Partita IVA social media manager: regime, ATECO, contributi e costi reali

Codice ATECO corretto, coefficiente di redditività, contributi INPS e le voci di spesa che pesano davvero su chi gestisce pagine e campagne social.

Adv

partita iva social media manager
partitaiva.it fonti google

Aggiungi Partitaiva.it

alle tue fonti preferite su Google

Chi lavora nella gestione di pagine e campagne social per conto di aziende e professionisti deve aprire partita IVA scegliendo uno specifico codice ATECO, un regime fiscale coerente con il proprio fatturato e un inquadramento previdenziale specifico. Dal 2025 la scelta del codice è cambiata: la nuova classificazione ATECO ha infatti introdotto una voce dedicata all’influencer marketing, separandola per la prima volta dalla gestione operativa delle campagne.

A ciò si aggiunga il fatto che la figura del social media manager non è regolamentata da alcun ordine professionale e, dunque, non esiste un codice ATECO che la nomini esplicitamente. La professione viene ricondotta a voci più ampie legate al marketing e alla pubblicità, con differenze anche significative a seconda che l’attività prevalente sia la gestione di campagne, la parte creativa o la consulenza. La distinzione, evidentemente, incide anche su chi lavora contemporaneamente come content creator sui propri canali.

Quale codice ATECO scegliere per il social media manager

Il codice più utilizzato in questo ambito è sicuramente il 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari, che comprende la gestione operativa di campagne pubblicitarie online, l’advertising sui social, il media buying e la consulenza di marketing. È il codice indicato per chi si occupa concretamente di pianificare, pubblicare e monitorare contenuti e inserzioni per conto di terzi.

L’influencer marketing non è social media management

Il codice esclude però in modo esplicito l’attività di influencer marketing, confluita dal 2025 in una voce a sé, la 73.11.03 – Attività di influencer marketing. Chi promuove prodotti attraverso i propri canali social, oltre a gestire quelli dei clienti, deve quindi valutare se aprire la partita IVA con entrambi i codici, uno primario e uno secondario, per rappresentare fedelmente l’attività svolta.

I codici alternativi

Esistono poi codici alternativi, da scegliere in base alla parte prevalente del lavoro:

  • 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie, indicato per chi si concentra sulla fase creativa, come la definizione della strategia di comunicazione o dei contenuti;
  • 74.90.99 – Altre attività professionali n.c.a., un codice più generico usato quando l’attività non rientra pienamente nella pubblicità in senso stretto;
  • 62.20.10 – Consulenza informatica, da valutare se il lavoro riguarda in prevalenza aspetti tecnici, come la gestione di piattaforme e strumenti digitali; il coefficiente di redditività in questo caso è diverso da quello della pubblicità.

Come scegliere il codice giusto

Anche se, come abbiamo visto, a livello teorico i nuovi codici permettono di ricondurre i professionisti alle diverse classificazioni in maniera più specifica, in realtà sono ancora numerosi i margini di confusione. A confermarcelo è Alessandro Andreetta, dottore commercialista e revisore legale, noto sul web per la sua pagina Instagram CommercialistaPOP, che ci ricorda come con il passaggio alla nuova classificazione ATECO 2025 il vecchio codice si sia frazionato in codici più specifici.

Alessandro Andreetta

“Qui si apre un mondo – afferma l’esperto – perché il SMM svolge in realtà molteplici attività, che vanno dalla produzione tecnica dei contenuti, passando per il copywriting, per le campagne marketing, fino alla gestione dei budget pubblicitari; quindi prima di tutto bisogna capire bene l’attività che viene svolta e anche nei confronti di chi. Ad esempio, mi sono imbattuto in soggetti che si autodefinivano SMM ma che in realtà facevano riprese, montaggio video e poi li inviavano al cliente. In questo caso ritengo si tratti di attività di produzione foto/video. Di contro, ho trovato chi invece si occupava solo dell’attività di consulenza marketing, che ormai per la maggior parte è rivolta ai social, ma che ha un piglio più consulenziale”.

Insomma, afferma il commercialista, “se per SMM si considera chi fa un po’ tutte queste cose, il codice è 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari (valido sia in ATECO 2022 sia in ATECO 2025). Se la parte prevalente è la consulenza strategica di marketing in senso manageriale, il 70.20.09”.

blank business

Serve l’iscrizione alla Camera di commercio?

Il social media manager viene descritto da diversi consulenti fiscali come una figura ibrida ai fini previdenziali e camerali. Se l’attività ha carattere prevalentemente intellettuale – consulenza, gestione strategica, creazione di contenuti – la partita IVA si apre come libero professionista, senza obbligo di iscrizione alla Camera di commercio.

Se invece l’attività assume una struttura organizzata, con mezzi propri e un’organizzazione più simile a quella d’impresa, può rendersi necessaria l’iscrizione, con il relativo diritto camerale annuale.

blank business

Regime forfettario 2026: requisiti e soglie

Per il 2026 la legge di Bilancio conferma l’impianto del regime forfettario, senza modifiche sostanziali rispetto all’anno precedente. Per accedere e restare nel regime occorre rispettare alcuni limiti:

  • ricavi o compensi non superiori a 85.000 euro annui, calcolati sull’anno precedente;
  • superata la soglia dei 100.000 euro nel corso dell’anno, l’uscita dal regime è immediata, con applicazione dell’IVA dalle operazioni che determinano lo sforamento;
  • spese per personale e collaboratori non oltre i 20.000 euro lordi annui;
  • reddito da lavoro dipendente o pensione dell’anno precedente non superiore a 35.000 euro, soglia confermata anche per il 2026 dall’articolo 1, comma 27, della legge di Bilancio.

Chi supera solo la soglia degli 85.000 euro senza arrivare a 100.000 resta nel forfettario per l’anno in corso, ma passa al regime ordinario semplificato dall’anno successivo.

blank business

Coefficiente di redditività: quanto si paga di tasse

Nel regime forfettario le imposte non si calcolano sull’intero fatturato, ma su una parte di esso, individuata dal coefficiente di redditività legato al codice ATECO. Per il codice 73.11.02 il coefficiente è pari al 78%: il restante 22% degli incassi viene riconosciuto come spesa forfettaria, indipendentemente dai costi effettivamente sostenuti.

Su un fatturato di 30.000 euro, il calcolo procede così: il reddito imponibile lordo è pari a 23.400 euro (30.000 x 78%). Da questo importo si sottraggono i contributi previdenziali versati l’anno precedente, ottenendo il reddito imponibile netto su cui si applica l’imposta sostitutiva, pari al 15% oppure al 5% per i primi cinque anni di attività, se ricorrono i requisiti di start up.

Di contro, è bene rammentare che “in regime forfettario niente è deducibile, se non i contributi pagati. In regime ordinario, è invece possibile dedurre qualsiasi costo inerente, certo e determinato, come quelli legati ai software più comunemente fruiti dai social media manager. Anzi, ci sono degli spunti interessanti nella creazione dei contenuti, fiscalmente parlando, che riservo alle consulenze specifiche ai clienti”, prosegue l’esperto.

Contributi INPS: Gestione separata e aliquota 2026

Non essendo prevista una cassa professionale di categoria, il social media manager libero professionista si iscrive alla Gestione separata INPS. Per il 2026 l’aliquota contributiva resta fissata al 26,07% del reddito imponibile. Non sono previsti importi minimi fissi: chi non fattura in un determinato periodo non versa contributi, a differenza di quanto accade per artigiani e commercianti iscritti in Camera di commercio. Riprendendo l’esempio precedente, su un reddito imponibile di 23.400 euro i contributi dovuti alla Gestione Separata ammontano a circa 6.100 euro, cifra che si somma all’imposta sostitutiva per determinare l’esborso complessivo annuo.

Se però, ricorda ancora l’esperto, il lavoro di social media manager “è svolto imprenditorialmente, allora l’iscrizione sarà rivolta alla gestione commercianti. Il 70.20.09 non lascia scelta, è attività professionale; mentre il 73.11.02 potrebbe essere considerato in entrambi i modi. Le scadenze sono le medesime di tutti gli altri contribuenti”.

tot business

Quanto costa aprire e gestire la partita IVA per social media manager

L’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita: il modello AA9/12 può essere presentato autonomamente, senza costi di segreteria. La spesa comincia quando si affida la pratica a un commercialista o a un centro di assistenza fiscale, con tariffe variabili, che spesso sono incluse nel primo anno di consulenza.

Per la gestione in regime forfetario, un commercialista dedicato a un forfettario ha un costo di norma inferiore a quello in regime ordinario, con costi fissi o variabili a seconda del numero di fatture emesse, degli adempimenti previdenziali da seguire e dei servizi compresi nel pacchetto (dichiarazione dei redditi, calcolo di imposte e contributi, gestione della fatturazione elettronica). Restano quasi sempre fuori dal pacchetto base, e si pagano a parte, le pratiche straordinarie, come variazioni di codice ATECO, gestione di eventuali collaboratori, assistenza in caso di controllo.

A queste voci si aggiungono i costi fissi non legati al commercialista: la PEC obbligatoria, il software di fatturazione elettronica e, solo per chi si iscrive come impresa, il diritto camerale annuale versato alla Camera di commercio. I contributi previdenziali restano comunque la voce di spesa più consistente sul lungo periodo, proporzionali al reddito e non riducibili con la scelta del commercialista.

Autore
Foto dell'autore

Roberto Rais

Giornalista e autore

Giornalista e autore, consulente e coordinatore editoriale, collabora con agenzie di stampe e società editoriali italiane ed estere specializzate in economia e finanza, gestione di impresa e organizzazione aziendale.

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di Partitaiva.it, per ricevere sempre le novità e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.