L’INPS ha fornito le prime indicazioni operative per l’accesso ai bonus donne, giovani e ZES. Previsti dal decreto lavoro 2026, si tratta di tre diversi sgravi contributivi riconosciuti ai datori di lavoro che assumono, il cui riconoscimento è però subordinato al rispetto di specifici requisiti. Anche l’importo massimo e la durata sono diversi, mentre le modalità di richiesta rimangono le stesse.
Indice
Bonus donne, giovani e ZES: come presentare domanda
Come chiarito, le istanze per accedere a queste agevolazioni devono essere inviate esclusivamente tramite il sito istituzionale INPS, accedendo alla sezione “Portale delle agevolazioni (ex DiResCo)” con SPID, CIE o CNS.
Il sistema presenta un elenco di moduli telematici integrati. Per indicare quale bonus si intende richiedere, occorre selezionare il nome specifico associato alla misura (ad esempio “bonus donne 2026”, “bonus giovani 2026” o “bonus ZES 2026”).
È possibile inviare la richiesta per i contratti di lavoro a tempo indeterminato stipulati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, purché riguardino:
- donne svantaggiate;
- giovani under 35 in condizioni di disagio;
- assunzioni nel Mezzogiorno.
La domanda può essere presentata anche per le assunzioni non ancora effettuate. In questo caso l’INPS accantona le risorse e il datore di lavoro ha 10 giorni per instaurare il rapporto e inviare la comunicazione obbligatoria (UNILAV).
Quanto spetta per l’assunzione di donne
Come chiarito dalla circolare n. 57/2026, l’esonero per le assunzioni a tempo indeterminato di donne spetta per le assunzioni di disoccupate che risultano prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi (ovunque residenti) o da 12 mesi se appartenenti a categorie svantaggiate (es. over 50, residenti in settori con alta disparità uomo-donna).
L’Esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali e spetta per 24 mesi fino a un massimo 650 euro mensili. Se la lavoratrice risiede in una regione della ZES unica, il limite sale a 800 euro mensili.
Come funziona per i giovani under 35
Secondo la circolare n. 55/2026, lo sgravio contributivo riguarda anche le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35 effettuate nel corso del 2026, ma nel limite di 500 euro mensili. Anche la durata è diversa, infatti, i datori di lavoro possono usufruire del bonus per:
- 24 mesi se assumono soggetti disoccupati o senza impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.
- 12 mesi se assumono soggetti disoccupati o senza impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.
Per assunzioni in sedi ubicate nelle regioni della ZES Unica, il massimale aumenta a 650 euro mensili.
Chi può richiedere il bonus ZES
Con la circolare 56/2026 l’INPS ha infine chiarito le condizioni di accesso all’incentivo specifico per le assunzioni nel Mezzogiorno, specificando quali sono i vincoli dimensionali per il datore di lavoro. In questo caso infatti lo sgravio pari al 100% dei contributi spetta alle imprese che occupano al loro interno fino a un massimo di 10 dipendenti nel mese di assunzione. La misura si rivolge alle assunzioni di personale non dirigenziale che abbia compiuto almeno 35 anni e risulti disoccupato da almeno 24 mesi. Inoltre, la sede di lavoro deve trovarsi nella ZES unica, della quale fanno parte le regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, Marche o Umbria.
Se rispettate tutte queste condizioni, il datore di lavoro ha diritto a richiedere lo sgravio contributivo cui importo massimo è stato fissato a 650 euro per 24 mesi.
Condizioni e vincoli validi per tutti i bonus
Per accedere a qualsiasi forma di esonero, le PMI e i professionisti devono garantire un incremento occupazionale netto. L’assunzione deve cioè aumentare il numero medio di occupati rispetto ai 12 mesi precedenti (calcolo in U.L.A.).
Il datore inoltre non deve aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nei 6 mesi precedenti (nella stessa unità produttiva) e non deve effettuarne nei 6 mesi successivi verso il lavoratore agevolato o colleghi con pari qualifica. Infine, è richiesto un DURC regolare e il rispetto di quanto previsto dai CCNL leader in materia di retribuzione (deve essere corrisposto cioè il cosiddetto salario giusto).
Esclusi
Le circolari specificano che l’esonero -riguarda i complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (con le sole esclusioni di rito come INAIL e fondi solidarietà ). Le agevolazioni non spettano però in caso di contratti di apprendistato e lavoro domestico, contratti di lavoro intermittente o a chiamata e trasformazioni di contratti a termine in tempo indeterminato (l’incentivo spetta solo per nuove assunzioni).
CumulabilitÃ
I bonus 2026 non sono cumulabili con altri esoneri contributivi datoriali (come decontribuzione Sud), ma sono compatibili con la maggiorazione del costo in deduzione per nuove assunzioni e con l’esonero per la parità di genere.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it