Smart working, arriverà una proroga dopo il 30 giugno 2023? Tutte le ipotesi

Lo smart working è stato prorogato per alcune categorie di lavoratori fino al 30 giugno 2023: ecco cosa accadrà dopo.

Revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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Proroga smart working
  • Lo smart working per i soggetti fragili è stato confermato dal decreto Milleproroghe fino a giugno 2023.
  • Con la proroga sono state confermate le procedure semplificate dello smart working per soggetti fragili e per genitori con figli under 14.
  • Successivamente a giugno 2023, l’accesso allo smart working sarà vincolato agli accordi individuali, ma c’è chi ipotizza una nuova proroga.

La proroga allo smart working era stata confermata fino alla fine di giugno 2023, per diversi soggetti. Alcuni lavoratori sono ancora interessati a questa misura, in linea con le regole introdotte dal Decreto Riaperture, che aveva determinato il rientro sul posto di lavoro per molti dipendenti privati, e confermate recentemente dal Decreto Milleproroghe.

I lavoratori del settore privato hanno avuto la possibilità di continuare a svolgere il proprio lavoro in smart working dopo agosto 2022, se questa modalità era richiesta o concessa dall’impresa. In altre parole, fino allo scorso 31 agosto 2022, era possibile accedere al cosiddetto lavoro agile anche se mancavano degli accordi individuali, così come previsto dalla normativa.

L’unico obbligo era quello di comunicarlo in maniera telematica direttamente al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Le aziende dovevano fornire i nominativi dei lavoratori interessati allo smart working e la data entro cui la prestazione sarebbe cessata.

La scadenza del diritto al lavoro agile è stata ancora spostata per lavoratori fragili e per i genitori con figli under 14, secondo le modifiche con il decreto Milleproroghe. Tuttavia successivamente a giugno, questo diritto potrebbe scomparire.

Smart working: cosa è cambiato dal 2022

Dal 1° di settembre 2022 sullo smart working sono state introdotte delle novità per le aziende, che hanno deciso di utilizzare stabilmente e regolarmente questa modalità di lavoro. In ogni caso il datore di lavoro poteva decidere, anche in modo unilaterale, e in forma semplificata, di applicare il lavoro agile, senza passare attraverso gli accordi individuali.

Andrea Orlando, Ministro del Lavoro, con un emendamento datato 29 agosto 2022, aveva prorogato lo smart working per i genitori di figli under 14 e per i lavoratori fragili, una proroga che è arrivata fino al 31 dicembre 2022.

Il provvedimento è stato preso con la legge di conversione n.112 del Decreto Aiuti-bis, e con la conferma della comunicazione in Gazzetta Ufficiale. Successivamente è stata istituita una proroga ulteriore di tre mesi per i soggetti fragili, ovvero fino alla fine di marzo 2023.

Tuttavia con un successivo emendamento, il Decreto Milleproroghe ha garantito ulteriormente questa misura per alcuni lavoratori, fino a giugno 2023. Rimane ancora incerto il futuro di questo diritto allo smart working semplificato.

Smart working figli 14 anni
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Smart working per lavoratori fragili

Secondo le conferme, alcuni soggetti potranno ancora beneficiare del lavoro agile fino alla fine di giugno 2023. Si tratta dei lavoratori fragili, maggiormente esporti al rischio Covid-19.

Per ciò che riguarda i lavoratori fragili, le patologie che danno diritto ad accedere al lavoro agile sono specificate all’interno di un decreto del Ministero della Salute.

Ricordiamo che questi lavoratori, fino allo scorso 30 giugno 2022, avevano avuto il diritto a svolgere la propria attività lavorativa accedendo al lavoro agile: in alcuni casi, erano stati adibiti a delle mansioni diverse rispetto a quelle originali. Inoltre avevano anche potuto seguire delle particolari attività di formazione professionale da remoto.

Tuttavia le recenti novità sul decreto Milleproroghe indicano che lo smart working rimarrà fino a giugno 2023 per soggetti fragili, anche in assenza di accordi individuali.

Smart working per genitori di figli under 14

Al centro di alcune criticità, segnalate anche dai sindacati, c’è la proroga allo smart working per genitori con figli di età inferiore a 14 anni. Per la proroga a favore dello smart working per questi beneficiari e per i lavoratori fragili, il governo Meloni ha messo in campo 16 milioni di euro.

La proroga tuttavia non sarebbe uguale per tutti: era stata infatti proposta per i soggetti fragili sia per il settore privato che per il pubblico, mentre per i genitori con figli under 14 la proroga riguarda solamente il lavoro privato.

Questa è la prima grande criticità del provvedimento, ma non sarebbe l’unica. I genitori con figli di età inferiore a 14 anni possono infatti accedere allo smart working solamente se rispettano determinate condizioni:

  • in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa;
  • solamente se nel nucleo familiare non vi è un altro genitore che riceve sostegni al reddito.

Inoltre, per poter accedere allo smart working è necessario che tale modalità di lavoro sia compatibile con le mansioni. Si tratta di una condizione di larga interpretazione, che potrebbe di fatto scavalcare gli accordi presi tra imprese e sindacati. Si attendono quindi ulteriori modifiche del provvedimento.

soldo business

Come cambierà lo smart working dopo giugno 2023

Ad esclusione delle categorie di lavoratori viste sopra, le aziende devono stipulare accordi specifici per applicare il lavoro in smart working. Il lavoro agile può contenere diversi vantaggi per le aziende e per i lavoratori, tuttavia l’adesione a questa modalità di lavoro deve avvenire in modo volontario da parte dei lavoratori.

In particolare, successivamente a giugno 2023, tutti i lavoratori e le aziende dovranno stipulare accordi specifici per poter continuare con il lavoro da remoto. Allo stato una eventuale ulteriore proroga costerebbe circa 16 milioni di euro, per cui è poco probabile che verrà applicata.

Per poter svolgere un lavoro da remoto, gli accordi specifici tra aziende e lavoratori devono contenere diverse informazioni:

  • l’organizzazione del lavoro in alternanza tra smart working e lavoro in presenza;
  • quali sono i tempi di riposo a cui ha diritto il lavoratore;
  • quali sono le forme di controllo sul lavoro impiegate dal datore;
  • strumenti per il diritto alla disconnessione;
  • quale formazione viene messa in campo dall’azienda per l’uso di strumenti informatici;
  • quali sono i comportamenti sanzionabili a livello di condotta del lavoratore;
  • modalità di esercizio dei diritti sindacali.

Le aziende poi, per tutelare le informazioni sensibili, devono adottare strategie volte a mettere in sicurezza i sistemi informatici utilizzati dai lavoratori in smart working, e informarli sul loro utilizzo.

Secondo le disposizioni, se il lavoratore rifiuta di aderire allo smart working, in ogni caso non può essere licenziato, o non possono essere tenuti comportamenti discriminanti di altro tipo, come la riduzione della paga.

Smart working lavoratori fragili – Domande frequenti

Che cosa comporta la proroga dello smart working per soggetti fragili?

I lavoratori fragili ed i genitori con figli under 14 possono accedere al lavoro agile con le vecchie regole, fino a fine giugno 2023 secondo le ultime conferme del decreto Milleproroghe.

Come funziona la proroga dello smart working?

Fino a fine giugno 2023 alcuni soggetti potranno accedere in forma semplificata allo smart working: si tratta di lavoratori fragili e genitori con figli under 14. Scopri di più qui.

Come funziona lo smart working nelle PA?

Al momento le regole impongono un principio di prevalenza del lavoro in presenza, tuttavia viene garantito lo smart working a soggetti fragili e genitori under 14 anche per il 2023, fino a giugno.

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.
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Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 3 Dicembre 2022
Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

4 commenti su “Smart working, arriverà una proroga dopo il 30 giugno 2023? Tutte le ipotesi”

  1. Buongiorno sono Barbi Patrizia **** di ***. Lavoro in un ente locale con mansione di fronte office. Sono rimasta a casa in quanto non ho una mansione che possa essere svolta in smart working. Ora che l’assenza non è stata prorogata al ricovero ospedaliero….., Che ho fatto malattia, ferie…cosa devo fare? Invalida 100% + legge 104 con connotazione di gravità.
    Ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti.
    Barbi Patrizia

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  2. Buongiorno, mi chiamo Colonna Filippo da sei mesi a tutt’ora l’azienda dove lavoro io ha aperto la CASSA SOLIDALE è da 1.400€ al mese che prendevo, ne portò a casa 800/900€ anche perché ho una CESSIONE DEL QUINTO da 260€ al mese, lavoro 1 giorno alla settimana, sono stato assunto 40 anni fa come CATEGORIA PROTETTA, invalido civile, la cosa che mi fa rabbia che gli IMPIEGATI È RESPONSABILI da 3.000/4.000€ al mese, non hanno perso 1 CENTESIMO, sono andati sempre a lavorare, cioè l’azienda e aperta tutt’ora, anche io sono in CENTRALINO cioè un ufficio come loro, però mi fanno fare lo stesso la CASSA perdendo PARECCHI SOLDI AL MESE, se la prendono sempre con le persone più FRAGILI è a me non sta bene questa situazione, anche perché ho parecchie spese da affrontare, è una INGIUSTIZIA 😡😡😡😡😡😡😡😡🤔🤔????

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  3. senza fare polemiche a livello politico, mi domando se lasciare i lavoratori fragili (con patologie gravi) alla mercè delle varianti del Covid sia una mossa logica
    è vero che questo costerebbe 16 mln ma è anche vero che purtroppo le varie patologie non guariranno dopo giugno 2023
    inoltre, è vero che i lavoratori pubblici non possono più avanzare richieste di causa di servizio (eliminate con la riforma Monti-Fornero), ma è anche vero che la porta ai risarcimenti per danno biologico è sempre aperta, proprio in virtù della direttiva del lavoro in presenza imposta da un certo signore (Brunetta)
    Il dott. Molinengo e il dott. Emmi che ne pensano?

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