Dazi sui pacchi extra UE dal 1° luglio: quanto pagherà in più chi vende e chi acquista online

Rinvio a ottobre per la tassa italiana, ma confermato il prelievo UE: cosa cambia per PMI e dropshipping

Adv

tassa pacchi 3 euro
partitaiva.it fonti google

Aggiungi Partitaiva.it

alle tue fonti preferite su Google

A partire dal 1° luglio 2026, i pacchi acquistati da Paesi fuori dall’Unione europea (come Cina o Stati Uniti) saranno soggetti al pagamento dei nuovi dazi doganali. La tassa sui pacchi extra UE si applicherà anche a ogni merce in ingresso nel territorio italiano, indipendentemente dal valore del contenuto, poiché entra a far parte della base su cui si calcola l’IVA doganale. Questo, ovviamente, comporterà un incremento generale del costo della spedizione, sia per chi vende che per chi acquista online.

finom business

Come funzionano i dazi sui pacchi extra UE

La nuova normativa prevede una gestione distinta a seconda che il destinatario sia un consumatore privato o un’azienda. Nel dettaglio, per le vendite online destinate a privati con un valore non superiore a 150 euro (escluse spese di spedizione e assicurazione), si applicherà una modalità semplificata: un dazio fisso di 3 euro per ogni singolo articolo contenuto nella dichiarazione di importazione, tranne nei casi in cui sia applicabile un’origine preferenziale.

Per i flussi commerciali tra imprese, invece, non si applica la tariffa fissa. Il dazio continuerà a essere calcolato in modo analitico, applicando l’aliquota specifica prevista dalla voce doganale della merce, mantenendo valide le consuete riduzioni o esenzioni per origine preferenziale.

Esempi di calcolo

Ecco una simulazione pratica dei costi a confronto (valida fino al 1° luglio 2028, termine del periodo transitorio):

Voce di CostoCanale Privati (B2C – Dazio Fisso)Canale Aziende (B2B – Dazio Analitico)
Valore merce + trasporto120,00 €120,00 €
Calcolo Dazio3 articoli × 3,00 € = 9,00 €Calcolo analitico sulle voci = 10,23 €
Calcolo IVA (22%)22% su 129,00 € = 28,38 €22% su 130,23 € = 28,65 €
Totale Oneri Doganali37,38 €38,88 €
Spese Amministrative Corriere19,52 €19,52 €
Totale Complessivo Spesa176,90 €178,40 €
tot bonifici istantanei

Cosa cambia dal 1° luglio 2026 con i dazi sui pacchi extra UE

Fino al 30 giugno 2026, le spedizioni provenienti da Paesi extra-UE con un valore inferiore a 150 euro saranno esenti dai dazi doganali e su queste si calcolerà soltanto il pagamento dell’IVA. A partire dal 1° luglio 2026 questa esenzione scompare definitivamente e i dazi pagati entreranno a far parte della base imponibile per il calcolo dell’IVA, generando un piccolo aumento a catena sul costo complessivo della spedizione.

La misura nasce per regolamentare un mercato in forte crescita: secondo i dati doganali europei, il volume dei piccoli pacchi diretti in UE è raddoppiato ogni anno dal 2022, raggiungendo 4,6 miliardi di colli nel 2024, con il 91% delle spedizioni provenienti dalla Cina. Per questo motivo, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha pianificato un aumento dei controlli sulle dichiarazioni, comprese quelle di modico valore.

La tassa italiana slitta al 1° ottobre

Il Consiglio dei ministri, tramite il decreto Infrastrutture approvato il 22 giugno, ha deciso di prorogare l’entrata in vigore della tassa italiana di due euro sui pacchi extra UE, spostando l’entrata in vigore della stessa (prevista il 1° luglio 2026) al 1° ottobre 2026.

Il differimento serve a evitare un immediato effetto daziario “3+2” (5 euro di costi fissi più IVA), che avrebbe gravato pesantemente su merci di modesto valore.

Le associazioni di categoria, come CONFETRA e AICE Confcommercio, avevano lanciato l’allarme: un aggravio immediato di 5 euro avrebbe spinto i grandi corrieri a trasferire i voli cargo verso hub europei più competitivi (Germania, Belgio o Paesi Bassi), effettuando lì lo sdoganamento per poi trasportare le merci in Italia via camion. Questo avrebbe causato un crollo del 50% dei traffici merci negli aeroporti italiani, traducendosi in minori controlli e in una perdita stimata di 25 milioni di euro per lo Stato.

Perché si rischia la doppia imposizione

L’introduzione progressiva delle nuove misure doganali rischia di tradursi in un incremento cumulativo dei costi. Dal 1° luglio al 30 settembre 2026, infatti, si pagherà solo il dazio europeo di 3 euro (oltre all’IVA ricalcolata), ma dal 1° ottobre 2026, salvo ulteriori modifiche, i due prelievi (tassa UE e tassa nazionale) si sommeranno di nuovo, portando il costo fisso a 5 euro complessivi per singolo articolo.

Inoltre, da novembre 2026 il carico fiscale potrebbe subire un ulteriore aggravio a causa dell’entrata in vigore della handling fee europea, ovvero la tassa di gestione doganale comune.

Autore
Foto dell'autore

Redazione

Il team editoriale di Partitaiva.it

Siamo un team di giornalisti, consulenti, commercialisti e altri professionisti che ogni giorni si occupano di temi legati al lavoro, fisco, economia, previdenza e finanza.

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di Partitaiva.it, per ricevere sempre le novità e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.