  2. la compilazione digitale di un format di atto costitutivo e statuto attraverso delle scelte guidate proposte dal servizio Atti Startup predisposto da InfoCamere (l’ente offre un servizio di assistenza molto utile per la corretta gestione della pratica);
  3. la registrazione fiscale dei modelli con trasmissione telematica degli atti all’Agenzia delle Entrate insieme al Modello 69 (in cui dovranno essere inseriti i dati anagrafici dei soci e gli estremi degli atti) in PDF da firmare digitalmente oltre alla ricevuta di pagamento dell’imposta di registro di 200,00 € e l’imposta di bollo di 16,00 € per ogni 100 righe di atto costitutivo e statuto;
  4. la presentazione di una pratica camerale al Registro delle Imprese corredata dalla dichiarazione di possesso dei requisiti per startup innovativa da parte del legale rappresentante della società e da tutta la documentazione eventualmente richiesta dalla tipologia di attività economica (certificati, autorizzazioni dei vari enti).

Startup innovativa – Domande frequenti

Cosa sono gli Acceleratori di startup?

Gli acceleratori di startup si occupano di affiancare e supportare i nuovi imprenditori. Scopri qui come accedere a questi aiuti e come possono rivelarsi utili per la tua nuova impresa.

Quali vantaggi ha una startup innovativa?

Una startup innovativa può accedere a diversi contributi, anche a fondo perduto, e ricevere vantaggi di tipo fiscale, programmi di finanziamento, sostegni per la semplificazione della burocrazia.

Cosa sono le startup innovative?

Le startup innovative sono nuove imprese che svolgono una attività con un’elevata componente tecnologica. Queste startup possono richiedere particolari agevolazioni per iniziare, e ricevere sostegni anche da parte di speciali incubatori.

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 5 Luglio 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Maria Saia

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Una laurea in Traduzione e un sogno nel cassetto: non vedere più le È con l'apostrofo al posto dell'accento online. La sua più grande passione - scrivere - è anche il suo lavoro: provate a cercarla su Google.

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