Come stabilito dalla legge di bilancio, nel 2026 la tassazione agevolata sui premi di produttività per il settore privato diventa ancora più vantaggiosa, con l’aliquota dell’imposta sostitutiva che scende dal 5% al 1% per i redditi medio-bassi. Inoltre, recentemente la Cassazione ha ampliato la platea dei beneficiari, riconoscendo l’accesso alla misura e garantendo il bonus a una quota più ampia di lavoratori.
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Chi sono i beneficiari della tassazione agevolata
Possono godere della tassazione agevolata prevista per i premi risultato esclusivamente i lavoratori dipendenti del settore privato che, nell’anno precedente a quello di percepimento del premio, abbiano conseguito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro. Il superamento di questo tetto comporta l’applicazione dell’aliquota IRPEF ordinaria, annullando il vantaggio del prelievo sostitutivo.
La manovra 2026 aumenta, inoltre, la somma massima sulla quale si può applicare l’agevolazione. Fino al 31 dicembre 2025 la tassazione agevolata può essere riconosciuta per i premi fino a 3.000 euro lordi all’anno. Con la nuova norma il tetto sale a 5.000 euro lordi. Questo vuol dire che una quota più alta di compensi o importi rientra nel beneficio, mentre tutto ciò che supera i 5.000 euro resta escluso e segue le regole ordinarie.
Come si attiva il beneficio
L’accesso alla tassazione agevolata sui premi produttività non è automatico. La procedura di attivazione prevede come prima cosa la stipula di un accordo tra l’azienda e le rappresentanze sindacali (aziendali o territoriali). Nell’accordo devono essere indicati gli obiettivi (di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione), i criteri di misurazione dei risultati e le modalità di erogazione del premio.
L’accordo, senza il quale premio non può beneficiare della tassazione agevolata, deve essere depositato in via telematica presso il ministero del Lavoro. Anche questo è un passaggio necessario per rendere valida l’agevolazione. Se tutte le condizioni sono rispettate, il premio di produttività viene tassato con l’imposta sostitutiva, al posto dell’IRPEF ordinaria e delle addizionali regionali e comunali (restano invece dovuti i contributi previdenziali, salvo specifiche agevolazioni).
Il ruolo del datore di lavoro
È il datore di lavoro che applica direttamente la tassazione agevolata in busta paga, verificando la presenza dell’accordo, il rispetto dei requisiti e il corretto deposito. L’Agenzia delle Entrate monitora con attenzione che questi parametri non siano puramente formali. La mancanza di un reale incremento documentabile può portare al recupero delle imposte ordinarie e a sanzioni per l’azienda.
Premi aziendali anche al personale d’agenzia: la svolta della Cassazione sul lavoro somministrato
La Corte di Cassazione – con le sentenze n. 16326/2026 e n. 16328/2026 depositate il 17 giugno 2026 – ha stabilito che i lavoratori interinali (o somministrati) hanno diritto a percepire i premi di produzione e di risultato al pari dei colleghi assunti direttamente dall’azienda utilizzatrice. Fino a questo pronunciamento, molte aziende escludevano il personale proveniente dalle agenzie per il lavoro dall’erogazione dei bonus aziendali, giustificando l’esclusione con il fatto che i contratti collettivi aziendali non menzionassero esplicitamente i lavoratori esterni.
I giudici, però, hanno smantellato questa prassi, basandosi sul principio di non discriminazione sancito dall’articolo 35 del decreto legislativo n. 81 del 15 giugno 2015, che stabilisce appunto che ai lavoratori somministrati spettino condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell’impresa utilizzatrice. E il diritto alla parità di trattamento non si ferma alla retribuzione base (paga oraria o mensile), ma include tutte le voci economiche legate alla prestazione, compresi i premi di produttività.
La contrattazione collettiva tra aziende e sindacati può regolare solo le modalità tecniche di calcolo e di erogazione del premio (ad esempio il calcolo in base ai mesi di effettivo servizio). Non ha invece il potere di escludere una categoria di lavoratori. Qualsiasi clausola che escluda i somministrati è considerata nulla.
Come recuperare gli arretrati
Anche se il premio di risultato è calcolato in base agli obiettivi raggiunti dall’impresa utilizzatrice (l’azienda presso cui si è prestato servizio), il datore di lavoro legale resta l’agenzia per il lavoro (l’agenzia interinale). La richiesta formale di pagamento deve quindi essere indirizzata all’agenzia che ha emesso le busta paga nel periodo di riferimento.












Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it