Grazie alle informazioni trasmesse dal ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) all’Anagrafe tributaria, l’Agenzia delle entrate procederร con dei controlli incrociati che interesseranno soprattutto chi ha usufruito del bonus elettrodomestici nel 2025. L’obiettivo รจ individuare chi non ha utilizzato correttamente l’anno scorso il voucher per l’acquisto di lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, frigoriferi e congelatori ad alta efficienza.
Controlli bonus elettrodomestici: chi rischia
L’incrocio automatizzato dei dati permetterร di individuare eventuali sovrapposizioni indebite, che potrebbero dare luogo all’invio di notifiche di accertamento. In particolare, i controlli interesseranno chi ha richiesto il voucher ministeriale per l’acquisto di un elettrodomestico e, contemporaneamente, ha portato in detrazione la stessa spesa nel 730 tramite il bonus mobili. Poichรฉ la normativa impone il divieto di cumulo, chi ha tentato di ottenere una doppia agevolazione sarร soggetto a verifiche. Il Fisco, una volta individuate queste sovrapposizioni, procederร infatti inviando le relative comunicazioni di irregolaritร e gli avvisi di accertamento per il recupero delle somme.
Come funziona lo scambio dati MIMIT-Entrate
Per rendere efficaci queste verifiche, entro il 16 marzo 2026 il MIMIT trasmetterร allโAnagrafe tributaria il codice fiscale dellโutente e lโimporto del voucher utilizzato. Non conta la data di consegna fisica dell’elettrodomestico, ma il momento in cui il venditore ha accettato il codice univoco sulla piattaforma PagoPA.
Cosa puรฒ fare il contribuente
Se un contribuente riceve una comunicazione o un atto di accertamento, relativo al bonus elettrodomestici, la prima cosa che deve fare รจ verificare se effettivamente ha utilizzato il voucher e, allo stesso tempo, chiesto anche la detrazione IRPEF del 50% (bonus mobili) per lo stesso acquisto. Se il contribuente ritiene di essere in regola e che l’accertamento sia basato su un errore materiale dell’Agenzia (ad esempio, uno scambio di persona o un errore nel calcolo delle somme), puรฒ presentare un’istanza di autotutela, ovvero una richiesta formale di annullamento dell’atto inviata direttamente all’ufficio che lo ha emesso. In questo caso servono perรฒ prove documentali.
Al contrario, se il rilievo del Fisco รจ corretto (ad esempio รจ stato effettivamente commesso un errore di cumulo), il contribuente puรฒ regolarizzare la propria posizione pagando quanto dovuto prima che l’accertamento diventi definitivo.











Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it