Isopensione prorogata al 2026: si potrà uscire dal lavoro 7 anni in anticipo

L'isopensione, il sistema che permette di anticipare l'età pensionabile fino a 7 anni per favorire l'esodo dei più anziani, viene prorogata fino al 2026. Ecco come funziona.

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isopensione 2026 come funziona
  • Attiva dal 2013, l’isopensione permette ai datori di lavoro di aziende che impegnano più di 15 dipendenti di prendere accordo con l’Inps e i sindacati per favorire l’esodo dei lavoratori più anziani.
  • L’isopensione permette di anticipare l’età pensionabile ai lavoratori a cui mancano al massimo 7 anni al raggiungimento dei requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia o anticipata (67 anni di età o 41 anni e 10 mesi per la pensione anticipata).
  • Grazie a questo sistema prorogato fino al 2026, l’azienda si impegna a versare un assegno ai lavoratori che abbia un importo equivalente alla pensione, attraverso oneri interamente a suo carico. 

L’isopensione è un sistema che permette di anticipare l’età pensionabile dei lavoratori delle aziende in condizioni di eccesso del personale, previo accordo tra Inps, datore di lavoro e sindacati dei lavoratori.

Questo sistema, attivo dal 2013 e introdotto con la riforma Fornero, consente ai datori di lavoro di stipulare un accordo per favorire l’esodo dei lavoratori più anziani, ai quali mancano al massimo 4 anni al raggiungimento dei requisiti per la pensione: il limite è stato innalzato a 7 anni dal 1° gennaio 2018 fino al 31 dicembre 2026.

Il governo ha deciso di prorogare questo strumento fino al 2026. Scopriamo come funziona l’isopensione, chi può accedere all’anticipo dell’età pensionabile, come si calcola l’assegno e quali sono i vantaggi.

Isopensione, cos’è e come funziona

Introdotta dall’articolo 4 della legge 92/2012 1, l’isopensione permette ai datori di lavoro di aziende private di prendere accordo con Inps e sindacati dei lavoratori per favorire l’esodo dei dipendenti più anziani in caso di eccedenza del personale e qualora l’azienda impieghi più di 15 dipendenti.

Stipulando l’accordo, l’azienda si impegna a pagare un assegno mensile al lavoratore che abbia un importo equivalente a quello della pensione (che prende il nome, appunto, di isopensione). Tale cifra deve essere versata per tutto il periodo di esodo, sino al perfezionamento dei requisiti per accedere alla pensione.

Grazie all’isopensione, in breve, è possibile anticipare l’età pensionabile fino a 4 anni per i lavoratori che sono prossimi a raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata (67 anni di età, oppure 41 anni e 10 mesi).

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Proroga dell’isopensione fino al 2026

Con il Decreto Milleproroghe il governo è intervenuto per prorogare l’isopensione fino al 2026. Il limite inoltre è stato esteso da 4 a 7 anni, fino al 31 dicembre 2026. Questo utile strumento quindi viene ulteriormente portato avanti, portando dei vantaggi sia alle imprese che ai lavoratori.

Va ricordato che non possono accedere a questa soluzione coloro che risultano già titolari di una pensione oppure di un assegno ordinario di invalidità. L’erogazione avviene tramite INPS in 13 rate annuali, proprio come funziona per le pensioni, con l’applicazione di una tassazione ordinaria.

Per chi aderirà a questa soluzione va inoltre ricordato che la pensione non scatta in modo automatico, ma bisogna comunque presentare la domanda di accesso alla pensione quando i termini sono corretti.

Isopensione: chi può accedere

L’azienda che intende accedere all’isopensione deve soddisfare alcune condizioni:

  • impiegare più di 15 dipendenti;
  • trovarsi in una situazione di eccesso del personale;
  • trovare un accordo con Inps e sindacati dei lavoratori maggiormente rappresentativi.

All’interno dell’accordo devono essere evidenziati: una situazione di eccedenza del personale, l’indicazione del numero dei lavoratori risultanti in esubero e il termine entro il quale il programma di esodo deve concludersi. 

Una volta sottoscritto l’accordo quadro tra le parti, quindi, i lavoratori possono aderire o meno allo scivolo pensionistico, considerando che spesso l’azienda incentiva all’adesione.

I requisiti per richiedere l’isopensione

Isopensione proroga

Non basta soddisfare le condizioni precedentemente elencate per poter richiedere l’isopensione: l’azienda dovrà accertarsi anche che al lavoratore manchino al massimo 7 anni per il perfezionamento dei requisiti di accesso alla pensione anticipata o a quella di vecchiaia.

Per il 2024, quindi, possono chiedere l’isopensione i datori di lavoro che impegnano lavoratori con almeno 60 anni e 4 mesi di età, che quindi possono percepire la pensione di vecchiaia solo nel 2031 (al raggiungimento di 67 anni e 4 mesi di età). Bisogna anche sottolineare che l’isopensione non può essere utilizzata per erogare la pensione con Quota 103.

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Come calcolare l’assegno di isopensione

Rispetto ad altre finestre di anticipo pensionistico, l’isopensione non comporta alcuna riduzione nell’importo della pensione: ma come si calcola l’assegno in questo caso?

L’importo dell’assegno, che viene erogato dall’azienda al lavoratore per tutto il periodo di esodo, può variare in base all’importo del trattamento pensionistico che dovrebbe essere erogato nel momento di accesso alla prestazione, esclusa la contribuzione figurativa correlata che il datore di lavoro si impegna a versare per il periodo di esodo. Non è attribuita, però, la perequazione automatica.

Ciò significa che l’assegno di isopensione avrà un importo leggermente più basso rispetto alla pensione che il lavoratore percepirà effettivamente al termine di questo periodo.

Nella determinazione dell’importo pensionistico, comunque, vanno considerati eventuali benefici pensionistici quali: maggiorazione del periodo di servizio effettivamente svolto da soggetti portatori di invalidità superiore al 74%, benefici amianto, ecc.

I vantaggi dell’isopensione

Prima di decidere se aderire al piano di esodo aziendale o meno, il lavoratore potrebbe chiedersi se conviene davvero aderire all’isopensione: ci sono chiaramente dei vantaggi dal lato del lavoratore, ma anche e soprattutto da quello del datore di lavoro.

Per esempio, l’isopensione non prevede alcuna decurtazione sull’assegno pensionistico futuro per il lavoratore che decide di aderirvi, ma consente semplicemente di accedere con anticipo alla pensione.

Al contempo, l’isopensione va incontro ai datori di lavoro che si trovano in condizioni di eccesso del personale, evitando i licenziamenti e accompagnando i dipendenti in esubero alla pensione.

Isopensione – domande frequenti

Cos’è l’isopensione?

L’isopensione permette un anticipo dell’età pensionabile fino ad un massimo di 7 anni rispetto alla normativa Fornero, ma vale solo per le aziende che occupano più di 15 dipendenti. Attiva dal 2013, prevede un accordo tra azienda, INPS e sindacati dei lavoratori.

Quanto si perde con l’isopensione?

A differenza di altre finestre di anticipo pensionistico, l’isopensione non comporta alcuna riduzione dell’importo della pensione, ma semplicemente un anticipo dell’età pensionabile per il lavoratore.

Chi può andare in isopensione?

Possono richiedere l’isopensione i datori di lavoro appartenenti a qualsiasi settore di attività, che impiegano più di 15 dipendenti.

  1. Legge 92/2012, Camera dei Deputati, camera.it ↩︎

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Laura Pellegrini

Giornalista e content editor

Dopo la Laurea in Comunicazione e Società, ho iniziato la carriera da freelance collaborando con diverse realtà editoriali. Ho scritto alcuni e-book sui bonus e ad oggi mi occupo della redazione di articoli di economia, risparmio e lavoro.

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