- Negli ultimi anni diversi decreti si sono concentrati sulla gestione del contenzioso tributario e sull’adempimento collaborativo.
- Questo strumento, introdotto nel 2015, mira ad instaurare un rapporto di fiducia tra l’Agenzia delle Entrate e i contribuenti, spostando l’approccio dalla verifica a posteriori verso una collaborazione proattiva.
- A partire dal 17 dicembre 2024 si dovrà utilizzare il nuovo modello messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, che racchiude tutte le ultime novità normative su questo strumento.
- L’Agenzia delle Entrate ha inoltre pubblicato il 28 gennaio 2026 le linee guida sulla gestione del rischio fiscale.
L’adempimento collaborativo (o cooperative compliance) rappresenta una delle colonne portanti della riforma fiscale italiana, segnando il passaggio da un rapporto di controllo verticale a una logica di fiducia reciproca tra Amministrazione finanziaria e grandi contribuenti. Con il recente aggiornamento delle linee guida, il quadro normativo si evolve per offrire maggiore certezza del diritto e una gestione proattiva del rischio fiscale.
L’obiettivo di questo regime è prevenire il contenzioso attraverso una comunicazione costante e trasparente. Le nuove disposizioni definiscono con maggiore precisione i requisiti di accesso e le modalità di funzionamento del Tax Control Framework (TCF), il sistema di controllo interno che le aziende devono adottare per monitorare i rischi fiscali
Indice
Cos’è l’adempimento collaborativo
Prima di parlare delle novità è necessario fare una doverosa premessa sulla natura dell’adempimento collaborativo, un’iniziativa fiscale volta a instaurare un nuovo tipo di relazione tra l’Agenzia delle Entrate e i contribuenti. Il concetto, introdotto per la prima volta con il decreto legislativo del 5 agosto 2015 (n. 128), è stato ulteriormente sviluppato e rafforzato con il Decreto Legislativo approvato in esame preliminare il 16 novembre 2023 del Consiglio dei Ministri1. Il nucleo dell’adempimento collaborativo risiede nel creare un rapporto di fiducia tra l’amministrazione fiscale e il contribuente, con l’obiettivo di incrementare bilateralmente la trasparenza in ambito di fiscalità.
Un approccio, quindi, che intende spostare l’enfasi dalla semplice verifica e dal controllo a posteriori, tipici della tradizionale gestione fiscale, verso una collaborazione proattiva e preventiva tra le due parti. In pratica, ciò si traduce in una collaborazione tra Agenzia delle Entrate e contribuenti, che attraverso l’adempimento collaborativo aprono un dialogo costante e tempestivo su questioni fiscali di rilievo.
Tale interlocuzione permette un’analisi congiunta delle situazioni che potrebbero generare rischi fiscali, offrendo l’opportunità di risolvere le incertezze e i dubbi prima che si concretizzino in eventuali problemi. Per partecipare a questo regime, i contribuenti devono aderire volontariamente e soddisfare determinati requisiti soggettivi e oggettivi.
Adempimento collaborativo: come funziona
La riforma fiscale del 2023 ha introdotto significative innovazioni in ambito di adempimento collaborativo, potenziando e ampliando il regime di cooperative compliance.
Le modifiche portano con sé una serie di novità che mirano a rafforzare la collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate e i contribuenti, nonché a incentivare la conformità fiscale. Ecco le principali novità introdotte dal 2023 ad oggi:
- riduzione della soglia d’accesso: la riforma ha previsto che il limite di fatturato per accedere a questo strumento scenda da 1 miliardo di euro a 750 milioni per il 2024;
- apertura del regime a gruppi di imprese: le società che individualmente non soddisfano i requisiti di ammissibilità possono ora accedere al regime se fanno parte di un gruppo di imprese che possiede i requisiti necessari e adotta un sistema integrato di gestione del rischio fiscale;
- certificazione dei sistemi di rischio fiscale: i sistemi integrati di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale dovranno essere certificati da professionisti qualificati, che ne assicurino la conformità ai principi contabili;
- retroattività dello strumento: il regime permetterà la gestione di questioni fiscali anche per periodi d’imposta antecedenti all’ammissione al regime, offrendo così una maggiore flessibilità;
- gestione del contraddittorio: vengono introdotte forme più approfondite di dialogo e confronto a favore dei contribuenti che aderiscono al regime;
- regolarizzazione posizione fiscale: il contribuente che segue le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate potrà beneficiare di procedure semplificate per regolarizzare la propria posizione;
- introduzione di un codice di condotta: la riforma prevede l’emanazione di un codice di condotta che definisce diritti e doveri sia dell’Agenzia delle Entrate sia dei contribuenti;
- periodo transitorio: prima dell’esclusione dal regime per violazioni non gravi, sarà previsto un periodo transitorio di osservazione;
- premi alle imprese: l’adesione al regime comporterà benefici come l’esclusione o riduzione delle sanzioni amministrative, la riduzione dei termini di accertamento e in alcuni casi, la non punibilità per il reato di dichiarazione infedele;
- accessibilità alle imprese: anche le imprese che non possiedono i requisiti per aderire al regime, ma adottano un efficace sistema di gestione del rischio fiscale, possono beneficiare di riduzioni delle sanzioni amministrative e di eventuali benefici in termini di non punibilità per il reato di dichiarazione infedele.
Queste novità delineano un quadro più flessibile e inclusivo dell’adempimento collaborativo, con l’obiettivo di incentivare una maggiore trasparenza e conformità fiscale, e di ridurre il contenzioso tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate.
La riforma si propone quindi di creare un ambiente fiscale più equo, efficiente e collaborativo, allineando gli interessi dei contribuenti e dell’AdE per il raggiungimento di una maggiore efficienza.
Nuovo modello per l’adempimento collaborativo
Con il protocollo n.450193/2024 dell’Agenzia delle Entrate2, è stato disposto un nuovo modello da compilare e inviare al fisco in caso di adempimento collaborativo, gratuito e disponibile al portale ufficiale.
Questo documento in particolare va a recepire le ultime modifiche sull’opzione per i contribuenti, in particolare per ciò che riguarda le soglie minime di ricavo annuo, ovvero:
- 750 milioni di euro per il 2024;
- 500 milioni di euro dal 2026;
- 100 milioni di euro dal 2028.
Di fatto questa modifica permetterà nei prossimi anni di accedere più facilmente all’adempimento collaborativo, che sarà disponibile anche alle imprese con un fatturato inferiore rispetto al momento attuale.
Scudo penale maggiore per le PMI
Una novità recente riguarda lo scudo penale maggiore stabilito per le PMI italiane: nella pratica non si applicano più le sanzioni amministrative per quegli illeciti (ad esclusione delle frodi) collegati ai rischi fiscali, se questi sono comunicati in via preventiva, prima delle scadenze delle dichiarazioni fiscali.
Un altro punto importante riguarda le violazioni di tipo tributario che derivano da rischi comunicati all’Agenzia delle Entrate attraverso lo strumento dell’interpello, per cui anche in questo caso non si applicano sanzioni.
Novità 2026
Attraverso un recente provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, il 28 gennaio 2026 sono state aggiornate le linee guida per la gestione del rischio fiscale, un passo fondamentale per chi partecipa al regime di adempimento collaborativo. In particolare, sono state fornite indicazioni sulla possibilità di retrodatare le cosiddette business combinations under common control per le imprese che seguono i principi contabili internazionali IFRS. Ed è stato definito il trattamento contabile e fiscale di stock option e stock grant per i soggetti che applicano i principi contabili nazionali.
Sul sito AdE infatti sono state caricate le schede tecniche che aiutano a prevenire contestazioni future, permettendo alle aziende di allineare i propri sistemi di controllo interno (il cosiddetto Tax Control Framework) alle aspettative dell’amministrazione finanziaria.
Adempimento collaborativo, novità – Domande frequenti
L’adempimento collaborativo è un regime innovativo che modifica il rapporto tributario tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate. Prevede una modalità di interlocuzione costante e preventiva per garantire un rapporto di fiducia tra amministrazione e contribuente.
La tax compliance è il livello di adesione spontanea del contribuente agli obblighi fiscali. L’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate è indurre i contribuenti a pagare spontaneamente ciò che è dovuto, riducendo il contenzioso tributario.
Il Tax Control Framework è un sistema di controllo interno finalizzato a garantire la corretta applicazione delle norme fiscali e la corretta gestione degli adempimenti fiscali.
Le lettere di compliance sono avvisi inviati dall’Agenzia delle Entrate che riportano anomalie nelle dichiarazioni dei redditi, come omissioni o discrepanze rispetto ai dati nei loro database. Queste lettere mirano a segnalare al contribuente l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare l’emersione spontanea dei dati.
Con la riforma del fisco questo strumento viene proposto ad un maggior numero di contribuenti.
- Comunicato Stampa n.59 del Consiglio dei Ministri, governo.it ↩︎
- Prot. n. 450193/2024, Agenzia delle Entrate, agenziaentrate.gov.it ↩︎















Francesca Di Feo
Redattrice Partitaiva.it