Assenze per malattia, nuove regole per visite fiscali INPS: orari e sanzioni per dipendenti di pubblico e privato

La visita ispettiva non è solo un atto di controllo sanitario, ma un vero e proprio strumento di gestione aziendale. L'aumento dei controlli permette alle imprese di tutelare l'organizzazione interna, riducendo i costi indiretti legati alla sostituzione improvvisa del personale e garantendo equità tra i dipendenti.

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Stretta sui controlli per malattia: con l’ultima legge di Bilancio, il panorama delle visite fiscali e dei controlli INPS per lavoratori dipendenti cambia. Debuttano le nuove regole del Polo unico INPS: orari unificati tra pubblico e privato, potenziamento dei medici ispettori e nuove procedure digitali per le PMI. Ecco cosa cambia.

La nuova normativa è stata spinta da un aumento costante delle assenze per motivi di salute – con ben 14 milioni di certificati trasmessi nella seconda metà del 2025 (+2,8% rispetto all’anno precedente) – e punta a rendere i controlli più capillari e tempestivi, fornendo alle aziende strumenti più efficaci per contrastare l’assenteismo strategico.

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Orari di reperibilità unificati: la sentenza del TAR e le nuove fasce

La novità più rilevante, che recepisce la sentenza n. 16305 del TAR del Lazio, riguarda l’eliminazione di ogni disparità cronologica tra il settore pubblico e quello privato. Da quest’anno, le fasce orarie di reperibilità sono identiche per tutti i lavoratori. Il dipendente in malattia ha l’obbligo di farsi trovare presso l’indirizzo comunicato nei seguenti orari, inclusi sabati, domeniche e festivi:

  • la mattina, dalle ore 10 alle 12;
  • il pomeriggio, dalle ore 17 alle 19.

Le verifiche possono essere disposte fin dal primo giorno e per tutta la durata della prognosi indicata nel certificato.

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Rafforzamento tecnologico: il portale PDND per le imprese

Per le PMI e i datori di lavoro, la gestione delle visite ispettive diventa più snella grazie al rafforzamento tecnologico. È ora operativo il nuovo portale telematico inserito nella Piattaforma digitale nazionale dati (PDND).

Attraverso questo strumento, le aziende possono richiedere l’intervento degli ispettori INPS in modo più rapido e diretto. Questo si affianca a un aumento del numero di medici ispettori abilitati, volto a colmare il divario tra l’incremento dei certificati (trainato dal settore privato, che genera il 78% delle comunicazioni) e il numero di visite effettivamente eseguite.

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Obblighi del lavoratore e procedure

Nonostante le novità, l’iter burocratico resta rigoroso per garantire la validità della copertura: il medico curante deve inviare l’attestato telematico all’INPS entro il giorno successivo all’inizio della malattia; il lavoratore ha l’obbligo di comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo della pratica entro 48 ore, per consentire all’azienda la verifica sul portale previdenziale.

Qualsiasi spostamento temporaneo dall’indirizzo di reperibilità (variazione di domicilio) deve essere comunicato con immediatezza per evitare contestazioni in caso di accesso ispettivo.

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Casi di esenzione dall’obbligo di reperibilità

La normativa individua situazioni specifiche in cui il lavoratore è esonerato dal rispettare le fasce orarie sopra citate:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • stati di invalidità pari o superiore al 67%;
  • malattie collegate a infortuni sul lavoro o cause di servizio;
  • convocazione per visite specialistiche o esami clinici (previa presentazione di documentazione scritta).
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Visite fiscali in malattia: sanzioni e rischi per l’assenza ingiustificata

L’irreperibilità alla visita domiciliare senza valida giustificazione comporta sanzioni immediate e crescenti, sia sul piano economico che disciplinare. Con la prima assenza è prevista la perdita del 100% dell’indennità per i primi 10 giorni. Con la seconda assenza c’è la decurtazione del 50% dell’indennità per il periodo residuo, mentre con la terza è prevista la perdita totale del beneficio economico.

Inoltre, il datore di lavoro può avviare procedimenti disciplinari interni. Nei casi più gravi – come le assenze “tattiche” a ridosso di ponti o festività che danneggiano la produttività aziendale – le conseguenze possono arrivare fino al licenziamento.

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