Smart e Remote working, intelligenti e sostenibili, per lo studio professionale

Utilizzare lo Smart e il Remote working è vantaggioso anche per gli studi professionali: ecco quali sono le differenze e come procedere ottimizzando il lavoro.

di Giovanni Emmi

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Smart e Remote working
  • Smart e Remote working sono diventate modalità di lavoro abituali per molti settori, e anche gli studi professionali possono ottenere dei benefici da questa organizzazione.
  • Con Smart e Remote working è possibile rispondere in modo esaustivo anche alle esigenze dei clienti.
  • Per innovare lo studio professionale è necessario svolgere un’attenta formazione.

Lo smart e il remote working sono stati fenomeni di larghissima diffusione durante la crisi della pandemia COVID-19, dal 2020 al 2021.

Fino a quel momento la previsione del lavoro a distanza e l’utilizzo di strumenti a elevato contenuto tecnologico per lo smart working erano riservati a una fascia di imprese e professionisti del settore informatico e hi tech in generale.

Ne è conseguito un cambio di mentalità e la consapevolezza che il lavoro per obiettivi, rispetto a quello per orario, introduce una componente motivazionale importante, soprattutto nei lavoratori con più elevato livello di competenze.

Remote working e Smart working

La distinzione tra il lavoro agile e il lavoro a distanza è ormai nota, per esemplificare le due diverse interpretazioni in uno studio di commercialisti si può schematizzare in questo modo:

Remote working:

  • collegamento al gestionale contabile su server con teamviewer;
  • gruppo WhatsApp per comunicazione scritta e scambio documenti;
  • telefono per scambio informazioni e istruzioni operative;
  • stampante e raccoglitori per la gestione dei documenti.

Smart working:

  • collegamento al gestione contabile in Cloud;
  • Slack per comunicazione scritta e scambio documenti;
  • Loom per scambio informazioni e istruzioni operative;
  • scanner per acquisizione eventuale documentazione cartacea e trasformazione in digitale.

Dopo il periodo di emergenza, vi sono stati due diversi approcci negli studi professionali. Il primo è il ritorno alle care vecchie abitudini con un sospiro di sollievo. Il secondo una gestione del lavoro da remoto o, quantomeno, ibrido.

Tecnologia e esigenze dei clienti

Un aspetto essenziale del cambio di passo e di approccio allo studio professionale del futuro è rappresentato dal profilo e dalla qualità della clientela.

Una clientela evoluta con risorse dotate di soft skills di alto livello, disposta a investire in tecnologia, nel corso del periodo della pandemia è cresciuta nell’utilizzo di strumenti di lavoro agile, e richiede le stesse competenze ai suoi consulenti.

La clientela che appartiene a settori più tradizionali, senza una cultura digitale, invece, tende a ripristinare un modello di gestione che, ormai, è diventato inefficiente e crea difficoltà agli interlocutori.

Lo studio di commercialisti, rispetto a qualche anno fa, non è più antesignano di modelli di gestione evoluti e arranca nella competizione con le aziende clienti, sotto il fronte tecnologico. Il rischio di molti studi tradizionali di essere tagliati fuori dal mercato hi tech è alto.

Smart working clienti
tot business

Perché Smart e Remote working per lo studio professionale

La scelta di non utilizzare gli strumenti digitali e, quindi, un modello organizzativo agile, non è solo questione di autonomia decisionale sul modo migliore e più efficace per gestire i propri clienti. È una scelta di campo e di competenze che si ripercuote sul mercato del futuro, e rende lo studio tradizionale meno attrattivo dell’imprenditore del futuro.

Si tratta dell’imprenditore in grado di dare una prospettiva allo studio di consulenza con adeguati margini, in antitesi all’imprenditore old style per settore e mentalità, che ha una prospettiva a breve termine.

Nella scelta di campo del commercialista subentrano diversi fattori, tra cui alcuni possono far pendere l’ago della bilancia verso una strategia di conservazione a breve periodo:

  • età dei titolari elevata;
  • competenze trasversali di livello basso;
  • scarsa propensione alla condivisione e all’aggregazione;
  • sopravvalutazione delle competenze tradizionali;
  • mentalità conservatrice e visione della categoria al passato.

In uno scenario dello studio senza futuro, si preferisce investire in una locazione di uno studio in una piazza del centro cittadino, piuttosto che in tecnologia, sostenendo un costo, anziché un investimento sul futuro.

Perché scegliere lo Smart e Remote working

Smart e Remote working sono il futuro degli studi professionali, e ad oggi uno studio professionale agile è in grado di rispondere alle esigenze di una clientela sempre più agile e smart. Scegliere queste modalità di lavoro permette non solo di ottimizzare i processi dello studio, ma anche di rimanere in linea con le esigenze del cliente.

Lavorare per obiettivi richiedere un investimento in formazione e tecnologia, indispensabile per mettere in pratica processi di Smart e Remote working.

Lo studio professionale tradizionale

Alcune convinzioni sono difficili da sradicare all’interno dello studio professionale: il rapporto personale è più qualitativo, il personale deve collaborare in virtù del rapporto personale, è sufficiente comprare l’ultimo modello di smartphone o un Apple computer per essere evoluti e tecnologici.

In effetti la gestione del lavoro per obiettivi è una questione di mentalità e non solo di strumenti. La prima mossa è quella motivazionale, che deve scattare nei collaboratori.

Le risorse di studio devono comprendere i vantaggi anche personali di un migliore assetto organizzativo. La mossa successiva è investire in metodologie, oltre che tecnologie, per acquisire le competenze ci vogliono tempo e formazione.

Lo studio professionale moderno

La gestione del cliente con metodi digitali consente un approccio più efficiente e con meno rischi. Le attività in smart working, dopo l’introduzione di un percorso formativo adattabile alla risorsa umana, agevolano il rapporto con le aziende hi tech che utilizzano gli stessi metodi.

Parlare la stessa lingua metodologica e tecnologica, di aziende hi tech, equivale a una gestione avanzata del rapporto con il cliente, che pone le basi per lo studio del futuro. Investire in formazione del personale e dei collaboratori e, ancora prima, dei partner dello studio, dà una prospettiva al lavoro e crea le premesse per un’evoluzione della professione.

Non è facile, non è sufficiente carpire informazioni in modo occasionale e scoordinato, serve un lento processo di adattamento che è più lungo tanta più è la distanza da un modello evoluto. Servono formazione, studio, applicazione e approfondimento. Ci vuole il tempo per acquisire le competenze.

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Giovanni Emmi

Dottore Commercialista

Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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