Gestione del tempo, marginalità, specializzazione: le nuove sfide per i commercialisti nel 2024

Dal Commercialista as a Service (CaaS) alla Gestione del tempo: le nuove sfide del 2024.

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La figura del commercialista ha sempre rappresentato un pilastro fondamentale nell’ambito della gestione aziendale e fiscale.

Tuttavia, ciò che molti non considerano è che i commercialisti sono stati tra i primi a adottare un modello di business “as a service“, molto prima che concetti come “Software as a Service” (SaaS) o “Bank as a Service” diventassero mainstream.

Questo approccio, che prevede la fornitura di servizi di contabilità e paghe su base mensile, rappresenta non solo una pratica consolidata, ma anche una visione lungimirante del ruolo del professionista nella società moderna.

Oggi, con l’avvento di nuove tecnologie, assistiamo a un’evoluzione di questo modello, con numerosi servizi di contabilità offerti in modalità SaaS da varie realtà. Questa trasformazione pone nuove sfide e opportunità per i commercialisti, che devono adattarsi a un ambiente in rapida evoluzione, dove la gestione efficiente del tempo e la capacità di offrire consulenze personalizzate diventano fattori chiave per il successo.

Evoluzione del Commercialista: da CaaS a consulente d’impresa

Il ruolo del commercialista nel contesto aziendale ha subito un’evoluzione significativa negli ultimi anni.

Una volta considerati semplici fornitori di servizi di contabilità e paghe, i commercialisti sono oggi al centro di un cambiamento radicale, trasformandosi da antesignani del modello “Commercialista as a Service” (CaaS) a consulenti strategici e innovativi.

Come anticipato, i commercialisti hanno offerto servizi “as a service” molto prima che questo concetto diventasse popolare in altri settori. La loro attività si basava su un modello di canone mensile per la gestione della contabilità e delle questioni fiscali.

Cambiano le strategie

Con l’evoluzione del mercato e l’emergere di grandi strutture organizzate che offrono servizi contabili a basso costo, i commercialisti si trovano ad affrontare sfide senza precedenti.

Molti studi di piccola dimensione, in particolare, stanno lottando per rimanere competitivi. La carenza di investimenti in tecnologia e formazione ha reso difficile per loro adattarsi alle esigenze mutevoli del mercato.

La contabilità e i servizi fiscali di base, una volta il pilastro delle loro attività, non generano più ampi margini di profitto.

Questi servizi vengono spesso eseguiti solo per mantenere lo studio operativo.

In questo scenario, è essenziale per i commercialisti ripensare la strategia. Passare da un modello di servizi onnicomprensivi a una consulenza mirata è fondamentale. La gestione efficiente del tempo e l’analisi della marginalità dei clienti sono diventate competenze cruciali.

Un’indagine della FNC sugli studi professionali del 20221 ha messo in luce come i servizi contabili e fiscali “di base” continuino a occupare un ruolo importante, specialmente per le micro e piccole imprese, fondamentali nel tessuto economico italiano.

Anche questi servizi base necessitano di essere rivisitati e aggiornati, integrandoli con una visione più ampia che comprenda la consulenza e la gestione strategica delle risorse aziendali.

Comprendere quali clienti e servizi generano il maggiore ritorno sull’investimento permette di organizzare meglio lo studio e di formulare strategie professionali che guardino al futuro.

I commercialisti devono quindi spostare il loro focus dalla sola esecuzione di compiti contabili alla fornitura di consulenze strategiche personalizzate, sfruttando la tecnologia e l’innovazione per offrire servizi che vadano oltre gli schemi del passato.

Questo cambiamento non solo aiuterà a rimanere rilevanti in un mercato in rapida evoluzione, ma aprirà anche nuove opportunità di business e di crescita professionale.

Evolvere per non rimanere indietro

I commercialisti devono abbracciare la digitalizzazione come un alleato strategico. Investire in soluzioni tecnologiche e in formazione per il titolare e per i collaboratori.

In un’epoca caratterizzata da una crescente complessità e da nuove sfide economiche, il bivio che si para loro davanti è il seguente:

  • persistere in un modello tradizionale ormai obsoleto;
  • evolvere verso un ruolo più consulenziale e innovativo.

Lo studio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti mette in luce proprio questa transizione, evidenziando una tendenza all’abbandono del modello puramente esecutivo a favore di un approccio più dinamico e consulenziale.

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Verso una nuova forma di aggregazione

Questa evoluzione è evidente anche nell’aggregazione professionale. Una percentuale significativa dei commercialisti opera in forma aggregata, segno di un movimento verso strutture più organizzate e collaborative.

Tuttavia, queste aggregazioni sono spesso piccole e poco strutturate, e anche se in aumento, rappresentano ancora una minoranza nel panorama professionale.

Questa transizione verso l’aggregazione e la collaborazione rappresenta un importante passo verso un approccio più moderno e adattivo al mercato.

La specializzazione e l’innovazione non sono più opzioni, ma necessità, per rimanere competitivi e rispondere efficacemente alle esigenze di un’ampia varietà di clienti, dalle piccole imprese ai grandi gruppi aziendali.

La specializzazione nel mondo della contabilità

Il settore della contabilità sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Il mercato richiede una conoscenza approfondita in aree specifiche e la capacità di fornire consulenze strategiche.

La specializzazione, come emerge dallo studio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, è diventata un elemento chiave per la sopravvivenza e il successo.

La maggior parte dei commercialisti si sta muovendo verso una maggiore specializzazione in determinate aree di consulenza, come la revisione legale dei conti e il contenzioso tributario. Queste aree di “media specializzazione” coinvolgono circa il 40% dei commercialisti, evidenziando un trend verso una maggiore diversificazione delle competenze.

Inoltre, l’indagine sottolinea l’importanza di distinguere tra il profilo personale del professionista e l’organizzazione dello studio professionale. Mentre alcuni commercialisti lavorano in studi individuali, altri sono parte di studi aggregati o società tra professionisti.

Questa distinzione è cruciale perché riflette due modi diversi di approcciare la professione:

  • da un lato, il commercialista individuale che tende a concentrarsi su servizi più generalisti;
  • dall’altro, gli studi aggregati che possono offrire una gamma più ampia di servizi specialistici.

Questa tendenza verso la specializzazione e l’aggregazione professionale rappresenta una sfida significativa, soprattutto per i commercialisti che operano in studi individuali.

Per rimanere competitivi, questi professionisti dovranno adattarsi, sia attraverso la formazione continua in aree specifiche di consulenza, sia considerando forme di collaborazione o aggregazione che possano ampliare l’offerta di servizi e rispondere in modo più efficace alle esigenze del mercato.

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Previsioni per studi di diverse dimensioni e geografie

La professione di commercialista in Italia si caratterizza per una notevole diversità, sia in termini di dimensioni degli studi che di collocazione geografica. Queste differenze influenzano non solo l’approccio alla professione, ma anche le prospettive future e le strategie di adattamento al mercato.

Studi di piccole, medie e grandi dimensioni

Gli studi di piccola dimensione, spesso individuali o con pochi collaboratori, rappresentano una grande fetta del panorama professionale italiano. Questi tendono a concentrarsi su servizi contabili e fiscali di base, rivolgendo la loro attenzione prevalentemente alle micro e piccole imprese.

Per questi studi commercialisti, la sfida principale è rappresentata dall’adeguamento alle nuove tecnologie e dall’introduzione di servizi più consulenziali e personalizzati.

Gli studi di medie dimensioni, che spesso operano in forma aggregata, hanno maggiori opportunità di specializzazione e di offrire un ventaglio più ampio di servizi. La loro sfida consiste nel bilanciare l’offerta tra servizi tradizionali e nuove aree di consulenza, integrando competenze specifiche e tecnologie avanzate.

Gli studi commercialisti di grandi dimensioni, infine, sono generalmente ben posizionati per sfruttare le nuove opportunità di mercato, grazie alla loro capacità di investire in tecnologia e formazione. Possono offrire un’ampia gamma di servizi, da quelli tradizionali a quelli altamente specializzati, beneficiando di economie di scala e di una rete estesa di contatti e risorse.

Differenze geografiche: Sud, Centro e Nord Italia

La distribuzione geografica degli studi di commercialisti in Italia rivela ulteriori sfaccettature.

Nel Sud Italia, gli studi tendono ad essere più piccoli e concentrati su servizi di base, a causa di una maggiore presenza di microimprese e di un tessuto economico meno diversificato. Questi potrebbero dover affrontare maggiori sfide nel tenere il passo con l’innovazione tecnologica e nell’adattamento ai cambiamenti del mercato.

Nel Centro e nel Nord Italia, dove il tessuto economico è più variegato e ci sono maggiori opportunità di business, gli studi di commercialisti tendono ad essere più grandi e meglio strutturati.

In queste aree, i commercialisti hanno maggiori possibilità di specializzazione e di investimento in tecnologie avanzate, potendo contare su una clientela più ampia e diversificata.

Organizzazione dello studio

Un altro aspetto cruciale è l’organizzazione dello studio professionale. Nell’indagine, sono stati suddivisi in tre categorie basate sull’incidenza del fatturato da attività di base:

  • Studi “iper-specializzati”, con poco fatturato da attività di base (12,4%);
  • Studi “a-specializzati”, con molto fatturato da attività di base (30,9%);
  • Studi “specializzati”, con un equilibrio tra attività di base e consulenza specialistica (56,7%).

La maggior parte degli studi si colloca nella categoria degli studi “specializzati”, evidenziando un trend verso un’offerta di servizi bilanciata e diversificata.

Gestione del tempo e marginalità: chiavi per il successo

La gestione del tempo è una competenza cruciale per i commercialisti, specialmente in periodi intensi come la stagione fiscale o la chiusura dell’anno contabile.

Affrontare molteplici scadenze, clienti e compiti complessi richiede precisione e attenzione al dettaglio.

La gestione del tempo è il processo di pianificazione e organizzazione di come si impiega il tempo nelle diverse attività. Implica la definizione di obiettivi, la priorità dei compiti, la pianificazione del lavoro, la delega delle responsabilità, il monitoraggio dei progressi e la valutazione dei risultati.

Come pianificare e dare priorità ai compiti

  • Utilizzare un calendario o un’agenda per tenere traccia di appuntamenti, riunioni, scadenze e promemoria. È possibile utilizzare un calendario fisico o digitale, a seconda delle preferenze.
  • Creare una lista di cose da fare ogni giorno o ogni settimana, elencando tutti i compiti da svolgere e classificarli in base all’importanza e all’urgenza.
  • Suddividere compiti grandi o complessi in sotto-compiti più piccoli e gestibili per evitare di sentirsi sopraffatti.

Come tenere traccia e fatturare il proprio tempo

  • Utilizzare un software di tracciamento del tempo o un cronometro per registrare il tempo impiegato su ciascun compito.
  • Utilizzare strumenti di fatturazione del tempo o generatori di fatture per creare fatture basate sui dati raccolti.
  • Rivedere regolarmente i rapporti sul tempo e le fatture per analizzare come si spende il tempo e come migliorare la gestione del tempo e la redditività.

Migliorare la produttività e l’efficienza

  • Eliminare distrazioni e interruzioni.
  • Automatizzare o esternalizzare compiti ripetitivi o di basso valore.
  • Imparare nuove competenze o migliorare quelle esistenti per rimanere aggiornati sulle ultime tendenze, normative e tecnologie nel campo della contabilità.

Bilanciare lavoro e vita personale

  • Impostare confini e aspettative chiari con clienti, colleghi, manager e famiglia riguardo alla disponibilità, al carico di lavoro e alle priorità.
  • Pianificare momenti di pausa e di divertimento per rilassarsi e connettersi con gli altri.
  • Prendersi cura della propria salute e benessere fisico e mentale.

Gestire il proprio tempo è una competenza vitale che può aiutare noi commercialisti a raggiungere più risultati in meno tempo, soddisfare le scadenze, migliorare le prestazioni e la qualità del lavoro, ridurre lo stress e bilanciare il lavoro con la vita personale.

Imparare a gestire efficacemente il tempo e a valutare correttamente la marginalità delle attività è uno dei segreti per il successo in questo campo.

  1. L’evoluzione della professione di Commercialista. Organizzazione e specializzazione professionale ↩︎
Autore
Foto dell'autore

Giovanni Emmi

Dottore Commercialista

Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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