Partita IVA per musicista: guida agli aspetti legali, fiscali e contributivi

Quando si deve aprire partita IVA per musicisti? Quali sono gli adempimenti fiscali? Scopri come metterti in regola per svolgere l’attività di musicista in modo occasionale o professionale.

di Gennaro Ottaviano

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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Partita Iva musicista
  • L’attività di musicista è inserita tra le prestazioni artistiche, e potrai svolgerla in maniera saltuaria o continuata.
  • Per dedicarti a questa attività in modo professionale devi aprire partita IVA per musicista, scegliendo il codice ATECO più adatto alle tue esigenze.
  • In quanto lavoratore autonomo nel comparto musicale, sei soggetto a tassazione in base alla tipologia di regime fiscale scelto e al versamento dei contributi ex ENPALS, salvo le dovute eccezioni.

Quando si parla di attività lavorative dello spettacolo come quelle nel settore musicale, vi possono essere diversi dubbi e incertezze. Infatti, tra i quesiti più frequenti di chi svolge questa professione, vi è quello di quando è necessario aprire partita IVA per musicista.

La confusione è dovuta al fatto che rientrerai nella categoria delle prestazioni artistiche e intellettuali, con una disciplina giuridica, fiscale e contributiva spesso diversa rispetto alle attività di tipo imprenditoriale e commerciale.

In questa guida siamo andati a esaminare quando è necessario aprire la partita IVA e cosa comporta questo passo dal punto di vista dell’aspetto fiscale e previdenziale. Avrai così tutte le informazioni per metterti in regola come musicista.

Partita IVA musicista: quando è necessaria?

Dal punto di vista fiscale, l’attività di musicista, in quanto professione intellettuale e non imprenditoriale, può essere svolta in modo:

  • occasionale, come forma di hobby;
  • abituale.

Nel primo caso si rientra nelle prestazioni di lavoro autonomo occasionale, ovvero quelle che avvengono in maniera saltuaria e non abituale. Quindi, lo svolgimento delle attività deve avvenire in un periodo di tempo limitato sia come numero di ore, sia dal punto di vista dei giorni.

Partita IVA e musicista

Infatti, se effettui diversi spettacoli all’anno, oppure dai lezioni come insegnante di musica in modo costante, allora la tua prestazione verrà considerata abituale e quindi soggetta a un sistema fiscale differente.

Invece, se rientri nell’occasionalità, non sarai tenuto ad aprire partita IVA, ma potrai rilasciare una ricevuta per prestazione occasionale per la prestazione svolta. Nel caso in cui l’importo sia superiore ai 77,46€, dovrai applicare anche la marca da bollo da 2€ cartacea.

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Musicista e apertura partita IVA

Nel momento in cui si verifica una continuità nell’esercizio della prestazione da artista, dovrai regolarizzare la tua posizione con l’apertura di una partita IVA come musicista. Infatti, in questo caso andrai a generare reddito come lavoratore autonomo, e quindi dovrai metterti in regola dal punto di vista fiscale.

La differenza rispetto a un’attività occasionale è nella professionalità e abitualità della prestazione. Il requisito di professionalità si andrà a delineare quando operi come musicista in modo:

  • ripetuto;
  • sistematico;
  • regolare;
  • con uno scopo preciso;
  • in maniera autonoma.

Quindi, prima di valutare se la tua prestazione di musicista rientra tra quelle che richiedono la partita IVA, potrebbe essere utile confrontarsi con uno studio di commercialista. Inoltre, la loro consulenza può essere indispensabile per procedere con le varie fasi per l’apertura della posizione IVA.

Oggi questa operazione può essere eseguita direttamente online, compilando l’apposito modulo, presso il sito Fisconline dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, dovrai inserire diverse informazioni. Vediamo cosa dovrai considerare:

  • codice ATECO musicista;
  • regime fiscale;
  • disciplina IVA;
  • regime contributivo.

Codice ATECO musicista

Il codice ATECO andrà a indentificare la tipologia di attività che svolgerai con la partita IVA. La sua scelta è determinante, dato che andrà a condizionare il tuo business e la tua capacità di generare reddito. Nella tabella seguente abbiamo riportato quali sono i codici ATECO nel settore creazioni artistiche e letterarie, con riferimento all’attività di musicista.

Codice ATECODescrizione attività
90.03.09Altre attività di creazione artistiche
90.01.09Altre attività di rappresentazione artistiche

Quindi, se vuoi dedicarti a concerti e a spettacoli, allora dovrai inserire nel modulo di apertura della partita IVA il codice 90.01.09.

Invece, se vuoi specializzarti nella composizione di nuovi brani musicali, dovrai fare riferimento al codice 90.03.09. Tuttavia, la normativa fiscale prevede anche la possibilità di richiedere ambedue i codici ATECO.

Il passo successivo è quello di valutare il regime fiscale, scegliendo tra quello forfettario, oppure semplificato.

Partita IVA musicista e regime forfettario

La partita IVA per un musicista rientra tra quelle attività professionali che possono richiedere l’attivazione del regime forfettario, nei limiti previsti dalla normativa fiscale. Leggi anche la nostra guida sul regime forfettario 2023.

In questo caso il calcolo del reddito imponibile verrà effettuato in modo forfettario in base al coefficiente di redditività del codice ATECO. In particolare, per i musicisti questo è pari al 67%. Quindi a livello fiscale non si applicheranno gli scaglioni IRPEF, ma un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni e successivamente del 15%.

Inoltre, come lavoratore autonomo in regime forfettario sarai esentato dal pagamento dell’IVA. A questo punto può essere utile ipotizzare come funziona la fattura per partita IVA come musicista forfettario.

La differenza rispetto al documento contabile ordinario è nell’applicazione dell’imponibile, che non dovrà essere inserito in fattura, ma ti verrà pagato l’intero importo della prestazione. Inoltre, si dovrà applicare la marca da bollo di 2€ nel caso di importi superiori a 77,46€.

Regime fiscale musicista
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Musicista e regime semplificato

Se non aderisci al regime agevolato forfettario, al momento della creazione della partita IVA rientrerai nel regime semplificato. In questo caso il calcolo del reddito imponibile verrà effettuato prendendo come riferimento:

  • il fatturato annuo complessivo;
  • i costi e gli oneri sostenuti.

Dal punto di vista contabile, si applicherà il criterio per cassa. Ciò significa che verrà preso come riferimento contabile la data in cui hai ricevuto il pagamento per la prestazione e non quella in cui è stata emessa la fattura. Il calcolo delle tasse verrà eseguito in base agli scaglioni IRPEF così come modificati dalla Legge di Bilancio 2022 e riportati anche in quella del 2023.

Si applicherà un’aliquota minima pari al 23% per i redditi inferiori ai 15.000€ fino a un massimo del 43% per gli importi di fatturato superiori ai 50.000€. Inoltre, rispetto al regime forfettario, nella creazione della fattura elettronica sarai tenuto a inserire l’IVA. L’applicazione della disciplina IVA varia in base alla tipologia di attività di musicista che svolgerai. Andiamo a vedere i singoli casi.

Disciplina Iva per i musicisti

Nel caso delle attività di musicista, l’importo d’IVA non è fisso. Infatti, in alcuni casi si applicherà quella ordinaria, in altri l’imposta indiretta ridotta al 10%. Infine, vi sono anche delle situazioni che prevedono l’esonero completo dell’IVA.

Quindi, il primo passo nel momento in cui devi emettere una fattura è quello di distinguere con precisone quale attività andrai a svolgere per un datore di lavoro. Iniziamo dalle prestazioni collegate al settore di intrattenimento e dello spettacolo. In questo caso dovrai distinguere tra:

  • concerti vocali e strumentali: IVA ridotta al 10%;
  • attività musicali di altro genere: IVA al 22%;
  • attività didattiche: esenzione IVA.

Nel primo gruppo rientrano i concerti vocali e quelli strumentali, definiti come quelle attività musicali in cui come cantante o musicista, singolo o in gruppo, esegui una serie di brani musicali secondo un programma specifico.

È importante che questa attività debba essere svolta in un luogo appositamente adibito a questo scopo, come teatri, impianti sportivi o sale concerto. In questo caso si applicherà l’IVA al 10% per la tua prestazione.

Invece, le attività musicali di altro genere sono riconducibili a tutte quelle prestazioni di intrattenimento che svolgi in luoghi non specifici come bar, ristoranti, hotel o similari. In questo caso, l’attività musicale sarà considerata accessoria rispetto a quella di somministrazione di bevande e alimenti. Quindi si prevede l’applicazione dell’IVA al 22%.

Le lezioni di pianoforte, chitarra o di altri strumenti, comprese quelle di fonetica, canto e lettura rientrano tra le attività universitarie e scolastiche. In questa circostanza dal punto di vista dell’IVA si avrà la completa esenzione come stabilito dall’art 10 del DPR 633/72.

Invece, se vieni chiamato come libero professionista a svolgere lezioni private presso un istituto scolastico, sarai tenuto a emettere una fattura con importo IVA pari al 22%.

Partita IVA musicista insegnante
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Partita IVA musicista: gestione previdenziale ENPALS

Tra gli aspetti da valutare quando apri partita IVA per musicista vi è il versamento dei contributi. Nel caso in esame dovrai registrati alla gestione contributiva ex Enpals (oggi INPS) come lavoratore musicale se sei un cantante, un musicista oppure un disc-jockey.

Una volta effettuata la registrazione puoi ottenere il cosiddetto certificato di agibilità, che ti verrà richiesto dall’organizzatore prima dell’inizio di uno spettacolo e sul quale verrà effettuato, tramite F24, il versamento dei relativi contributi.

Il certificato di agibilità viene rilasciato previa consegna del modello 032/AUT presso la sede dell’INPS di riferimento, oppure avvalendoti di un consulente in materia. Il possesso di questo documento è indispensabile se vuoi esibirti in pubblico o presso le strutture abilitate. Infatti, verrà rilasciato dall’INPS nel momento in cui la tua posizione contributiva è regolare.

Infatti, ogni anno, per i lavoratori autonomi musicisti, iscritti alla gestione previdenziale ex Enpals, sono previsti i versamenti di contributi previdenziali, alcuni a carico tuo altri del datore di lavoro. Li abbiamo riassunti nella tabella seguente.

TipologiaChi deve pagarloPercentuale
Contributo aggiuntivoLavoratore1% per i compensi superiori a 137,95€
Contributo solidarietàLavoratore e committente5% a carico del lavoratore e per metà al datore di lavoro, per importi superiori ai 307€
Contributo baseLavoratore e committente33% del compenso

Per il contributo di base pari al 33%, il 9,19% sarà a carico del lavoratore, con l’importo che dovrà essere applicato in fattura o nella ricevuta per prestazione occasionale, mente il 23,81% deve essere pagato dal committente.

Esonero dal certificato di agibilità

In alcuni casi non dovrai richiedere il certificato di agibilità e aprire la posizione contributiva. Ecco quali sono:

  • svolgimento di prestazioni musicali durante manifestazioni di carattere tradizionale e folkloristiche se effettuate da soggetti fino ai 25 anni;
  • soggetti titolari di pensione con 65 anni, tenuti già al versamento dei contributi previdenziali;
  • attività svolte in maniera occasionale e con un importo annuo complessivo che non superi i 5.000€;
  • artisti non professionisti che abbiano l’iscrizione a un’altra cassa previdenziale;
  • soggetti che non hanno ancora compiuto i 18 anni.

Partita IVA e vendita online

Oggi, il web ha portato profondi cambiamenti anche al settore dei musicisti. Infatti, la nascita di e-commerce in cui puoi vendere i tuoi brani online, o piattaforme come iTunes, Spotify e Amazon Music, per citare alcune delle più utilizzate, ti offrono nuove opportunità di incrementare il tuo business musicale.

Come mettersi in regola come musicista? Anche in questo caso è necessario aprire partita IVA. Tuttavia, per vendere online la tua musica devi attivare anche il codice ATECO 47.91.10 con riferimento alla vendita del commercio al dettaglio.

Inoltre, rientrando tra le attività commerciali, devi registrarti alla gestione separata commercianti, con il versamento annuo di una quota fissa a titolo contributivo che si aggira intorno ai 3.000€. Ovviamente, questi passaggi sono obbligatori se effettui la vendita online in maniera abituale e continuativa. Viceversa, rientrerai nelle attività occasionali.

Per questo, prima di valutare di dedicarti alla vendita online professionale dei tuoi brani, può essere utile confrontarsi con un commercialista al fine di calcolare i costi da affrontare e i relativi vantaggi commerciali.

Partita IVA musicista – Domande frequenti

Qual è l’inquadramento giuridico dei musicisti?

L’attività di musicista è inquadrata come prestazione artistica nel settore dello spettacolo. Per questo si prevedono aliquote fiscali e contributive diverse rispetto alle attività imprenditoriali.

Quando il musicista deve aprire partita IVA?

Dovrai aprire partita IVA come musicista se la tua attività viene svolta in maniera professionale, abituale e continuativa, generando reddito tassabile.

Come iscrivere un musicista all’ex Enpals?

L’iscrizione all’INPS, ex Enpals, deve avvenire attraverso apposito modello da inviare alla sede INPS di zona. Leggi come fare nella nostra guida e tutti i casi di esonero.

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Gennaro Ottaviano

Esperto di economia aziendale e gestionale

Laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Lugano, appassionato di borse, mercati e investimenti finanziari. Ho competenze di diritto e gestione societaria, con esperienze amministrative. Scrivo di diritto, economia, finanza, marketing e gestione delle imprese.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 25 Aprile 2024
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

8 commenti su “Partita IVA per musicista: guida agli aspetti legali, fiscali e contributivi”

  1. Buongiorno, non mi è chiaro il caso di un compositore con partita Iva che compone ad esempio per spot pubblicitari quindi senza esibizioni dal vivo ma semplicemente compone su commissione cede l’opera. Deve richiedere il certificato di agibilità? e quando visto che non c’è uno spettacolo? Versa per intero il contributo in caso applicando rivalsa ma come si considerano i minimali considerato che non c’è un compenso a giornata di lavoro?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      in questo caso non dovrebbe esser obbligatorio richiedere il certificato di agibilità ENPALS. Da verificare il rapporto con la SIAE. In entrambi i casi è consigliabile contattare gli enti preposti per avere certezza.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  2. Buongiorno. Non mi è chiara l’apertura agibilità per partita Iva forfettaria. Ci si arrangia nel sito dell’Inps? O si è esenti perché lo si paga già in fattura? Grazie.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      in caso di spettacoli soggetti a ex ENPALS, un confronto con l’inps è necessario. Nel caso specifico si consiglia di approfondire con l’ente o con un professionista specializzato sull’argomento.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
    • Buongiorno,
      un gruppo di musicisti è un gruppo di artisti. La s.n.c. è una società commerciale e non adatta per artisti o professionisti, in linea di massima. Si dovrebbe approfondire.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  3. Avendo una partita iva come musicista a regime forfettario e ed essendo comunque stupedente universitario al di sotto di 25 anni, sono esente dall’agibilità?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      in linea di massima ogni artista o musicista che si esibisce in un locale al chiuso o all’aperto davanti ad un pubblico, deve essere in possesso del certificato di agibilità INPS.
      Grazie per averci scritto

      Rispondi

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