Start-Up: cos’è, come funziona e come si avvia una startup innovativa

Una startup è un’azienda che si pone l’obiettivo di creare un modello di business nuovo e portare innovazione in un determinato settore: dalla parte burocratica alla raccolta fondi, ci sono dei requisiti da rispettare per entrare nell’elenco delle startup innovative e poter usufruire delle agevolazioni statali.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Start-Up: cos’è, come funziona e come si avvia una startup innovativa
  • Il termine start up indica una nuova azienda con un modello di business scalabile e unico.
  • Il suo significato letterale è partire, mettersi in moto
  • È costituita con la forma giuridica di una società di capitali, anche in forma cooperativa.

La start up è un’azienda che si differenzia da un’impresa tradizionale per alcune caratteristiche: si basa su un modello scalabile ed è alla ricerca di capitali in quanto ha un potenziale che potrebbe permetterle di espandersi velocemente.

In un primo momento, la parola start up era settoriale e veniva utilizzata per designare le aziende nate nel settore Internet o operanti in ambito tecnologico. Oggi ingloba una serie di requisiti: le start up devono portare innovazione, altrimenti possono considerarsi società di tipo tradizionale.

Hai un’idea originale e vorresti trasformare in tuo progetto in qualcosa di concreto, avviando una start up? In queste righe troverai informazioni su:

  • come avviarne una e quali sono i costi di partenza;
  • cosa si intenda per start up innovativa;
  • quali siano i requisiti e quanto dura la fase di start up;
  • esempi di start up vincenti in Italia. 

Cos’è una start up innovativa

Una start up innovativa è:

  • un’impresa di nuova creazione;
  • ad alta contenuto tecnologico;
  • che ha potenzialità di crescita molto elevate, anche in tempi brevi. 

Il D.L. 179/2012 ha introdotto delle agevolazioni per supportare questo genere di aziende, che vi rientrano a pieno titolo se in possesso di determinati requisiti. Sarà dunque possibile accedere allo stato di start up innovativa tramite l’autocertificazione sottoscritta dal legale rappresentante. 

Sarà necessario registrarsi nella sezione speciale dedicata del Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della propria provincia. L’elenco completo delle startup innovative che ci sono oggi in Italia è disponibile sul sito startup.registroimprese.it.

Come avviare una start up

La creazione di una start up segue un iter ben preciso, che prevede 3 momenti fondamentali:

  1. l’apertura della partita IVA;
  2. l’iscrizione al Registro delle Imprese;
  3. l’adesione dall’INAIL

Va da sé che questi 3 step obbligatori dovranno essere preceduti:

  • da un’accurata analisi del mercato e dei competitor;
  • una pianificazione dettagliata della gestione dei costi, basata sulla creazione di un business plan realistico e che si basi sul capitale iniziale. 

Il modello di business della startup è fondamentale: è vero che si potranno racimolare soldi con il crowdfunding, o richiedendo un prestito a un istituto di credito, ma sono le idee migliori ad attrarre e convincere gli investitori e a permettere alla propria start-up di “mettersi in moto” e decollare. 

Startup

Costi di una start up

A quanto ammonta il budget che si dovrebbe avere a propria disposizione nella fase di avvio di una start up? La risposta è variabile: si può partire da un minimo di circa 2.300 euro, ma i costi di partenza possono aggirarsi tra i 5.000 e i 10.000 euro.

Per iniziare, è inoltre bene richiedere il supporto di:

  • esperti del settore, che possano condividere modelli virtuosi e raccontare esperienze positive da startupper;
  • incubatori di impresa, attraverso i quali sarà possibile trovare il supporto necessario all’avvio della propria start up e l’assistenza per lo sviluppo di idee all’avanguardia, originali e nuove;
  • un buon commercialista, che possa seguire tutta la parte burocratica e amministrativa.

Ci sono, poi, altre due figure che potrebbero avere un ruolo decisivo nel successo della propria start up e sostenere le fasi successive al lancio: i Business Angel e i Venture Capital. I primi assistono le startup appena costituite, offrendo una guida per la gestione del progetto e trasferendo competenze essenziali, mentre i secondi si concentrano sulle aziende già consolidate nei settori di maggiore innovazione, investendo somme molto elevate. 

Requisiti di una startup innovativa

Prima di passare in rassegna i requisiti che caratterizzano una start up innovativa, è bene ricordare che possono beneficiare delle agevolazioni previste dalla legge entro i primi 5 anni dalla loro costituzione

Superato questo periodo, possono trasformarsi in PMI innovativa, continuando a usufruire dei benefici disponibili. La condizione di start up è, dunque, temporanea: le fasi di test serviranno a individuare gli elementi che porteranno a trovare la strategia con la quale trovare il giusto mercato di riferimento ed espandersi su larga scala.  

Requisiti startup

Ai sensi di quanto previsto dal DL 179/2012, art. 25, comma 2, una startup innovativa è una società di capitali, costituita anche in forma di cooperativa, da non più di 5 anni (60 mesi). Ha la residenza in Italia o in un altro Paese dello Spazio economico europeo, ma con sede produttiva o filiale in Italia.

Altri requisiti da possedere sono:

  • il fatturato annuale inferiore ai 5 milioni di euro;
  • non essere quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione;
  • non distribuire e non aver mai distribuito utili;
  • avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio che ha un alto valore tecnologico;
  • non essere il risultato di una fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda.

Requisiti soggettivi

Una start up innovativa deve, poi, soddisfare almeno uno dei seguenti 3 requisiti soggettivi:

  1. sostenere spese in R&S e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione;
  2. impiegare personale altamente qualificato: ci dovranno essere almeno 1/3 di dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 dei dipendenti con laurea magistrale;
  3. essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.

Agevolazioni per start up innovative

Il Governo ha introdotto una serie di agevolazioni riservate esclusivamente alle startup innovative, che mirano a rafforzare e sostenere il loro ecosistema. Di seguito è possibile scaricare il pdf completo messo a disposizione dal MISE

Le principali agevolazioni alle quali si potrà avere accesso come startup innovativa sono:

  • gli incentivi fiscali all’investimento nel capitale di startup innovative;
  • l’accesso gratuito e semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI;
  • i finanziamenti agevolati per startup innovative localizzate sul territorio nazionale;
  • la trasformazione in PMI innovative senza soluzione di continuità;
  • l’esonero da diritti camerali e imposte di bollo;
  • la raccolta di capitali tramite campagne di equity crowdfunding
  • i servizi di internazionalizzazione alle imprese (ICE);
  • le deroghe alla disciplina societaria ordinaria;
  • la disciplina del lavoro flessibile;
  • la proroga del termine per la copertura delle perdite;
  • la deroga alla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica;
  • la remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale;
  • l’esonero dall’obbligo di apposizione del visto di conformità per compensazione dei crediti IVA;
  • le procedure semplificate in caso di insuccesso della propria attività (Fail Fast).
Startup in Italia

Esempi di startup in Italia

Adesso che sei quasi alla fine di questa guida su cosa siano le start up e come fare ad avviarne una possiamo tirare le somme, con un piccolo riepilogo. Per iniziare, avrai bisogno di:

  • un’idea brillante, che possa fare la differenza e portare innovazione, riuscendo facilmente a catturare l’interesse (e il capitale) degli investitori;
  • di un progetto ben strutturato, basato su studi, analisi di mercato e del tuo target di riferimento;
  • un team di professionisti ai quali affidare la parte infrastrutturale;
  • un budget iniziale. 

Vogliamo riportare 3 esempi di start up italiane che sono riuscite, mettendo insieme questi elementi, a trasformare il loro sogno in realtà, dando vita a business di successo, ovvero:

  1. Satispay;
  2. Credimi;
  3. Casavo.

1. Satispay

Fondata nel 2012 da tre ragazzi di Cuneo, Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta, è attiva dal 2015 con un’applicazione che permette di effettuare pagamenti dallo smartphone, senza dover portare una carta di pagamento con sé. 

Inserendo il proprio codice IBAN, l’applicazione si collegherà infatti al conto corrente di qualsiasi banca intestato all’utilizzatore. Nel 2020 Satispay ha raggiunto 1 milioni di utenti attivi ed è in continua crescita. 

2. Credimi

Fondata nel 2016 da Ignazio Rocco, Sabino Costanza e Jacopo Anselmi, diventa nel giro di poco tempo leader nel settore del digital lender: si tratta, infatti, di un intermediario finanziario, vigilato da Banca d’Italia, al quale è possibile rivolgersi per ottenere finanziamenti flessibili e veloci. 

Nei primi 9 mesi del 2020:

  • ha erogato 450 milioni di euro; 
  • ha registrato una crescita del 39% rispetto all’anno precedente.

3. Casavo

Fondata da Giorgio Tinacci nel 2017 a Milano, Casavo è una piattaforma online che acquisisce immobili residenziali come Instant Buyer, li riqualifica e li rivende tramite agenzie immobiliari. 

A marzo 2021 ha chiuso un round di investimento da 50 milioni di euro con Bonsai Partners, Project A, 360 Capital Partners, P101 Ventures, Greenoaks Capital Partners, Picus Capital, ed Exor Seeds.

Startup in Italia

Tipologie di startup

Abbiamo detto che il modello di business di una startup deve essere scalabile, quindi deve permettere una crescita su larga scala: si può utilizzare il metodo del trial and error, ovvero quello della sperimentazione del modello di business. 

Si impara dagli errori, facendo diverse prove sul mercato, e si introducono gli opportuni aggiustamenti. Il rischio è un elemento da considerare, poiché le variabili e gli scenari che si potrebbero verificare sono tanti e diversi (molte delle startup che aprono chiudono dopo neanche un anno di attività). L’intraprendenza, da sola, non basta. Servono pianificazione, spirito imprenditoriale e concretezza

Oltre alla start up innovativa, tra le tipologie di start up che si possono avviare, ci sono:

  • le Newco (dall’inglese New Company), che derivano dalle suddivisioni di un’azienda madre che sta attraverso un momento non particolarmente felice;
  • le spin-off, ovvero quelle start up nate dalla trasformazione di un ramo aziendale. 

Come creare una start up: libri

Per prepararsi al meglio all’apertura della propria start up, si possono prendere in considerazione anche alcune utili letture, dalle quali trarre spunti e ispirazioni, oltre che consigli efficaci. 

Tra i libri da acquistare ci sono, per esempio:

  1. The Startup Owner’s Manual di Steve Blank e Bob Dorf;
  2. Zero to one di Peter Thiel;
  3. The Art of the Start 2.0 di Guy Kawasak;
  4. Startup di merda di Mario Moroni;
  5. Startup digitali & PMI innovative di L. Scali e S. Vianello;
  6. Startup Zero, 0 di Federico Pistono.

Start up – Domande frequenti

Quanto costa fare una start up?

L’avvio di una start up in Italia richiede un investimento iniziale medio pari a 4.155 euro, nel quale sono inclusi spese legali, adempimenti amministrativi e oneri fiscali.

Quando si parla di startup?

La start up è un’azienda nuova, con un business model scalabile e una forte impronta tecnologica, e che sviluppa un’idea innovativa. 

Quanti dipendenti ha una start up?

Inizialmente, le start up hanno un numero di dipendenti ridotto: la fase iniziale, quindi di avvio, prevede infatti un utilizzo limitato di risorse finanziarie ed economiche. 

Fact-Checked
dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 5 Luglio 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Maria Saia

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Una laurea in Traduzione e un sogno nel cassetto: non vedere più le È con l'apostrofo al posto dell'accento online. La sua più grande passione - scrivere - è anche il suo lavoro: provate a cercarla su Google.

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