A differenza della sua più snella controparte, il 730, il Modello Unico offre la possibilità di accorpare in un’unica dichiarazione diverse tipologie di reddito, per cui è adatto a chi ha situazioni fiscali più complesse o diversificate.
È infatti destinato soprattutto liberi professionisti e imprenditori, o a chi possiede redditi di natura non solo dipendente, poiché grazie alla sua struttura omnicomprensiva, permette di gestire redditi da locazioni, partecipazioni, lavoro autonomo e molto altro, consentendo sia al contribuente che all’Agenzia delle Entrate di avere una visione globale della situazione fiscale.
L’invio del Modello Unico, o Modello Redditi PF, deve rispettare precise scadenze. Tuttavia, chi non ha rispettato le scadenze, può ancora mettersi in regola e avvalersi del ravvedimento operoso entro il 29 gennaio.
Ecco nel dettaglio come funziona e come procedere.
Indice
- Chi deve preparare e presentare il Modello Unico
- Scadenza presentazione Modello Unico
- Documenti per la compilazione del Modello Unico
- Come compilare il Modello Unico
- Presentazione telematica del Modello Unico
- Modello Unico Persone Fisiche precompilato
- Sanzioni e conseguenze per la mancata presentazione del Modello Unico
- Dichiarazione Modello Unico tardiva: come mettersi in regola
Chi deve preparare e presentare il Modello Unico
I contribuenti tenuti a compilare il Modello Unico in sostituzione del 730 sono:
- i titolari di partita IVA, come liberi professionisti, società di persone e ditte individuali, i quali devono dichiarare i redditi generati dall’attività professionale o imprenditoriale;
- coloro che percepiscono redditi diversi dal solo lavoro dipendente, come redditi da locazione, da capitale, o altri redditi assimilabili.
Anche chi risiede all’estero ma produce redditi in Italia ha l’obbligo di presentare il Modello Unico, essendo soggetto alla tassazione prevista dalla normativa italiana.
Scadenza presentazione Modello Unico
Generalmente, il termine per l’invio telematico del Modello Unico cade verso la fine dell’anno fiscale, ma la data limite varia a seconda delle modalità di presentazione scelte. Per i contribuenti che optano per l’invio telematico, la scadenza è fissata al 31 ottobre dell’anno successivo a quello di riferimento.
Chi, invece, decide di utilizzare il modello in formato cartaceo deve presentarlo presso un ufficio postale, ma solo se appartiene a particolari categorie di contribuenti non obbligati a effettuare la dichiarazione online. In tal caso, la scadenza è solitamente anticipata al 30 giugno rispetto all’invio telematico.
Documenti per la compilazione del Modello Unico
Il primo gruppo di documenti indispensabili da tenere sotto mano per la compilazione del Modello Unico riguarda le certificazioni dei redditi percepiti. Per i titolari di partita IVA, questo significa avere:
- tutte le fatture emesse e quelle ricevute, che rappresentano la base per il calcolo del reddito imponibile;
- eventuali certificati di ritenuta d’acconto ricevuti per collaborazioni o prestazioni occasionali.
Chi possiede immobili deve invece disporre:
- dei contratti di locazione;
- dei documenti relativi ai redditi percepiti dall’affitto;
- delle visure catastali aggiornate per confermare la proprietà e il valore degli immobili.
Va ricordato che per qualsiasi altra tipologia di reddito diverso da quello dipendente o autonomo, sarà necessario valutare le casistiche specifiche e preparare idonea documentazione facendosi aiutare da un professionista fiscale. Oltre ai redditi, bisogna poi tenere conto delle spese che è possibile portare in detrazione o deduzione, quando applicabili. Queste includono:
- le ricevute e le fatture per le spese mediche;
- i contributi previdenziali versati;
- altre tipologie di spesa come quelle per ristrutturazioni edilizie o per il risparmio energetico, che danno diritto a specifiche detrazioni fiscali;
- gli interessi passivi del mutuo prima casa;
- le spese scolastiche dei figli;
- le polizze assicurative sulla vita e contro gli infortuni.
È poi necessario avere tutti i modelli di versamento delle imposte precedenti, come l’F24, per verificare eventuali acconti già pagati o per calcolare con precisione il saldo finale dovuto. In questa fase, occorre prestare particolare attenzione anche agli eventuali crediti d’imposta maturati, che possono essere portati in compensazione nel Modello Unico, per cui si consiglia l’assistenza di un commercialista.
Come compilare il Modello Unico
La prima parte del Modello Unico è dedicata ai dati anagrafici. Qui vanno inseriti tutti i dati personali del contribuente:
- nome;
- cognome;
- codice fiscale;
- data di nascita;
- residenza.
I quadri relativi ai redditi percepiti costituiscono invece la parte principale del Modello Unico. Ogni Quadro è dedicato a una specifica tipologia di reddito:
- Quadro RA: redditi da terreni;
- Quadro RB: redditi derivanti da fabbricati;
- Quadro RC: redditi di lavoro dipendente e assimilati;
- Quadro RE: redditi da lavoro autonomo;
- Quadro RF: redditi d’impresa;
- Quadro RG: redditi da imprese in contabilità semplificata;
- Quadro RH: redditi prodotti in forma associata;
- Quadro RS: informazioni complementari (crediti d’imposta, oneri deducibili);
- Quadro LM: regime dei minimi o forfettario;
- Quadro RX: riepilogo crediti e imposte;
- Quadro RN: calcolo dell’imposta netta;
- Quadro RP: oneri detraibili e deducibili;
- Quadro RV: contributi a enti e eccedenze da compensare;
- Quadro RT: plusvalenze e minusvalenze da cessioni;
- Quadro RM: redditi soggetti a imposta sostitutiva;
- Quadro CR: crediti per ridurre le tasse;
- Quadro LC: per agevolazioni come la cedolare secca;
- Quadro AC: per indicare i dati relativi agli amministratori di condominio.
Se la situazione fiscale è particolarmente complessa, come può essere il caso di chi ha redditi provenienti da più fonti o da attività estere, affidarsi a un commercialista è sempre consigliabile.
Detrazioni e deduzioni fiscali
Le detrazioni si applicano direttamente sull’imposta lorda, abbassando l’ammontare da versare, mentre le deduzioni riducono il reddito imponibile su cui si calcola l’imposta.
Tra le detrazioni più comuni troviamo quelle per le spese mediche e sanitarie, gli interessi passivi sul mutuo per la prima casa, le spese di istruzione per i figli e quelle per il risparmio energetico. Ogni detrazione richiede la presentazione di documenti giustificativi, come fatture o ricevute, che dovranno essere conservati per almeno cinque anni in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Le deduzioni più frequenti, invece, riguardano i contributi previdenziali e assistenziali versati obbligatoriamente o volontariamente. Anche in questo caso, è necessario mantenere un archivio ordinato della documentazione a supporto.
Calcolo delle imposte
Una volta inseriti tutti i redditi e le spese detraibili o deducibili, è il momento di calcolare l’imposta dovuta. Il Modello Unico prevede diverse aliquote fiscali a seconda del reddito imponibile, che vanno dal 23% al 43% nel caso dell’IRPEF, per i redditi più alti.
In questa fase, si deve anche tener conto di eventuali acconti già versati, che vengono sottratti dall’importo totale dovuto. Se l’imposta versata in anticipo è superiore a quella effettivamente dovuta, il contribuente potrà richiedere un rimborso o portare l’eccedenza in compensazione per l’anno successivo.
Presentazione telematica del Modello Unico
Per accedere al servizio di presentazione telematica, è necessario disporre di uno dei seguenti strumenti:
- un’identità digitale SPID;
- una Carta nazionale dei servizi (CNS);
- una Carta d’identità elettronica (CIE).
Una volta effettuato l’accesso al portale Fisconline o Entratel, a seconda del tipo di contribuente, si ha la visione dell’area riservata dove è possibile caricare il Modello Unico già compilato. L’invio deve avvenire entro le scadenze stabilite dall’Agenzia delle Entrate.
Solo alcune specifiche categorie possono presentare il modello in forma cartacea presso gli uffici postali. Tra loro, troviamo:
- contribuenti che non possono inviarlo telematicamente per cause di forza maggiore;
- persone residenti all’estero senza accesso ai servizi telematici;
- contribuenti che devono presentare dichiarazioni per conto di deceduti.
Modello Unico Persone Fisiche precompilato
Il Modello Unico oggi è anche in versione precompilata, dati gli ultimi strumenti digitali messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Di fatto si tratta del Modello Redditi PF accessibile telematicamente dal sito dell’Agenzia, tramite le proprie credenziali digitali.
L’Agenzia conosce già molte informazioni sul professionista o sull’impresa che sta presentando la dichiarazione, mentre per altre è necessario integrare i dati o modificarli. Il sistema permette quindi di scegliere il modello da inviare e di verificare tutti i dati già in possesso del fisco, con la possibilità di aggiungere quelli mancanti e procedere all’invio con un click.
Sanzioni e conseguenze per la mancata presentazione del Modello Unico
Nel caso in cui la dichiarazione venga presentata in ritardo, sussistono tre principali casistiche:
- dichiarazione tardiva (entro 90 giorni): sanzione fissa di 25 euro (1/10 della sanzione minima di 250 euro);
- dichiarazione omessa (oltre 90 giorni): se ci sono imposte dovute, la sanzione può arrivare al 120% delle imposte. Se non ci sono tasse dovute, varia da 250 a 1.000 euro;
- imposte superiori a 50.000 euro: possibile reato penale con reclusione da 2 a 5 anni.
Inoltre, chi non presenta la dichiarazione corretta entro i termini può vedersi negata la possibilità di beneficiare di eventuali detrazioni o crediti d’imposta. In caso di errore nella dichiarazione presentata, è comunque possibile presentare una dichiarazione integrativa per correggere eventuali inesattezze, ma anche in questo caso le tempistiche sono fondamentali per evitare sanzioni più severe.
Dichiarazione Modello Unico tardiva: come mettersi in regola
L’ordinamento fiscale prevede una finestra temporale di 90 giorni per permettere ai contribuenti di rimediare a un’eventuale dimenticanza. Quindi, chi non ha presentato il Modello Unico entro il 31 ottobre, ha tempo fino al 29 gennaio successivo per rimediare, grazie all’istituto del ravvedimento operoso. In questi casi la dichiarazione è considerata tardiva, ma a tutti gli effetti valida. Superata questa ulteriore soglia dei 90 giorni, il documento viene invece classificato come omesso, comportando sanzioni più elevate e procedure di regolarizzazione più complesse.
Per regolarizzare la propria posizione, il ravvedimento prevede l’invio della dichiarazione (tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate), il calcolo delle somme dovute e il versamento tramite modello F24. In questo caso è prevista una sanzione fissa per il ritardo, pari a 25 euro. Se dalla dichiarazione emerge un debito (IRPEF, IRES, IVA, ecc.), bisogna aggiungere l’imposta non versata a suo tempo più gli interessi (che sono però ridotti rispetto a quelli previsti per il versamento eseguito con un ritardo superiore a 90 giorni rispetto alla scadenza).
A questo punto, il contribuente è tenuto al versamento delle somme, che deve essere effettuato utilizzando il modello F24.










Francesca Di Feo
Redattrice Partitaiva.it