Aprire una pensione per cani: come fare, partita Iva e adempimenti

Quali sono le caratteristiche e gli adempimenti fiscali da rispettare per aprire una pensione per cani? Serve la partita Iva? Scopriamolo in questa guida.

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  • Per aprire una pensione per cani occorre rispettare degli adempimenti fiscali e burocratici, oltre a soddisfare precise caratteristiche strutturali e funzionali dell’attività.
  • La partita Iva è essenziale per avviare l’attività e per mettersi in regola con il pagamento di contributi e tasse, ma non è sufficiente.
  • Puoi ottenere delle agevolazioni e dei contributi per l’avvio dell’attività se rientri nelle categorie aventi diritto ai finanziamenti a fondo perduto.

Il business delle pensioni per cani si sta diffondendo sempre di più in Italia con il primario obiettivo di ridurre l’abbandono degli animali e fornire assistenza e cure ai cuccioli che ne hanno più bisogno.

L’investimento iniziale da sostenere per aprire una pensione per cani è importante, per non parlare degli adempimenti fiscali e burocratici necessari per avviare l’attività.

La passione per gli animali è solo il punto di partenza per l’avvio di una ditta individuale, per la quale avrai bisogno di aprire una partita Iva e ottenere una serie di autorizzazioni e licenze dal Comune presso cui intendi stabilire la pensione, oltre all’idoneità della ASL di riferimento.

Scopriamo quali sono le caratteristiche e le condizioni da soddisfare per aprire una pensione per cani: qual è il codice Ateco per la partita Iva, come organizzare gli spazi e la struttura, quali tasse si pagano e come si versano i contributi previdenziali.

Aprire una pensione per cani: serve la partita Iva?

Come avviene per qualsiasi attività commerciale/imprenditoriale o ditta individuale, anche per aprire una pensione per cani occorre avere la partita Iva.

Quest’ultima si può ottenere presentando l’apposita richiesta all’Agenzia delle Entrate, oppure affidandosi a un intermediario autorizzato (per esempio un commercialista). I costi possono variare in funzione della scelta effettuata.

La partita Iva è identificata da un codice Ateco, cioè una sequenza di 6 cifre che specifica l’attività svolta dall’imprenditore: in questo caso il codice Ateco è il 96.09.04, ovvero “Servizi di cura degli animali di compagnia”. Ma questo non è l’unico adempimento necessario per avviare l’attività.

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Aprire una pensione per cani: i requisiti

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Oltre a una grande passione per gli animali e una buona dose di conoscenza a riguardo, ci sono diversi requisiti e condizioni da rispettare per aprire una pensione per cani: in primis, come abbiamo visto, è necessario avere una partita Iva e regolarizzare la propria posizione.

Inoltre dovrai rispettare altri adempimenti importanti, quali:

  • effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio;
  • presentare la Segnalazione di Inizio Attività (SCIA) presso lo Sportello Unico per le attività Produttive (SUAP) del Comune dove hai intenzione di avviare l’attività;
  • chiedere l’autorizzazione al Comune e ottenere l’idoneità dall’ASL di competenza;
  • regolarizzare la posizione del titolare e dei dipendenti dell’azienda presso INPS e INAIL.

A questo dovrai sommare anche gli adempimenti fiscali e contributivi da seguire durante lo svolgimento dell’attività, per cui potrai rivolgerti ad un commercialista.

Le caratteristiche di una pensione per cani

Agli adempimenti burocratici e fiscali da rispettare, si aggiungono anche delle caratteristiche tecniche e funzionali che una pensione per cani deve soddisfare per poter essere in attività, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie.

La prima regola riguarda la distanza dal centro abitato: la struttura deve rispettare i limiti minimi fissati da ciascun Comune. Per conoscerli dovrai richiederli all’amministrazione della città dove hai intenzione di avviare l’attività.

La struttura adibita a pensione per cani deve possedere una rete idrica, elettrica e delle fognature adeguate, un sistema di irrigazione per la pulizia dei box che andranno ad accogliere gli animali e delle periodiche operazioni di disinfestazione e disinfezione.

Ogni box deve prevedere un sistema che permetta agli animali di bere ogni volta ne abbiano bisogno, oltre a essere posizionato in un luogo ombreggiato e ventilato. Le dimensioni dei box devono rispettare delle misure minime:

  • 2mq per i cani di taglia piccola;
  • 4mq per quelli di taglia media;
  • 9mq per quelli di taglia grande.
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Quanto costa aprire una pensione per cani

Una volta chiariti gli adempimenti obbligatori e le caratteristiche che deve avere una struttura di accoglienza per animali, non ci resta che scoprire quali sono i costi da sostenere per l’apertura di una pensione per cani.

Possiamo distinguere due tipologie di costi:

  • costi di apertura dell’attività, vale a dire le spese relative all’apertura della partita Iva, all’iscrizione al Registro delle Imprese e tutte le autorizzazioni necessarie per avviare l’attività, oltre ai costi relativi alla realizzazione della struttura (strumenti e attrezzature necessarie);
  • costi di gestione dell’attività, ovvero i contributi da versare all’INPS e le tasse da pagare in base al regime fiscale a cui hai aderito.

1. Costi di apertura

I costi di apertura di una pensione per cani possono variare in base alle caratteristiche e all’ampiezza degli spazi, oltre che alla zona dove si intende aprire l’attività: bisogna tenere in considerazione, in primo luogo, le spese relative all’affitto o acquisto degli spazi adibiti alla pensione per cani.

Per uno spazio di medie dimensioni, facendo una stima, potresti aver bisogno di almeno 30.000 euro, a cui si aggiungono le spese per l’acquisto di eventuali attrezzature e la dotazione necessaria per l’accoglienza degli animali.

In secondo luogo, non bisogna dimenticare le spese relative all’acquisto degli alimenti per gli animali, i prodotti utili alla loro cura, le spese veterinarie obbligatorie e i costi del personale impegnato nella struttura.

Per quanto riguarda gli adempimenti fiscali e burocratici, i costi possono variare in relazione alla scelta effettuata:

  • procedendo in autonomia con l’apertura della partita Iva e l’iscrizione alla Camera di Commercio, la spesa ammonterebbe a 100 euro circa;
  • affidandosi a un commercialista, invece, il costo può variare dai 500 ai 1.500 euro in base ai servizi offerti e al compenso richiesto.

2. Costi di gestione: le tasse e i contributi

I costi di gestione riguardano il pagamento delle tasse e dei contributi relativi alla propria posizione: mentre le tasse si pagano in base al proprio regime fiscale, i contributi devono essere versati alla Gestione Artigiani INPS.

Il regime fiscale è il punto di partenza per la determinazione delle tasse:

  • nel regime ordinario pagherai l’IRPEF con aliquote dal 23% al 43% in base al reddito imponibile;
  • nel regime forfettario è prevista un’aliquota unica al 15%, oppure al 5% per i primi 5 anni dall’avvio dell’attività.

Per quanto riguarda i contributi previdenziali, dovrai effettuare l’iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, a cui dovrai versare:

  • contributi fissi, da pagare indipendentemente dagli incassi e da versare in 4 rate annuali di pari importo;
  • contributi variabili, calcolati applicando una percentuale del 24% sulla parte di reddito eccedente il minimo.

Contributi e agevolazioni a fondo perduto

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In Italia esistono delle agevolazioni e finanziamenti a fondo perduto che possono aiutare i giovani imprenditori, le donne e le persone disoccupate a sostenere i costi per l’apertura di una pensione per cani o di qualsiasi altra attività imprenditoriale o commerciale.

A livello europeo, tali fondi permettono di ottenere liquidità ad un tasso d’interesse ridotto senza prevedere alcun rimborso o solo al 50% del capitale erogato.

Per ottenere questi contributi occorre realizzare un business plan, ovvero un progetto dettagliato che contenga tutte le informazioni sull’attività da avviare. La richiesta si può effettuare tramite la piattaforma INVITALIA.

Aprire una pensione per cani – Domande frequenti

Cosa bisogna fare per aprire una pensione per cani?

Sono numerosi gli adempimenti fiscali e burocratici che consentono di aprire una pensione per cani: in primis, dovrai aprire una partita Iva, pagando tasse e contributi in base al tuo regime fiscale e alla tua attività; poi dovrai effettuare l’iscrizione al Registro delle Imprese, presentare la SCIA, chiedere l’idoneità all’ASL e regolarizzare la tua posizione presso INPS e INAIL.

Quali sono le agevolazioni per aprire una pensione per cani?

Esistono dei contributi a fondo perduto che si possono richiedere per avviare la propria attività: è possibile accedere tramite un progetto dettagliato, con la specifica di tutte le informazioni sull’attività da avviare. Solitamente i fondi si rivolgono all’imprenditoria femminile e giovanile, oltre che ai disoccupati.

Quanto si guadagna con una pensione per cani?

Il fatturato mensile medio di una pensione per cani può variare significativamente in funzione di diversi fattori, tra i quali la capacità del centro, i servizi offerti, la posizione e l’efficienza operativa.

Autore
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Laura Pellegrini

Giornalista e content editor

Dopo la Laurea in Comunicazione e Società, ho iniziato la carriera da freelance collaborando con diverse realtà editoriali. Ho scritto alcuni e-book sui bonus e ad oggi mi occupo della redazione di articoli di economia, risparmio e lavoro.

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