ZES Unica Sud 2024: cos’è, come funziona e quali sono i contributi

Cos'è e come funziona la ZES Unica sud, la nuova Zona Economica Speciale per lo sviluppo dell'economia del sud Italia. Ecco tutti i contributi a cui è possibile accedere.

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  • La ZES, ovvero la Zona Economica Speciale, viene istituita per le regioni del sud Italia dal 2024.
  • Dal 1 gennaio 2024 viene garantito uno Sportello Unico Digitale ZES, per l’avvio di imprese e attività nei comuni che rientrano in questa zona.
  • Le nuove aziende aperte nella ZES o già presenti possono accedere ad alcuni contributi specifici volti a migliorare l’economia generale del sud Italia.

La Zona Economica Speciale (ZES) Unica Sud, introdotta nel 2024, rappresenta un importante cambiamento nella strategia di sviluppo economico del Mezzogiorno d’Italia.

Questa iniziativa si pone come una risposta concreta alle sfide storiche che hanno frenato gli investimenti nella regione, offrendo nuove prospettive per le imprese che aspirano a investire nel sud.

In questo contesto, la ZES Unica Sud si distingue per la sua capacità di superare le problematiche legate alle precedenti misure di sviluppo, introducendo un approccio più inclusivo e articolato. Vediamo cos’è e come funziona la ZES Unica per il Sud attiva dal 2024.

Cos’è la ZES Unica per il Sud

Investire nel sud Italia, storicamente, è stato un percorso costellato da ostacoli, principalmente a causa di una burocrazia complessa e di una serie di inefficienze strutturali. Le precedenti misure di incentivo, come le zone economiche speciali (ZES) tradizionali, sebbene ben intenzionate, si sono rivelate limitate nella loro efficacia.

Queste misure si concentravano su aree geografiche circoscritte, il che, paradossalmente, ha portato a un aumento dei prezzi e a una riduzione della disponibilità di siti idonei per gli investimenti.

Inoltre, il precedente sistema di incentivi, noto come “bonus Sud“, nonostante fosse facilmente accessibile, non garantiva il rispetto di alcuni presupposti fondamentali, come l’aderenza a norme specifiche, rendendo il processo meno efficace di quanto si sperasse.

La ZES Unica Sud si propone di risolvere questi problemi, estendendo le sue misure agevolative a tutto il territorio del Sud Italia. Ciò significa non solo un maggior numero di aree disponibili per l’investimento, ma anche una maggiore flessibilità e adattabilità delle misure a seconda delle specifiche esigenze regionali.

La struttura di questa nuova ZES è concepita per rendere il progetto più attraente, credibile e, soprattutto, con maggiori probabilità di successo. Riducendo i rischi associati all’investimento, la ZES Unica Sud mira a incentivare un flusso di capitali più significativo verso il Sud Italia.

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Chi sono i beneficiari delle agevolazioni 

La nuova Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno, un progetto lanciato con il Decreto Legge del 19 settembre 2023, n. 1241, si pone come una svolta per il rilancio delle regioni meridionali d’Italia.

Questa iniziativa coinvolge Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna e ha preso il via il 1° gennaio 2024. La ZES Unica sostituisce le precedenti zone economiche speciali del Mezzogiorno, create nel 2017.

Le aziende, sia quelle già esistenti sia quelle in procinto di stabilirsi nel Sud Italia, sono i principali beneficiari di questo progetto. Queste imprese, che variano per tipo, dimensione e settore, ricevono incentivi per investire e crescere economicamente nelle aree della ZES.

Tuttavia, ci sono alcune eccezioni: le agevolazioni non si applicano a settori come l’industria siderurgica, quello del carbone, dei trasporti (con alcune eccezioni), della produzione e distribuzione di energia, della banda larga e dei settori bancario, finanziario e assicurativo. Inoltre, le imprese in crisi o in fase di liquidazione non possono beneficiare di questi incentivi, secondo le normative europee.

Per essere considerata “in difficoltà”, un’impresa deve rientrare in una di queste categorie:

  • società a responsabilità limitata che hanno perso più della metà del loro capitale;
  • società con alcuni soci a responsabilità illimitata che hanno perso più della metà dei loro fondi;
  • imprese in procedura concorsuale per insolvenza o che rischiano di esserlo;
  • imprese che hanno ricevuto aiuti di stato per il salvataggio o la ristrutturazione e non hanno ancora completato i piani di rientro;
  • imprese più grandi delle PMI che negli ultimi due anni hanno avuto un rapporto debito/patrimonio elevato e una bassa capacità di copertura degli interessi.

Come funziona la ZES Unica per il Sud

Gli interventi per i quali è possibile richiedere aiuto devono essere in linea con le finalità e gli obiettivi della Comunità europea. In pratica nella Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno si aprono nuove strade per lo sviluppo economico e imprenditoriale del Sud Italia. Tra le opportunità offerte, spiccano diversi tipi di interventi agevolati:

  1. investimenti in beni strumentali: le aziende possono ottenere crediti d’imposta per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, nonché per l’acquisto di terreni e immobili per uso produttivo. Questi investimenti devono essere destinati a strutture esistenti o nuove nelle regioni della ZES Unica;
  2. progetti di sviluppo industriale, produttivo e logistico: questa categoria include l’avvio di nuove attività industriali e logistiche, oltre alla localizzazione, espansione, ristrutturazione o riavvio di impianti esistenti. I progetti possono godere di una procedura autorizzativa semplificata, per snellire i processi burocratici;
  3. interventi di trasformazione del territorio e edilizia produttiva: si tratta di interventi edilizi e di trasformazione territoriale per iniziativa privata, necessari per lo svolgimento di attività produttive. Viene anche considerata la necessità di ridurre l’impatto delle imprese sull’ambiente;
  4. progetti interdisciplinari e di innovazione: la ZES Unica supporta progetti che abbracciano l’innovazione tecnologica, la ricerca e lo sviluppo e iniziative che promuovono la sostenibilità ambientale, in linea con i principi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR);
  5. interventi tramite SUAP: questi includono l’avvio di attività produttive e di servizi, azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione, riconversione, ampliamento, trasferimento, cessazione o riattivazione di attività.

Per quanto riguarda il programma d’investimento, questo deve essere “iniziale”, secondo la definizione dell’UE. Ciò include investimenti in attivi materiali e immateriali per nuovi stabilimenti, espansione di quelli esistenti, diversificazione produttiva o cambiamenti significativi nei processi produttivi.

Inoltre, vi rientra l’acquisizione di attivi di stabilimenti chiusi o in via di chiusura, purché l’acquirente non abbia legami con il venditore e non si tratti di una semplice acquisizione di quote aziendali.

Tipo di investimento finanziabile

Il costo totale ammissibile del progetto non deve essere inferiore a €200.000 e non superiore a €100.000.000 di Euro.

Nella Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno, le aziende hanno l’opportunità di beneficiare di incentivi per l’acquisto di beni strumentali che possono essere acquisiti anche attraverso la locazione finanziaria, includendo nuovi macchinari, impianti e attrezzature, sia per strutture già esistenti sia per nuove realizzazioni nel territorio.

Anche l’acquisto di terreni e l’ampliamento di immobili strumentali rientra in queste agevolazioni, a patto che il loro valore non superi il 50% dell’investimento totale agevolato.

I beni devono essere durevoli e utilizzati nel processo produttivo dell’impresa. Sono esclusi dalla facilitazione beni destinati alla vendita diretta, così come materiali di consumo e beni trasformati o assemblati per la produzione di altri prodotti destinati alla vendita.

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L’agevolazione fiscale si applica solo agli investimenti in beni “nuovi”. Non sono quindi agevolabili beni già utilizzati in precedenza. Tuttavia, un bene esposto in showroom e utilizzato solo a scopo dimostrativo dal rivenditore mantiene il requisito della novità.

Per quanto riguarda i beni complessi, che includono anche componenti usati, l’agevolazione è valida se il costo dei componenti usati non è predominante rispetto al costo totale. Questo vale sia per beni realizzati internamente sia per quelli acquistati da terzi, a condizione che il venditore attesti la non prevalenza del costo dei componenti usati.

Secondo l’articolo 2424 del Codice Civile, le immobilizzazioni materiali sono classificate nel bilancio sotto la voce BII, con diverse categorie:

  1. Terreni e Fabbricati: questa categoria può includere terreni di vario tipo e fabbricati strumentali per l’attività aziendale, oltre a immobili non strumentali ma considerati investimenti;
  2. Impianti e Macchinario: comprende sia impianti generici che specifici per l’attività produttiva dell’azienda, oltre a macchinari automatici e non;
  3. Attrezzature Industriali e Commerciali: includono attrezzature manuali necessarie per l’attività o per il funzionamento di beni più complessi, con un ciclo d’usura più rapido.
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Contributo per la ZES Unica

Il contributo è diverso e variabile secondo la dimensione dell’impresa. Per le imprese di medie dimensioni, l’aiuto massimo può essere incrementato del 10%, mentre per le piccole imprese la maggiorazione raggiunge il 20%. Questo si applica agli investimenti iniziali con costi ammissibili fino a 50 milioni di euro.

Per le grandi imprese, le percentuali di aiuto variano in base alla regione: in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, l’aiuto può arrivare al 40%, mentre in Molise, Basilicata e Sardegna si ferma al 30%. Per le “Zone C non predefinite” con un PIL pro capite superiore al 100% della media UE-27 e un tasso di disoccupazione inferiore alla media UE-27, l’aiuto è del 10%, mentre per le altre “Zone C non predefinite” è del 15%.

Nelle cosiddette “Zone A”, che comprendono Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise (il 32% della popolazione italiana), e che beneficiano di una deroga speciale (articolo 107 paragrafo 3 lettera a) del TFUE), le grandi imprese possono ricevere aiuti che variano tra il 30% e il 40%, a seconda del PIL pro capite della zona.

In termini di agevolazioni, queste possono oscillare tra il 10% e il 60%. È importante notare che gli investimenti in immobili e terreni non possono superare il 50% del totale dell’investimento programmato. Queste misure rappresentano un’opportunità significativa per le imprese che operano o intendono investire nel Mezzogiorno d’Italia.

Come si verifica la dimensione dell’impresa?

Con la Direttiva (UE) 2023/2775 dal 2024 dovrebbero variare, anche in Italia, i criteri dimensionali, come conseguenza dell’inflazione elevata del 2021 e 2022:

  • microimprese: stato patrimoniale fino a 450.000 euro, ricavi fino a 900.000 euro;
  • piccole imprese: stato patrimoniale fino a 5 milioni euro, ricavi fino a 10 milioni euro;
  • medie imprese: stato patrimoniale fino a 25 milioni euro, ricavi fino a 50 milioni euro;
  • grandi imprese superano questi limiti.

Entro il 24 dicembre 2024 gli stati membri della UE devono adeguarsi alla direttiva della Comunità Europea.

Come funziona la ZES per le imprese

Per le imprese interessate a operare nelle Zone Economiche Speciali (ZES) del Mezzogiorno, è prevista una procedura semplificata per ottenere le agevolazioni. La domanda deve essere presentata allo sportello unico per le ZES, un punto di riferimento per tutte le pratiche legate all’avvio di attività economiche, industriali, produttive e logistiche in queste aree.

In attesa del lancio di un portale dedicato alla ZES, le imprese possono utilizzare lo sportello online impresainungiorno.gov, accedendo alla sezione specifica per le ZES. Per i comuni non ancora inclusi nelle ZES, la domanda può essere inoltrata tramite lo sportello SUAP. È in corso un aggiornamento tecnologico per rendere il processo ancora più efficiente.

Il processo prevede la presentazione di un’istanza allo Sportello Unico, accompagnata dalla documentazione necessaria. Dopo la presentazione, viene rilasciata una ricevuta elettronica che conferma la ricezione della domanda e indica i tempi di risposta.

Entro 20 giorni, lo Sportello Unico può richiedere documenti aggiuntivi. In questo caso, il proponente ha la possibilità di sospendere il procedimento per un massimo di 30 giorni per fornire la documentazione richiesta.

Una volta ricevuta tutta la documentazione, viene convocata una Conferenza di Servizi Semplificata entro tre giorni lavorativi. Al termine di questa conferenza, l’amministrazione procedente emette una determinazione motivata che può essere positiva o negativa. Se positiva, questa determinazione sostituisce tutte le altre autorizzazioni, approvazioni e pareri necessari.

I progetti relativi a attività economiche, industriali, produttive e logistiche all’interno della ZES unica sono soggetti a un’autorizzazione unica, a patto che siano riconosciuti di pubblica utilità, urgenti e indifferibili e rientrino nei settori indicati dal Piano strategico.

Questa autorizzazione unica sostituisce tutti i titoli abilitativi necessari. Sono esclusi da questo regime i progetti che richiedono solo una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) o che non necessitano di alcun titolo abilitativo.

Per evitare il frazionamento del procedimento, i progetti non possono essere suddivisi per ottenere separatamente i vari titoli abilitativi. Inoltre, le regioni possono proporre protocolli per ulteriori semplificazioni, che devono essere approvati dalla cabina di regia. Queste semplificazioni regionali vengono mantenute, rispettando eventuali livelli superiori di facilitazione previsti dalle normative regionali e locali.

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Meccanismo e cumulabilità del credito di imposta ZES

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Il contributo offerto dalla ZES Unica Sud è strutturato come un credito di imposta. Questo significa che le imprese non ricevono un pagamento diretto, ma piuttosto un credito che può essere utilizzato per ridurre l’imposta sul reddito dovuta. Il processo è bifase: inizialmente, le imprese presentano il loro progetto di investimento presso lo sportello unico per le attività produttive del comune.

Successivamente, presentano una richiesta di credito di imposta all’Agenzia delle Entrate. Questo sistema intende garantire che i progetti siano valutati sia sotto il profilo autorizzativo che finanziario.

Un vantaggio significativo della ZES Unica Sud è la possibilità di cumulare il credito di imposta con altri aiuti di stato e misure in de minimis. La normativa comunitaria ha recentemente aumentato l’importo della soglia del de minimis a 300.000 euro. Questo incremento rende ancora più appetibile la ZES Unica Sud per le imprese, permettendo loro di accedere a un maggiore sostegno finanziario.

Dal punto di vista fiscale e contabile, il contributo ricevuto sotto forma di credito di imposta ha implicazioni specifiche. I beni acquistati che beneficiano del credito di imposta non possono essere dedotti integralmente, ma solo per la parte di investimento al netto del contributo.

Le quote di ammortamento devono essere calcolate su questa base ridotta. Dal punto di vista contabile, questo può avvenire in due modi: riducendo il valore del bene (metodo sconsigliato) o utilizzando la tecnica dei risconti.

Oltre l’agevolazione, una misura di equità

La ZES Unica Sud non è solo un meccanismo di incentivazione economica, ma anche un segnale di un impegno più ampio verso il rafforzamento e la diversificazione dell’economia del Mezzogiorno. Questa iniziativa può servire da catalizzatore per un nuovo ciclo di crescita e prosperità, attirando investimenti in settori chiave e promuovendo l’innovazione e lo sviluppo tecnologico.

Tuttavia, il successo di questa iniziativa dipenderà dalla capacità delle imprese di comprendere e adattarsi alle sue normative, così come dall’efficacia della sua implementazione da parte delle autorità competenti.

Ultima, ma non meno importante, considerazione, la ZES Unica Sud è un passo importante verso la riduzione del divario economico tra il Nord e il Sud Italia, offrendo nuove opportunità per le imprese e contribuendo a un futuro più prospero per le regioni meridionali.

ZES Unica Sud 2024 – Domande frequenti

Cos’è la ZES Unica Sud?

La ZES Unica Sud è una Zona Economica Speciale che copre parte del territorio del Sud Italia, offrendo incentivi e agevolazioni per stimolare investimenti e sviluppo economico nella regione.

Quali sono i principali vantaggi di investire nella ZES Unica Sud?

I vantaggi includono agevolazioni fiscali, come crediti di imposta, l’accesso a un mercato ampio e diversificato e la possibilità di beneficiare di un ambiente più favorevole agli affari, grazie alla semplificazione dei processi burocratici.

Quali tipi di beni sono agevolabili nella ZES Unica Sud?

I beni agevolabili includono immobilizzazioni materiali come macchinari, attrezzature, terreni e immobili, che sono di uso durevole e contribuiscono alla produzione del reddito dell’impresa.

Qual è l’importo minimo di investimento per accedere alle agevolazioni della ZES Unica Sud?

L’investimento minimo richiesto è di 200.000 euro. Tuttavia, questo aspetto ha suscitato dibattiti, con alcune voci che suggeriscono che una soglia più bassa avrebbe potuto essere più inclusiva.

Le imprese possono cumulare il credito di imposta della ZES Unica Sud con altri aiuti di stato?

Sì, il credito di imposta è cumulabile con altri aiuti di stato e con misure in de minimis, aumentando così il sostegno finanziario complessivo disponibile per le imprese. Scopri di più qui.

  1. Decreto Legge 19 settembre n.124, Gazzetta Ufficiale, gazzettaufficiale.it ↩︎
Autore
Foto dell'autore

Giovanni Emmi

Dottore Commercialista

Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

4 risposte a “ZES Unica Sud 2024: cos’è, come funziona e quali sono i contributi”

  1. Avatar FRANCESCO
    FRANCESCO

    Buonasera ottimo articolo che spiega dettagliatamente cos’è la zona ZES e come funzionerà a partire dal 01/01/2024 , però tralascia un mondo di mezzo che ha fatto investimenti e che si pone notevoli interrogativi.
    Se un’azienda ha acquistato un terreno edificabile in quelle che erano le specifiche zone ZES dei comuni ed ha ottenuto l’AU nel 2023 e cominciato contestualmente anche i lavori che forza di cosa terminterà nel 2024/2025 in quanto la costruzione di un nuovo immobile non è considerabile alla stregua dell’acquisto di un macchinario , di che aliquote usufruirà per la restante parte delle spese che sosterrà dopo il 31/12/2023 ?
    Si spera in una rapida risposta anche a questi dubbi da parte di Agenzia delle entrate.

    1. Avatar Redazione Professionale
      Redazione Professionale

      Buongiorno,
      ha colto nel segno, purtroppo nonostante la misura già sia attiva da un punto di vista normativo, e in teoria è possibile accedere a questi benefici, nella pratica non ci sono istruzioni precise. Ci auguriamo che il Ministero competente, oltre alla agenzia delle entrate, pubblichi una guida pratica e veloce sulla procedura per l’inoltro delle richieste al SUAP dei comuni e della pratica di richiesta del credito di imposta alla agenzia delle entrate.

      Grazie per averci scritto

  2. Avatar leonardo
    leonardo

    Buongiorno, ho un’attività di carrozzeria, meccatronica, il locale dove svolgo l’attività è di proprietà dei miei genitori ed io pago l’affitto. Volevo sapere se un eventuale acquisto da parte mia di questo immobile potrebbe rientrare come bene agevolabile? Grazie

    1. Avatar Redazione Professionale
      Redazione Professionale

      Buongiorno,
      in linea di principio dovrebbe essere possibile, tuttavia vi sono molte condizioni da rispettare, tra cui la presenza di un progetto di investimento di almeno 200.000 euro e il rispetto del limite del 50% per gli investimenti immobiliari. E’ opportuno attendere le istruzioni operative per valutare appieno i vantaggi delle nuove norme.

      Grazie per averci scritto

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