II Consiglio dei ministri proroga la riduzione dei prezzi di benzina e diesel fino al 1° maggio, grazie al taglio delle accise sui carburanti di 24,4 centesimi. La proroga serve a mitigare l’impatto della crisi in Medio Oriente sui costi dell’energia, e si traduce in uno sconto diretto sui listini dei distributori. Tuttavia, le associazioni di categoria, pur accogliendo positivamente la decisione, hanno espresso forte preoccupazione.
Parallelamente alle misure interne, la stabilità energetica si gioca sul piano diplomatico. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è atterrata oggi a Gedda. La missione, che toccherà anche Emirati Arabi e Qatar, punta a blindare gli approvvigionamenti di gas e petrolio in un momento in cui l’Unione europea chiede ai Paesi membri di prepararsi a “interruzioni prolungate” riducendo i consumi, specialmente nei trasporti.
Indice
Accise, sconto prorogato fino al 1° maggio: listino prezzi
Il provvedimento, al Consiglio dei ministri di venerdì 3 aprile, punta a estendere la validità del taglio fiscale già previsto dal decreto carburanti per ulteriori 23 giorni. La scadenza della misura viene così spostata dal 7 aprile al 1° maggio, garantendo per l’intero mese uno sconto di 24,4 centesimi di euro al litro (IVA inclusa) sia sulla benzina che sul diesel.
| Misura | Valore dello sconto | Nuova scadenza |
| Taglio accise benzina | 24,4 cent/litro | 1° maggio 2026 |
| Taglio accise gasolio | 24,4 cent/litro | 1° maggio 2026 |
| Copertura stimata | 417 milioni di euro | – |
Transizione 5.0: crediti d’imposta fino al 100%
Il decreto in Cdm amplia inoltre il raggio d’azione delle agevolazioni fiscali precedentemente limitate ad altri comparti. In particolare, viene esteso alle aziende agricole il taglio delle imposte già operativo per il settore della pesca, equiparando il trattamento fiscale per l’acquisto di carburante. Inoltre, il testo recepisce l’accordo con le associazioni di categoria relativo al piano Transizione 5.0, mirato a sostenere gli investimenti delle imprese nell’efficienza energetica e nella digitalizzazione.
Il governo non solo ha ripristinato l’intera dotazione di 1,3 miliardi di euro prevista dalla manovra (precedentemente ridotta a 537 milioni nel decreto fiscale), ma ha aggiunto ulteriori 200 milioni di euro provenienti dal MIMIT. Lo stanziamento totale raggiunge così 1,5 miliardi di euro, una cifra destinata a coprire le circa 7.000 domande relative agli investimenti del 2025 rimaste sospese.
Il potenziamento delle risorse ha permesso una revisione al rialzo delle aliquote rispetto alle precedenti ipotesi. Nel dettaglio, il credito d’imposta per gli investimenti legati al piano Transizione 5.0 sale dal 35% al 90%, raggiungendo invece il 100% per quanto concerne l’installazione di pannelli fotovoltaici.
L’idea di riconoscere un credito d’imposta forfettario del 35% per gli investimenti esodati è stata quindi abbandonata. Il decreto estende alle aziende agricole lo stesso trattamento fiscale già previsto per il settore della pesca nell’acquisto di carburante. Un segnale di equità per un comparto strategico messo alle strette dai costi di produzione.
Perché il taglio delle accise non basta a fermare i rincari
L’efficacia del provvedimento deve scontrarsi però con le dinamiche del mercato internazionale dei greggi. Secondo le ultime rilevazioni del ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), nonostante il taglio delle accise, la benzina si attesta su una media di 1,733 euro al litro e il gasolio ha raggiunto i 2,032 euro al litro.
Nel confronto con i listini di inizio marzo – prima che le tensioni geopolitiche tra USA, Israele e Iran infiammassero i mercati – il gasolio ha registrato un aumento di 31 centesimi. Per questo motivo, lo sconto statale è riuscito a coprire solo parzialmente l’ascesa dei prezzi industriali, che sono già alti, impedendo di fatto che il diesel superasse la barriera dei 2,3 euro al litro, ma non garantendo il ritorno sotto la soglia critica dei 2 euro.
L’impatto su imprese, professionisti e famiglie
Il taglio delle accise funge da ammortizzatore sociale ed economico. Per i professionisti, infatti, limita l’erosione dei margini di guadagno, già messi a dura prova dalla spinta inflazionistica. Mentre nella grande distribuzione evita che il rincaro dei trasporti si ribalti immediatamente sul carrello della spesa, proteggendo il potere d’acquisto dei consumatori.
Non a caso, il settore dell’autotrasporto resta il più esposto. Il mantenimento dello sconto è una condizione necessaria per evitare l’attivazione di clausole di adeguamento carburante nei contratti di logistica, che innescherebbero un effetto domino sui prezzi al consumo finale.
Confermato lo sciopero nazionale dei camionisti contro il caro prezzi
L’aumento dei prezzi dei carburanti, alimentato dalle persistenti tensioni internazionali in Medio Oriente e dalla guerra in Iran, ha spinto le principali sigle sindacali a proclamare uno sciopero nazionale dei camionisti ad aprile, che minaccia di paralizzare la logistica del Paese.









Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it