Aprire un vivaio o un negozio di fiori: come fare, quali sono i costi e i requisiti

Per aprire un vivaio o un negozio di fiori è necessario adempiere ad alcuni obblighi fiscali e burocratici, oltre ad essere in possesso di alcuni requisiti personali e morali. Leggi la guida completa sugli obblighi, i requisiti, i costi e l’apertura della Partita Iva.

revisione a cura di Giovanni EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
aprire un vivaio
  • Per aprire un vivaio bisogna aprire la Partita Iva con codice Ateco: “01.30.00 – Riproduzione delle piante”, mentre per aprire un negozio di fiori il codice Ateco è: “47.76.10 – Commercio al dettaglio di fiori e piante”.
  • Chi desidera aprire un vivaio o un negozio di fiori deve rispettare alcuni requisiti, personali e morali, oltre a ottenere i permessi necessari.
  • Per avviare un negozio di fiori o un vivaio è necessario un investimento iniziale che parte dai 20.000 euro nel caso del franchising. I costi sono più elevati per chi avvia l’attività in autonomia.

Un’idea di business di successo può essere quella di aprire un vivaio o un negozio di fiori. Si tratta di due attività perfette per gli amanti della natura, dei fiori e, soprattutto, per chi sa come prendersene cura.

Ma per avviare un’attività come questa è prima di tutto necessario effettuare un investimento che, nel caso del franchising, è più contenuto, mentre può superare i 50.000 euro se in completa autonomia.

Per poter avviare un’attività come un vivaio o un negozio di fiori è, tuttavia, necessario essere in possesso di alcuni requisiti, personali e morali, e rispettare alcuni obblighi come l’apertura della Partita Iva, oltre a ottenere tutti i permessi necessari.

Prima di aprire un’attività di questo tipo bisogna, quindi, valutare sia gli aspetti burocratici che pratici, come le attrezzature, la locazione del negozio e così via. Ma ecco tutto ciò che bisogna sapere per aprire un vivaio o un negozio di fiori.

Differenza tra vivaio e negozio di fiori

Il vivaio è un’attività riservata alla coltura di piante di diverso tipo, da quelle ornamentali a quelle forestali, ma anche piante da frutta o orticole.

All’interno del vivaio, quindi, il florovivaista si occupa della produzione di piante in serra o in piena terra, ma anche della vendita al dettaglio o all’ingrosso.

Invece, il negozio di fiori è un’attività che si dedica alla vendita dei fiori e delle piante, oltre a oggettistica legata alle cerimonie e alle feste, come confetti, idee regalo, cornici, vasi e tanto altro.

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Aprire un vivaio: requisiti

Per poter aprire un vivaio o un negozio di fiori, il titolare deve rispettare alcuni requisiti personali e morali. I requisiti personali sono:

  • avere la maggiore età;
  • l’assolvimento dell’obbligo scolastico.

Invece, i requisiti morali sono i seguenti:

  • non essere stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che si sia ottenuta la riabilitazione;
  • non aver riportato una condanna per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a 3 anni;
  • non aver riportato una condanna a pena detentiva per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
  • non aver riportato una condanna per reati contro l’igiene e la sanità pubblica;
  • non aver riportato due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
  • non essere sottoposti alle misure di prevenzione di cui alla Legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o non essere soggetti all’applicazione di una delle misure previste dalla Legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza non detentive;
  • non aver riportato una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti.

Inoltre, per poter aprire un vivaio è necessario:

  • aprire la Partita Iva;
  • fare la dichiarazione di Inizio Attività al Comune prima dell’avvio dell’attività;
  • registrare l’attività presso il Registro delle Imprese alla Camera di Commercio;
  • aprire la posizione all’INPS e all’INAIL (in caso di assunzione di personale);
  • richiedere i permessi e le convenzioni con gli enti competenti per lo smaltimento dell’acqua, delle piante e dei fiori secchi;
  • ottenere l’autorizzazione per l’apertura dell’attività da richiedere all’Ufficio Fitosanitario della Regione, con domanda in carta da bollo.

Va ricordato che chi si occupa di mantenere un vivaio deve avere una formazione nell’ambito, avendo per esempio conseguito un Diploma all’Istituto Tecnico Agrario, o presso un istituto similare.

Requisiti della struttura

Prima di aprire un’attività di questo tipo, è necessario accertarsi che anche la struttura abbia le caratteristiche idonee per essere adibita alla vendita di fiori e piante, e alla loro coltivazione. Ecco alcuni fattori da considerare:

  • la superficie deve essere adeguata allo svolgimento dell’attività, e non dovrebbe essere inferiore a 40-50 metri;
  • disimpegni, servizi e spazio sul retro sono spazi che devono essere sufficientemente agevoli per lavorare e stoccare lavori che richiedono spazio;
  • riscaldamento e arieggiamento sono fondamentali per poter rendere l’ambiente accogliente durante tutto l’anno per lavoratori e clienti;
  • la vetrina è fondamentale per i negozi per esporre verso l’esterno i fiori, visibile al passaggio del pubblico;
  • l’accessibilità è importante: non ci devono essere barriere architettoniche che impediscano l’accesso a chi è portatore di handicap;
  • avere uno spazio di carico e scarico della merce in adiacenza del negozio.

Quanto costa aprire un negozio di fiori o un vivaio

Per aprire un negozio di fiori o un vivaio è necessario effettuare un investimento iniziale che può rimanere intorno ai 20.000 euro, ma anche arrivare a superare i 50.000 euro.

Si può partire da un piccolo budget, soprattutto in caso di negozi di ridotte dimensioni e senza personale. Tuttavia, tra i costi da considerare quando si avvia questo tipo di attività ci sono:

  • materie prime;
  • locazione del locale;
  • certificazioni e bolli;
  • notaio;
  • commercialista;
  • imposte e tasse;
  • contributi;
  • spese di registrazione al Registro delle Imprese.

Per ciò che riguarda invece i guadagni di un negozio di fiori o di un vivaio, questi sono molto variabili in base al tipo di negozio, alla quantità e alla qualità dei prodotti venduti, ma anche in base alla zona in cui si trova.

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Aprire un negozio di fiori in franchising

La formula del franchising spesso permette di aprire un’attività spendendo di meno, ed è consigliabile questa scelta per chi si tuffa per la prima volta nel mondo dell’imprenditoria. L’investimento minimo iniziale in genere è compreso tra 10.000 e 30.000 euro, comprensivo di prima fornitura, allestimento, attrezzature, e insegne.

I principali vantaggi offerti dai franchising sono:

  • assistenza completa;
  • supporto per scelta del locale;
  • allestimento del negozio e fornitura di tutto l’occorrente;
  • formazione e trasferimento del know-how;
  • esclusività di zona;
  • utilizzo di un marchio già conosciuto;
  • sfruttamento di un format collaudato e di successo;
  • accesso a condizioni di fornitura privilegiate e convenienti;
  • utilizzo dei software dedicati;
  • marketing e promozione a livello nazionale;
  • riduzione del rischio d’impresa;
  • maggiori margini di guadagno.

Aprire un vivaio: la Partita Iva

Come abbiamo visto nel paragrafo dei requisiti, per poter aprire un vivaio o un negozio di fiori è necessario aprire la Partita Iva. Si tratta di una procedura semplice e veloce, che si può fare telematicamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, presso gli uffici di competenza o tramite raccomandata a/r.

Nel caso in cui si desideri aprire una ditta individuale per la tua attività e non costituire, quindi, una società, bisogna compilare il modello AA9/12 per persone fisiche.

Trattandosi di una ditta individuale, l’attività dovrà anche essere iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. Questo procedimento può allungare i termini di apertura della Partita Iva di qualche giorno.

Inoltre, tra gli altri aspetti da considerare per l’apertura della Partita Iva e l’avvio dell’attività vi sono:

  • individuazione del codice Ateco;
  • scelta del regime contabile;
  • apertura della posizione previdenziale alla Gestione Commercianti INPS (e INAIL in caso di lavoratori dipendenti assunti).
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Codice Ateco

Codice Ateco di riferimento per aprire un negozio di fiori è: “47.76.10 – Commercio al dettaglio di fiori e piante”, con il coefficiente di redditività del 40%. Di conseguenza, per i regimi forfettari la base imponibile su cui vengono calcolate le tasse e i contributi ammonta al 40% del totale del fatturato.

Per aprire un vivaio invece, il codice Ateco da scegliere è: “01.30.00 – Riproduzione delle piante“, che include le seguenti attività:

  • coltivazione di piante per scopi ornamentali, incluse le zolle per il trapianto;
  • coltivazione di piante da bulbo, tuberi e radici; talee e innesti; miceli;
  • produzione di substrato per funghi;
  • produzione di piantine di fiori e ortaggi;
  • gestione di vivai di colture legnose (esclusi quelli per la silvicoltura).

Sono, invece, escluse le attività di:

  • coltivazione di piante con il fine della produzione di sementi;
  • attività vivaistiche per la silvicoltura.

In tal caso, invece, il coefficiente di redditività è del 67%.

Regime contabile

Il regime contabile più conveniente è il regime forfettario che prevede il pagamento dell’imposta sostitutiva, o flat tax, pari al 15% della base imponibile (calcolata in base al coefficiente di redditività).

Tuttavia, per poter adottare questo regime contabile è previsto un requisito fondamentale: avere un fatturato inferiore a 65.000 euro annui, con spese per il personale inferiori a 20.000 euro.

Altri vantaggi riservati a questo regime fiscale riguardano le scritture contabili. Infatti, al contrario dei regimi semplificato e ordinario, la Partita Iva forfettaria non prevede l’obbligo di tenuta di particolari scritture contabili ad eccezione delle fatture.

Fino al 1° gennaio 2024, inoltre, è previsto l’obbligo di fatturazione elettronica solamente per le Partite Iva con un fatturato superiore ai 25.000 euro. Uno degli svantaggi di questo regime, tuttavia, è che non prevede la possibilità di portare in deduzione o in detrazione i costi, cosa che invece è prevista nei regimi fiscali ordinario e semplificato.

Contributi previdenziali

Insieme all’apertura della Partita Iva, il titolare dell’attività deve anche aprire una posizione previdenziale presso la Gestione Commercianti INPS e versare annualmente i contributi.

Questi vengono calcolati sulla base imponibile e per il 2022 le aliquote sono del 24,48% per gli over 21 e del 23,28% per gli under 21.

Per chi lavora con questa gestione, c’è una quota minima annuale da versare, pari a €3.983,73 per gli over 21 e €3.788,81 per under 21. Le Partite Iva forfettarie possono, tuttavia, richiedere la riduzione dei contributi del 35%.

Aprire un vivaio – Domande frequenti

Quanto si può guadagnare con un negozio di fiori?

Il guadagno di un negozio di fiori dipende da diversi fattori tra cui: la concorrenza, la qualità e la quantità di fiori venduti e altro ancora.

Quanto costa aprire un vivaio?

Per aprire un vivaio o un negozio di fiori è necessario un investimento iniziale che può andare dai 10.000 euro in caso di franchising, ma anche superare i 50.000 euro per chi decide di aprire l’attività in autonomia. Leggi la guida per conoscere i passaggi da seguire.

Cosa ci vuole per aprire un negozio di fiori o un vivaio?

È necessario ottenere tutti i permessi, aprire la Partita Iva, aprire una posizione all’INPS e all’INAIL in caso di personale dipendente, ed effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese. Nella guida ci sono tutti i requisiti da rispettare per avviare l’attività.

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dottore commercialista giovanni emmi
Giovanni Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 30 Novembre 2022
Dottore commercialista specializzato in organizzazione e gestione dello studio professionale, consulenza direzionale e digitalizzazione dei processi. Nonostante sia un pianificatore nato, ha delle intuizioni geniali.
Autore
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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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