Rottamazione tributi locali, pubblicato l’elenco dei Comuni aderenti: domande dal 16 ottobre

L'elenco va letto riga per riga: due Regioni hanno aderito soltanto per il bollo auto e per diversi Comuni la definizione copre solo alcune entrate. Per chi ha partita IVA gli effetti sono più limitati di quanto sembri.

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L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato l’elenco delle Regioni e degli enti locali che hanno comunicato l’adozione del provvedimento di applicazione della definizione agevolata alle proprie entrate. Si apre così la seconda fase della sanatoria: quella che riguarda IMU, TARI, bollo auto e sanzioni del codice della strada.

Il documento raccoglie oltre 1.480 posizioni fra Regioni, amministrazioni provinciali, Città metropolitane, Liberi consorzi comunali e Comuni. Il calendario è fissato dalla norma e le domande si presentano dal 16 ottobre. Ma la lettura dell’elenco richiede più attenzione di quanta ne suggerisca un semplice controllo del nome del proprio Comune.

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Rottamazione tributi locali, quali debiti rientrano

La definizione agevolata prevista dalla legge di Bilancio 2026 si estende a tutti i debiti, tributari e non, con esclusione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti, risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 dalle Regioni e dagli enti locali che, nell’esercizio della propria e autonoma potestà impositiva, ne abbiano previsto l’applicazione alle proprie entrate. Dunque conta sia il periodo di affidamento del carico, sia la delibera dell’ente creditore.

La verifica definitiva per i contribuenti

I provvedimenti adottati dagli enti creditori sono pubblicati nel sito internet istituzionale degli stessi enti e comunicati all’agente della riscossione entro il 31 luglio 2026. L’elenco diffuso dall’Agenzia, quindi, è il riepilogo delle comunicazioni ricevute, non la fonte dell’efficacia della misura: quella deriva dal provvedimento pubblicato dall’ente. Lo dichiara lo stesso documento, che nell’intestazione si presenta come l’elenco degli enti che hanno comunicato l’adozione del provvedimento.

C’è poi unulteriore di dettaglio. Accanto a numerosi enti l’elenco riporta i soggetti terzi che hanno affidato carichi all’agente della riscossione per loro conto, con l’indicazione della singola entrata interessata. In quei casi l’adesione può riguardare soltanto una parte delle entrate dell’ente. Le colonne dedicate ai soggetti terzi e alle note vanno quindi lette insieme al nome dell’amministrazione.

Resta infine un’area che l’elenco non copre affatto. La definizione riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione: i tributi locali riscossi direttamente dall’ente o affidati a concessionari privati restano fuori, e per quelli ciascuna amministrazione può adottare proprie forme di definizione, con regole e scadenze autonome. Un Comune può quindi non comparire nell’elenco e avere comunque deliberato una sanatoria sui crediti gestiti per altra via.

Per il contribuente, la verifica più affidabile si fa sull’albo pretorio e sul sito istituzionale del proprio Comune o della propria Regione, dove si trovano anche i contenuti specifici della delibera.

Due Regioni hanno aderito solo per il bollo

Fra le cinque Regioni presenti nell’elenco, tre (Basilicata, Campania e Lazio) figurano senza limitazioni. Puglia e Umbria compaiono invece con una nota esplicita: la definizione agevolata è applicabile soltanto ai carichi relativi alla tassa automobilistica. In quei territori la sanatoria regionale riguarda il bollo auto e nient’altro.

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Il calendario della rottamazione dei tributi locali

Dal 15 ottobre 2026 l’agente della riscossione rende disponibili ai debitori, nell’area riservata del proprio sito, i dati necessari a individuare i carichi definibili. Entro la stessa data pubblica le modalità, esclusivamente telematiche, per la presentazione della dichiarazione.

La dichiarazione deve essere inoltrata tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026 e può essere integrata entro quest’ultima data. La comunicazione delle somme dovute viene inviata entro il 28 febbraio 2027 e gli effetti previsti dalla legge di Bilancio si determinano alla data del 31 marzo 2027.

Come si paga e gli interessi del pagamento rateale

Il pagamento avviene in unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari ammontare. Il piano rateale ha una scansione particolare che conviene conoscere: le prime cinque rate scadono il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre 2027; quelle dalla sesta alla 54esima il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2028.

In caso di pagamento rateale si applicano interessi al tasso del 3% annuo a decorrere dal 1° aprile 2027.

Le multe non si azzerano

Per le sanzioni amministrative, comprese quelle per violazioni del codice della strada, diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie, la definizione si applica limitatamente agli interessi, comunque denominati, compresi quelli previsti dall’articolo 27, sesto comma della legge 689/1981 e gli interessi di mora, e alle somme maturate a titolo di aggio.

La sanzione in sé resta integralmente dovuta. Chi ha una multa arretrata non la cancella, risparmia solo sulle somme accessorie.

Che effetto ha per chi ha partita IVA

Sul concordato preventivo biennale, l’effetto è nullo. L’articolo 10 del decreto legislativo 13/2024 subordina l’accesso all’assenza di debiti tributari, ovvero all’estinzione di quelli di importo complessivamente pari o superiore a 5.000 euro per tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, interessi e sanzioni compresi, ovvero per contributi previdenziali definitivamente accertati. I tributi locali non rientrano in quel perimetro: sanare la TARI arretrata non avvicina alla soglia e non rimuove una causa ostativa che, per quei debiti, non esiste.

Sul blocco dei pagamenti della pubblica amministrazione, invece, l’effetto c’è. L’articolo 48-bis del DPR 602/1973 impone alle amministrazioni pubbliche e alle società a prevalente partecipazione pubblica di verificare, prima di effettuare pagamenti superiori a 5.000 euro, se il beneficiario risulti inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo. La norma parla di cartelle di pagamento, senza distinguere fra entrate erariali e locali: i carichi locali affidati all’agente della riscossione concorrono quindi al superamento della soglia e definirli può sbloccare compensi altrimenti trattenuti.

Per i professionisti la verifica oggi è ancora più estesa: il comma 1-ter dello stesso articolo, introdotto dalla legge di Bilancio 2026 e modificato dalla legge 88/2026, la applica dal 15 giugno anche ai compensi di importo fino a 5.000 euro, fermo restando che il blocco scatta soltanto se le cartelle non pagate superano complessivamente i 5.000 euro.

Contenziosi in corso: vige l’obbligo di dichiarazione

Nella dichiarazione il debitore deve indicare l’eventuale pendenza di giudizi aventi a oggetto i carichi inclusi e assumere l’impegno a rinunciarvi. I giudizi vengono sospesi dal giudice nelle more del pagamento della prima o unica rata; l’estinzione è dichiarata d’ufficio, ai soli fini processuali, dopo il versamento.

Chi ha impugnato un accertamento IMU o una cartella TARI deve quindi mettere in conto che aderire significa rinunciare alla causa.

Domande frequenti

Quali debiti si possono definire?

Tutti i debiti, tributari e non, esclusi quelli derivanti da condanne della Corte dei conti, affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 da regioni ed enti locali che abbiano deliberato l’adesione.

Quando si presenta la domanda?

Tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026, in via telematica, con le modalità pubblicate dall’agente della riscossione entro il 15 ottobre.

Come si verifica se il proprio Comune ha aderito?

Il provvedimento dell’ente è pubblicato sul suo sito internet istituzionale. L’elenco diffuso dall’Agenzia riepiloga le comunicazioni ricevute, ma non copre le definizioni autonome sui tributi riscossi direttamente o tramite concessionari privati.

L’adesione di un Comune copre tutte le sue entrate?

Non necessariamente. L’elenco riporta, accanto a diversi enti, i soggetti terzi che hanno affidato carichi per loro conto con l’indicazione dell’entrata interessata: in quei casi la definizione riguarda soltanto quei carichi.

Le multe vengono cancellate?

No. Per le sanzioni amministrative, comprese quelle stradali, la definizione opera solo su interessi e aggio.

In quante rate si può pagare?

Fino a cinquantaquattro rate bimestrali, con interessi del 3% annuo dal 1° aprile 2027.

Sanare i tributi locali aiuta ad accedere al concordato preventivo?

No. La causa ostativa riguarda i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate e i contributi previdenziali, non le entrate locali.

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Ivana Zimbone

Direttrice responsabile

Direttrice responsabile di Partitaiva.it e della rivista filosofica "Vita Pensata". Giornalista pubblicista, SEO copywriter e consulente di comunicazione, mi sono laureata in Filosofia - con una tesi sul panorama dell'informazione nell'era digitale - e in Filologia moderna. Ho cominciato a muovere i primi passi nel giornalismo nel 2018, lavorando per la carta stampata e l'online. Mi occupo principalmente di inchieste e approfondimenti di economia, impresa, temi sociali e condizione femminile. Nel 2024 ho aperto un blog dedicato alla comunicazione e al giornalismo digitale.

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