Una riforma attesa da oltre trent’anni per la professione di agente immobiliare. Il disegno di legge AS 1894, a prima firma del senatore Maurizio Gasparri, è stato presentato il 3 giugno 2026 alla sala stampa della Camera dei deputati. Il provvedimento aggiorna la legge n. 39 del 1989 e introduce obblighi formativi, nuove modalità operative e strumenti concreti per contrastare l’abusivismo nel settore dell’intermediazione immobiliare.
Indice
Cosa prevede il DDL sulla riforma degli agenti immobiliari
Il disegno di legge interviene su più fronti, con l’obiettivo di modernizzare una professione rimasta ancorata a regole scritte quasi quattro decenni fa. Le principali novità riguardano:
- formazione continua obbligatoria con crediti formativi certificati dalle associazioni di categoria firmatarie del CNEL;
- presenza di agenti immobiliari esperti nelle commissioni d’esame camerali;
- percorso universitario dedicato per l’accesso alla professione;
- obbligo della forma scritta nell’esercizio dell’attività di mediazione;
- possibilità di intermediare quote societarie immobiliari senza ulteriori abilitazioni;
- facoltà di utilizzare un conto dedicato e segregato per la gestione tracciabile delle somme ricevute nelle trattative;
- inquadramento normativo dei servizi di property management.
In buona evidenza, sono misure che toccano sia chi si affaccia per la prima volta alla professione, sia chi è già operativo da anni nel mercato. Per i nuovi entranti, il percorso di accesso si struttura in modo più formale, con un titolo universitario specifico che sostituisce o integra l’attuale esame camerale. Per chi già lavora nel settore, invece, l’obbligo di aggiornamento continuo introduce una logica simile a quella già in vigore per altre professioni ordinistiche, come avvocati e commercialisti.
La legge n. 39 del 1989: perché si interviene dopo 37 anni
La normativa attualmente in vigore risale al 1989. Da allora, però, il mercato immobiliare italiano è profondamente cambiato: la digitalizzazione ha moltiplicato i canali di intermediazione, le piattaforme online hanno abbassato le barriere di ingresso e la complessità delle operazioni ha ampiamente superato il perimetro originario della legge.
In questo contesto, la distanza tra le regole esistenti e la realtà operativa del settore si è fatta sempre più evidente. Il proliferare di soggetti non abilitati che operano nell’intermediazione immobiliare (spesso senza le garanzie assicurative e le competenze richieste ai professionisti regolari) ha reso urgente un aggiornamento normativo.
Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, nel 2024 in Italia sono stati rogitati oltre 700.000 atti di compravendita immobiliare. Una platea di transazioni che, per valore medio e complessità crescente, richiede figure professionali preparate e aggiornate.
“Una formazione continua e più legalità – dichiara alla nostra testata Fabrizio Monti, agente immobiliare e mediatore, titolare di Accordo Immobiliare – sono strumenti che rendono il mercato regolamentato e sicuro per i consumatori. L’incarico scritto obbligatorio aumenta la tutela per il professionista e per il suo cliente, evitando di creare confusione nelle trattative. La professionalità e la lotta all’abusivismo devono certamente essere il principale obiettivo da perseguire, ma è comunque fondamentale trovare un equilibrio tra maggiore professionalità e ulteriore appesantimento burocratico, affinché le novità non creino ostacoli al nostro lavoro”.
Il conto segregato e la forma scritta: cosa cambia
Due delle novità più rilevanti per chi opera quotidianamente nel settore riguardano la gestione delle somme e la formalizzazione dei mandati. La prima è l’introduzione della facoltà di utilizzare un conto dedicato e segregato per le somme ricevute nelle trattative, che risponde alla duplice esigenza di tutelare il cliente in caso di insolvenza del mediatore e rendere tracciabile ogni flusso finanziario legato alla compravendita.
La seconda è l’obbligo della forma scritta nell’esercizio dell’attività di mediazione, che mira a ridurre le controversie legate a incarichi verbali o mandati ambigui, che sono ancora oggi una fonte frequente di contenzioso tra agenti e clienti.
Il property management entra nella normativa
Tra le novità più attese dagli operatori c’è inoltre l’inquadramento normativo dei servizi di property management, un’area in forte crescita, trainata dall’espansione degli affitti brevi e dalla gestione professionale di patrimoni immobiliari privati e istituzionali, che fino a oggi operava in un vuoto regolatorio di fatto.
Con il DDL Gasparri, la gestione professionale degli immobili per conto terzi trova una collocazione più precisa all’interno della cornice normativa della mediazione immobiliare. Per gli agenti già abilitati, significa poter ampliare la propria offerta di servizi senza dover acquisire ulteriori autorizzazioni. Per il mercato, equivale a maggiori garanzie per i proprietari che affidano la gestione dei propri beni a operatori professionali.
Quali sono i prossimi passi dell’iter parlamentare
L’iter parlamentare prevede ora l’esame in commissione prima del passaggio in aula. Non sono ancora stati fissati i tempi di discussione, ma la presentazione congiunta con le principali associazioni di categoria (che sono la quasi totalità degli agenti immobiliari organizzati in Italia) suggerisce una base di consenso già consolidata tra gli operatori del settore.
Per chi è già iscritto nei ruoli camerali, i requisiti transitori legati alla formazione continua e alle nuove modalità operative saranno probabilmente definiti in sede di attuazione, attraverso decreti ministeriali o regolamenti delegati. Una fase da monitorare con attenzione, poiché sarà lì che si determineranno le scadenze concrete e le eventuali deroghe per chi esercita da anni.











Roberto Rais
Giornalista e autore