Partita Iva pensionati: come funziona, limiti e regimi fiscali

I pensionati possono aprire la Partita Iva? La risposta è sì. Tuttavia, alcuni limiti sono previsti per l’adozione del regime forfettario. Leggi tutte le informazioni nella guida.

di Ilenia Albanese

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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Partita Iva pensionati
  • I pensionati sono liberi di aprire la Partita Iva purché rispetti i limiti stabiliti dalla legge.
  • I pensionati titolari di Partita Iva possono aderire al regime contabile forfettario purché non percepiscano redditi superiori a 30.000 euro.
  • Gli artigiani e commercianti con più di sessantacinque anni già pensionati presso le gestioni dell’Istituto usufruiscono della riduzione del 50% dei contributi previdenziali.

Una volta raggiunta l’età pensionabile il nostro ordinamento non preclude la possibilità di lavorare o di avviare un’attività. Infatti, anche i pensionati possono aprire la Partita Iva. Questo, però, a condizione che rispettino alcuni requisiti, e questo vale anche per l’adozione del regime forfettario.

Nonostante si tratti di soggetti che ricevono già la pensione, anche in questo caso i titolari di Partita Iva sono tenuti a versare i contributi previdenziali all’INPS.

In questa guida vedremo come funziona la Partita Iva per pensionati, quali sono i limiti da rispettare, come aprirla e tutti gli altri aspetti da considerare.

Partita Iva pensionati: come funziona

La pensione non esclude la possibilità di aprire la Partita Iva, di conseguenza anche chi ha raggiunto l’età pensionabile può avviare una nuova attività.

Infatti, non vi sono particolari limiti all’apertura della Partita Iva per chi è già andato in pensione, così come non c’è alcun divieto al cumulo dei redditi da lavoro autonomo con la pensione di vecchiaia, anzianità o anticipata.

Il pensionato, quindi, salvo le eccezioni che vedremo di seguito, può essere inquadrato come libero professionista o come ditta individuale.

Nel caso in cui il pensionato svolga la libera professione, oltre all’apertura della Partita Iva, dovrà anche aderire alla Gestione Separata INPS e pagarne i contributi senza, però, dover effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio.

Invece, se il pensionato è inquadrato come ditta individuale, dopo aver aperto la Partita Iva dovrà effettuare l’iscrizione alla Camera di Commercio con comunicazione telematica e aprire una posizione presso la Gestione Commercianti e Artigiani dell’INPS.

Partita Iva pensionati requisiti

I limiti per i pensionati con Partita Iva

Se da una parte è vero che la pensione non preclude la possibilità di aprire la Partita Iva, dall’altra è altrettanto vero che vi sono alcuni limiti.

Tali limiti riguardano le pensioni e gli assegni di invalidità entro determinate fasce reddituali. Inoltre, per chi riceve la pensione di inabilità non è ammessa alcuna cumulabilità, poiché si tratta di soggetti impossibilitati a prestare attività lavorativa, che sia dipendente o autonoma.

Inoltre, secondo quanto previsto dalle regole in vigore, non possono aprire una Partiva Iva con regime forfettario i pensionati che svolgono un’attività con datori di lavoro con i quali sono già intercorsi rapporti lavorativi nei due periodi d’imposta precedenti.

È, poi, necessario fare una distinzione tra i pensionati che hanno iniziato a lavorare prima del 31 dicembre 1995 e quelli che hanno aperto Partita Iva dopo. Infatti, i pensionati che hanno iniziato a lavorare prima del 31 dicembre 1995 non devono rispettare particolari requisiti per l’apertura della Partita Iva.

Invece, i pensionati che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 devono rispettare i seguenti requisiti per la cumulabilità tra pensione e Partita Iva:

  • avere 60 anni di età per le donne e 65 anni di età per gli uomini;
  • aver maturato almeno 40 anni di contributi.

Come aprire Partita Iva da pensionato

L’apertura della Partita Iva è una procedura semplice che può essere effettuata anche online. Questa, però, deve essere fatta entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

Bisogna prima di tutto compilare il modello AA9/12. Inoltre, bisogna stabilire alcuni aspetti:

  • il codice Ateco più attinente all’attività da svolgere;
  • il regime fiscale da adottare;
  • aprire una posizione all’INPS nella Gestione Separata o nella Gestione Artigiani e Commercianti.

Per le ditte individuali è anche necessario effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Questo può allungare le tempistiche per ottenere il certificato di attribuzione della Partita Iva. È, inoltre, previsto il pagamento del diritto camerale per l’iscrizione.

Le modalità con cui un pensionato può aprire la Partita Iva sono le seguenti:

  • tramite raccomandata A/R;
  • in via telematica sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

È consigliabile rivolgersi ad un commercialista per curare tutti questi aspetti per non commettere errori.

Partita Iva pensionati: regime fiscale

Come per i non pensionati, anche in questo caso è possibile scegliere tra il regime forfettario e il regime ordinario. I regimi contabili, o fiscali, rappresentano l’insieme delle regole da rispettare e degli adempimenti burocratici previsti per l’esercizio dell’attività. Il regime forfettario è quello che permette di ridurre i costi di gestione della Partita Iva.

Tuttavia, in questo caso vi è un limite reddituale per poter aderire al regime forfettario, inferiore a quello previsto quest’anno di 85.000 euro annui di reddito. Infatti, i pensionati che aprono Partita Iva non possono scegliere il regime forfettario se il reddito da pensione è superiore a 30.000 euro annui.

Di conseguenza, se il pensionato riceve un reddito superiore ai 30mila euro all’anno di trattamento pensionistico sarà obbligato ad aderire al regime ordinario.

Il regime forfettario è il più conveniente poiché prevede l’applicazione della cosiddetta flat tax al 15% sulla base imponibile, calcolata in base al coefficiente di redditività dato dal codice Ateco relativo all’attività svolta.

Ad esempio, se l’attività svolta prevede un codice Ateco con un coefficiente di redditività del 40%, l’imposta verrà applicata al 40% del totale del fatturato.

Anche in questo caso è prevista la riduzione della flat tax al 5% per i primi 5 anni di attività se si rispettano i requisiti delle startup.

La flat tax sostituisce le imposte che, al contrario, sono previste nei regimi semplificato e ordinario, come:

  • IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche);
  • IVA (imposta sul valore aggiunto);
  • IRAP (imposta regionale sulle attività produttive);
  • addizionali comunali e regionali.

In più, il regime forfettario prevede una contabilità semplificata senza l’obbligo di tenere le scritture contabili, una tassazione più bassa e l’obbligo di fatturazione elettronica solamente a partire dai 25.000 euro annui di ricavato, almeno fino al 1° gennaio 2024.

Partita Iva pensionati come funziona

Partita Iva pensionati: regime contributivo

Il titolare di Partita Iva, anche se pensionato, deve corrispondere i contributi previdenziali all’INPS. Questi sono previsti in misura diversa in base all’attività esercitata.

Infatti, il pensionato libero professionista senza cassa deve essere iscritto alla Gestione Separata dell’INPS versando i contributi in percentuale con un’aliquota del 24%.

Invece, i pensionati inquadrati come ditta individuale devono iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS e i contributi fissi sul reddito minimale, che ammonta a pari a 3.898,32 euro per gli artigiani e di 3.983,73 per i commercianti. Sul reddito eccedente si applica l’aliquota del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti.

Se il pensionato ha adottato il regime forfettario, è prevista la possibilità di richiedere la riduzione del 35% dei contributi.

Se il titolare di Partita Iva che è già in pensione continua a versare ulteriori contributi all’INPS, se rispetta certi requisiti può ottenere un supplemento della pensione che verrà liquidato facendo domanda direttamente all’INPS. Tali requisiti sono:

  • devono essere passati almeno 5 anni dalla data di decorrenza della pensione o dall’ultimo supplemento liquidato;
  • aver raggiunto l’età pensionabile di vecchiaia, ma questo non vale per la pensione Gestione Separata INPS;
  • può essere richiesto una sola volta che il supplemento di pensione sia riconosciuto e liquidato solo dopo 2 anni dalla decorrenza della pensione di vecchiaia;
  • il supplemento può essere richiesto prima del raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia in caso di contribuzione versata alla gestione speciale e liquidata dall’ assicurazione generale obbligatoria.

Si precisa, poi, che i pensionati che hanno richiesto la riduzione del 35% dei contributi INPS non possono usufruire del beneficio che permette di ridurre il versamento dei contributi del 50%.

Partita Iva pensionati – Domande frequenti

Cosa succede se un pensionato apre la Partita Iva?

Il soggetto pensionato può tranquillamente continuare a lavorare e aprire la Partita Iva. Infatti, il pensionamento non preclude la possibilità di aprire la Partita Iva. Scopri come funziona e quali sono i limiti.

Un pensionato con reddito di 30.000 può aprire Partita Iva?

I pensionati che percepiscono un reddito da pensione di 30.000 euro annui possono aprire la Partita Iva ma non aderire al regime forfettario, quindi dovranno aderire al regime ordinario. Leggi la guida per conoscere i vantaggi della flat tax e quelli del regime ordinario.

Quanto costa aprire una Partita Iva per un pensionato?

L’apertura della Partita Iva è gratuita, ma il pensionato inquadrato come ditta individuale dovrà pagare il diritto camerale oltre alla flat tax.

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Ilenia Albanese

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Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.
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Giovanni Emmi
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Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

77 commenti su “Partita Iva pensionati: come funziona, limiti e regimi fiscali”

  1. Un pensionato che apre la partita Iva regime forfettario e con reddito da pensione di 18000 euro, quanto può fatturare nella sua attività con tale regime forfettario?

    Rispondi
    • Buonasera,
      anche per i pensionati il massimo dei compensi in regime forfettario è di 85.000 euro l’anno.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
    • Buongiorno,
      i contributi previdenziali versati possono aumentare la pensione. Nello specifico su tempi e modalità le consigliamo di approfondire con un ente di patronato.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  2. Buongiorno, sono part time dipendente pubblico (metà tempo) e ho la partita iva dal 2002, con regime forfettario. Tra due anni andrò in pensione a 67 anni, mantenendo la partita iva. Potrò già richiedere la porzione di pensione spettante come partita iva? Potrò richiedere la riduzione del 35% di contributi? Grazie e saluti
    E. Modena

    Rispondi
    • Buonasera,
      la domanda posta è complessa e richiederebbe un approfondimento documentale per una risposta esaustiva. Il diritto alla pensione con la gestione separata dovrebbe già essere maturato ma, anche in questo caso, dipende dai versamenti effettuati ogni anno.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  3. Buongiorno….sono pensionato da poco e vorrei aprire partita iva forfettaria . L’INPS mi ha comunicato che la mia pensione verrà decurtata dal 30% sulla differenza con la pensione minima o al massimo del 30% sul prodotto lordo fatturato. Vorrei sapere come avviene la trattenuta se mensilmente anche se non si producono fatture mensilmente?….. grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      l’adeguamento mensile avverrà sulla base di quanto comunicato con la dichiarazione dei redditi. Dopo l’adeguamento saranno conguagliati gli arretrati. Per maggiori dettagli le consiglio di rivolgersi direttamente all’inps oppure a un ente di patronato, in quanto si tratta di procedure che possono variare.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  4. Buongiorno
    Sono un pensionato con un lordo di 33.000€
    Per lavorare devo aprire una partita iva con il regime ordinario e quindi pagherò le tasse con il cumulo?
    Facendo i conti della serva se fatturassi 85.000€ quanto andrei a pagare di tasse?
    Quanto incrementerebbe successivamente la pensione?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      non dovrebbe accedere al forfettario. Per un calcolo sulle tasse da pagare può utilizzare uno dei nostri tool sul sito partitaiva.it. L’incremento della pensione dipende da molte variabili, per la cui analisi sarebbe necessario un approfondimento sulla sua posizione previdenziale personale.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  5. Buonasera percepisco.una pensione di invalidità con un reddito di €36.000,00 annui,posso aprire una partita IVA per lavoro mansioni d’ufficio ,ho iniziato a lavorare nel 1978 è attualmente ho 63 anni,dovrei scegliere eventualmente il regime forfettario?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      non può accedere al forfettario per superamento del limite, per la partita iva si dovrebbe approfondire vagliando la documentazione in suo possesso e le attività che intende intraprendere.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  6. Salve sono un pensionato statale con un lordo di euro 35000 vorrei aprire una partita iva cosa mi consigliate stimando un fatturato con partita IVA di circa 6000 € quale procedura farebbe al mio caso grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      probabilmente non può aderire al regime forfettario, si dovrebbe valutare in modo approfondito con un commercialista.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  7. Buon giorno , sono in pensione da giugno scorso per aver maturato gli anni di contributi nonostante o 61 anni da lavoratore autonomo artigiano, regolarmente iscritto come artigiano e pago ancora i contributi perchè o l’impresa aperta. Domanda, in seguito ad un malore , sono diventato inabile al lavoro, posso richiedere l’invalidità nonostante o la partita iva aperta in aggiunta alla pensione? Grazie in anticipo

    Rispondi
    • Buonasera,
      le suggeriamo di verificare direttamente con la sede Inps, poichè ci sono diversi parametri da prendere in considerazione ( % di invalidità/reddito ecc.).

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  8. Buonasera
    Come pensionato con partita IVA in regime ordinario in considerazione dell’importo lordo superiore a 30.000 € La Aliquota del 24 % IMPS è calcolata sul reddito netto ma ha un minimo su base annua ?
    Sarebbe in gestione separata , per la quale servono almeno 5 anni contributivi , oppure in ordinaria ?
    Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      la gestione separata inps non prevede l’applicazione di un minimo annuo.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  9. Buon giorno, sono un pensionato statale (inps ex inpdap) che vorrebbe esercitare la libera professione di ingegnere. Mi pare di capire che potrei accedere al regime forfettario solo se la mia pensione non superi 30.000 €\anno, ma s’intende netti o lordi?? Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      l’importo della pensione preso come base di riferimento è quello al lordo delle ritenute fiscali.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  10. Buongiorno
    Pensionato con lordo inferiore ai 20.000 , continuo ad esercitare la libera professione con versamento contributi previdenziali alla Cassa specialistica, regime forfettario. Il reddito di pensione cumula con il mio fatturato annuo o si deve considerare a parte? Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      il reddito da regime forfettario è assoggettato a imposta sostitutiva e non si cumula con il reddito da pensione. Le posizioni restano distinte ai fini del calcolo fiscale delle imposte.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  11. Buonasera,ho una partita iva con regime forfetario, da aprile 2022 percepisco la pensione inps+enasarco con la dichiarazione dei redditi dovrò dichiarare il totale percepito pensione +ricavi da lavoro autonomo e le trattenute già applicate nei cedolini delle pensioni?
    Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      in caso di regime forfettario l’applicazione dell’imposta sostitutiva non si cumula con i redditi da pensione, assoggettati a IRPEF. Da verificare le soglie di esclusione per la fuoriuscita dal regime.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  12. Buongiorno, sono un pensionato di 65 anni ex INPDAP ex Sottufficiale dell’Esercito Italiano con un lordo complessivo annuale di 44.000,00 euro, mi si presenta l’occasione di gestire un campeggio con un guadagno molto alto penso intorno ai 100.000,00 euro lordi l’anno, posso inanzitutto accettare questo lavoro per non perdere la mia pensione? posso aprire una qualsiasi partita iva? potrebbe aumentare la mia pensione? grazie dei consigli.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      la sua pensione potrebbe essere, se non sospesa, probabilmente, ridimensionata. Una valutazione da fare con molta attenzione e l’ausilio di un professionista esperto in materia. L’alternativa potrebbe essere quella della gestione con una s.r.l. nella quale avrebbe una partecipazione e un ruolo nel consiglio di amministrazione. Anche in questo caso la posizione andrebbe attentamente valutata con un professionista.

      Può rivolgersi al suo commercialista o attivare il nostro servizio compilando il seguente form: https://form.jotform.com/222503188166354.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  13. Buongiorno, ho una partita iva in regime forfettario, nel 2022 ho raggiunto un reddito da pensione di euro 30031,06 ( dati cud ), questo sforamento è dovuto al fatto che nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2022 compresa la tredicesima, ho ricevuto anticipatamente l’importo di euro 45,44 evidenziati nel cedolino della pensione sotto la voce “incremento DL aiuti bis” previsti da gennaio 2023. Domanda: posso evitare di uscire dal regime forfettario e semmai come?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      è una situazione davvero spiacevole, non crediamo possano esserci soluzioni per rientrare nel regime forfettario.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  14. Sono un neo pensionato con un reddito lordo di pensione di 34000 euro. Quali sono i costi di apertura e chiusura della partita, in che regime fiscale sarei collocato con un eventuale di attività di prestazione professionale infermieristica con un introito mensile di 2000 euro mensili. E quali sono le trattenute e le percentuali ai fini dell’iva, dell’INPS e dell’IRPEF ed eventuale altre trattenute. Grazie.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      la domanda è molto complessa, per rispondere richiederebbe un calcolo puntuale e la conoscenza anche della situazione personale fiscale del contribuente. In linea di massima su 2.000 euro mensili, fra contributi e imposte ipotizziamo un netto di non più di 1.000 euro mensili.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  15. Buongiorno, ho letti che se si va’ in quiescenza, con la pensione anticipata è si vorrebbe aprire una partita iva con regime forfettario o ordinario, si avrebbe la riduzione del 50% della pensione anticipata o addirittura l’annullamento della pensione anticipata.
    È vero?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      l’apertura di partita iva per un pensionato non è priva di conseguenze, da verificare caso per caso con un commercialista in riferimento alle condizioni soggettive del pensionato e del tipo di attività da svolgere.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  16. Buongiorno dott.ssa Albanese,
    ho 65 anni e sono pensionato pubblico con 43 anni di servizio con pensiore inferiore ai 30.000 euro annui.
    Ho letto l’interessante articolo ma dalle varie risposte date, alcuni aspetti, a causa della mia incompetenza, non mi sono chiari.
    Premetto che svolgerei in forma individuale attività di tipo intellettuale (docente in corsi di formazione).
    Ho capito che posso aprire partita IVA con regime forfettario ma ho questi dubbi.
    1) nei successivi anni la pensione rimarrà inalterata o verrà ridotta dall’INPS in virtù del redditto ulteriore?
    2) il redditto maturato con l’attività svolta e su cui pagherei il regime IVA forfettario, sarebbe poi accumulato all’irpef della pensione e tassato con la massima aliquota?
    3) ho l’iscrizione all’INPS gestione separata. Dovrei comunque versare all’INPS?(ad oggi devo farlo se supeto i 5000 euro)
    Vi ringrazio anticipatamente per il tempo dedicatomi, e per la professionale risposta.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      possiamo rispondere con certezza solo alla domanda n. 3. Con la partita iva il versamento alla gestione separata avverrà anche sulle fatture da 10 euro. Per le altre richieste dipende dagli importi che percepisce come pensionato e delle somme che fatturerà con la partita iva. Da approfondire nello specifico con un commercialista.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  17. Quale appartenente alle forze di Polizia /Armata, il 9 marzo 2026 andrò in pensione per raggiunti limiti d’età maturando 40 anni e 6 mesi effettivi di contributi.
    Potrò aprire la P. IVA forfettaria, tenendo presente che verosimilmente percepirò un RAL di pensione di 50mila euro?

    Rispondi
  18. Quale appartenente alle forze di Polizia /Armata, il 9 marzo 2026 andrò in pensione per raggiunti limiti d’età maturando 40 anni e 6 mesi effettivi di contributi.
    Potrò aprire la P. IVA forfettaria, tenendo presente che verosimilmente percepirò un RAL di pensione di 50mila euro?
    PS1 Ovviamente il mio quesito è quello di sapere se la mia pensione resterà inalterata o subirà riduzioni dall’INPS in virtù di ulteriore reddito?
    PS2 Maturerò effettivi 40 anni e 6 mesi di servizio che uniti alla “supervalutazione attribuita” (benefici L. 284/1977 art.3) in totale saranno 45 anni e 6 mesi.

    Mi scuso per l’integrazione e Ringrazio ancora

    Rispondi
    • Buonasera,
      è molto probabile che non sarà possibile applicare il regime forfettario. In questo caso la determinazione delle imposte risentirà negativamente dell’influenza del doppio reddito. Le consigliamo di rivolgersi a un commercialista per avere una definizione chiara della sua posizione prima di aprire la partita iva.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  19. Buongiorno, complimenti per l’articolo, molto esauriente. A proposito del mio caso: pensionata di anzianità “sanità” con pensione Inps (ex Inpdap) dal 1° febbraio sotto i 30mila annui. Vorrei aprire una PI forfettaria per essere in regola fatturando con il mio blog di ricette che mi frutta circa 100 euro al mese con le pubblicità di Google. A questo punto ho molti dubbi:
    1) mi andranno a ridurre la pensione dopo aperta la PI?
    2) dovrei pagare circa 4.000 annui di contributi all’Inps (con la sola riduzione del 35%) come “commerciante”?
    A sto punto spenderei il doppio di quanto guadagno. Ma è possibile? Non è che ho capito male?
    Secondo lei c’è una formula più conveniente?
    Grazie dottoressa, un cordiale saluto

    Rispondi
    • Buonasera,
      la formula migliore è quella di iscrizione come professionista alla gestione separata, che appare essere anche la più corretta. In questo caso non si verserebbero euro 4.000 per anno fissi.

      Per quanto riguarda la riduzione della pensione, dipende da alcuni fattori che andrebbero analizzati nel dettaglio con un commercialista.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  20. Buongiorno, il 30.11.2023 cesserò il rapporto il rapporto di lavoro dipendente ed andrò in IsoPensione da dicembre 2023 fino alla maturazione dei requisiti della Pensione anticipata definitiva.
    Vorrei aprire da gennaio 2024 una P.IVA come consulente in regime forfettario beneficiando anche delle agevolazioni previste per i primi 5 anni di start-up (imposizione fiscale 5%).
    MI confermate che l’esclusione dal regime forfettario di coloro che hanno superato un reddito di 30.000 € non si applica per coloro che, come me, hanno cessato il rapporto di lavoro l’anno precedente (per me 2023) ?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      in linea di principio la sua previsione è corretta. Si consiglia, in ogni caso, di consultare un commercialista per approfondire il caso.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
      • Percepisco una pensione annua lorda di 60000 euro,non potendo aderire al regime IVA forfettario e non volendomi impegnare nel regime IVA ordinario ,quale altra soluzione fiscale mi consiglia

        Rispondi
        • Buongiorno,
          una soluzione alternativa potrebbe essere la gestione della sua attività con srl, ma bisognerebbe valutare la convenienza da un punto di vista economico e il fatturato attuale prodotto.

          Grazie per averci scritto

          Rispondi
  21. Se alla fine dell’anno solare i redditi da pensione lorda aumentano di circa 900 euro la soglia dei 30.000 euro, un professionista con partita iva e regime forfettario, ottenuto quando la pensione era inferiore ai 30.000 euro, come deve comportarsi per la dichiarazione dei redditi, considerando che l’importo superiore è reso noto solo con CUD pubblicato a marzo dell’anno successivo e che nel frattempo ha fatturato con i criteri del forfettario?

    Rispondi
    • Buonasera,
      dovrebbe attivare il regime iva ordinario da gennaio e provvedere a sanare la posizione emettendo, eventualmente, note di debito per l’iva. E’ consigliabile consultare un commercialista per regolarizzare la posizione.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  22. Buongiorno percepisco una pensione lorda di 18.000,00 euro se apro partita Iva per un compenso di 20.000,00 euro l’anno cosa pago in più di tasse. E la pensione che percepisco rimane lo stesso importo grazie

    Rispondi
    • Buonasera,
      potrebbe verificare se ha i requisiti per il regime forfettario e risparmiare sulla tassazione. La riduzione della pensione è una opzione possibile da verificare in anticipo.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  23. BUONASERA , SONO UN AGENTE DI COMMERCIO IL 1-1-2025 POTREI ANDARE IN PENSIONE ANTICIPATA , HO PERO’ PERSO UN MANDATO IMPORTANTE E NEL 2024 IL MIO REDDITO SARA’ MOLTO BASSO. VOLEVO CAPIRE SE QUELLO CHE HO MATURATO AD OGGI MI RIMANE ” CONGELATO” PARLO DI QUOTA 103 (CHE GIA POTREI AVERE)
    OPPURE LA MIA PENSIONE VIENE RICALCOLATA E SI ABBASSA ?
    GRAZIE MILLE

    Rispondi
    • Buongiorno,
      non dovrebbe avere ripercussioni negative. Da verificare la situazione complessivamente con un professionista.
      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  24. Salve,
    tra qualche mese, con il compimento dei 65 anni andrò in pensione con un reddito annuale di circa 70.000 euro annui lordi.
    Chiedo cortesemente se mi conviene aprire partita iva come libero professionista per introiti che si presuppone non superino gli 8.000 euro annui.
    Grazie

    Rispondi
  25. Buongiorno.
    Da professionista della sanità se una volta in pensione, volessi esercitare presso una struttura convenzionata, dovrei aprire la partita IVA?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      dovrebbe verificare con la struttura convenzionata quali sono le esigenze. Probabilmente la partita iva è la soluzione migliore.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  26. Buongiorno
    sono un medico in pensione dal 2023 prima avevo partita iva quindi reddito da lavoro autonomo.
    da gennaio 2023 sono in pensione.
    sto continuando ad esercitare molto poco…
    Ho scelto il forfettario per il 2023 poiché non avevo un reddito da lavoro dipendente o da pensione l’anno precedente (2022) che superasse i 30.000€.
    ed il mio fatturato per il 2023 è basso non supera assolutamente gli 85.000
    Ho fatto bene?
    Per il 2024 ovviamente non potrò più poiché ho il reddito da pensione 2023 che supera i 30.000€. E’ corretta la mia interpretazione?

    Rispondi
    • Buongiorno,
      in linea di principio l’interpretazione sembrerebbe corretta, tuttavia è sempre preferibile approfondire con un professionista che possa avere accesso anche alla documentazione.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  27. salve, sono un dipendente in pensione dal 1 Luglio2023 per limiti di età 67 anni.
    non supero i 30.000 euro annuo lordi, che regime mi consigliate per aprire una P. iva ,fatturando un massimo di 15.000 euro anno.
    Grazie.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      dovrebbe valutare l’opportunità di apertura della partita iva, in funzione dell’eventuale incidenza sulla misura della pensione. Da un punto di vista fiscale, non sembrano esserci i presupposti per aderire al regime forfettario, con ulteriore aggravio di uscite per imposte dirette.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  28. Buongiorno,
    sono in pensione da 6 anni e in questo periodo ho lavorato con ritenuta di acconto quindi come lavoratore occasionale. Il mio lavoro è di tipo intellettuale, faccio formazione su procedure informatiche ( programmi di lavoro, non dovrebbe servere la comunicazione preventiva ). Il reddito prodotto è stato sempre sotto i 5.000 € , il prossimo anno forse lo supero in quanto potrei avere una richiesta di un cliente ( forse 2) con diverse persone da formare e penso di superare il limite dei 5.000 € anche se non di molto.
    Aprirei anche una partita iva ordinaria (mia pensione oltre 30.000 €) ma poi quanto mi può costare? Vale la pena per compensi totali inferiori a 10.000 €? ( pochi committenti ( < di 10 fattura media 500 € ) e di solito lontano dal mio domicilio ( ma a volte anche da remoto) .
    Oppure è meglio l'iscrizione alla gestione separata all'inps ?
    Grazie

    Rispondi
  29. Salve,
    pensionato di 74 anni, libero professionista iscritto alla gestione separata inps, codice ateco 62.01.00. Fatturato 22600€.
    Può ottenere la riduzione del 50% sui contributi?
    O solo chi è iscritto come artigiano e commerciante?
    Il mio commercialista non mi ha fatto versare alcuna rata sui contributi fissi (credo sia corretto).
    Come meglio procedere, va fatta richiesta per l’anno in corso, si è ancora in tempo?

    Grazie,
    V.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      l’attività potrebbe essere inquadrata come artigiano (in questo caso vale il principio della riduzione al 50%) oppure alla gestione separata, e la logica sarebbe diversa.

      Dipende dall’inquadramento e dalla incidenza dell’attività intellettuale rispetto a quella organizzata.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  30. SALVE,HO 57 ANNI E DAL 1 GENNAIO 2024 SONO IN PENSIONE,VORREI APRIRE LA PARTITA IVA DA PENSIONATO,CON IL CODICE ATECO,VENDITA DI PRODOTTI VIA INTERNET,SICURAMENTE NON ARRIVERO AI 30000 EURO ANNUI COME PENSIONE,QUINDI DA COME HO CAPITO POSSO APRIRLA CON REGIME FORFETTARIO,VOLEVO CHIEDERE QUALI SONO LE SPESE FISSE OLTRE AL COMMERCIALISTA,POTREBBERO TOGLIERMI QUALCOSA ANCHE DALLA PENSIONE MENSILE?,GRAZIE PER LA RISPOSTA

    Rispondi
    • Buongiorno,
      potrebbero esserci delle ricadute sull’importo della pensione, le variabili sono molteplici, le consigliamo di verificare con un ente di patronato prima di procedere alla apertura della partita iva.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  31. Buonasera
    Ho 63 anni e sono andata in pensione con 41anni e dieci mesi da un mese e percepisco uno lordo 1650€ annuo 21600€
    Vorrei continuare a lavorare … ma sono indecisa come dipendente o con partita iva …il mio reddito annuo 2022 da lavoro è 10000€
    1)Quale secondo lei è. La forma più conveniente?
    2) E in quale caso
    lavoro dipendente
    O nel caso con partita iva …
    Può essere decurtata la pensione?
    Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      la soluzione più conveniente potrebbe essere quella di aprire una partita iva.

      Da verificare se può essere decurtata la pensione con un ente di patronato.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  32. buon giorno io ho la partita iva forfettaria, devo andare in pensione a luglio 2024, mi interessava capire fino a quanto posso fatturare nel 2024 per non dovere pagare più tasse.
    ho intenzione di smettere completamente di lavorare e chiudere la partita iva.
    grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      non c’è cumulo tra il reddito da pensione e da forfettario. L’unica cosa da verificare con attenzione è il totale da fatturare nel periodo ai fini della fuoriuscita dal regime in corso d’anno. Situazione molto delicata che consigliamo di approfondire con un commercialista.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  33. Sono pensionato delle forze dell’ordine con un lordo superiore ai 30000 euro. Posso aprire p.iva agricola e rimanere in regime di esonero se non supero i 7000€ annui derivanti dalla vendita dei prodotti agricoli?

    Rispondi
  34. Buongiorno, non ho trovato risposta al mio quesito tra i precedenti pertanto vorrei chiedere: Io a breve, entro 2 mesi, andrò in pensione e volevo aprire una partita iva forfettaria ma il mio reddito sia 2022 che 2023 è superiore ai 30000€ ma leggevo nelle disposizioni che ci sarebbe una possibilità di deroga a tale limite se si va in pensione e si apre la partita iva nello stesso anno. Ho sentito diversi commercialisti in merito ma per alcuni si per altri no. Vi sarei grato per il vostro contributo di pensiero perchè, chiaramente, si tratta di una bella differenza nel mio caso come per altri sia da un punto di vista del cumulo dei redditi che di tasse da pagare non avendo necessità di scaricare spese perchè lavorerei come consulente esterno. Grazie e buon lavoro.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      nel suo caso specifico, non sembrano esserci le condizioni per accesso al regime forfettario, in quanto il reddito è superiore nell’anno precedente.

      Per approfondimenti, consigliamo di rivolgersi a un commercialista specializzato in materia ed analizzare il caso specifico.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
  35. Buon giorno,
    come si computano i contributi INPS per una P.IVA in regime ordinario, gestione separata, percettore di pensione sopra i 30000 euro?
    Ovvero, se non dovessi fatturare, dovrei versare comunque i contributi INPS?
    Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno,
      Per i titolari di reddito autonomo di cui all’articolo 53 del D.P.R. n. 917/1986 pensionati o assicurati presso altre forme di previdenza obbligatorie, obbligati alla contribuzione presso la Gestione separata, per l’anno 2024, l’aliquota è confermata al 24%, così come disposto dall’articolo 1, comma 79, secondo periodo, della legge n. 247/2007, come da ultimo modificato, a decorrere dal 1° gennaio 2014, dall’articolo 1, comma 491, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di Stabilità 2014).

      Grazie per averci scritto

      Rispondi
        • Buongiorno,
          si applica al reddito (compensi – pagamenti). Nel caso di forfait si applica al reddito forfetizzato.

          Grazie per averci scritto

          Rispondi
  36. Buongiorno, ho 67 anni, pensionato da 4 mesi, sto continuando a lavorare come commerciante, ho fatto richiesta all’INPS per la riduzione del 50% dei contributi previdenziale, l’INPS ha rigettato la mia richiesta motivandola che il mio sistema di pensione contributiva non lo permette. È possibile? Grazie.

    Rispondi
    • Buongiorno,
      questo dice la norma: Per i lavoratori autonomi gia’ pensionati presso le gestioni dell’INPS e con piu’ di 65 anni di eta’ il contributo previdenziale puo’ essere a richiesta applicato nella misura della meta’ e per i lavoratori per i quali la pensione e’ liquidata in tutto o in parte con il sistema retributivo il relativo supplemento di pensione e’ corrispondentemente ridotto della meta’.

      Per dare una risposta esaustiva sarebbe necessario visionare la pratica.

      Grazie per averci scritto

      Rispondi

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